Religione e politica

Che cosa unisce la religione alla politica? Nella Storia dell’umanità occidentale ne abbiamo copiosi esempi e pare di gran lunga rivelatore il tentativo di apportare alcuni esempi validi a cercarne una risposta esauriente. Mi limiterò al secolo XIII, andando a spulciare che cosa accadde sotto l’impero di Federico II.

Partiamo dal 1186, l’anno in cui fu celebrato il matrimonio fra Enrico, figlio del Barbarossa (Hohenstaufen), con Costanza d’Altavilla erede del forte e ricco regno normanno di Sicilia. Da Costanza d’Altavilla e da Enrico VI di Svevia era nato a Iesi (Ancona), nel 1194, Federico II che fu presto affidato da Costanza alla tutela del papa Innocenzo III. Federico II ottenne dal papa il riconoscimento di re di Sicilia. Sennonché sulla scena della successione imperiale si fece avanti Ottone IV di Brunswick il quale, pur di conquistare il potere, non si risparmiò nel promettere elargizione di benefici e di protezione alla Chiesa. Furono promesse così allettanti che finirono per far mettere da parte Enrico II nella gara di successione imperiale. Ma anche per Ottone IV le cose si misero male, allorché egli venne meno alle promesse fatte: si attirò la scomunica da parte di Innocenzo III e in vece sua fu eletto Federico II con il titolo di re di Germania e dei Romani. Con questa elezione, tuttavia, Federico II fu costretto a rinunciare al regno di Sicilia a favore del figlioletto Enrico.

Era l’anno 1212. Venne incoronato a Magonza, nel tempo stesso in cui venivano garantiti i diritti e i possessi della Chiesa in Italia. Si impegnò quindi con Filippo II Augusto di Francia nella lotta contro Ottone IV scalzandolo definitivamente dalla competizione al trono con la vittoria ottenuta a Bouvines nel 1214. Dopodiché fu incoronato per la seconda volta, nel 1215 ad Aquisgrana, re di Germania con il rinnovo solenne della propria devozione al papa. Promise anche al pontefice di condurre al più presto una crociata in Medio Oriente. Intanto avvenne che Innocenzo III morì e gli successe Onorio III (1216-1227). Federico II mutò la direzione politica: iniziò a modificare i propri programmi affidandosi a una politica personale via via più indipendente dal papa. Coltivava il progetto di spostare il centro dell’impero dalla Germania all’Italia, nel tempo in cui ritardava di volta in volta la sua decisione di muovere per la promessa crociata. Si stabilì dunque in Sicilia riorganizzandovi la struttura regnante.

Con questo faceva clamorosamente decadere la promessa fatta a Innocenzo III, per la quale avrebbe tenuto distinti i due regni, quello di Sicilia e quello della Germania. Nominò re dei Romani il figlio Enrico e ottenne da Onorio III, nel 1220 a Roma, la corona imperiale. Non si parlò quasi più di crociate, nonostante le sollecitazioni di Onorio III. Morto anche questo pontefice, salì al soglio pontificio Gregorio IX (1227-1241) il quale mise energicamente Federico II di fronte alla responsabilità della promessa fatta a suo tempo.

Federico II, tuttavia, non se ne diede per inteso e si attirò l’ira del papa, culminante nella scomunica dell’anno 1227. Alla fine una scappata a Gerusalemme la fece sul serio ma, al suo ritorno, trovò la ribellione nel Mezzogiorno dove il papa aveva inviato le truppe pontificie. Ci furono scontri armati, conclusisi con un compromesso stipulato con Gregorio IX nel 1230 a San Germano. Federico II ebbe vi libera a estendere al resto dell’Italia il regime instaurato nel Mezzogiorno. Nondimeno dovette vedersela, ancora una volta, con la ferma ostilità del papa il quale non ci pensò due volte ad aizzargli contro i vecchi avversari che costituirono il partito dei Guelfi, contrapposto a quello dei ghibellini imperiali. Federico II, in quell’epoca, ebbe un bel da fare per sedare rivolte in Germania, rivalità fra Guelfi e Ghibellini tedeschi. Fu nuovamente scomunicato dal papa che mosse contro di lui una guerra santa. Dopo la morte di Gregorio IX e del suo successore Celestino IV, avvenute nello stesso anno 1241, fu eletto papa Innocenzo IV (1243-1254). Questi, proseguendo la lotta protratta dai suoi predecessori, raggiunse Lione dove tenne un concilio con il quale, nel 1245, scomunicava e deponeva l’imperatore.

Da questi eventi iniziò il declino di Federico II: l’imperatore dovette far fronte alla ribellione di Parma nel 1248, alla cattura in battaglia del figlio Enzo, alla progressiva perdita di alleati e amici. Terminò la propria vita, come d’improvviso, il 13 dicembre 1250 a Fiorentino di Puglia e fu sepolto nella cattedrale di Palermo.

Per concludere, che cosa si può dire di questo rapporto stridente fra Stato e Chiesa, fra politica e religione? Una cosa sola, nella valutazione di chi scrive: che ci fu sempre un unico elemento di unione fra queste due potenze avverse, un elemento che ha nome “potere”. La sete di dominio sui beni terreni e sulla volontà dei sudditi ha costituito sempre il centro attorno al quale hanno preso sembianza vicende le più disparate sulla sorte dei viventi, ma anche le più lontane dagli insegnamenti di Gesù dei Vangeli.

Immagine in anteprima tratta da ImaginApulia.

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