Forca tragica Turrièe

Siamo nel primo anno della Grande Guerra. Al capitano Vincenzo Arbarello veniva assegnata l’ardua impresa per la conquista della vetta del Monte Nero. Il capitano Arbarello, la notte fra il 15 e il 16 giugno 1915, alla testa di centotrenta Alpini puntò in alto lungo le impervie pareti e mosse l’attacco. Tante le perdite, fra le quali è annoverato lo stesso Arbarello fermato da una ferita di notevoli dimensioni. L’esito arrise finalmente ai nostri coraggiosi e, poco prima delle cinque del mattino, la sommità del monte fu presa. In questa azione da leggenda il sottotenente Alberto Picco meritò l’onorificenza della Medaglia d’Oro. In quanto ad Arbarello, si viene a sapere che venne insignito della nomina di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia e della Croce di Guerra Francese.

Successivamente il capitano Arbarello acquisì il grado di maggiore corrente il mese di febbraio (o aprile) 1916, data in cui fu posto al comando del battaglione Monte Granero operativo prima in Cadore, poi in Carnia. Ed è qui, in Carnia, che il conquistatore del Monte Nero volse incontro a una sorte impietosa che mai si sarebbe attesa. Per una strana ironia terminologica il motto del batt. Monte Granero era, nella parlata piemontese, “o ròch o valanga”, con il significato di “o rupe o valanga”, e proprio la valanga avrebbe dovuto fare la propria apparizione per sanzionare la fine del valoroso guerriero.

Non lontano da Paularo, il centro carnico che rammenta le gesta del capitano Mario Musso M.O.V.M. e del battaglione Saluzzo, si erge una serie di cime culminante nella vetta maestosa e imponente del Monte Sernio (m 2.187). Siamo a circa cinquemila metri a est di Paularo, sulla displuviale che collega, da nord a sud, le cime dei Monti Salinchiet (m 1.857), Cullar (o Chiaf da l’Omp,m 1.764) e Palon (m 1.707).

Nel tratto che corre tra la Forca e la Casera Pradulina a sud del M. Salinchièt e il M. Cullàr, poco a nord della Forca Turrièe sorgeva, a 1555 metri in quota, un piccolo edificio montano, la Casera Turrièe: questa era la sede del maggiore Arbarello con la guarnigione da lui presieduta.

Gli Alpini avevano portato lassù due cannoni da 87 e una ventina di Alpini o poco più si erano attestati sul rovescio del Monte Palon, appena appena sotto la sommità. Gli Alpini del batt. Monte Granero occupavano la linea alla testata della Forca Pradulina, mentre il Comando aveva sistemazione nella Casera Turrièe.

Venne il mese di marzo, il più minaccioso perché il disgelo, a seguito delle enormi masse nevose che, a quei tempi, l’inverno inclemente era solito depositare sulle pareti e sui crinali montani, avrebbe potuto divellere ingenti quantità di neve e ghiaccio precipitandole a valle. Fu proprio così che, al primo mattino del due aprile 1917, un boato violento e improvviso si sprigionò dai dirupi sino alla conca sottostante. Qualcosa di mostruosamente grande si era abbattuta proprio sul sito dove sorgeva la Casera Turrièe, ora scomparsa alla vista, sepolta sotto uno strato profondo molti metri di massa nevosa pressata. Tutto quel materiale era precipitato con rabbia infernale dalla parete del sovrastante M. Cullàr.

I soccorsi richiesero molto tempo e un lavoro interminabile per raggiungere i malcapitati ospiti della Casera. Troppo tardi, erano tutti morti per asfissia: il maggiore Vincenzo Arbarello con altri quindici Alpini, fra i quali il tenente Emilio Bottasso di Pecetto (Torino) e il sergente maggiore Giuseppe Soffietti di Fiano (Torino), la cui lapide mortuaria resiste ancora in terra consacrata nel Cimitero di Dierico, tre chilometri da Paularo, località Turrièe. Negli ultimi istanti della sua vita il magg. Arbarello stilò un breve testamento (nell’immagine qui riportata, con scrittura quasi illeggibile) in cui affermava di aver fatto il possibile per il ten. Bottasso, e che stava morendo asfissiato per l’onore d’Italia.

I militari colpiti appartenevano al 3° Regg. Alpini, battaglioni Monte Granero, Susa, Val Pellice e al 1°-3° Regg. Genio. Furono sepolti nel Cimitero di Dierico, poi traslati al Sacrario di Udine. Qui di seguito il nominativo di alcuni di loro. Nell’elenco originale si trovano numerose imprecisioni di trascrittura, in parte corrette nell’elenco qui sotto riportato:

ARBARELLO Vincenzo, Torino, Maggiore in servizio attivo, 3° Regg. Alpini, morto il 02/04/1917 a Casera Turrièe in seguito a caduta di valanga. Decorato con due Medaglie d’Argento e una di Bronzo al V.M.

BOTTASSO Emilio di Giacomo, Tenente M.T., 3° Alpini, nato a Pecetto (TO) il 12-6-1884, morto il 2 aprile 1917 sul Monte Pal Piccolo (Casera Turrièe) in seguito a caduta di valanga.

DI FRANCESCO Guido, Teramo, Soldato 3° Regg. Genio, morto il 02/04/1917 a Curriè (Turrièe) in seguito a caduta di valanga.

DI STEFANO Felice, Nicosia (d.m. di Catania), Soldato 1° Regg. Genio, 6ª Compagnia, morto il 02/04/1917 sul Monte Zermula in seguito a caduta di valanga, regione Turrièe alle ore 11, per valanga, sepolto a Dierico.

GRASSI Enrico, Settime (d.m. di Casale Monferrato), Caporal Maggiore Battaglione Monte Granero, 3° Regg. Alpini, morto il 02/04/1917 in Carnia in seguito a caduta di valanga nella regione Turriér (Turrièe) alle ore 11, sepolto a Dierico.

LEDIZZI Giovanni, Brescia, Soldato 1° Regg. Genio, 6ª Compagnia, morto il 02/04/1917 nella regione Turrici (Turrièe) alle ore 11, per valanga, sepolto a Dierico.

MUSSO Giuseppe, Catania, Soldato 3° Regg. Genio, 9ª Compagnia Telegrafisti, morto il 02/04/1917 sul Monte Zermula, regione Turrièe alle ore 11, per valanga, sepolto a Dierico.

PALLOTTA Leonardo, San Severo (Foggia), Soldato 1° Regg. Genio, 6ª Compagnia, morto il 02/04/1917 nella regione Turrièe alle ore 11, per valanga, sepolto a Dierico.

PROVENZI Carlo, Zandobbio (Bergamo), Soldato 1° Regg. Genio, morto il 02/04/1917 in Val Padola (Turrièe?) in seguito a caduta di valanga.

SCASSA Luigi, Portacomaro (Casale Monferrato), Caporal Maggiore 3° Regg. Alpini, morto il 03/04/1917 (02/04/1917) nella regione Turrièe (Casera Turrièe) alle ore 6, per valanga, sepolto a Dierico.

SOFFIETTI Giuseppe, di Fiano (Torino), Sergente, 3° Regg. Alpini, morto il 02/04/1917 in Carnia in seguito a caduta di valanga, regione Turrièe (Casera Turrièe) alle ore 11, per valanga, sepolto a Dierico.

TABBIA Ernesto Marcello (Tobia Ernesto al Sacrario di Udine), Verrua Savoia (Torino), Sergente Maggiore 3° Regg. Alpini, morto il 02/04/1917 in Carnia in seguito a caduta di valanga. Decorato con due Medaglie di Bronzo al V.M.

TERENZI Luigi, Torre Maggiore (Foggia), Soldato 1° Regg. Genio, morto il 02/04/1917 sul Monte Zermula (Turrièe) in seguito a caduta di valanga.

Immagine di copertina tratta da Alley Oop.

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