Un tuffo fra le pagine – LEGGERE/ASCOLTARE

La serie di scritti che qui va a iniziare abbandona per un certo verso la vocazione di “articolo” per spostare l’attenzione su una ricca gamma di argomenti e documenti nella quale si sono cimentati Autori di chiara fama. Si tratta di una rassegna di veri e propri libri e resoconti di studi che a suo tempo visitai, e ne desidero proporre una sintesi ragionata per ciascuno di essi, con la speranza di suscitare interesse o almeno curiosità nello scorrerne le pagine scelte. Fra parentesi il numero di pagina di riferimento.

Il compendio complessivo ha ricevuto la denominazione di “Un tuffo fra le pagine”, quasi a rammentare la freschezza che si prova immergendosi nell’acqua fresca di un rio montano in piena calura estiva e il ristoro che da tale limpidezza naturale perviene all’organismo.

Con auguri sentiti di buona lettura.                                                                                                    m.b.

Iniziamo allora con un rapporto sull’educazione scolastica:

Ministero della Pubblica Istruzione

Servizio Scuola Materna
S.M.S. “A. Paino” – Messina
Progetto Lettura (C.M. 105/94)

LEGGERE/ASCOLTARE

Atti dei Corsi di aggiornamento di Alghero e Acireale, ottobre-novembre 1997

A cura di Giuseppina Prestipino e Armando Curatola

Armando Siciliano Editore, Messina, 1998

Il documento cura in particolare quale strada percorre per favorire il rapporto con le famiglie.

Le famiglie possono essere coinvolte nell’attività di lettura attraverso varie modalità:

  • incontri con gli autori nel circolo;“botteghe” per l’ideazione, la costruzione di libri;
  • momenti di “pedagogia della lettura” (iniziative con esperti sul tema);
  • esperienza di lettura (es: la scuola consiglia libri ai bambini affinché vengano letti dai familiari e imposta un relativo percorso di esperienza didattica; es: quando hai letto il libro, con chi, in quali luoghi; si può pensare a un libro costruito attraverso l’apporto di ogni famiglia … il libro della sezione può essere periodicamente portato a casa da ciascun bambino e la famiglia può scrivere il proprio punto di vista …). (30)

L’età dalla nascita agli undici anni è privilegiata per l’apprendimento linguistico. È la stagione migliore. Forse il compito decisivo è quello della scuola materna. È in questa età che si impara a guardare le cose, a parlare, ad ascoltare, a far agire quei processi affettivi e intellettivi che trovano nella lingua il modo privilegiato di essere. (32)

L’insegnante attento alle persone rispetta i bisogni suoi e dei suoi alunni, lasciando ampio spazio alle scelte, condivide responsabilità, poteri e controllo con gli studenti e continua a essere egli per primo sempre pronto ad apprendere.

Questo nuovo modo di essere insegnante si avvicina a quello di chi facilita il processo di crescita e di apprendimento mediante la costituzione di una relazione capace di garantire un clima psicologico nel quale chi apprende possa iniziare ad assumersi il controllo responsabile della propria educazione.

Il cambiamento che auspichiamo tutti è certamente nella direzione della riscoperta e valorizzazione della comunicazione e della relazione. (68)

La scuola materna, secondo la psicopedagogia umanistica, ha innanzitutto lo scopo di aiutare i bambini a riconoscere e sviluppare le qualità di: fiducia, empatia, accettazione e genuinità, tanto da rinforzare l’autostima, la creatività e la capacità di relazionarsi all’ambiente circostante in modo costruttivo, libero e responsabile.

Come tutti gli esseri viventi, anche i bambini nascono con delle stupende potenzialità; se potessero crescere continuando ad aver fiducia nel mondo, ad avere dei rapporti positivi con gli altri, a dare riconoscimenti positivi incondizionati e ad essere congruenti nei pensieri, nei sentimenti e nelle azioni, potrebbero realmente giungere a una profonda conoscenza di se stessi, avere una buona autostima e sviluppare disciplina e creatività.

Barbara Williams, un’allieva di Carl Rogers che stava lavorando anche in Italia con gli insegnanti della scuola materna, ha individuato alcune qualità essenziali per un adeguato sviluppo del bambino:

  • la capacità di esprimere e dare fiducia,
  • l’abilità di ascoltare con empatia,
  • la capacità di accettare se stessi e gli altri esprimendo loro considerazione positiva e rispetto incondizionato,
  • l’autenticità e la congruenza,
  • la creatività e, infine,
  • la capacità di apprendere dalla natura.

Lo sviluppo di queste qualità porta nella maggior parte dei casi a migliorare l’immagine che si dà di se stessi. I bambini che vengono incoraggiati a dire ciò che pensano, a riconoscere i propri sentimenti e ad esprimerli in modo chiaro e diretto sono bambini che hanno maggiore probabilità di affrontare con successo situazioni difficili o problematiche. Molti studi ed esperienze ci dicono che solo i bambini che hanno avuto l’opportunità di sviluppare un positivo senso del proprio valore e un buon livello di autostima potranno consentirsi il rischio delle scelte e della creatività. (69-70)

Non c’è nulla di più efficace nel determinare il cambiamento in un’altra persona che l’esprimerle un’autentica e sincera accettazione del suo attuale modo di essere. L’apparente paradosso di questo assunto rende difficile la sua traduzione in atteggiamenti e comportamenti efficaci nella pratica quotidiana.

Esempio. Una bambina chiede alla mamma in modo spontaneo e congruente: “Mamma, perché quell’uomo usa quel bastone da passeggio? Sembra così buffo!”. La mamma subito si affretta a rispondere: “Ssst, Sally; non parlare di queste cose. Stai buona!”. Questa e simili risposte abbassano l’autostima del bambino e lo convincono che essere spontanei e congruenti è sbagliato. Pian piano il bambino imparerà ad esprimersi in modo più studiato o a non esprimersi affatto se teme di non incontrare l’approvazione degli altri. (70)

Per Carl Rogers “ascoltare equivale a percepire non solo le parole, ma anche i pensieri, lo stato d’animo, il significato più riposto e inconscio del messaggio che mi viene trasmesso dall’interlocutore”.

Ascoltare l’altro significa portarlo a incontrare la verità che è dentro di lui e ad esprimerla in modo autentico, efficace e creativo.

Per ascoltare devo accettare che la scuola sia un luogo dove ritrovi cittadinanza l’espressione dei bisogni, dei desideri, dei sogni, della paura, della gioia. (76)

Saper ascoltare è saper far tacere se stessi e dare precedenza all’altro. Offrire ascolto è offrire ospitalità, accettazione, genuinità, accoglienza, rispetto ed empatia. (77)

Caratteristiche dell’ascolto:

  • abilità nel riconoscere i sentimenti dell’altro (empatia),
  • abilità di comprendere un problema mettendosi nella situazione critica dell’altro (ascolto empatico),
  • abilità di contenere le proprie emozioni e non allagare con esse l’altro. (78)

Immagine di copertina tratta da Cozy.

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