Gemellaggio “Monviso” – “Carnica”

Una premessa ricca di promesse

Era giunto il venerdì 27 giugno 2008 e una ricca schiera di Alpini e Amici degli Alpini partiva dal Piemonte alla volta della Carnia per la celebrazione del Gemellaggio fra la Sezione ANA “Saluzzo” e la Sezione ANA “Carnica” di Tolmezzo. Il drappello si componeva di 48 Alpini dei quali tre esterni alla nostra Sezione (Carmagnola, Savigliano), accompagnati da 19 Gentili Signore: in 60 su bus gran turismo ed altri 7 con mezzo proprio.

Dopo lungo viaggio si giungeva finalmente a Paularo, il Comune dell’alta Carnia che rimembra l’eroico sacrificio del Capitano saluzzese Mario Musso, seguiti nell’ultimo tratto da improvvisi rabbiosi rovesci temporaleschi poco rassicuranti. Posato piede a terra, da subito abbiamo avvertito quel senso di calorosa accoglienza e amicizia che ci ha accompagnato per tutti i tre giorni della nostra permanenza: grandi espressioni di cordialità e di simpatia da parte dei nostri colleghi Carnici i quali ci hanno guidato lungo una prima fugace visita alla Sede del Gruppo. Qui giunti, siamo stati colti da meraviglia e ammirazione per la perfetta tenuta in ordine, per l’ampiezza dei locali, per gli addobbi di ottimo gusto e funzionalità e per lo straordinario Museo di reperti bellici annesso alla Sede, munito con dovizia di particolari di grande interesse storico.

Sabato 28 la sveglia ci veniva data da un sole ancora timido ma ridente e dall’aspetto benevolo. Di buon’ora si organizzavano i preparativi per la partenza: una trentina di nostri Alpini, inquadrati come per affrontare una bella marcia stile vecchia naja, sistemati su fuoristrada predisposti per l’occasione, s’inoltrano per le erte della Stua di Ramaz e Passo Melèdis, percorrendo vecchie strade militari e pastorali ora scavate sull’orlo di strapiombi ora serpeggianti dolcemente fra pascoli e boschi, sino a raggiungere la località di Val di Puartis, dopo aver solcato la piana di Straniger Alpe in territorio austriaco.

Qui il sodalizio si ferma in contemplazione dell’amenità del luogo cui fanno sfondo naturale l’invitante conca di Paularo e il Monte Sernio che la sovrasta a nord. Poi l’Attenti ordinato dal Capogruppo di Paularo, Alpino Mar.llo Ennio Blanzan, e la resa degli Onori alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Capitano Musso e ai Caduti di tutte le guerre, con deposizione di una composizione floreale alla targa affissa in memoria dal Gruppo ANA di Paularo. Una breve allocuzione improvvisata da un nostro Alpino per illustrare quanto accadde in quell’infausto 14 settembre 1915 allorché il Cap. Mario Musso faceva olocausto della propria vita, nella ferma decisione di restare ad attendere il sopraggiungere degli Austriaci ormai prossimi alla postazione, concedendo in tal modo ai suoi Alpini della 21a Compagnia del Batt. “Saluzzo”, superstiti di dodici ore di ininterrotto e tremendo fuoco, la possibilità di portarsi in salvo in direzione di Paularo.

Sappiamo che il 29 giugno 1929, al Passo di Monte Croce Carnico, si verificò lo scambio delle salme di due valorosi Caduti: il Capitano Mario Musso, M.O.V.M., riesumato dal cimitero austriaco di Straniger Alpe e il Tenente Franz Weilharter, Medaglia d’Oro austriaca al Valor Militare, le cui spoglie giacevano nel Tempio Ossario di Timau.

Il pomeriggio del sabato 28 giugno 2008 la comitiva si recava al Tempio Ossario di Timau che raccoglie i resti di 1.764 Caduti dei quali 298 rimasti ignoti. Fra questi si contano anche le spoglie di 73 Caduti austroungarici di cui solo 8 noti.

Schierati sull’Attenti, i nostri Alpini rendevano Onore ai Caduti eseguendo ad alta voce l’Inno Nazionale all’interno del Tempio. Successivamente il nostro gruppo si recava presso il Monumento eretto in memoria delle Portatrici Carniche ed esprimeva un solenne tributo di Onore a Maria Plozner Mentil, caduta nell’adempimento del dovere, e alle Portatrici che offrirono ogni loro energia per portare aiuto e conforto agli Alpini combattenti sul fronte della prima Guerra Mondiale.

Il pensiero di tutti noi andava, in quegli attimi, a quelle coraggiose madri, spose, ragazze delle quali Paularo annovera il maggior numero, 229, seguito da Paluzza che ne offrì altre 223, senza contare tutti gli altri Comuni della Carnia. Donne che alternavano ai lavori domestici, dei campi e della stalla l’impegno aggiuntivo di lunghe ed estenuanti marce per rifornire gli Alpini sulla linea del fronte in altura, distinguendosi con inaudito piglio eroico, come accadde in quei terribili giorni del 26 e del 27 marzo 1916 allorché, in seguito alla persa del Pal Piccolo e alla sua riconquista tra furibonde lotte che costarono ai nostri Combattenti 190 morti, 573 feriti e 25 dispersi, le Portatrici Carniche si presentarono ai Comandi militari e si offrirono come serventi ai pezzi d’artiglieria, chiedendo nondimeno di essere armate di fucile.

La sera del sabato era dedicata alla cerimonia della firma apposta dai due Presidenti sezionali su due pergamene a suggello solenne del patto di Gemellaggio fra le due Sezioni, alla presenza dei convenuti, dei Vessilli sezionali e dei Gagliardetti dei Gruppi, nella Sala consigliare del Municipio di Paularo.

Domenica 29 giugno, giorno delle Celebrazioni solenni, sotto i raggi di un sole anche troppo generoso, si dava inizio alla manifestazione con lo scoprimento della targa in memoria e onore del Cap. Mario Musso, Medaglia d’Oro al Valor Militare, all’imbocco della via che porta il suo nome. La sfilata riprendeva tosto il suo corso, con una sosta prevista ancora in Piazza Julia per rendere gli ultimi Onori ai Caduti. Quindi il momento conclusivo dell’orazione religiosa. Sentimenti di commozione non potevano fare a meno di condurci lassù, su quei dossi martoriati che assistettero al sacrificio di tante giovani vite del Piemonte, a iniziare dai 10 Caduti sul Pal Grande, dai 68 Caduti sul Pal Piccolo e dai 45 Caduti sul Monte Paularo che si affaccia sul centro abitato omonimo, là inchiodati dalla ferocia della guerra nei soli sei mesi del 1915.

All’orazione religiosa seguivano gli interventi del Presidente della Sezione “Carnica”, Alpino Umberto Taboga, e del Vicepresidente della Sezione “Monviso”, Alpino Renato Chiavassa che, dopo aver ricordato con commozione il grave sacrificio dei nostri Combattenti che sul Monte San Michele, lo stesso giorno 29 giugno del 1916 caddero colpiti dai gas in numero di oltre cinquemila, si esprimeva con queste parole:

“Amici Alpini di Paularo e della Sezione Carnica, Autorità militari, civili e religiose, signor Sindaco e tutti i convenuti a questa importante Cerimonia, rivolgo a voi il saluto della Sezione “Monviso” di Saluzzo. Circondati da queste vette che assistettero a cruenti fatti d’arme nel lontano 1915, quando qui e su tutti i monti della Carnia lasciarono la loro giovane vita, insieme al Capitano Mario Musso, Medaglia d’Oro al Valor Militare, molti valorosi Alpini, ci siamo riuniti per suggellare uno splendido patto di Gemellaggio. Noi vogliamo, oggi, dare vigore ad un rinnovato senso di fratellanza alpina, memori dei sacrifici compiuti dai nostri padri, delle distruzioni e delle sofferenze a cui furono sottoposti non soltanto i combattenti, ma tutta la popolazione civile nel suo insieme.

“Come potrei non ricordare quel grande esempio di unione e di sprezzo del pericolo che ci viene dalle imprese coraggiose delle Portatrici Carniche, mamme e combattenti al tempo stesso, vere pietre d’angolo per l’edificazione di valori che non cedono al tempo e all’oblio. Nulla dimentichiamo di ciò che esse hanno dato a noi tutti in termini di civiltà, di pace e di prosperità, mentre puntiamo lo sguardo verso orizzonti di un futuro che desideriamo promettente per i nostri figli.

“Mentre ammiro le bellezze insolite e per quasi tutti noi, che veniamo dalle terre di quello che fu un tempo il Marchesato di Saluzzo, nuove e incantevoli del paesaggio, mentre lascio, a nome di tutta la Sezione “Monviso”, gli omaggi più deferenti e il nostro tributo d’onore per il Capitano Mario Musso e per tutti gli Alpini che con passo sicuro solcarono i sentieri di queste montagne, porgo i più sentiti ringraziamenti alla Sezione Carnica, rivolgendomi al suo Presidente Umberto Taboga e al suo predecessore Colonnello Pietro Saldari, ai Gruppi e Associazioni convenuti con i loro Gagliardetti e Vessilli, all’Amministrazione Comunale di Paularo, all’ottima Fanfara degli Ex della Brigata Alpina Julia, ai Cori e ai Cantori che si sono esibiti magistralmente e, ultimo ma detto con tutto il cuore, al Capogruppo Maresciallo Ennio Blanzàn con tutti i suoi Alpini e Amici degli Alpini appartenenti al Gruppo di Paularo per la gentilezza, la generosità, l’amicizia e l’ospitalità che hanno usato nei nostri confronti.

“Saluto anche tutta la popolazione, di Paularo e della Carnia intera.

“Viva il nostro Gemellaggio, Viva gli Alpini della Carnia e del Piemonte, Viva tutti gli Alpini sparsi in ogni contrada e, per sempre, Viva l’Italia!”

Alla cerimonia erano presenti tutte le Autorità: il Sindaco di Paularo Maurizio Vuerli, il Comandante della Stazione dei Carabinieri, Mar.llo Londero, il Mar.llo Cella del Corpo Forestale dello Stato, il Sacerdote officiante Don Titta, al secolo Del Negro Giobatta. Vi partecipavano il Gruppo austriaco OKB proveniente da Kötschach-Mauthen e capeggiato dall’Obmann Engelbert Sommerbauer, il Gruppo Fiamme Verdi e il Gruppo Divise d’Epoca Militari. In testa a tutti la magnifica Fanfara degli Ex della Brigata Julia. Si disponevano in colorito ed imponente allineamento lo Stendardo del Comune di Paularo, n° 3 Vessilli Sezionali (Saluzzo, Carnica, Pordenone), il Vessillo delle Fiamme Verdi, il Vessillo del Gruppo Divise Storiche, il Gonfalone dell’OKB di Mauthen, n° 19 Gagliardetti della Sezione Carnica e n° 29 Gagliardetti della Sezione Saluzzo.

Lascia un commento