Dalla Normandia a Berlino – Il secondo flagello planetario – Parte 1 di 4

Il Vallo Atlantico

Nel giugno del 1944 il Servizio di informazioni della 15a Armata tedesca aveva intercettato un codice segreto emesso via radio dagli Alleati per preannunciare la data e l’ora dello sbarco in Normandia. Gli uomini vivevano momenti di altissima tensione, ma la 7a Armata tedesca non era stata allertata.

Tutto dava a intendere che fosse abbastanza facile invadere l’Inghilterra, ma Hitler, che conosceva le debolezze delle forze germaniche, aveva puntato tutto sul fattore rapidità, così per l’invasione della Danimarca, del Benelux, della Francia, della Polonia e della Norvegia. Il 14 luglio 1940 Hitler dava inizio all’operazione “Seelowe” per l’invasione dell’Inghilterra, contando su una forza di 26 divisioni e batterie di artiglieria pesante, fino a 406 mm, contro le tre divisioni inglesi. L’operazione sarebbe iniziata il 21 settembre, ma ciò non accadde, anche perché l’Aviazione britannica aveva affondato circa il 12% dei trasporti tedeschi. Pertanto Hitler frenò il movimento in data 12 ottobre. Come notò poi lo stesso Churchill, se l’invasione tedesca si fosse realizzata con il concorso di 150 mila uomini, allora per l’Inghilterra sarebbe stato un momento assai critico. Per altro verso, Hitler preparò, nei mesi dall’autunno 1940 alla primavera 1941, il conflitto contro la Russia, prevedendo di annientare la Russia nel giro di cinque mesi. Subito dopo avrebbe pensato a invadere l’Inghilterra, valutando l’incidenza dei punti nevralgici costituiti dal Passo di Calais e dai grandi porti. Nel dicembre del 1941 l’Esercito tedesco era in vantaggio sul terreno sovietico, però Hitler doveva guardarsi anche dagli Stati Uniti, sebbene momentaneamente indeboliti dalla rappresaglia giapponese su Pearl Harbour il 7 dicembre 1941. Intanto Hitler dava per scontata la notizia di aver costruito una cintura di capisaldi e di fortificazioni gigantesche da Kirkenes, sul confine tra Finlandia e Norvegia, e i Pirenei, per una lunghezza di 4.500 chilometri di costa imprendibile; quindi il 14 dicembre 1941 diede il via ai lavori. Dopodiché affidò al generale von Rundstedt il comando del fronte occidentale, con sede del Quartier Generale a Saint-Germani-en-Laye, corrente il mese di marzo 1942.

Dalla parte opposta tutte le forze alleate venivano a essere sottoposte agli ordini del generale Eisenhower.

Corrente il 1943, da parte germanica si intuiva sempre più concreto il timore di uno sbarco alleato. Von Rundstedt fece presente a Hitler il ridotto numero di effettivi. Fu così che Hitler inviò in zona Rommel nel novembre 1943 perché ispezionasse la situazione. Rommel iniziò a partire dalla Danimarca e si avvide della notevole precarietà in cui si trovavano le difese delle coste. Era il tempo in cui Hitler nominò Rommel comandante del Gruppo d’Armate B, dipendente ancora da von Rundstedt. Rommel si diede subito da fare seminando una fitta serie di ostacoli per scoraggiare qualsiasi tentativo di invasione. Von Rundstedt si intese con il generale Geyr von Schweppenburg il quale aveva nessuna fiducia nel Vallo Atlantico, ma alla fine a vincere furono le teorie di Rommel. Così Rommel fece rinforzare l’artiglieria costiera del Passo di Calais, sempre più convinto che la zona più favorevole allo sbarco degli Alleati si trovasse fra le località di Orne, Vire all’interno e la parte sudest della penisola del Cotentin. La base di Le Havre era munitissima, con 61 pezzi da 75 a 170 mm. I cannoni di grosso calibro dovevano servire a impedire l’avvicinamento alla foce della Senna. Qui i Tedeschi soffrivano di una certa inferiorità, essendo privi di batterie pesanti.

Per fermare gli attaccanti appena avessero raggiunto la spiaggia, Rommel diede vita a un terribile dispositivo difensivo formato da strutture metalliche su putrelle in acciaio, da mine, da tetraedri con gli aculei taglienti, da pezzi di rotaia assemblati, da lanciarazzi, da mine leggere che balzavano in aria e scoppiavano all’altezza del ventre. Fece inoltre infiggere nei campi una serie fitta di paletti sormontati da una mina, denominati “asparagi di Rommel” per impedire l’atterraggio degli alianti. Gli Alleati sconvolgevano i lavori dei Tedeschi con bombardamenti ripetuti e mediante attività di sabotaggio.  Il 22 gennaio erano sbarcati ad Anzio, mentre la Germania attraversava un periodo critico per le proprie forze diffuse tra Russia e Italia. Rommel aveva a propria disposizione due divisioni, la 709a e la 716a fra la penisola del Cotentin e Orne-Vire. Lasciò la 716a, costituita da elementi mediocri, per le difese fisse e la 352a formata da elementi migliori lungo le zone intermedie. Ottenne poi di avere il comando di tre divisioni corazzate: la 21a, la 2a e la 16a delle quali soltanto la 21a era nei pressi delle spiagge previste per lo sbarco. 

Nel mese di giugno 1940 la Gran Bretagna aveva ancora una flotta, ma non una flottiglia da sbarco, possedeva un’aviazione ma era priva di un esercito. Nel mese di ottobre si trovava ancora sola contro la minaccia nazista. L’impressione era che l’attacco potesse essere sferrato presso il Passo di Calais, dove i Tedeschi avevano piazzato le loro batterie più efficaci. 

Per garantire un risultato di successo era necessario che gli Stati Uniti entrassero in guerra. Per l’ammiraglio King occorreva battere prima il Giappone, ma per il generale Marshall era la Germania il nemico principale da abbattere. Churchill si schierò contro la tesi di King e Roosevelt diede ragione a Churchill e a Marshall. Quest’ultimo decise di nominare Dwight David Eisenhower a stendere il piano di invasione. Il 14 aprile anche Churchill approvò la tesi di Marshall.

Il primo piano di invasione, detto “Round up” venne fissato per la primavera del 1943.Churchill propose anche di effettuare un attacco nei Balcani, ma incontrò il dissenso di Roosevelt che era invece per l’apertura di un secondo fronte in Francia; annunciò pertanto che la guerra sarebbe continuata fino alla resa incondizionata della Germania, del Giappone e dell’Italia. Decise di iniziare una serie di bombardamenti in Germania a partire dal 30 gennaio 1943 e di effettuare lo sbarco in Sicilia, che ebbe luogo il 10 luglio.

L’operazione di sbarco fu pianificata dal COSSAC (Capo di Stato Maggiore del Comando Supremo Alleato). L’operazione Overlord ossia lo sbarco, fu fissata per il 1° Maggio 1944. Si doveva decidere in quale zona sbarcare. Le possibilità erano tre: il Passo di Calais, la penisola del Cotentin, il settore di Caen. COSSAC (generale Morgan) votò la terza soluzione che nel luglio 1943 fu approvata da Roosevelt, Churchill e i grandi capi militari alleati. Il 20 ottobre 1943 sir Bertram Ramsay ebbe la nomina di comandante in capo delle forze navali di spedizione. 

Il lavoro febbrile di organizzazione trasformò la Gran Bretagna, nel dicembre del 1943, in un solo immenso cantiere navale. Gli Stati Uniti erano riusciti a costruire in un solo anno 22 mila mezzi da sbarco. Ramsay necessitava di 5 corazzate, 15 incrociatori da battaglia, 109 cacciatorpediniere, 40 corvette, 67 caccia-sommergibili, 217 imbarcazioni leggere e 14 flottiglie di dragamine; temeva l’intervento rapido di 130 vedette lancia-siluri, di 180 sommergibili e di 14 cacciatorpediniere tedeschi. Si industriò quindi per trovare un porto o un rifugio per le 5 mila e oltre unità da utilizzare.

Al termine del 1942 le truppe americane in Inghilterra contavano appena 250 mila uomini, ma nel maggio 1944 arrivarono a un milione e mezzo. A metà dell’anno 1943 arrivavano ogni mese nei porti inglesi 750 mila tonnellate di materiale inviato dall’America, sino a superar un milione di tonnellate a fine anno. 

Montgomery lasciò il comando dell’8a Armata in Italia il 1° gennaio 1944. Il piano Overlord di sbarco prevedeva lo sbarco nella zona di Caen e il consolidamento nei settori di Cherbourg e dei porti bretoni. Quindi la presa di Cherbourg, la conquista della Bretagna e la conversione verso est fra la Loira e la Senna. Montgomery arrivò a Londra il 2 gennaio 1944 e si diede subito a trasformare il vecchio piano Cossac in Overlord. Lavorò a stretto contatto con sir Bertram Ramsaye sir Trafford Leigh-Mallory, comandante in capo delle forze aeree. Le divisioni da sbarco passarono da tre a cinque e l’attacco si sarebbe avverato fra Courseulles e Grandcamp con prolungamento a est fino a Ouistreham.

Il 12 febbraio 1944 Eisenhower venne nominato Comandante Supremo del Supremo Quartier Generale Alleato delle forze di spedizione, con il compito di liberare l’Europa dal giogo tedesco, con la data del maggio 1944 per l’attacco al continente.

Le truppe americane sbarcate in Gran Bretagna trascorsero un periodo di inerzia, ma arrivò Montgomery a imprimere movimento e disciplina, dando impulso all’addestramento, passando più volte in rassegna grandi quantità di truppe e cercando di conquistare la fiducia dei sottomessi. Passò in rivista più di un milione di uomini, visitò fabbriche, colloquiò con gli addetti alle ferrovie e con 16 mila scaricatori di porto a Londra, con l’intenzione di galvanizzare l’intera nazione. Imponeva ai soldati prove durissime e rischiose per un periodo che andava dalle otto alle dieci settimane.

Era indispensabile ottenere il maggior numero di informazioni sul Vallo Atlantico. Si utilizzarono pertanto una serie di commandos, come quello capeggiato da Nigel Willmott, specializzato nelle ricognizioni sulle spiagge, perché era essenziale non fidarsi soltanto della fotografia aerea, ma recarsi di persona a osservare la natura dei luoghi di maggior interesse. Dovevano sincerarsi della presenza di fondi fangosi e argillosi, della pendenza delle spiagge, della presenza di fondali bassi al largo, pericolosi per l’arenarsi dei mezzi da sbarco. A metà gennaio esplorarono le spiagge “Omaha” e “Utah”. I piloti, per parte loro, scendevano a bassa quota per scattare fotografie precise.

Di quei tempi i Tedeschi non disponevano più di riserve strategiche, pertanto per rinforzare un fronte erano costretti a prelevare truppe da un altro. Era cosa di primaria importanza, per gli Alleati, che ai Tedeschi pervenissero informazioni anche minime sul luogo e sulla data dello sbarco: era il segreto massimamente custodito. Gli agenti segreti britannici trasmettevano informazioni false. Al comando tedesco pervennero più di duecento rapporti che indicavano il luogo e la data fissati, e in massima parte indicavano il Passo di Calais e il mese di luglio. Si trattava di un piano speciale, chiamato “Fortitude”, teso a far credere ai Tedeschi che lo sbarco in Normandia sarebbe stato niente più che una manovra diversiva.

Le forze per lo sbarco erano composte da 5 divisioni, più 2 di rinforzo e 3 aerotrasportate. Lo sbarco si sarebbe effettuato fra Varreville, sudest della penisola del Cotentin, e Ouistreham presso la foce dell’Orne. L’operazione “Overlord”, su suggerimento di Montgomery, sarebbe partita con il lancio di tre divisioni di paracadutisti seguito, all’alba, dallo sbarco della 1a Armata americana su 5 spiagge: Utah, Omaha, Gold, Juno, Sword. Per la 2a Armata britannica erano state assegnate 3 spiagge: Gold, Juno, Sword. Il primissimo obiettivo da raggiungere era costituito dalla conquista dei porti.

Rommel, per parte sua, prevedeva che gli Alleati sarebbero sbarcati con l’alta marea e di notte; per bloccarli escogitò una gamma di ostacoli, ma per gli Alleati la soluzione migliore sarebbe stata quella di sbarcare le prime formazioni in prossimità degli ostacoli, a mezza marea crescente, il più presto possibile dopo l’alba, dopo una notte di luna piena, per cui erano disponibili soltanto per tre giorni al mese, alle date prestabilite del 5, 6, 7 giugno. L’aviazione alleata si sarebbe dovuta scontrare con la Luftwaffe e con la Kriegsmarine. Gli Americani bombardavano durante il dì e gli Inglesi di notte, con lo scopo di distruggere l’apparato industriale tedesco. 

I Tedeschi si trovarono con scarsità di benzina e iniziarono a produrre benzina sintetica. In ambito alleato Eisenhower valutava di primaria importanza danneggiare la rete ferroviaria della Francia settentrionale, compromettendo così l’afflusso dei rinforzi tedeschi a Caen e a Saint-Lô con la dovuta celerità. Puntando sull’aviazione strategica affidò il comando a Tedder che era stato comandante delle forze aeree in Africa settentrionale e nel Mediterraneo. Ma Churchill non condivideva il piano di bombardamenti sulla Francia, per risparmiare almeno 100 mila civili. Tuttavia il bombardamento della rete ferroviaria francese iniziò nottetempo tra il 6 e il 7 marzo 1944, puntando a distruggere soprattutto le officine per le riparazioni e i depositi di locomotive. Dal 21 maggio 1944 gli Alleati cercarono di distruggere ponti, viadotti, linee ferroviarie, locomotive in marcia, sino a ridurre al 13% il traffico che si registrava a inizio anno. Nel mese di aprile i bombardamenti sulle fabbriche tedesche di benzina artificiale fecero scadere la produzione, nel dicembre 1944, ad appena il 30%. Ma chi ne patì di più fu la popolazione: a Noisy-le-Sec si contarono 15 mila sinistrati su 23 mila abitanti. A La Chapelle e a Sait-Denis il 21 aprile ci furono 641 morti per bombardamento e 460 feriti. 

Il 3 giugno 1944 si iniziano gli spostamenti: è la forza U a partire per prima, dirigendosi verso la spiaggia di Utah, seguita dalla forza O diretta alla spiaggia di Omaha. Si doveva anche fare i conti con le condizioni meteorologiche: la forza del vento, la nuvolosità. Peggiorando rapidamente il tempo, le forze U, O e G furono richiamate a fare rientro; così per il 3 e il 4 giugno. Se fossero scadute le date 5-6-7 giugno per tempo avverso, si sarebbe dovuto rimandare tutto per un mese, ma di mezzo c’era anche un impegno di attacco alle forze tedesche, contratto con i Russi. Per di più, se lo sbarco fosse stato rimandato a luglio, sarebbe svanito l’effetto sorpresa. Per questo Eisenhower non voleva assolutamente rinviare. 

La sera del 4 giugno due sommergibili si avvicinarono fino a un miglio dalla costa della Normandia per segnalare i limiti della zona di sbarco anglo-canadese. Eisenhower emanò l’ordine definitivo alle 4,15 del 5 giugno 1944. Il piano “Fortitude” prevedeva una serie di manovre diversive: il 5 giugno veniva bombardata la zona fra Le Havre e Calais. L’impressione era che la flotta alleata si dirigesse verso il Passo di Calais ma, nel pieno della notte, le navi avrebbero cambiato repentinamente rotta a Piccadilly Circus. Venivano usate astuzie tecnologiche per ingannare i Tedeschi sull’entità della flotta nemica. Una volta raggiunta Piccadilly Circus le navi, muovendo dall’isola di Wight dirottavano verso le coste della Normandia. Con il tempo buono i natanti Arkansas e Montcalm si diressero verso terra. A partire dalle 4 del mattino l’aviazione si produceva in numerose incursioni aeree: nel giro di 24 ore, dal 5 al 6 giugno, si produsse in circa 26 mila decolli. All’incirca 5 mila navi o forse 3 mila più altre imbarcazioni attraversarono la Manica. I Tedeschi non si erano accorti dei dragamine che avanzavano verso di loro. I Tedeschi avevano previsto per il 6 giugno manovre di esercitazione in tema di sbarco degli anglo-americani e di lancio di truppe aviotrasportate. Attendevano che si realizzasse la promessa di Hitler circa l’invio di mille aerei a reazione entro tre giorni da quando fosse iniziato lo sbarco. La notizia dell’attacco stava trapelando, ma nessuno ne aveva fatto cenno a Dollmann, comandante della 7a Armata; era soltanto la 15a Armata a essere stata messa in stato di allarme.

Il lancio dei paracadutisti iniziò alle ore 00,15 del 6 giugno. Intanto a terra i sabotatori lavoravano sodo per danneggiare linee ferroviarie, strade, viadotti. Nel 1944 i partigiani francesi compirono 3.136 sabotaggi con l’uso di esplosivo, oltre a 834 deragliamenti e 972 sabotaggi di vario genere. Gli stessi ferrovieri si unirono volontariamente alla lotta e ne pagarono care le conseguenze, con 300 di loro fucilati e 3 mila deportati. Anche fra i postelegrafonici vi furono vittime: 500 fucilati e 1.500 deportati. Con il piano Tartaruga furono 1.700 uomini a distruggere, in sei giorni, 18 carri armati Tigre, 40 camion, due locomotive e due depositi di munizioni. Il piano Viola prevedeva invece il sabotaggio totale delle linee telefoniche utilizzate dai Tedeschi. Questi piani erano stati elaborati a Londra fra il luglio 1942 e la primavera 1944. Il generale francese Koenig nel 1944 venne nominato comandante delle forze della resistenza in Francia. 

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