Mondo Domani – Parte 17 di 28 – 2015/2016 (continua)

Premessa alla Parte XVII. Da questa puntata in poi si può notare come il numero complessivo degli articoli sia aumentato di uno, da 27 a 28, poiché la mole di notizie ultimamente raccolta rischiava di appesantire troppo la puntata finale. 

Mi corre l’obbligo, inoltre, di sottolineare una precisazione, per scrupolo nel rammentare quanto già espresso all’inizio di questo lavoro. Chi mi ha seguito fin qui potrà a un certo punto essere stato preso dall’impressione di assistere a una sorta di processo per ripetute accuse di incapacità e inadempienze, allo scopo di manovrare l’esposizione per fini politici. Nulla di più lontano dal vero. Semplicemente sto facendo una sorta di radiografia sui mali che affliggono il nostro Paese, rivolgendomi ai diretti responsabili della Cosa pubblica per opportunamente sensibilizzarli in forma più diretta, pregandoli, stimolandoli, incoraggiandoli ad assumere i dovuti provvedimenti e in molti casi a decidere per un drastico cambio di rotta, di fronte ai mali che affliggono il nostro Bel Paese. Solamente per amore sincero della nostra Patria e della nostra gente e per il prestigio di correttezza e di onorabilità di cui vogliamo essere araldi nel contesto internazionale. Null’altro, e allora continuerò con la mia accorata disamina.

31 Luglio 2015. “Un paese diviso e disuguale, dove il Sud è alla deriva e rischia il sottosviluppo permanente”. Nel 2014, per il settimo anno consecutivo, il Pil del Sud rimane ancora negativo (-1,3%) e il Pil pro capite tra centro-nord e sud nel 2014 ha toccato il minimo degli ultimi 15 anni, con 53,7%: è quanto si legge nel rapporto Svimez. Netto anche il divario fra i redditi, tradotto in un rischio povertà che al Sud è di una persona su tre, mentre al Nord è di una su dieci. Dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto del 13%, la metà della Grecia che ha segnato +24%. Non meno preoccupante l’allarme demografico: nel 2014 solo 174.000 nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l’Unità d’Italia. 

1° Agosto 2015. Nel mese di giugno il numero degli occupati registra un calo di 22.000 unità rispetto a maggio (-0,1%) e di 40.000 su base annua (-0,2%) (da Istat). È il secondo calo congiunturale dopo quello di maggio. Al top il tasso di disoccupazione giovanile che sale al 44,2% e tocca il livello più alto dall’inizio (1997) delle serie storiche mensili e trimestrali. La disoccupazione sale al 12,7%, in aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% su base annua.

3 Agosto 2015. Il presidente USA Obama interviene per una svolta sui gas serra, considerata come “Il più importante passo per combattere il cambiamento climatico”. Obama annuncia un’estensione “senza precedenti” della limitazione alle emissioni di gas a effetto serra: “Non possiamo condannare i nostri figli e nipoti ad avere un pianeta che non possa essere aggiustato”.

14 Agosto 2015. L’Italia continua a essere spaccata in due. Il dossier dell’Istat “Italia in cifre 2015” mette in rilievo i 17,7 punti percentuali che dividono il Nord dal Sud per numero di persone che lavorano o sono in cerca di lavoro. Se al Nord si arriva al 70,5%, il Sud si ferma al 52,8%. Nel confronto fra uomini e donne la differenza è rispettivamente di 11,8% e 23,4%. Al Centro il tasso di attività arriva al 68,9% della popolazione, che sale al 76,6% per gli uomini e scende al 61,4% per le donne. 

23 Agosto 2015. Il rischio di desertificazione in Italia è molto alto. A causa del degrado del suolo per l’eccessivo sfruttamento, il 21% del territorio nazionale è in pericolo. La percentuale sale al 41% al Sud; in Sicilia le aree affette sono il 70%, in Puglia il 57% e in Molise il 58%. 

16 Settembre 2015. Così riferisce il rapporto della Caritas in collaborazione con l’Università Cattolica, presentato a Roma: “Dall’inizio della crisi a oggi la povertà assoluta nel nostro Paese è più che raddoppiata, coinvolgendo 4,1 milioni di cittadini, rispetto agli 1,8 milioni del 2007”. Le politiche attuate finora, comprese quelle del Governo Renzi – si evince dal documento – sono inefficaci. Serve un reddito minimo, non bastano bonus di 80 Euro o assegno di disoccupazione. “Il welfare italiano è inadeguato”. 

17 Settembre 2015. Il procuratore nazionale Antimafia, Roberti, davanti alla Commissione Antimafia ha dichiarato: “La corruzione è mai stata combattuta in Italia? Mai. Il corruttore è sempre stato visto come un furbo, come l’evasore fiscale. Basta con i negazionismi, non è una novità che le mafie siano costitutive delle società da cui hanno avuto origine. Accanto alla Napoli perbene c’è la Napoli criminale che trae linfa da povertà e disuguaglianze. L’indagine Mafia Capitale dimostra come la corruzione si sia sostituita all’intimidazione mafiosa, rafforzando l’infiltrazione nella società”.

2 Ottobre 2015. Torniamo alla Repubblica degli emendamenti. Questa è diventata negli ultimi tempi l’Italia. A vedere da ciò che succede sulla scena politica, non c’è che dire: si gioca al contrasto, a colpi di calcetto da tavolo con la pallina che balza in un senso e nell’altro senza mai colpire l’obiettivo. Operiamo una analisi sincera della realtà: un perder tempo per restare il più possibile nei posti occupati dando alla critica giornalistica una ignobile parvenza di lavoro, un prendersi gioco delle persone serie e attive nel Paese, sfruttando malamente il criterio di libertà e di espressione d’opinione in un fare e disfare senza limiti, lontani mille miglia da quelli che sono i genuini interessi del Paese. Nulla di più facile che infrapporre al corso della politica una marea di emendamenti alle deliberazioni proposte. È così che si vuole dare a intendere la volontà di muoversi, ma è un muoversi senza un piano, senza un dove, senza proposte alternative, senza idee in assoluto. E la nostra bella Italia va avanti su questo terreno infido. Ma, che succede al Senato? Succede che passa l’emendamento Cociancich, Pd, all’art. 1 della riforma costituzionale sulle funzioni di Palazzo Madama: i SI’ sono 177, i NO 57 e 2 astenuti. I senatori verdiniani votano SI’. Così saltano tutti gli emendamenti delle opposizioni, compresi quelli segreti all’art. 1. Lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni è rovente. Urla e proteste dalle opposizioni: è una “truffa”! Il M5s e la Lega non partecipano al voto. Mineo e Tocci, sinistra Pd, dicono NO. La maggioranza difende l’emendamento: la riforma serve, la discussione è “avvelenata”. In precedenza un emendamento di Sel è respinto con 176 voti contrari, 110 favorevoli e 5 astenuti. 

Disco verde al Senato, dunque, all’art. 1 della riforma costituzionale. I voti a favore sono 172, i contrari 108 e 3 gli astenuti. L’articolo in questione riguarda la funzione del futuro Senato. La maggioranza fa scudo attorno alla riforma Boschi, le opposizioni la attaccano. “La democrazia è finita, in un ‘Bella ciao’ lo diciamo al ministro Boschi: bella ciao”, dice Crimi, M5s, esponendo un cartello della sinistra. La maggioranza contesta il senatore del M5s. In serata è stato esaminato l’art. 2 sulla composizione e l’elettività del nuovo Senato. Sull’art. 2 incombe la richiesta di sei votazioni a scrutinio segreto.

12 Ottobre 2015. Una nota di Unimpresa segnala che oltre 9 milioni di Italiani non ce la fanno a campare con il reddito a disposizione, sono dunque a rischio di povertà: è sempre più estesa l’area di disagio sociale che non accenna a restringersi. Dal giugno 2014 al giugno 2015 – calcola il Centro Studi – altre 30.000 persone sono entrate nel bacino dei deboli in Italia: complessivamente, adesso, si tratta di 9 milioni 246 mila soggetti in difficoltà. E ai “semplici” disoccupati vanno aggiunte “ampie fasce di lavoratori, ma con condizioni precarie o economicamente deboli”. 

15 Ottobre 2015. Dobbiamo tornare all’annoso problema dei finanziamenti ai partiti. Il Senato, con 148 SI’, 44 NO e 17 astenuti approva il Ddl Boccadutri sul finanziamento dei partiti. A votare contro è stato solo il M5s. Il provvedimento, già approvato dalla Camera il 9 settembre scorso, diventa legge e sblocca 45 milioni di Euro di finanziamenti. Il denaro era stato congelato a luglio perché la Commissione di controllo sulla correttezza dei bilanci, istituita dal Governo Letta, non aveva potuto lavorare perché senza personale.

18 Ottobre 2015. Oltre 53 milioni di persone nell’Unione Europea non riescono a soddisfare in modo stabile l’esigenza di un pasto adeguato. A fronte di una media del 10,5%, in Italia sono il 14,2% della popolazione, con un incremento record del 130% in cinque anni.

21 Ottobre 2015. A causa delle lunghe liste di attesa nella sanità pubblica e dei costi proibitivi di quella privata “nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria”. Dichiara il Censis: tre milioni di Italiani non sono autosufficienti, con una spesa annua per le famiglie di circa dieci miliardi. Gli Italiani pagano di tasca propria il 18% del totale della spesa sanitaria, cioè 500 Euro pro capite l’anno, contro il 7% della Francia e il 9% dell’Inghilterra. 

26 Ottobre 2015. Il Censis rivela che 4,8 miliardi di Euro passano dai genitori ai figli. Sono gli aiuti che i cosiddetti “millenials”, i giovani fra i 18 e i 35 anni che vivono per conto loro, ricevono dalle proprie famiglie. Lo studio del Censis, relativo al 2014, sottolinea che “948.000 giovani, sui 4,4 milioni che vivono da soli, non coprono le spese mensili con il proprio reddito” che, mediamente, risale a 22.900 Euro l’anno. Si possono stimare “in più di 2,7 milioni i giovani perseguitati dall’incubo delle bollette”. Almeno 687.000 hanno chiesto aiuto ai familiari. L’81% dei giovani che tirano la cinghia ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni o consumi di welfare.

27 Ottobre 2015. Quando si dice di contraddizioni: da una parte il ministro dell’Economia Padoan che, all’assemblea dell’Assolombarda assicura che l’Italia “è un Paese fantastico, per lavoro e dove investire”; dall’altra le notizie sulla Borsa. Una ricerca dell’Ufficio Studi di Mediobanca comunica: la Borsa italiana è l’unica tra le 23 principali nel mondo ad avere perso valore da inizio 2005 a oggi, con un calo complessivo del 24,8% (-2,6% annuo). Le altre Borse sono invece salite tutte, con progressi che arrivano al +316,8% di Shanghai (+14,1 annuo). Tra i mercati europei il migliore è quello svizzero (+200% totale, +10,7% annuo).

2 Novembre 2015. Dal 2010, anno in cui è partito il blocco degli stipendi, fino al 2014, gli statali hanno perso circa 390 Euro a testa sulla retribuzione lorda. Lo certifica l’Istat in base al calcolo effettuato sulle somme correnti, senza considerare l’erosione dovuta all’inflazione. Lo stipendio medio annuo è passato da 34.662 Euro a 34.272. Un calo che ha portato a un risparmio per la Pubblica Amministrazione di 8 miliardi e 734 milioni di Euro. Senza considerare che i posti di lavoro si sono ridotti a 3,3 milioni da 3,5 di cinque anni prima.

8 Novembre 2015. Le famiglie italiane “in difficoltà” con il pagamento delle spese per la casa sono circa 3 milioni, l’11,7% del totale. Dai calcoli Istat sul 2014: spese per rate mutuo (6,3%), affitto (16,9%) e utenze domestiche (10,2%). 

9 Novembre 2015. In Italia quasi il 66% dei “giovani adulti” dai 18 ai 34 anni vive in casa con i genitori (vedi le note precedenti alle date 11-7-14, 6-12-14, 26-10-15), percentuali quasi 20 punti superiori alla media di tutti i 28 Paesi Ue (48,4%). Eurostat rileva che nel 2014 il 49% dei giovani italiani fra i 25 e i 34 anni vive con mamma a fronte del 3,7% dei coetanei svedesi, del 3% dei danesi e dell’11,2% di quelli francesi. Nella media europea i giovani della fascia di età 25/34 anni che vivono in famiglia sono il 29,2%.

2016

3 Gennaio 2016. Cominciamo bene! Ecco le notizie confortanti a inizio 2016. L’Italia è il Paese europeo con il numero più basso di laureati. Come certifica Eurostat, presto avremo un atro primato non proprio lusinghiero: quello dei giovani che scelgono di andarsene. Lo conferma uno studio dell’associazione “Donne e qualità della vita”, portato negli atenei italiani su un campione di mille laureandi tra i 24 e i 28 anni. Solo il 33% degli intervistati pensa di trovare lavoro in Italia, mentre il 50% si dice pronto ad andare all’estero. In particolare i laureati in settori scientifici (57%), tecnologici (56%) e architetti (49%). 

10 Gennaio 2016. Da uno studio della Cgia di Mestre proviene che “è possibile affermare con buona approssimazione che gli effetti economici derivanti dall’inefficienza della nostra Pubblica Amministrazione siano superiori al mancato gettito riconducibile all’evasione fiscale che sottrae alle casse dello Stato tra i 90 e i 120 miliardi di Euro all’anno. Fra i punti dolenti ci sono i debiti verso i fornitori, che al lordo della quota ceduta in pro-soluto alle banche, valgono 70 miliardi; il deficit logistico infrastrutturale per 42 miliardi; la burocrazia per 31 miliardi e la corruzione per altri 23,6 miliardi di Euro.

22 Febbraio 2016. Aumenta in Italia il numero delle opere iniziate e mai portate a compimento. Nel 2014 sono state 868 rispetto alle 692 del 2013. Lo ha reso noto Codacons, sottolineando come il costo per ogni famiglia si assesti a 166 Euro. Lo spreco complessivo ammonta a 4 miliardi. Il record negativo per le opere incompiute spetta alla Sicilia con 215 infrastrutture mai terminate. La Calabria è passata da 64 nel 2013 a 93 nel 2014. Il primato assoluto dello spreco spetta alla Città dello Sport di Tor Vergata, costata 607 milioni, come asserisce il presidente Codacons, Rienzi. 

24 Febbraio 2016. Il 2015 è stato un “anno buio” per i diritti umani, “il peggiore dai primi anni ’90”. Così annuncia Amnesty International nel suo rapporto 2015-2016. Nel 2015 sono stati “uccisi 156 difensori di diritti umani” nel mondo. Amnesty, fra l’altro, si è detta preoccupata “per come l’Italia ha esportato bombe e sistemi militari in Arabia Saudita”.

Ma come! Non è forse l’Italia un Paese civile e democratico che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana – 1948)? Non è forse vero che, stante il sopraddetto dettato costituzionale, l’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”? In quali mostruose contraddizioni, dunque, ci siamo infossati? Ripudiamo la guerra e fabbrichiamo armi letali e le vendiamo là dove il fuoco divampa per un nonnulla. Ma, allora, non è che sarebbe da leggersi, solo fra parentesi e non altrettanto visibile, la formula “ripudia la guerra portata in casa propria come strumento di offesa alla nostra libertà”? Non per fare facile dietrologia, ma credo che sarebbe utile e salutare il rammentare che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo scritto una Storia, quella del secolo breve, segnata da esportazioni di guerre dacché abbiamo deliberato di mettere piede su solchi che non ci appartenevano: Africa Occidentale, Albania, Grecia, Francia, Russia. Sarebbe ancor più utile e salutare riportare alla mente che anche noi ci siamo trovati con invasori stranieri fieri di calpestare il nostro patrio suolo e, in quelle drammatiche circostanze, noi stessi ci siamo sentiti colpiti al cuore da armi nemiche e abbiamo sperimentato sulla nostra carne e su quella dei nostri padri, dei nostri figli, che cosa significhi il trovarsi oppressi dal giogo straniero. Il riferimento è, non a caso, per l’indelebile trilogia storica che ci ha visti eroi e protagonisti di atti del più sublime valore patriottico: il 15 maggio 1916 sino a giugno inoltrato nella così denominata “Spedizione punitiva” sferrata dal generale austriaco Conrad von Hötzendorf; la riscossa da Caporetto al Piave fra il 24 ottobre 1917 e il 4 novembre 1918 con l’apice della Battaglia del Solstizio dal 15 al 23 giugno 1918; la ritirata dal fronte del Don, dal 15 al 28 gennaio 1943.

Dunque oggi, se abbiamo imparato qualcosa dalle disavventure storiche attraversate negli ultimi cento anni e se vogliamo essere coerenti con i princìpi, perché mai allora andiamo a intrufolarci in affari internazionali che non ci riguardano direttamente ma che smuovono purtroppo forti interessi di mercato per la possibilità, abilmente concretizzata, di contribuire a soffiare sul fuoco delle ostilità responsabili di molti ignobili massacri? 

Immagine di Copertina tratta da SVIMEZ.

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