Dai Volos a Valle

Dai Volos a Valle

Ricevetti la nomina di insegnante elementare presso la Scuola Bricco Bosi di Bagnolo Piemonte, nel 1968, e quella fu la residenza mia e di mia moglie per dieci anni, sino al 1978, e in quella giunse a noi il nostro figlioletto, fin quando ci trasferimmo in Bagnolo centro. 

Ai “Volos”, così era denominata la zona dove sorgeva la Scuola, trascorsi un periodo foriero di esperienze di vita intense e nuove per me: attraversai quegli anni della mia esistenza lasciandomi alle spalle la precedente residenza cittadina, dalla mia città natale, Cuneo, per trasferirmi in una zona collinare assai decentrata e punteggiata di abitazioni sparse, non agglomerate in complessi.

Imparai molto dal trascorrere il mio tempo a contatto con la natura, con i boschi, con i sentieri, con la fauna selvatica, ma, soprattutto, con la gente del posto, di cui appresi ad apprezzare gli usi, le occupazioni lavorative, i costumi e le doti fondamentali di semplicità, di umanità, di pazienza, di modestia e di parsimonia nel sapersi accontentare del poco indispensabile. 

Uno dei ricordi più vividi è rimasto per me quello dell’intonazione di canti popolari, voluta in modo spontaneo, in famiglia per così dire, ma anche quello del lavoro talvolta condiviso nelle cure agricole e del consumare in lieta compagnia pasti semplici e saporiti assai. 

Amavo molto inoltrarmi per luoghi sconosciuti, avevo buone gambe, e percorsi itinerari inediti lungo i quali ebbi modo di conoscere la morfologia del luogo e le persone che via via incontravo presso le suggestive baite montane.  

Nell’insieme fui attratto dal presentarsi di alcune curiosità: gli anfratti presso le Ròche dij cornajass (le rupi dei corvi), dove si diceva avessero trovato rifugio i partigiani al tempo dei rastrellamenti effettuati dai nazisti durante il Secondo conflitto mondiale; di poi, “la bestia”, una radice sporgente dal terreno, poco oltre la curva del “Turle”, in direzione di Roca Respond (la parete dell’eco), dalla originalissima conformazione naturale, simile alla testa di un animale selvatico, un po’ ritorta, rivolta verso i passanti. Peccato, con il rinnovamento della sede stradale avvenuto in seguito, ne fu decretata la fine. Oppure, ancora, la “giassera d’la Rùmela” (la ghiacciaia sulle pendici del Monte Rumella), un pozzo naturale esistente fra massi robusti, all’interno del quale si diceva che il ghiaccio formatosi durante la stagione invernale si conservasse addirittura per tutta l’estate sopravveniente.

Un importante fattore di cambiamento fu l’asfaltatura della strada che fino a un certo punto era rimasta bianca, e l’acqua dirompente dei temporali la trasformava in rivoli e fossati fangosi. Fu poi una benedizione il potenziamento della conduttura elettrica da 125 a 220 volt, che consentì l’utilizzo di elettrodomestici senza inconvenienti di funzionamento. 

Uno degli avvenimenti più belli, sicuramente il primo per noi, fu l’arrivo fra noi del nostro figlioletto, a metà strada della nostra residenza in quel dei Volos. 

Non dimenticherò mai, nel novero delle rimembranze qui raccolte, un evento che vorrei definire realmente straordinario. Lo citerò sostituendo, per ovvie ragioni di privatezza, i nomi dei protagonisti. Era il tempo in cui abitavo nel caseggiato che comprendeva edificio scolastico e appartamento per insegnanti. Non esistevano condutture di gas metano, pertanto occorreva premunirsi sempre di una bombola di gas liquido di riserva. Quel giorno benedetto, scendevo a valle con la mia vecchia “600”, dopo avervi caricato la bombola esaurita, per recarmi in paese e procedere alla sua sostituzione. Poco dopo la mia partenza scorsi un uomo che gesticolava sul ciglio della strada, come per stimolarmi a sostare. Era Gentel, che subito riconobbi. Fermai l’auto, incuriosito e stupito, e subito Gentel mi corse incontro, in stato di evidente apprensione, chiamandomi a sé e riferendomi: “Mia moglie Linda ha le doglie, devo portarla subito a Bagnolo, all’ospedale, altrimenti va a finire che partorisce qui, e non so come fare, non so chi chiamare”. Allora non c’era ancora una linea telefonica, non parliamo di cellulari, era la norma restare isolati.

Detto fatto, scarico la bombola del gas per eliminare l’ingombro e, con l’aiuto di Gentel, riesco a far salire in auto, con tanta cautela, la sua consorte. Mi precipito all’Ospedale di Bagnolo – allora era ancora in funzione – e, con la stessa cautela usata prima, affido la partoriente alle cure dei sanitari.

Non trascorse molto tempo che Linda diede alla luce Morel, un sano e vispo maschietto. Bene, sono felice che sia capitato proprio a me, sono stato la “cicogna” che ha contribuito a portare al mondo Morel, con il quale, anni trascorsi, ho condiviso un rapporto di sincera amicizia.

Non mancò, purtroppo, il presentarsi di sporadici aspetti negativi sulla scena descritta, ma che non riuscirono ad annebbiare, per buona sorte, le nostre aspettative e il nostro entusiasmo per le scelte fatte. Una sera, infatti, tornati da Cuneo dove ci eravamo recati per salutare i parenti, mi affacciai alla finestra di casa, per buttare un’occhiata intorno, ma non vidi più i miei due alveari che andavo gestendo con cura e passione: giacevano, sfatti, giù per il pendio in cima al quale li avevo collocati dopo aver ricavato un ripiano sul quale stavano al sicuro; vidi, con grande dolore e profonda delusione, i favi sparsi sull’erba e fra le pietre, e le api disorientate in cerca della loro perduta dimora. Con estrema pazienza il mattino seguente mi diedi da fare per ripristinare l’assetto andato distrutto e, piano piano, raggiunsi lo scopo, ricorrendo a opportuni accorgimenti per il futuro. 

Mi capitò anche di tornare, nelle ricorrenze natalizie, ancora da Cuneo dopo aver festeggiato con i miei di casa. Nel cortile della Scuola sorgeva florida e alta una tuja, che avevo addobbato con filari di luci per l’occasione. Trovai gettati attorno, sul selciato, frammenti delle luci, spezzati e scardinati dalla loro sede. 

In ultimo, alcune passeggere divergenze di valutazione su comportamenti tenuti, sia riguardo al corso educativo da me intrapreso sia per apparenti motivazioni di indirizzo politico, nonostante io sia mai stato iscritto a una corrente partitica; ma sono cose che vengono da sé, nel piccolo, un po’ dovunque, e nel mio caso coinvolsero una ristretta minoranza di persone con le quali il colloquio incontrò ostacoli, sino anche al suo esaurirsi. Posso affermare che con quasi tutta la popolazione i rapporti intessuti furono ottimi, cortesi, cordiali, familiari e di tutto rispetto.

Volò via una montagna di anni finché, nel mese di agosto 2026, mi fu portata in omaggio una pubblicazione assai apprezzabile: un libro dal titolo Donne e uomini di Bagnolo Piemonte, autori Maria Elena Sciandra e Valter Boiero, uscito con Fusta Editore, Saluzzo, luglio 2026. Il testo riporta, a pag. 158, la mia esperienza portata avanti con gli alunni della Scuola dei Volos di Bagnolo Piemonte allorché, reduce da un Corso formativo sulle Cooperative scolastiche per insegnanti, decisi di mettere in pratica le competenze apprese. Nacque così il così detto “Pollaio sociale” la cui attività aveva lo scopo di educare gli studenti ai benefici derivanti da una concezione associazionistica del lavoro – la Cooperativa appunto – nel settore della produzione agricola. L’esperienza garantì risultati educativi incoraggianti, inserita nel vivo dell’attività didattica quotidiana.

Allorché scesi a Bagnolo-Capoluogo non abbandonai il mio afflato a cercare spazi innovativi per migliorare il mio lavoro di insegnante e di educatore. Quando si presentò l’opportunità di provare esperienze diverse e originali, pertanto, non mi lasciai sfuggire l’occasione. Fu così che, grazie alla mia posizione sociale e agli studi effettuati, volli arricchire la mia opera a vantaggio delle scolaresche affidatemi, attuando alcuni progetti volti alla prevenzione e alla cura delle difficoltà di apprendimento scolastico, implementando l’applicazione di innovazioni, come quelle di piagetiana memoria e della Psicologia Sociale Genetica nella teorizzazione di Doise e Mugni. Era una direzione di studio-ricerca-realizzazione la cui scia si sviluppò ulteriormente nel mio nuovo ruolo di dirigente scolastico, allorché sviluppai con un gruppo di docenti l’argomento concernente la Metacognizione nell’apprendimento scolastico. 

Nel tempo della mia residenza a Bagnolo Piemonte concentrico mi avventurai nella gestione di un progetto educativo così chiamato di “Attività integrative”, che comportò la durata dell’intero anno scolastico 1984-1985. Si trattò di costituire un gruppo-classe di alunni interessati all’iniziativa, i quali seguirono il programma da me formulato, volto alla conoscenza delle attività sulle quali si muoveva la vita economica, artistica, storica e sociale del paese di residenza. Anche questo fu un modo “diverso” di fare scuola, tenendo sempre presente la necessità di “aprire le menti” a ricerche fra esperienze inusitate per acquisire sempre maggiore consapevolezza sui valori che il tessuto sociale di appartenenza aveva reso propri.

Diressi altresì la mia attenzione al volgersi della vita sociale in ambito comunale e mi apprestai a scrivere per un periodico saluzzese che si interessava fondamentalmente delle vicende riscontrate nell’area prossima alla città di Saluzzo e ai suoi dintorni. Apprestai la mia collaborazione per un periodo di quattro anni, dal novembre 1988 al settembre 1992, con la produzione di oltre cento articoli a scadenza per lo più settimanale. Ne riporto la titolazione qui di seguito:

Consiglio comunale e deliberazioni (più di un articolo) – Pallavolo giovani – Un personaggio: Guglie – Il campanile rinnovato (più di un articolo) – Calcio esordienti – Incendi boschivi 1989 (più di un articolo) – Le cave di pietra – Peste americana nelle api, 1989 – La Casa protetta – La Croce Verde – Rellies Bagnolo Corse (più di un articolo) – Musica rock Metal Anthenora – terremoto 15-05-1989 – Vino Brichet – Settimana dei Giovani – Lettera a Beppe Manfredi – Dibattito sulla difesa dell’ambiente – Presentazione “L’eccidio del 30 dicembre 1943 a Villar Bagnolo” – Scuola e terremoto – Bambini e danze occitane – Esito Elezioni europee del 18 giugno 1989 – Gara di pittura (più di un articolo) – Scuola-laboratorio contro l’insuccesso nell’apprendimento – Vucumprà a Bagnolo – Memoria del sacrificio dei Partigiani (più di un articolo) – Il buco di ozono su Bagnolo – Alpini di Bagnolo Piemonte – Palio dei Borghi – Derby degli asini – Mamma Tivù – Radionorditalia – Bagnolo Piemonte per la musica classica – Ambiente, ritorno alla natura – Olimpiadi giovani – Rita Pavone a Bagnolo Piemonte – Nuovo Centro Anziani, 12 novembre 1989 – Donatori di sangue (più di un articolo) – Envie: si parla di magia – Ricordi bagnolesi sul nuovo calendario 1990 – Un campione di sci in erba – Programma sci-alpinistico del CAI di Barge – Bagnolo zona sismica a rischio – Una moderna carrozzeria – Produzione latteo-casearia – Zona Volos: una Comunità torinese, 1990 – Barge: i disastri ecologici – Il mondo dei furbi – Volete provare a fare gli insegnanti? – Complesso industriale FIRAD per ricambi diesel – L’industria della pietra – L’educazione dei figli – Artigianato del legno – Una piazza storica – Grave incidente stradale (più di un articolo) – Settimana giovani – La Cooperativa agricola bagnolese – Inaugurazione del nuovo Centro Anziani, 25 giugno 1990 – Opere di ristrutturazione – Studenti, ricerca: Sui passi dei monaci – Estate ragazzi 1990 – La produzione delle mele – Costruire l’intelligenza a scuola – AVASS, Associazione Volontarie assistenti socio-sanitarie – Un fungo da primato nei boschi di Bagnolo P. – La Banda musicale – Disagi del trasporto pubblico per studenti – Fondi congelati e iniziative pubbliche in porto – Lettera sulla guerra del Golfo – Lettera sulla guerra: significato – Manifestazioni di fine inverno 1990-1991 (più di un articolo) – Opere sociali di notevole interesse – Manifestazioni di primavera – Ristrutturazione della Bagnolo storica – Calcio: i “Pulcini” in lizza – Vecchioni a Bagnolo P. – Giornata dei Fanti – Scuole chiuse in Val Varaita – “Cantacammina” a Bagnolo Piemonte.

Come conclusione a questa carrellata di ricordi mi piace rimarcare che, ben essendo cuneese di origine, sono altresì bagnolese di adozione, avendo trascorso i miei primi 30 anni a Cuneo, gli attuali ultimi 22 a Barge e, nel periodo intermedio, ben 36 anni nel Comune di Bagnolo Piemonte.

Immagine di Copertina tratta da Upslow Tour.

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