“L’Italia che va male a scuola” – 7)  Dove sono finiti il direttore didattico, il preside?

Gea: Tu faresti il dirigente di una scuola?Geo: Ci ho provato.Gea: Qualche nostalgia?Geo: Nostalgie, no; rammarichi, piuttosto.Gea: E perché mai?Geo: Perché non sono riuscito a realizzate tutto ciò che avevo in mente, non sono riuscito a cambiare certe strutture di fondo.Gea: Ma dove credevi di arrivare? Mica sarai tu quello che cambierà il mondo.Geo: PerchéContinua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 7)  Dove sono finiti il direttore didattico, il preside?”

“L’Italia che va male a scuola” – 6)  La professionalità docente

Gea: Ho letto che insegnare è un’attività faticosa e stressante. Lo sostiene anche Bertrand Russel.Geo: In effetti. Russel crede che sia persino molto difficile mantenere un approccio di simpatia con i giovani quando si è oberati di lavoro, come di norma succede a chi si dedica all’insegnamento.Gea: Per questo consiglierebbe di non abbracciare quella carrieraContinua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 6)  La professionalità docente”

“L’Italia che va male a scuola” – 5)  Una rivoluzione annunciata

Gea: Non parlarmi più di vizi e di virtù, per favore.Geo: No, questa volta no. Ti parlo di coraggio.Gea: Speravo qualcosa di più leggero.Geo: Facciamo i seri, orbene! Se dico coraggio è perché qualcuno l’ha dimostrato e ha saputo trasformare la propria scuola in un vero ambiente di crescita e di formazione.Gea: Tutti vorrebbero farlo,Continua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 5)  Una rivoluzione annunciata”

“L’Italia che va male a scuola” – 4) I paradossi

Gea: Mi pare che qui da noi si faccia a gara per arrivare primi a rovescio, nelle carenze voglio dire, e in fondo alla scala nelle eccellenze.Geo: Siamo il Paese dei miracoli. Con tutto ciò, e con altro ancora, riusciamo a tirare avanti.Gea: E a far finta di niente. Sarà questo che ci salverà dall’andareContinua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 4) I paradossi”

“L’Italia che va male a scuola” – 3) Due esempi di microanalisi

Il primo è tratto da un comunicato del Giornale Radio 1, diffuso alle ore otto del ventidue settembre 2005. Si parlava, in argomento di inizio dell’anno scolastico, di bambini stanchi e affaticati oltre misura a scuola, bambini che hanno il consenso dei genitori di vegliare, la sera, sino a tardi, per assistere a programmi televisivi,Continua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 3) Due esempi di microanalisi”

“L’Italia che va male a scuola” – 2) Tutti bravi più di noi?

Gea: Qualche volta t’ho anche sentito dire male delle scuole inglesi. Ora ne fai l’apologia? Geo: Oh, questa, poi! Quando mai?! Gea: Hai detto che sono bigotti e codini nello stabilire disciplina in classe, scansioni orarie e       infraorarie che per noi sarebbero assolutamente improponibili. Tutto fonte di stress, ma poi, fuori della scuola, gli studentiContinua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 2) Tutti bravi più di noi?”

“L’Italia che va male a scuola” – 1) Presentazione

L’Italia che va male a scuola: uno strano modo davvero di scegliere un titolo per una raccolta di considerazioni su come funziona l’istituzione scolastica nel nostro Paese e su che cosa essa riesce a offrire ai propri utenti. C’è anche l’Italia che va bene a scuola, certo, ma non è quella ovviamente la parte cheContinua a leggere ““L’Italia che va male a scuola” – 1) Presentazione”