Bertrand Russel – L’analisi della Mente – Parte 2 di 2

Newton Compton Edizioni, Roma 2004, traduzione di Jean Sanders e Leonardo Breccia

Influenza della storia passata sugli eventi presenti negli organismi viventi. “Se ci limitiamo ai fatti effettivamente osservati, dobbiamo dire che gli eventi passati fanno parte dei motivi causali, insieme allo stimolo presente e alla condizione al momento accertabile dell’organismo… Nel caso degli organismi viventi praticamente tutto ciò che è caratteristica sia del loro comportamento fisico sia di quello mentale è legato all’influenza persistente del passato”.

Leggi causali psicologiche e fisiche. “Tutto in natura è apparentemente in uno stato di continuo mutamento”. “Proprio come una lastra fotografica riceve una differente impressione di un grappolo di stelle quando un telescopio fa da intermediario, così un cervello riceve una differente impressione quando un occhio e un nervo ottico fanno parte del medium frapposto. L’impressione dovuta a questo genere di intermediario si dice percezione”.

Il mondo della fisica conduce alla costruzione degli oggetti fisici come insiemi degli aspetti loro intrinseci. Un altro modo per classificare i particolari consiste nel riunire gli aspetti di diversi oggetti visti da un dato punto, ed è ciò che chiamiamo una prospettiva. Nel caso particolare in cui il punto in questione è il cervello umano, la prospettiva appartenente al punto si compone di tutte le percezioni di un certo uomo in un dato momento. La classificazione per prospettive appartiene pertanto alla psicologia.

Introspezione. Russel sostiene che “la distinzione tra spirito e materia non è così fondamentale come comunemente si crede… ciò che chiamiamo oggetto materiale non è in sé una sostanza, bensì un sistema di particolari di natura analoga alle sensazioni, e che di fatto includono spesso le sensazioni reali. In questo modo la sostanza di cui sono composti gli oggetti fisici è messa in relazione con la sostanza di cui è composta almeno una parte della vita mentale… la nostra vita mentale non possiede alcun attributo che la renda incapace di far parte del mondo della materia”. Accennando al metodo di acquisire la conoscenza dei nostri processi mentali, Russel è convinto “che la sostanza della nostra vita mentale consista interamente in sensazioni e immagini. Le sensazioni sono connesse con la materia… ciascuna, cioè, è membro di un sistema che forma un certo oggetto fisico… Le immagini… sono causate dall’associazione con una sensazione, non da uno stimolo esterno al sistema nervoso… Una sensazione o un’immagine non costituiscono in se stesse conoscenza… Quando una sensazione… è normalmente correlata con sensazioni strettamente simili che provano i nostri vicini (es. il tuono), la consideriamo una sensazione che fornisce conoscenza del mondo esterno… Ma le immagini e le sensazioni fisiche non sono così collegate fra loro… le nostre immagini non possono essere adattate alle sensazioni simultanee e alle immagini degli altri… Queste immagini restano personali nel senso in cui le sensazioni non lo sono… l’intero contesto delle immagini e delle sensazioni è diverso… Di conseguenza l’introspezione come tipo di conoscenza distinta scompare”.

“Quando vediamo una tavola… la tavola come oggetto fisico non è l’oggetto (nel senso psicologico) della nostra percezione. La nostra percezione è composta di sensazioni, immagini e credenze, ma il supposto ‘oggetto’ è qualcosa di deduttivo, collegato esteriormente, e non logicamente connesso a ciò che accade in noi… il rapporto con l’oggetto è deduttivo ed esterno… non credo vi sia alcuna ‘sostanza’ della coscienza”.

“Noi possiamo essere consapevoli di una consapevolezza… sostengo che gli elementi costitutivi ultimi della materia non sono atomi o elettroni, ma sensazioni o altre cose simili alle sensazioni per quanto riguarda l’estensione e la durata… pensieri, credenze, desideri, piaceri, dolori, emozioni sono tutti composti di sensazioni e immagini soltanto… c’è ragione di pensare che le immagini non differiscono nel loro carattere intrinseco dalle sensazioni… l’introspezione da sola ci dà pochissimo aiuto… sebbene appartenga alle fonti della conoscenza non è comunque da sola più degna di fede della percezione ‘esterna’”.

Definizione di percezione. “… ci sono buone ragioni per credere che gli elementi costitutivi ultimi (quelli che, attualmente, non sappiamo come poter analizzare) del mondo non abbiano le caratteristiche né dello spirito né della materia… essi non sono né oggetti solidi persistenti che si muovono nello spazio né frammenti di ‘coscienza’.”

“Aderendo, per il momento, al punto di vista della fisica, possiamo definire la ‘percezione’ di un oggetto come l’apparenza dell’oggetto da un punto in cui si trova un cervello (o una adeguata struttura nervosa) con degli organi sensori e dei nervi che fanno parte del medium frapposto.”

“Possiamo definire ‘sensazione’ la parte che proviene dal carattere dell’oggetto senza aver subito influenze mnemoniche, mentre il resto, che è fenomeno mnemonico, dovrà essere aggiunto alla sensazione per costituire ciò che è chiamata ‘percezione’… la sensazione sarebbe il nucleo teoretico della esperienza reale; l’esperienza effettiva sarebbe la percezione”.

“Noi vediamo come un solo oggetto ciò che al microscopio e al telescopio si rivela essere composto di molti oggetti diversi. Il concetto di percezione quindi non è preciso: le cose più o meno le percepiamo, ma con un considerevolissimo grado di vaghezza e confusione… Tutte le percezioni, d’altronde, sono più o meno confuse”.

Sensazioni e immagini. “… possiamo definire una sensazione come gli elementi non mnemonici di una percezione… esiste certamente un nucleo della sensazione dal momento che l’abitudine, l’aspettativa e l’interpretazione vengono svegliate in modi diversi nelle diverse occasioni, e la diversità è chiaramente dovuta alle differenze esistenti tra le cose che si presentano ai nostri sensi… in se stessa la sensazione pura non è cognitiva… Le sensazioni sono ciò che è comune al mondo fisico e al mondo mentale; possiamo definirle come i punti di intersezione tra spirito e materia… L’essenza della sensazione… consiste nella sua indipendenza dall’esperienza passata. Essa è il nucleo della nostra esperienza reale, e non esiste mai da sola… Non è la conoscenza stessa, ma fornisce i dati per la nostra conoscenza del mondo fisico, compreso il nostro corpo”.

“I soli elementi necessari oltre alle sensazioni sono le immagini… non sempre sappiamo se ciò che stiamo sperimentando sia una sensazione oppure un’immagine… La distinzione tra le immagini e le sensazioni non è affatto semplice… Le cause e gli effetti delle immagini sono diversi da quelli delle sensazioni… La verifica della vividezza… non è valida per definire le differenze tra le sensazioni e le immagini”.

Le immagini si distinguono dalle sensazioni per mezzo delle loro cause e dei loro effetti: è questa “l’unica valida base di distinzione”… La sensazione è causata da uno stimolo che è sempre esterno al sistema nervoso e opera su esso… le immagini sono state definite ‘sensazioni prodotte da eccitazioni centrali’… che hanno la loro causa fisiologica soltanto nel cervello… il determinismo di un’immagine procede sempre secondo le leggi mnemoniche… governato cioè dall’abitudine e dall’esperienza passata… le immagini hanno cause mnemoniche, sebbene possano avere anche cause fisiche, le sensazioni hanno soltanto cause fisiche… Le immagini differiscono dalle sensazioni anche per ciò che riguarda gli effetti. Le sensazioni, di regola, hanno effetti fisici e mentali a un tempo (perdo il treno già in moto: effetto fisico – il mio disappunto: effetto mentale)… Le immagini, al contrario, benché possano produrre movimenti fisici, lo fanno secondo leggi mnemoniche e non secondo le leggi della fisica”. La caratteristica più notevole delle immagini è che esse sono copie delle sensazioni.

La memoria. “Personalmente non credo che l’analisi della conoscenza si possa effettuare interamente per mezzo dell’osservazione puramente esterna, come fanno i behaviouristi… La sensazione non è una forma di conoscenza… la percezione… non è una forma di conoscenza così come non lo è la sensazione… le immagini sono ‘copie’ della passata esperienza sensibile… le idee rappresentano approssimativamente le impressioni… la sensazione, di cui l’immagine è supposta copia, si trova nel passato quando esiste l’immagine… non possiamo mettere le immagini e le impressioni insieme in un’esperienza e paragonarle. Per trattare questo problema dobbiamo avere una teoria della memoria. Perciò l’intero status di immagini come ‘copie’ è legato all’analisi del ricordo.

O all’analisi di una descrizione. Esempio: se viene a trovarmi un parente che non ho mai visto, neppure in fotografia, ma che mi viene descritto nei minimi particolari, quando lo vedo pongo a confronto l’immagine che mi son fatta con il prototipo dal quale traggo una determinata impressione. Qui metto insieme immagine e impressione e le posso paragonare (“sei proprio come ti immaginavo!” – “ti immaginavo in un altro modo…”). Non sono costretto a procedere a un’analisi del ricordo. Questa verrà in un secondo tempo.

“Le immagini devono avere due caratteristiche: 1) quelle che corrispondono al periodo più o meno remoto del passato a cui le immagini si riferiscono e 2) la minore o maggiore fiducia che abbiamo nella loro esattezza. 1) I ricordi di immagini devono avere una caratteristica che ce li fa considerare riferiti a periodi più o meno remoti del passato. 2) La caratteristica per cui distinguiamo le immagini delle quali ci fidiamo e il sentimento di familiarità che le accompagna. Il 1° dei nostri vaghi ma indubitabili dati è l’esistenza della conoscenza del passato… Il 2° dato è che certamente siamo più in grado di conoscere il passato che il futuro… Un 3° punto… è che la verità della memoria non può essere del tutto pratica… La definizione di verità come corrispondenza tra credenze e fatti sembra particolarmente evidente nel caso della memoria… Il tipo di ricordo che ci interessa qui è quello che costruisce una forma di conoscenza” (la quale richiede consapevolezza, mentre per animali e piante si può parlare solo di memoria-abitudine).

Per l’uomo si parla di ‘vera’ memoria in quanto egli crede che le “immagini si riferiscono ad avvenimenti passati, cosa questa che costituisce la memoria-conoscenza”. Si pongono due sentimenti “che costituiscono una specie di introduzione alla memoria: la familiarità e il riconoscimento… quando riconosciamo qualcosa, questa non è in realtà proprio la stessa cosa che abbiamo riconosciuto in una precedente occasione, ma solo qualcosa di simile.”

“Una sensazione si attenua gradualmente, passando per gradi successivi allo stato di immagine… All’inizio di uno stimolo abbiamo una sensazione; quindi una transizione graduale alla fine della quale abbiamo un’immagine pura. Il ricordo vero vale solo per gli eventi remoti. Se questi eventi sono rappresentati da qualcosa di presente, possono esserlo solo da immagini, e non da quegli stadi intermedi tra le sensazioni e le immagini che si hanno durante il periodo di attenuazione”.

“La caratteristica distintiva del ricordo consiste in un particolare tipo di credenza (ricordo, aspettativa, puro consenso)… Il sentimento di realtà… appartiene principalmente a tutto ciò che può toccarci senza la nostra cooperazione volontaria. Questo sentimento di realtà relativo all’immagine mnestica, e che si riferisce al passato in virtù dello specifico tipo di sentimento-credenza che caratterizza il ricordo, sembra essere quel che costruisce l’atto del ricordare nella sua forma pura.

Parole e significato. “L’essenza del linguaggio risiede… nell’impiego di associazioni fisse… Il linguaggio influenza profondamente il nostro pensiero… restiamo forse più influenzati dal discorso interiore che non viene mai pronunciato, che dalle parole dette ad alta voce agli altri… Coloro che hanno una visione relativamente diretta dei fatti sono spesso incapaci di tradurla in parole, mentre coloro che posseggono un talento verbale hanno generalmente perduto l’abitudine della visione. È in parte per questa ragione che l’altissima capacità filosofica è così rara: essa richiede una combinazione tra la visione concreta e le parole astratte che è difficile raggiungere, e nei pochi che l’hanno raggiunta ha vita brevissima.”

Idee generali e pensiero. “Contro Locke il quale aveva sostenuto la possibilità di avere un’idea del triangolo in generale e non solo di questo o quel triangolo particolare, Berkeley afferma invece che ciò era impossibile: Sono completamente d’accordo con questo illustre autore sul fatto che gli animali non abbiano facoltà riguardanti l’astrazione. Ma, allora, se questa viene presa come proprietà distintiva degli animali, temo che molti di coloro che passano per uomini debbano essere annoverati tra quelli”.

Credenza. “La credenza è il problema centrale dell’analisi della mente. Tutta la vita intellettuale si compone di credenze, e del passaggio da una credenza all’altra attraverso ciò che chiamiamo ‘ragionamento’. La psicologia, la teoria della conoscenza e la metafisica ruotano intorno alla credenza… Come le parole sono caratterizzate dal significato, così le credenze sono caratterizzate dalla verità o dalla falsità… Il puro consenso, la memoria e l’aspettativa sono tutte forme di credenza.”

Emozioni e volontà. La tesi principale di Russel è “che tutti i fenomeni psichici sono formati solamente di sensazioni e di immagini… Le emozioni contengono sempre elementi che sono delle sensazioni. Un’emozione nel suo insieme è qualcosa di molto più complesso di una percezione. Un’emozione sostanzialmente è un processo, mentre una percezione… sarebbe solo, per così dire, un settore rappresentativo dell’emozione… Gli elementi dinamici di una emozione… sono solamente sensazioni e immagini e movimenti fisici che si susseguono secondo un certo disegno”.

Caratteristiche dei fenomeni mentali. “… che cosa caratterizza lo spirito rispetto alla materia?… come si può distinguere la psicologia dalla fisica?… la psicologia e la fisica si distinguono per la natura delle loro leggi causali, e non per il loro contenuto… la vera metafisica considera tanto lo spirito quanto la materia formati da una sostanza neutra le cui leggi causali non hanno la dualità di quelle della psicologia, ma formano la base sulla quale poggiano la fisica e la psicologia”.

“La ‘coscienza’… è ritenuta una proprietà diffusa in tutta la nostra vita mentale, diversa dalle sensazioni, dalle immagini, dai ricordi, dalle credenze e dai desideri, ma presente in tutte queste cose… la coscienza deve essere coscienza di qualcosa”. Russel definisce la coscienza “nei termini della relazione che esiste tra un’immagine una parola e un oggetto, relazione che abbiamo definito come ‘significato’… Quando una sensazione è seguita da un’immagine che è una ‘copia’ di essa, si può dire che l’esistenza dell’immagine costituisca la coscienza della sensazione, purché essa sia accompagnata da una credenza che, quando vi riflettiamo, ci faccia sentire che quell’immagine è un ‘segno’ di qualcosa di diverso da se stessa… L’intervento più o meno notevole della credenza sembra necessario, dal momento che la mera immaginazione non implica la coscienza di alcunché, e non ci può essere alcuna coscienza che non sia coscienza di qualcosa… nel definire la coscienza si deve aggiungere alle immagini un elemento di credenza. La credenza deve essere tale da costituire il riferimento obiettivo, passato e presente. Un’immagine, insieme con una credenza di questo genere, costituisce la coscienza del prototipo dell’immagine”.

“… la sensazione è un segno dell’oggetto percepito così come l’immagine mnestica è un segno di un oggetto ricordato. La funzione pratica essenziale della ‘coscienza’ e del ‘pensiero’ consiste nel fatto che essi ci mettono in grado di agire in riferimento a un oggetto che dista nel tempo e nello spazio, anche se al momento non stimola i nostri sensi. Questo riferimento agli oggetti assenti è reso possibile dall’associazione e dall’abitudine… la coscienza è troppo complessa e accidentale per essere considerata come caratteristica fondamentale dello spirito”.

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