Mondo Domani – Parte 3 di 27 – 2013 (continua)

 

1° Novembre 2013. Voci dal fondo della crisi economica, raccolte e rilanciate dall’associazione tra i consumatori Codacons, parlano dell’esistenza di “500 enti inutili che ci costano 10 miliardi di Euro all’anno”. In cinque anni, ricorda il Codacons, “solo una cinquantina di enti sono stati realmente eliminati: altri sono stati solo chiusi e poi riaperti con un nome diverso”.

Il boss pentito Carmine Schiavone torna sulla vicenda dei rifiuti nella Terra dei Fuochi, sentito da RaiNews24. “Se dopo il 1997, quando ormai sapevano, fossero intervenuti, il danno sarebbe stato limitato. Quello è un popolo che hanno condannato a morte. Sono felice che la gente cominci ad accorgersi del ruolo dello Stato. Potrebbe esistere una simile forma di criminalità organizzata senza lo Stato? No”. – Mamma mia, quanto fanno pensare queste rivelazioni, cose che gridano vendetta al cospetto di Dio e degli assetati di giustizia!

2 Novembre 2013. Un terzo delle piccole-medie imprese italiane sono state costrette a licenziare. La crisi colpisce soprattutto le realtà più piccole, i dipendenti più giovani neo assunti. È quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos. Tra le cause principali l’eccessivo costo del lavoro.

4 Novembre 2013. Una giornata in politica. Cancellieri si pronuncia: “Non cedo al ‘metodo boffo’. Un quotidiano mi attribuisce proprietà mai avute e stipendi mai percepiti. Tutto questo per alimentare sospetti di presunti favori. Sono disgustata”. – Il ministro della Giustizia (guardasigilli) Cancellieri ha presentato impegni per 4.500 posti in più nelle carceri nel giro di sei mesi, ribadendo non aver alcuna intenzione di dimettersi.

Il capogruppo Pdl della Camera, Brunetta, dice che difenderà la Cancellieri che ha concesso gli arresti domiciliari a Giulia Ligresti. Brunetta dice che il Governo Letta, più che sulla vicenda Cancellieri rischia la Legge di stabilità in quanto la manovra prevedrebbe una tassazione eccessiva, in particolare sulla casa.

Il leader Udc Casini, presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, dice: “La vicenda del ministro Cancellieri è diventata per molti l’occasione propizia per indebolire il Governo o addirittura farlo cadere. Letta è bene che dia ordine a una maggioranza che troppo spesso procede in ordine sparso”.

Fassina: attacchi Pdl per coprire cav. – Il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina chiede: “L’impianto di Tari-Tasi introdotto dal Ddl Stabilità è stato definito, insieme alla cancellazione dell’Imu, dal Consiglio dei ministri di fine agosto con l’accordo di tutti i capigruppo della maggioranza a sostegno del Governo Letta. Pdl incluso e soddisfatto. Perché una parte del Pdl ora critica? Ha cambiato idea? Oppure è un attacco strumentale per coprire scelte dovute alla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi?

Il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello: “In questa fase non è in gioco solo il Governo, ma la sorte del nostro sistema politico. La crisi delle nostre istituzioni, infatti, è giunta a un punto tale che o si ha il coraggio di riformarle, costruendo su solide basi un nuovo bipolarismo o rischiamo di finire sotto le macerie assieme ai nostri avversari storici. Caratteristica del centro-destra è la capacità di parlare al Paese senza ripiegarsi al proprio interno. I disoccupati sono 1,2 milioni in più rispetto al 2007, anno di inizio della crisi.

5 Novembre 2013. Che cosa dice la pagina della politica? Si interessa del caso Cancellieri, del presidente del Consiglio Letta che sosterrà il guardasigilli, della mozione di sfiducia presentata dal M5s (movimento 5 stelle), del disegno di legge di Stabilità, della riforma elettorale, del voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore, di Alfano che rilancia le primarie per il candidato del centro-destra a Palazzo Chigi per le prossime elezioni, del faccia a faccia tra Berlusconi e Alfano, dei nuovi assetti organizzativi del Pdl e Fi (Forza Italia), della candidatura di Cùperlo alla segreteria del Pd sostenuta da 49 candidati, di Renzi sostenuto da 35 e uno che vota Civati, della guerra all’interno del Pd sui dati contesi tra Renzi e Cuperlo, dati ritenuti falsi dai renziani.

Da quanto sopra che cosa è possibile dedurre? A parer mio che i nostri politici si fanno gli affari di casa propria, a un livello di consapevolezza sociale che sta fra le nuvole: non tocca terra, non in quanto lo si possa definire più elevato per dignità, anzi, il contrario, ma perché l’interesse che muove i passi dei politici non va oltre le preoccupazioni personali per l’occupazione dei posti di privilegio, di comando, altamente remunerati, e non bada minimamente a quanto accade al popolo che sta con i piedi ben piantati in terra, subissato da una miriade di problemi irrisolti e in crescita quotidiana.

6 Novembre 2013. La Politica in Italia. Ampio spazio sul caso Jonella Ligresti e ministro Annamaria Cancellieri. Dopo la relazione della Cancellieri alla Camera e al Senato, volta a dimostrare di non aver usato ingerenza nella scarcerazione della Ligresti, il segretario del Pd Epifani rinnova la fiducia alla Cancellieri. Contrari Taverna (M5s) e Molteni (Lega). Berlusconi afferma che “oggi più che mai l’Italia ha bisogno di un forte, unito e compatto movimento dei moderati… Rinnovo il mio invito a concentrare l’attenzione sulla drammatica emergenza dell’economia e della giustizia.” – Alfano si occupa di quelli che non vogliono l’unità nel Pdl, poi assicura il sostegno di Berlusconi al governo Letta e l’impegno dei ministri Pdl a migliorare la legge di Stabilità. Raffaele Fitto (Pdl): “I ministri dovrebbero soprattutto occuparsi di evitare che il Pd spari contro il presidente Berlusconi attraverso il voto sulla decadenza e di evitare che la legge di Stabilità sia un contenitore di aumenti. Se si lascia che il Pd faccia il lavoro sporco contro Berlusconi sarebbe un fatto gravissimo che non potrebbe restare senza conseguenze politiche”. Berlusconi ritiene che il capo dello Stato sia ancora in tempo per concedergli la grazia di sua iniziativa nell’ambito del processo Mediaset sui diritti TV. Il voto dell’aula del Senato sulla decadenza di Berlusconi da parlamentare è stato fissato per il 27 novembre. È scontro: M5s e Sel chiedono tempi più ravvicinati, ma la loro posizione è bloccata dall’Aula. – Il Pdl torna a mettere in discussione la validità del voto sulla decadenza da parlamentare di Berlusconi da parte della Giunta del Senato. Perciò chiede e ottiene per oggi (6-11-2013) la convocazione del consiglio di presidenza del Senato per valutare la pregiudiziale, prima del voto dell’aula di Palazzo Madama. Al centro della contestazione del Pdl il tweet pubblicato sul sito internet di Crimi (M5s) durante la seduta della Giunta Gasparri (Pdl) dice: “Abbiamo chiesto al presidente Grasso di valutare la validità della riunione”. Zanda (Pd) commenta: “Il problema della validità è totalmente inesistente”.

RIFLESSIONI. Queste le preoccupazioni dei politici italiani su quanto avviene nel nostro Paese. Siamo di fronte a due livelli di comportamento: uno basso, dove allignano problemi di ogni genere, sempre più pesanti; uno alto, dove non si vede altro che lotta per il potere, per la poltrona, per la fetta più grossa da divorare, con il solito ritornello del “mandare a casa” gli avversari. Dal basso si levano voci di intensa sofferenza che dall’alto, a causa del frastuono di diatribe interne al mondo della politica, non vengono udite. Anzi, al livello più alto pare essere sempre più evidente l’intenzione di aumentare il rumore per coprire quelle voci e per catturare l’attenzione sui problemi fatui delle alleanze e della legittimità conferita ad atti criminosi, così da convincersi che i problemi della base, là in basso, proprio non esistono.

Invece di sciorinarci le imprese buffonesche dei politici che fingono di scannarsi fra loro e in realtà si muovono in un gioco di cui conoscono benissimo le regole, un gioco che suscita interessi di nessun valore sociale e che galvanizza la stampa e i mass-media per riempire le pagine ei cervelli di fatti completamente vuoti di significato politico per il bene del Paese, invece di tutto ciò i nostri politici dovrebbero con priorità assoluta usare dei propri diversi punti di vista per affrontare i problemi reali, quelli del vivere quotidiano, del lavoro che non c’è, della precarietà quotidiana anche del solo mettere insieme, per molti, il pranzo con la cena, della sanità, dell’istruzione, della sicurezza, dell’infanzia, dell’inquinamento, del degrado ambientale, delle risorse energetiche, dell’evasione fiscale, dei miliardi all’estero, del pianeta frodi-inganni-ruberie-ricettazioni e quant’altro oggi affligge la nostra gente privandola del diritto a un vivere sereno e, molto spesso, della stessa dignità di persona umana.

Affrontare la marea di problemi, dunque, valutarne la virulenza e il suo impatto sociale, circoscriverne la possibilità di autoalimentarsi, escogitare mezzi efficaci per sanarli, controllarne l’estinzione, distruggerne i focolai resistenti e monitorare i risultati via via raggiunti, tutto questo con serenità e genuino trasporto al solo scopo del bene comune. Questo si verificherebbe se i due piani del comportamento, quello alto e quello basso, incontrassero e stabilissero frequenti punti di intersecazione, a iniziativa del piano più alto invero, perché quello più basso è saldamente ancorato alla propria realtà e ai propri problemi di sussistenza quotidiana e di lì non si può muovere, mentre compete al piano più alto la responsabilità di aprire gli occhi, di creare silenzio nel frastuono demenziale delle proprie rivalità interne e delle proprie subdole finzioni in tentativi farseschi di voler dare a intendere di rivestirsi, tutti e sempre, dell’abito e del candore delle colombe.

La responsabilità, dunque, di smetterla di fingere di gettarsi pesci in faccia: un atteggiamento basso-politico che altro non è se non droga culturale per chi osserva dal basso, un inganno per cercare di far credere che lor signori lavorano sodo, quando ben sappiamo che l’obiettivo di tanto lavoro (vogliamo ancora definirlo così?) non è altro che il volersi tenere distanti dalla realtà drammatica dei cittadini e delle loro reali angustie, per godere di un’esistenza privilegiata in un Eden dai confini inattaccabili.

Abbiamo bisogno di politici che sappiano fare politica genuina, che decidano di sedersi attorno a un tavolo, non importa quale sia la corrente politica a cui aderiscono, non importa quali “credo” e convinzioni possano guidare le loro scelte. Abbiamo bisogno di politici che distolgano lo sguardo avido fisso sul posto di prestigio-potere e lo portino sui bisogni effettivi delle persone che li hanno eletti perché di quei bisogni si interessino con senso del dovere e con assoluta onestà. Per i disonesti, i truffaldini, i “furbi”, i traditori degli interessi nazionali, siano essi popolani o parlamentari, non c’è che l’ostracismo, immediato e senza ripensamenti, se è vero, e deve essere vero, che “la Legge è uguale per tutti”.

10 Novembre 2013. Palcoscenico politico in Italia. Siamo in tema di Congresso del Partito Socialista Europeo. Il segretario del Pd, Epifani, sostiene doversi organizzare le sedute a Roma, e qui si innesca e da qui parte una nuova polemica: Fioroni e gli ex popolari annunciano battaglia e ammoniscono che lo scioglimento della Margherita è annullato perché la non adesione al Pse era clausola risolutiva. Ribatte Pittella, vicepresidente del Parlamento Ue e candidato alla segreteria: Fioroni è un provocatore, il Pd entri in Pse. Prodi comunica che non voterà nelle primarie del Pd. Epifani sostiene che è giusto lo stop del tesseramento del partito dopo le segnalazioni di alcune irregolarità. Cùperlo: non vogliamo Pd più piccolo. – Renzi: tocca a noi cambiare il Paese. – Nella legge di Stabilità 2014 un record di emendamenti: 3.093.

RIFLESSIONI. Questo è il modo di fare politica, come un agitarsi per questioni astratte, diafane, fragili ed effimere, dibattute dentro una bolla di sapone, inerenti esclusivamente alle posizioni ideologiche di questo o di quello, posizioni malsicure che vengono difese sotto la falsa apparenza dell’interesse del Paese, ma che non escono dalla bolla, servono solo a far intendere, a chi crede di saper intendere, che la classe politica sta facendo un gran lavoro, ma nella realtà si agita soltanto per salvaguardare le proprie posizioni acquisite e l’insieme dei privilegi che a quelle fanno seguito. I grossi problemi, la vera minaccia al di là della bolla di sapone, sono lasciati a se stessi. E intanto dal 2008 quattrocentomila autonomi hanno chiuso e il 37% dei giovani italiani è costretto a chiedere aiuto ai genitori per arrivare alla fine del mese.

11 Novembre 2013. I titoli della Politica. Berlusconi: se Pd mi “uccide”, no Governo. – Alle colombe Pdl: “Ricordatevi Fini”. – Alfano: Berlusconi sostenga il Governo “Anche se cade. E ci sta pensando… Lui candidato premier, ma non ora”. – Fitto: Alfano si smarca dal Cavaliere. – Per Carfagna: “sarebbe bello credere alle parole di Alfano sull’unità, ma cozzano con i fatti… I cosiddetti innovatori invocano l’unità e preparano la scissione”. – Santaché: si iscriva a primarie Pd. – Per Cicchitto le dichiarazioni di Santaché “testimoniano una evidente volontà di rottura”. – Epifani: no a unico candidato premier “Corre non solo chi vince le primarie… Anche Letta? Decide lui, può essere”. – Letta dichiara: “La Legge di Stabilità è la prima legge dopo cinque anni che abbassa le tasse e che non interviene su tagli alla spesa pensionistica”, sottolineando che sulle pensioni “il tema è l’indicizzazione che va portata avanti sino al suo completamento”.

RIFLESSIONI. Intanto, nel 2011, il 5,2% dei pensionati è nella fascia più ricca, sopra i 3.000 Euro di reddito di pensione al mese, rileva l’Istat. Si tratta di 861.000 persone che assorbono 45 miliardi di Euro all’anno, il 17% della spesa totale (poco meno di quanto sborsato per i 7,3 milioni, il 44%dei pensionati, sotto i 1.000 Euro = il 5% delle pensioni più ricche equivalente al totale delle più povere). Meno di un milione di teste che, in termini di spesa pensionistica, vale quasi come più di 7 milioni di persone, quasi la metà del totale. Nel complesso degli indigenti, spiega Coldiretti, ci sono più di 400 mila bambini con meno di 5 anni di età che nel 2013 hanno avuto bisogno di aiuto per poter bere il latte o mangiare, con un aumento record del 13% rispetto al 2012 e più di 550 mila anziani over 65 che hanno dovuto chiedere aiuti alimentari. Ma la solidarietà è cresciuta del 22%.

Ecco cosa succede fuori della bolla, fuori dell’empireo dei politici impegnati nelle loro diatribe prive di costrutto.

Immagine di Copertina tratta da SEM.

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