Nella Scuola, in concreto (Imparare a ragionare per costruire conoscenza – 6 di 6 puntate)

Una rassegna delle teorie interazioniste in campo pedagogico
(elaborazione di Mario Bruno, 1° Settembre 2001)

Su quali terreni si muove il processo educativo (pescando e ripescando nel vasto bacino della Normativa scolastica):

  • A livello di Scuola Materna (dell’Infanzia) e nel primo anno della Scuola Elementare (Primaria) gli sforzi sono indirizzati verso l’acquisizione del linguaggio e alla cura delle forme di ragionamento. Si fa il punto sulla consapevolezza percettiva, sulla condivisione di prospettive attraverso il dialogo nei processi di classificazione e di differenziazione quando si ragiona sui sentimenti. Si imprime sviluppo alla libertà di pensiero nel bambino, anche nel senso di attribuire considerazione agli stili di pensiero divergenti individuali. Si incoraggia l’apparizione e la crescita della capacità critica, della capacità di orientarsi e di compiere scelte autonome in contesti relazionali e normativi diversi. Si colgono adeguate opportunità per conferire senso alle esperienze. Si consolidano i necessari atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé, di fiducia nelle proprie capacità, di motivazione alla curiosità. Si dà risalto alla esigenza vitale di vivere in modo equilibrato e positivo i propri stati affettivi, di esprimere e controllare i propri sentimenti, le proprie emozioni e di sviluppare sensibilità verso gli stati emotivo-affettivi altrui.
  • Durante il periodo della Scuola Elementare (Primaria) si presta maggiore attenzione alle strutture semantiche e sintattiche della comunicazione, come l’ambiguità, i concetti che stabiliscono relazioni e le nozioni filosofiche astratte quali la causalità, lo spazio, il numero, la persona, la classe, il gruppo. Verso l’ultimo anno di frequenza ci si orienta con intenzionalità particolare sulla acquisizione della logica formale e informale, mentre si volgono gli sforzi per promuovere la formazione in classe di una comunità di ricerca. È il periodo in cui i ragazzi vanno progressivamente conquistando l’autonomia di giudizio, di scelte e di assunzione di impegni, mentre la stessa autonomia di giudizio, unitamente alla capacità creativa e divergente, subisce una forte spinta evolutiva con il supporto di un adeguato equilibrio affettivo e sociale e di una positiva e consapevole immagine di sé. Qui si inserisce una progressiva sperimentazione di forme di lavoro collaborativo all’interno delle quali si viene rafforzando la capacità di pensiero riflesso e critico, quella che sarà seguita da più costruttive capacità di pensare al futuro per prevedere, prevenire, progettare, cambiare e verificare.
  • Gli alunni della Scuola Media (Secondaria di Primo Grado) sono coinvolti nella specializzazione filosofica di base negli ambiti della ricerca etica, del linguaggio e degli studi sociali. Si fa energicamente leva su tutto un insieme di possibili esperienze capaci di suscitare negli studenti interesse e motivazione nei confronti dell’apprendimento. In questa fase evolutiva si assiste a un prorompente sviluppo della capacità sociale che si esprime nel complesso intreccio di reciproche relazioni e di collaborazione. L’interazione educativa nei rapporti interpersonali che investono aspetti relazionali, affettivi, emotivi, etici va a ricoprire un ruolo fondamentale. È il periodo più favorevole per l’impostazione del lavoro di gruppo volto a veicolare esperienze di cooperazione e ad affinare l’evoluzione delle capacità critiche nei confronti della realtà. Tale contesto si esprime in un clima che consenta allo studente di riporre fiducia nelle proprie possibilità, di esprimere liberamente e criticamente opinioni e proposte.

Per concludere …

Se rifiutiamo di riconoscere la razionalità dei bambini non potremo coinvolgerci in modo soddisfacente in un dialogo filosofico con loro, perché non saremo in grado di accettare i loro interventi in veste di ragioni. Se non possiamo fare filosofia con i bambini finiamo per spogliare la loro educazione della genuina componente che sola può rendere tale educazione più significativa. E se neghiamo ai bambini una educazione significativa diamo per scontato che essi cresceranno sotto il dominio dell’ignoranza, della irresponsabilità e della mediocrità che frequentemente regnano fra gli adulti. Forse sarà trattare i bambini come persone il prezzo che dobbiamo pagare a lungo andare per conseguire miglioramenti sociali sufficientemente sostanziali. (Lipman, Sharp, Oscanyan, 1980  –  Lipman, 1988)

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