Mondo Domani – Parte 5 di 27 – 2013 (continua)

7 Dicembre 2013. Quanto di nuovo oggi nella bolla? Renzi, Cuperlo e Civati che si contendono la segreteria Pd. A domenica 8 dicembre le primarie, e si accende la campagna congressuale con sondaggi, previsioni e paroloni altisonanti. Di qua vedi Prodi che cambia l’idea precedentemente espressa e dice che andrà a votare. Sull’altro versante ecco l’argomento che pone all’attenzione degli Italiani la nuova segreteria della Lega con Umberto Bossi contrapposto a Matteo Salvini in sostituzione di Roberto Maroni. Le primarie oggi, sabato 7. Bossi, già segretario della Lega, si dimise nel 2012 in seguito allo scandalo che coinvolse la sua famiglia per l’uso di rimborsi elettorali del Carroccio.

Ma che assurdità, ma che sfregio alla serietà politica! In quale Stato al mondo si consentirebbe a un individuo che ha letteralmente rubato – egli stesso e la propria famiglia – denaro degli Italiani per farne uso personale? Solo da noi, forse, si consente a chi froda il fisco, a chi sottrae denaro pubblico, di continuare a mettersi in lizza per conquistare posti di decisionalità e di privilegio nella politica.

Su un versante più a lato, ancora, c’è chi protesta contro tutti: ecco allora Brunetta, presidente del gruppo deputati FI, che qualifica il Parlamento con l’epiteto di “drogato” dal premio di maggioranza e giudicato illegittimo dalla Consulta, da cui le conseguenze dovrebbero portare la Giunta a “convalidare, riassegnandoli agli altri gruppi, i 148 seggi (di Pd e Sel) ottenuti illegittimamente” per andare subito dopo a formulare una nuova legge elettorale e, quindi, alle elezioni. Gli fa eco Beppe Grillo con l’accennare ai “148 abusivi in Parlamento” che devono essere destituiti.

Toni istigatori provengono poi da Berlusconi il quale scrive un messaggio ai parlamentari di FI usando parole apertamente accusatorie: “l’intreccio tra logiche politiche della sinistra e strumenti giudiziari mette in pericolo il concetto stesso di libertà, democrazia, Stato di diritto” e affermando che a tale cosa “non sono estranei i più alti organi di garanzia delle nostre istituzioni”.

Chissà quando verrà il tempo che certi sedicenti “puliti” si fermino a riflettere sul peso di certi termini, quali sono “libertà, democrazia, diritto” e, da quella bolla che trascende ogni male, preoccupazione, sofferenza si degnino di volgere occhi e orecchie al torbido tumulto che si sprigiona dai dolori in cui versa il volgo dei mortali, laggiù nel basso. Ma, dal loro empireo, gli eletti non si avvedono di quel 69% di famiglie per le quali è sceso il tenore di vita, sintomo di un Paese sotto sforzo, smarrito, fiaccato da una crisi che non dà segni di risanamento.

I dati dei Censis, laggiù nella bolgia dei condannati, parlano chiaro: nel 2013 il 52% delle famiglie teme di non farcela a mantenere il proprio tenore di vita; il 24% naufraga nelle difficoltà al momento di pagare le tasse; sono 4,4 milioni le persone che non riescono a trovare lavoro e quasi 6 milioni quelle che devono accontentarsi di un lavoro precario. Un Italiano su due si disinteressa di politica, mentre si viene a sapere che nel 2012 l’esodo verso l’estero è aumentato del 28,8%.

Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori), a questo proposito, valuta la situazione dipinta dal Censis come una realtà “da terzo mondo” non degna “di un Paese che vuole definirsi civile, una vera vergogna. E neppure le previsioni per il 2014 si mostrano meno tristi, là dove è l’incertezza a giocare un ruolo sfavorevole sulle famiglie e sui loro consumi”. Il Governo – prosegue la nota di Codacons – deve quindi fare un Dl antipovertà, che sposti le tasse su quel 10% degli Italiani che detiene il 50% della ricchezza del Paese.

Magari fosse! Sarebbe finalmente l’ora di provvedere a riequilibrare le fortune fra le famiglie chiamando a contribuire in proporzione al reddito e al benessere goduto, togliendo dagli ambiti decisionali della politica i disonesti, costringendo chi ha rubato e frodato a restituire il mal tolto. Codacons, peraltro, parla di incertezza, ma questo termine è da correggere, in quanto incerto lo può essere chi ha la possibilità di optare, di usare i mezzi di cui è dotato; sarebbe meglio usare la parola “disponibilità” o almeno affiancarla alla precedente perché chi non dispone di denaro per procurarsi l’indispensabile ha un bel da arrabattarsi per decidere: non difetta di certezze, ma di mezzi disponibili. Ai poveri tapini che non ce la fanno a sbarcare il lunario verrebbe da dire, se mi si consente l’ironia, come disse Maria Antonietta regina di Francia a chi le faceva osservare la tragica situazione delle masse ridotte alla fame: “Non hanno pane? Date loro delle brioches!”. Similmente noi ai capifamiglia caduti in disgrazia economica: “Non vi basta il vostro salario? Mettetevi in politica!”.

Ma lassù, nella bolla, quelli che vogliono dare a intendere di fare la vera politica, non si accorgono o, meglio, fanno finta di non essersene accorti e di non vedere perché assorti in problematiche di più alta valenza sociale, che nelle profondità degli eventi economico-politici a largo raggio il nostro Paese continua a crescere e nel 2012 si è assestato alla soglia elevatissima di un debito pubblico – Pil del 127%, quando lo stesso parametro si porta a una media Ue di 85,2% e di 90,6% nell’area Euro.

In questo marasma di condizioni per la sopravvivenza trova posto la voce di Confcommercio che, in occasione della presentazione del “Misery Index”, rende nota la perdita di 1,2 milioni di posti di lavoro nell’ultimo quinquennio. Chi ha la fortuna di possedere un posto di lavoro fa ora parte di quella schiera di 22,4 milioni di occupati, condizione attuale che non va al di là di quella che si presentava all’inizio del 2004. La sovrapposizione di “inflazione in alta frequenza” alla “disoccupazione estesa”, come spiega la Confcommercio, ha causato il raddoppio del “disagio sociale”.

8 Dicembre 2013. Un 2013 ancora a tinte fosche per le costruzioni: tra settembre 2012 e settembre 2013 l’occupazione nel settore è diminuita del 7,1% con una perdita di 123.000 occupati. Un calo che, sommandosi a quelli registrati dal 3° trimestre 2008, porta a una perdita di 400.000 occupati, pari a -20%. È il risultato del rapporto di Confartigianato che sottolinea il calo del 4,3% delle imprese edili da settembre 2012 allo stesso mese del 2013.

10 Dicembre 2013. Mentre in Italia i leader della politica si trastullano con il gettarsi in faccia reciproche ingiurie e critiche, mentre si sprecano in un gran da fare per dare un volto nuovo alla legge elettorale, consci che questi passi potranno aprire la strada ad arrivisti della prima e dell’ultima ora, mentre il gran rumore che fanno non va oltre i limiti dei loro interessi ristretti e delle mire personalistiche, ecco che laggiù prende voce una piccola, così per ora, rivoluzione, la Protesta dei Forconi che si solleva oppressa dalla crisi dilagante e dalle posizioni del Governo. A Genova cortei bloccano i binari della ferrovia, fenomeno che si allarga ad altre stazioni della Liguria. Nel Veneto si registrano disagi ai caselli autostradali.

Tafferugli con feriti scoppiano tra dimostranti e polizia. “Via tutti i politici” è lo slogan che accompagna la manifestazione dilagante da Napoli a Palermo, alla Sardegna, alla Puglia, alla Calabria e spinta verso Caserta, Perugia, Bologna, Firenze, Bari, Torino, Roma.

11 Dicembre 2013. Aumentano ancora le domande di disoccupazione e le ore di Cassa integrazione autorizzate. Lo rende noto l’Inps. Nei primi dieci mesi del 2013 l’Inps ha ricevuto 1,7 milioni di domande di disoccupazione, con un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo del 2012 (1,3 milioni). Aumento tendenziale, a novembre anche per la Cassa integrazione con 110 milioni di ore autorizzate (+1,7%)

Nuovo allarme dell’Ocse sul fronte del lavoro. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 41,2% a ottobre, in decisa crescita rispetto al 40,05% di settembre. Il numero dei giovani dai 15 ai 24 anni senza lavoro (stabile al 16,1% nell’area Ocse) ha toccato il nuovo record del 24,4% nell’area Euro, dopo la Spagna (57,4%) e la Grecia (58% ad agosto). Invariato, invece, il tasso di disoccupazione generale: fermo al 7,9% nell’area Ocse e al 12,5% in Italia.

Intanto in Italia dilaga, dal 9 dicembre, la protesta dei Forconi, autotrasportatori che rivelano l’esistenza di un malessere diffuso per le troppe disuguaglianze e per l’assenza di una linea economico-politica capace di portare il Paese fuori della crisi.

Save the Children diffonde: è su bambini e adolescenti che pesa sempre più la crisi: “Una tenaglia che costringe le famiglie italiane con figli a tagliare i consumi di 138 Euro al mese. Sono oltre un milione i minori in stato di povertà assoluta, pari a uno si dieci, il 30% in più nel 2012. Questi i dati drammatici del quarto Atlante dell’Infanzia di Save the Children, che sottolinea la stretta relazione fra povertà e bassi livelli di istruzione, salute, opportunità per bimbi e ragazzi. “Serve una cura forte”, come ad esempio investire in formazione e Scuola di qualità.

14 Dicembre 2015. ERA L’ORA! “L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è realtà. Il Governo ha assunto un decreto. Abbiamo mantenuto la promessa che avevamo fatto”. Letta, in una conferenza stampa, annuncia il decreto legge che abolisce il finanziamento ai partiti. Il decreto, spiega il presidente del Consiglio, recepisce “il testo della legge approvata dalla Camera”. Precisa: “Ora tutto il potere è dei cittadini”. Chi vorrà potrà versare soldi ai partiti”. “Il sistema del 2 per mille non frega i cittadini perché l’inoptato resta allo Stato”. Il finanziamento, dunque, sarà su base volontaria e la scelta spetterà solo ai cittadini”. “E una è andata: abolito il finanziamento pubblico ai partiti! Ora avanti con riduzione del numero dei parlamentari”.

Anche questa: ottima! Ma ci vorranno altri cinque anni e forse più. È legge la norma che mette fine a ogni distinzione e discriminazione tra figli naturali e legittimi. Dopo il primo via libera a luglio il decreto legislativo è stato approvato definitivamente il 13 dicembre 2013 dal Consiglio dei ministri. Superata anche la nozione di “potestà genitoriale” e introdotta quella di “responsabilità genitoriale”, insieme al diritto dei nonni a frequentare i nipoti minori.

Noi, valutati dall’esterno. L’agenzia Standard & Poor’s ha confermato il rating sovrano a lungo e a breve termine dell’Italia a BBB/A-Z, con outlook che resta negativo. L’agenzia sostiene che la valutazione riflette i rischi di una “ripresa fragile in un contesto di elevato debito pubblico. C’è almeno una possibilità su tre che noi potremmo abbassare il giudizio nei prossimi dodici mesi”, se il Governo non implementerà le politiche per riportare il Paese alla crescita, spiegano gli analisti di S. & P. Intanto in Italia viene conseguito il debito record nel mese di ottobre 2013 per le amministrazioni pubbliche: secondo la Banca d’Italia è salito a quota 2.085,321 miliardi. Il dato è in aumento sia rispetto al precedente mese di settembre, quando aveva toccato quota 2.068,722 miliardi sia rispetto al mese di dicembre 2012, quando segnava 1.989,431 miliardi.

17 Dicembre 2013. Aumenta il numero delle persone in grave disagio economico: nel 2012 sono il 14,5% dei residenti in Italia, 3,3 punti in più rispetto al 2011. Lo comunica l’Istat nel report “Reddito e condizioni di vita”: a rischio povertà ed esclusione un italiano su tre. In aumento la “severa deprivazione”, superiore alla media Ue (9,9%). Sempre più persone non possono permettersi una settimana di ferie (da 46,7% a 50,8%), un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 12,4% al 16,8%), spese impreviste di 800 Euro (dal 38,6% al 42,5%). Una persona su cinque non può riscaldare adeguatamente la casa. Al Sud a rischio povertà ed esclusione quasi il 50%. Nel giro di cinque anni, tra il 2007 e il 2012, il numero dei lavoratori under 40 è passato da quasi 11 milioni a poco più di 9 milioni, con una caduta del 15,6%. Sono dati del Censis che sottolinea come il fenomeno in Italia abbia assunto “i caratteri di vera emergenza”. Solamente nella fascia 25-39 anni l’Italia ha fatto registrare “un calo di oltre un milione e 300 mila occupati (-14,2%). Solo la Spagna ha dimostrato di raggiungere risultati peggiori”.

19 Dicembre 2013. I grandi sforzi della Politica nazionale. Ecco Renzi che se la prende con chi vuole fare la legge elettorale a maggioranza: “Se non ci sono alternative, si fa a maggioranza, ma una debolezza del fu Porcellum è che fu fatto a maggioranza”. Per Alfano: “Nel 2015 si torna al voto dicendo con chiarezza il programma… Subito riforma voto. Siamo al 7,5% e destinati a crescere”. Renzi, segretario Pd, ha dato appuntamento a gennaio per una legge elettorale maggioritaria, da votare in caso anche con FI e M5s. – Chiti, esponente Pd, lancia l’allarme: “ambiguità; con una maggioranza diversa da quella di governo si rischia la crisi”.

I magistrati negano il nulla osta a Berlusconi per il rilascio del passaporto che gli avrebbe consentito di partecipare al vertice del PPE, quale invitato dal presidente Daul. Bondi, senatore di FI, in caso di tale impedimento consiglia ad Alfano di declinare pure lui l’invito, ma Alfano conferma volerci andare a Bruxelles.

20 Dicembre 2013. Sono aumentate nel 2012 le persone in cerca di occupazione, con un incremento su base annua del 30,2% (+636 mila persone). Sale a 2.744.000 il numero totale di disoccupati, “il più elevato dal 1977” ovvero da 35 anni. È quanto rileva l’Istat nell’Annuario statistico. Durante la crisi, tra il 2008 e il 2012, i disoccupati sono aumentati di oltre un milione. Il lavoro precario vale circa la metà di quello fisso: 15.663 Euro di retribuzione annua contro i 29.852 [è quello che lassù nella bolla prendono al mese]. La retribuzione lorda di un dirigente è quattro volte quella di un operaio (83.147 Euro contro 21.164).

26 Dicembre 2013. Oltre sei milioni di Italiani, nel 2012, hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria erogata dal Servizio sanitario nazionale, pur avendone bisogno. Sono i risultati resi noti dall’Istat su “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”. Il 9% della popolazione ha dunque rinunciato a cure fondamentali. Di essi il 6,2% ha indicato motivi economici, il 4% liste di attesa troppo lunghe e orari scomodi per l’appuntamento. A rinunciare sono più spesso le donne; la differenza si accentra tra i 45 e i 64 anni.

31 Dicembre 2013. Sembra che le cose, nel mondo della finanza, si siano messe a posto, che tutto vada bene. Piazza Affari saluta il 2013 con una serie di record. L’indice Ftse Mib in dodici mesi ha segnato un balzo del 16,5%, l’All-Share ha guadagnato il 17% e lo Star il 55%. Sono i dati della sintesi annuale della Borsa italiana. La capitalizzazione delle società quotate in Borsa, inoltre, si assesta a 438,2 miliardi di Euro con una crescita del 19,9% rispetto al 2012, pari al 28,1% del Pil. Scambiate azioni per 540,7 miliardi. Unicredit l’azione più scambiata. Record di matricole dal 2007, con 18 Ipo (Initial public offering). Prima tra le debuttanti, Moncler Spread, ai minimi dal 2011: ha perso 100 punti, passando da 316 a 215 p.b.

Contemporaneamente arrivano i segni della stridente incongruenza nell’accesso ai beni economici, da cui si evince il divergere di un duplice binario nella disponibilità in termini di tenore di vita. È l’Istat a lanciare un ennesimo allarme povertà. Nel 2012 – così certifica il Rapporto sulla coesione sociale – si trova in condizioni di povertà relativa il 12,7% delle famiglie italiane (+1,6 punti percentuali sul 2011) e il 15,8% degli individui (+2,2 punti). Si tratta dei valori più alti dal 1997, l’inizio della serie storica. La povertà assoluta colpisce invece il 6,8% delle famiglie e l’8% degli individui. I poveri in senso assoluto sono raddoppiati di numero dal 2005 a oggi (fine 2013) e triplicati al Nord (dal 2,5% al 6,4%). Al Sud sono a rischio il 27,2% degli anziani. Quasi un pensionato su due (il 46,3%) percepisce meno di 1.000 Euro lordi al mese, mentre l’84,9% è sotto i 2.000 Euro.

Il tasso di disoccupazione nel 2012 raggiunge il 10,7% con un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011 (4 punti percentuali in più sul 2008). Il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%, oltre 6 punti percentuali in più rispetto al 2011 (14 punti dal 2008). Lo rileva l’Istat nel Rapporto sulla Coesione sociale. Per i lavoratori italiani i salari sono fermi nel 2012 a 1.304 Euro (retribuzione netta mensile), solo 4 Euro in più (44 rispetto al 2011). I posti fissi calano nel 2013 dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Per gli under 30 la diminuzione è del 9,4%.

Immagine di Copertina tratta da SEM.

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