Non riporto qui il testo integrale dei lavori di Watts e di Krishnamurti. Mi limito a discernere una gamma di osservazioni in veste di aforismi di originale saggezza.
Analisi e studio su
Alan W. Watts
Il libro sui tabù che ci vietano la conoscenza di ciò che veramente siamo
Roma, Ubaldini Ed. 1976
(orig.: The book on the taboo against knowing who you are – London 1966)
- Le religioni-tipo sono simili, nel modo in cui vengono professate oggi, a miniere fuori uso: difficilmente se ne può trarre qualcosa.
- Noi non “veniamo” a questo mondo, ma ne usciamo fuori, come le foglie di un albero; la terra crea gli uomini allo stesso modo in cui il mare crea le onde.
- Non è l’anima ad essere nel corpo, ma il corpo ad essere nell’anima; e l’anima è l’intera catena di rapporti e di processi che formano l’ambiente, separati dai quali non si è nulla. (
- L’individuo è separato dal suo ambiente, l’universo, solo dal nome. Confondendo i nomi con la natura si finisce col credere che avere un nome separato voglia dire essere separati.
- La vita e l’amore possono generare lo sforzo, ma non è uno sforzo a poter generare loro. La fede è l’atteggiamento di lasciare spontanea la spontaneità, a modo suo e a tempo suo.
- La cosa in sé (ding an sich di Kant) … non solo non può essere conosciuta, ma nemmeno esiste. … ciò che chiamiamo “cose” non sono altro che momenti di un processo unico. Le divisioni in cose e fenomeni separati sono fantasie.
- Le cose possono essere separate solo nella fantasia.
- L’organismo non è diverso dalle sue azioni, è ciò che fa. L’organismo e il suo comportamento è un processo che si può intendere solo in rapporto al processo del suo ambiente. Le parti sono fantasie del linguaggio e delle operazioni di osservare il mondo attraverso una rete che sembra farlo a pezzetti. Le parti esistono solo per raffigurarsi una cosa e per descriverla. Un comportamento intelligente presume un ambiente intelligente. Se in realtà le parti non esistono, non ha senso parlare di una parte intelligente in un tutto non intelligente: è il cervello a tradurre la vibrazione in ciò che si presenta sotto forma di luce, colore, suono. Si potrebbe dire che l’azione magica del cervello consista proprio nell’evocare queste meraviglie dell’universo, in modo simile a un arpista che evoca una melodia dalle corde silenziose.
- L’universo sottintende l’organismo, e ogni singolo organismo sottintende l’universo. Lo “sguardo” della nostra attenzione ristretta e limitata, alla quale è stato insegnato a confondere ciò che si vede di sfuggita con “cose” separate, deve in qualche modo essere aperto alla visione completa.
- Il mondo è alla radice di un’illusione magica, un gioco di favola dal quale “tu” non sei separato. L’unico vero “tu” è quello che viene e che va, manifestandosi e ritirandosi in e da tutti gli esseri coscienti. “Tu” sei l’universo che osserva se stesso da miliardi di punti di vista che vanno e vengono, per cui la visione è sempre nuova. Ciò che ci appare come la morte, lo spazio vuoto e il nulla sono soltanto gli avvallamenti tra le creste di questo universo eternamente pieno di onde.
- La consapevolezza di sé fa “risuonare” la vita impartendo un’eco immediata a tutto ciò che sentiamo e pensiamo, in modo simile alla cassa di un violino che riverbera il suono delle corde.
- Definire vuol dire limitare, porre confini, fare paragoni, mettere in contrasto; ed è per questo che l’universo, il tutto, sembra sfidare le definizioni. La mente si trova di fronte a un limite apparentemente insuperabile.
- La migliore risposta a: “Cos’è il tutto?” sia: “Guardalo!”.
- Siamo ancora in tempo per risvegliarci alla consapevolezza che tutto è il sé, un sé molto lontano dall’immagine dell’“io” e del corpo chiuso nella pelle. In quel momento si vede il Sé ovunque: la sua immagine è l’universo nella luce e nel buio, nei corpi e nello spazio. “Dietro”, “al di sotto”, “intorno” e “al centro” di essa, rimane l’impensabile ESSO (la relazione fra i poli di un singolo processo), polarizzato nei contrasti visibili tra le onde e gli avvallamenti, tra i solidi e gli spazi.
- Penso, quindi, che con la mia morte dimenticherò chi sono stato, allo stesso modo in cui la mia coscienza è incapace di ricordarsi (se mai lo ha saputo) come formare le cellule del cervello e lo schema delle vene. Così come la mia sensazione di essere “io”, di essere vivo, è venuta dall’esistenza senza ricordi o intenzioni coscienti, così sorgerà ancora, perché il Sé “centrale” – ESSO – appare nelle sue miriadi di forme come la situazione sé/altro, sempre uguale e sempre nuovo, un “qui” nel mezzo di un “là”, un “adesso” nel mezzo di un “poi”, un “uno” nel mezzo di “molti”. E se ho dimenticato da quanto tempo sono qui, e sotto quante forme, si tratta del necessario intervallo di buio tra due pulsazioni di luce. Ritorno in ogni bambino che nasce. Tutti i bambini sono l’esperienza dell’io che viene alla luce. I neonati si svegliano alla vita, senza alcun ricordo del passato. Così, quando saremo morti, non avremo esperienza della condizione di essere un eterno “sono-stato”. Nell’osservare il mondo, dimentichiamo che è il mondo a guardare se stesso attraverso gli occhi nostri e di ESSO.
Analisi e studio su
J. Krishnamurti
Libertà dal conosciuto
Roma, Astrolabio Ubaldini, 1973
Freedom from the Known
London, 1969
- La fede invariabilmente genera violenza.
- Questa è la prima cosa da imparare: il non cercare. Quando cercate, in realtà, non fate altro che guardare le vetrine. Capire se stessi è il principio della saggezza.
- Dal momento che non state più cercando aiuto da niente e da nessuno, siete già liberi di scoprire. e quando c’è libertà, c’è energia; e quando c’è libertà non si può fare niente di sbagliato. E da questo momento non vi è più paura, e una mente che non abbia paura è capace di grande amore. E quando c’è amore può fare quello che vuole.
- I capi distruggono i seguaci e i seguaci distruggono i capi. Dovete essere il vostro stesso maestro e il vostro stesso discepolo. Dovete mettere in dubbio tutto ciò che l’uomo ha accettato come prezioso, necessario.
- Per poter osservare il movimento della vostra mente e del vostro cuore, del vostro intero essere, dovete avere una mente libera, una mente che segua con l’intenzione di comprendere
- È la lotta per ripetere e protrarre il piacere che si trasforma in sofferenza. Proprio il volere che il piacere si ripeta genera dolore, poiché esso non è lo stesso di ieri.
- Questo ardente desiderio di posizione, di prestigio, di potere, è il desiderio di dominare gli altri, e questo desiderio di dominio è una forma di aggressività. E la causa di questa aggressività è la paura.
- Una delle cause principali della paura è che non vogliamo affrontare noi stessi come realmente siamo. Il movimento dalla certezza all’incertezza è ciò che noi chiamiamo paura.
- Il pensiero appartiene sempre al passato, poiché il pensiero è la reazione della memoria e le memorie appartengono sempre al passato. La paura è sempre il risultato del pensiero, il pensiero è sempre vecchio, la paura è sempre vecchia. Solo vivendo completamente, totalmente nel presente la mente non prova paura.
- Il problema centrale è l’imparare a vivere con la paura.
- L’osservatore è la paura e, quando lo si comprende, non c’è più alcun spreco di energia nel tentativo di sbarazzarsene e l’intervallo spazio-tempo tra l’osservatore e la paura scompare. Quando vedete che voi siete la paura, allora la paura giunge totalmente alla fine.
- Se sapremo guardare la violenza, non solamente all’esterno nella società, ma anche in noi stessi, potremo superarla.
- Per poter superare la violenza non la posso sopprimere, non la posso negare. Devo guardarla, devo studiarla, devo esserle molto vicino e non potrò esserlo se la condannerò o la giustificherò.
- Bisogna però sapere come analizzare, il che significa che nel processo di analisi la mente diventa straordinariamente acuta, ed è questa qualità di acutezza, di attenzione, di serietà che ci darà la percezione totale.
- L’uomo veramente serio, con il desiderio pressante di scoprire che cosa sia la verità, cosa sia l’amore, non ha alcun concetto. Vive solamente in ciò che è. Per studiare il fatto reale della rabbia non dovete pronunciare alcun giudizio su di essa, poiché il momento in cui vi fate un’idea del suo opposto la condannate e quindi non potete vederla come realmente è. Non c’è un angolo della nostra coscienza non toccato dal conflitto. In tutti i nostri rapporti esiste questo conflitto – conflitto che è contraddizione, stato di disunione, di separazione, dualità.
- Quello che la società e noi abbiamo creato in noi stessi è avidità, invidia, rabbia, odio, gelosia, ansietà.
- Ciò che è esiste solo quando non c’è alcun paragone. Il desiderio è sempre in contraddizione. Potete rivolgere tutta la vostra attenzione senza distrarvi a ciò che è dentro di voi – sia esso disperazione, abiezione, brutalità, paura, ansietà, solitudine – e vivere completamente con esso; allora non c’è contraddizione e quindi non c’è conflitto.
- Per giungere alla verità la mente deve essere completamente libera, senza ombra di distorsione.
- La libertà è uno stato della mente: libertà di dubitare e di porre in dubbio qualsiasi cosa, che si sbarazza da ogni forma di dipendenza, di schiavitù, di conformismo e di accettazione. Questa libertà implica l’essere completamente soli, in cui non esiste alcuna forma di guida, non esiste tradizione né autorità. Per essere soli dovete essere morti al passato.
- La mente che è sola non è solamente innocente, ma giovane, viva a qualsiasi età – e una mente simile può vedere quello che è verità.
- La libertà può venire solo in modo naturale. Per poterla incontrare, la mente deve imparare a guardare la vita, che è un vasto movimento, senza la schiavitù del tempo, poiché la libertà giace al di là del campo della coscienza.
- Il tempo è l’intervallo tra l’idea e l’azione. L’intervallo è essenzialmente pensiero.
- Finché ci sarà l’intervallo di tempo generato dal pensiero deve esserci dolore, deve esserci il permanere della paura.
- Il tempo è l’intervallo tra l’osservatore e la cosa osservata.
- Abbiamo separato la vita dalla morte, e l’intervallo tra la vita e la morte è paura. Quell’intervallo, quel tempo è creato dalla paura.
- Non potete vivere se non morite psicologicamente ogni minuto. Per vivere completamente ci deve essere la morte per qualsiasi cosa che appartenga all’ieri.
- L’uomo che vive senza conflitto, che vive con la bellezza e con l’amore, non ha paura della morte poiché amare è morire. La morte è una purificazione, un processo di ringiovanimento. Morire vuol dire avere una mente completamente vuota di se stessa, vuota dei suoi quotidiani piaceri, desideri, angosce. La morte è un rinnovamento, un mutamento in cui il pensiero non interviene. La libertà dal conosciuto è morte, e allora vivete.
- L’amore non è un prodotto del pensiero che è il passato. L’amore non è imitato o intrappolato dalla gelosia poiché la gelosia appartiene al passato. L’amore è sempre attivo presente.
- Il dolore è creato da noi stessi, il dolore è creato dal pensiero, il dolore è la conseguenza del tempo.
- Il dolore e l’amore non possono procedere a fianco. L’amore può nascere solo quando ci sia un totale abbandono. Una mente che ricerca non è una mente appassionata e incontrare l’amore senza cercare è l’unico modo per trovarlo.
- Guardare, senza giudicare, senza parole; osservate, con tutto il vostro essere, con tutta la vostra energia. In tale intensità c’è solo attenzione. E quando noi realmente vediamo ci troviamo in uno stato d’amore.
- La bellezza risiede nel totale abbandono dell’osservatore e della cosa osservata. Ci può essere autoabbandono solo quando c’è totale austerità. L’austerità dell’essere semplici che è umiltà assoluta.
- Quando l’osservatore non traduce in pensiero quello che vede, c’è uno stato mentale completamente, interamente solo; solo nella quiete, e quella quiete è bellezza.
- Quando l’amore non è accompagnato da desiderio e da piacere, allora è intenso. È come la bellezza, qualcosa di completamente nuovo ogni giorno, non ha ieri e non ha domani.
- Solo quando vediamo senza preconcetti, senza immagini, allora siamo in grado di entrare in contatto diretto con qualsiasi cosa nella vita.
- L’amore è negato quando ci basiamo sulle immagini. Queste immagini creano lo spazio tra voi e quello che osservate e in quello spazio c’è conflitto. Quando attribuite la vostra totale attenzione, non c’è affatto osservatore. C’è solo lo stato di attenzione che è energia totale, e quella energia totale è la più alta forma di intelligenza.
- Fino a che ci sarà un centro che crea uno spazio intorno a sé non ci sarà amore né bellezza. Quando non c’è un centro né circonferenza allora c’è amore. E quando amate voi siete la bellezza.
- Quando c’è spazio tra voi e la cosa che osservate saprete che non c’è amore e, senza amore, creerete solamente angoscia.
- Il pensiero sostiene e garantisce continuità a un piacere che abbiamo provato ieri e sostiene anche l’opposto del piacere, che è dolore e paura. È il pensiero che produce la dualità in tutti i nostri rapporti; è solo nel silenzio che potete notare il principio del pensiero.
Immagine di Copertina tratta da Dentro La Tana Del Coniglio.

