Le Costellazioni nell’immaginario classico – Toro – Taurus

In queste sere fredde che accompagnano l’entrata dell’inverno è possibile ammirare un angolo del Cielo stellato con le costellazioni più belle del nostro emisfero celeste.

Come prima apparizione, l’inconfondibile costellazione di Orione giù bassa verso l’orizzonte a sud-est appena si fa notte. Poco a nord-ovest di Orione si stende la costellazione compagna del Toro. Essa vuole rappresentare l’animale nel quale si trasformò Zeus per portare Europa sull’Isola di Creta. Essendo l’animale immortalato mentre nuota immerso nell’Egeo, ciò spiegherebbe l’assenza del resto del corpo.

La stella Alfa è Aldebaran, coincidente con l’occhio destro del toro. In arabo Aldebaran significa “Il Seguente”, probabilmente perché segue l’ammasso stellare aperto delle Pleiadi). Dista da noi (appena) 68 anni luce. È apparentemente circondata da un ammasso stellare aperto, le Iadi (130 anni luce disposte a V, composto da oltre 130 stelle, ben conosciute da antichi Greci e Romani come portatrici di piogge e tempeste. In notti serene e lontano da fonti luminose è visibile con un binocolo.

Beta El Nath, lontana 300 anni luce e Zeta Tauri a 940 anni luce indicano le punte delle corna. Poco lungi da Zeta Tauri, corrispondente alla punta del corno destro del toro, si intravede la nebulosa M1, la prima del catalogo di Messier datato al 1758. M1, denominata Nebulosa del Granchio, distante da noi 3 mila anni luce, rappresenta ciò che rimane di una antica catastrofe cosmica dovuta all’esplosione di una supernova, avvenuta nel 1054, già osservata dai Cinesi il 27 agosto dell’anno citato. I gas espulsi dalla nebulosa si espandono ancor oggi nello spazio sconfinato. M1 ospita una stella di neutroni detta pulsar, in moto rapidissimo ossia 30 giri al secondo, con l’emissione di radioonde e raggi X. Compresa in un diametro di appena 10 chilometri, la pulsar raggiunge una densità abissale, tale che un centimetro cubo della sua materia peserebbe milioni di tonnellate.

M45 ossia Le Pleiadi o Sette Sorelle: erano le 7 figlie di Atlante e Pleione: Alcione, Asterope, Celaeno, Elettra, Maia. Merope, Taigete – citate da Saffo nelle sue poesie – in tutte le antiche civiltà, spesso collegate a tradizioni agricole: in Grecia per determinare le date dell’aratura e mietitura. Sono lontane 450 anni luce. Formate da circa 2.000 stelle, le Pleiadi hanno un’estensione di 10 anni luce. M45 è circondata da una tenue luminosità dovuta ai gas rimasti della nebulosa iniziale che diede origine, 30 milioni di anni fa, alle stelle componenti. Con un binocolo appare come una nebulosa bluastra intorno a Merope.

Immagine di Copertina tratta da ESA Hubble.

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