Minacce dallo Spazio

Le attenzioni che corpi vaganti rivolgono al nostro pianeta sono meno infrequenti di quanto potremmo immaginare, solo che non se ne dà notizia adeguata per non ingenerare le solite psicosi da allarmismo prematuro.

Eccoci allora a “2004XP14”, un asteroide ascrivibile, in gergo astronomico, alla classe PHA, ovvero “Potentially Harzadous Asteroids” (Asteroidi a potenziale rischio di impatto), che potrebbe avvicinarsi alla Terra, stando alle stime effettuate, sino alla irrisoria distanza di 267.000 chilometri o poco più. L’ha già fatto, ma si è presentato, in quell’occasione, a una distanza leggermente superiore, poco al di là della Luna, a circa 432.000 chilometri, il 3 luglio 2006, lunedì, alle ore 18. Noi intanto eravamo quanto mai intenti a massacrarci in guerre bestiali, a deturpare l’habitat, a minare ogni più recondito angolo del pianeta con ordigni micidiali, a stordire le nostre menti con droghe e stupidità di ogni genere.

Leggevo su Televideo (era il primo pomeriggio di martedì otto novembre 2011): “Mancano poche ore all’incontro ravvicinato con l’asteroide gigante 2005YU55 che stasera passerà tra noi e la Luna raggiungendo una distanza record dalla Terra di 324 mila chilometri. Il corpo celeste offrirà uno spettacolo unico, ben visibile dall’Italia, che potrà essere apprezzato fino a venerdì (11 novembre 2011 ossia 11/11/11, guarda che combinazione, davvero originale!) non solo dagli astrofisici ma anche dai telescopi amatoriali degli astrofili. 2005YU55 è il più grande che sia mai stato visto passare così vicino alla Terra negli ultimi decenni, un’occasione d’oro per studiare nei dettagli la sua forma, le dimensioni e il periodo di rotazione”.

(Nelle foto, tratte da Wikipedia: qui a fianco l’asteroide 951 Gaspra e, più avanti, il 243 Ida con la sua luna Dattilo)

Passò un giorno ed eccomi nuovamente di fronte al teleschermo per leggere le prime notizie del mattino su Televideo, ore 6,50 del 9 novembre 2011 e riporto testualmente: “Asteroide grande come una portaerei è passato alle 00.28 ora italiana a circa 325.088 chilometri dalla Terra, all’interno dell’orbita lunare. La distanza media tra la Luna e il nostro pianeta è di 384.633 chilometri. Gli scienziati, che avevano comunque escluso qualsiasi probabilità di collisione, hanno diretto i loro telescopi verso lo spazio per scoprire qualcosa di più sull’asteroide denominato 2005YU55. L’ultima volta che un grande corpo spaziale è passato così vicino alla Terra fu nel 1976”.

Poniamo il caso: 2005YU55, per una qualche deviazione di rotta, avesse puntato sulla Terra e fosse caduto nel Mediterraneo oppure nel Sahara? Oppure fosse stato catturato dalla Luna e ne avesse modificato i parametri di rivoluzione generando progressivo allontanamento dal o avvicinamento al nostro pianeta? Avremmo avuto ben altre cose di cui occuparci e preoccuparci la mattina del 9 novembre 2011!

Intanto qualche avvisaglia, avanguardia di quelle manifestazioni inaspettate di cui dicevo, appare a intervalli irregolari. Ne è un esempio il bolide che poco prima delle diciannove del giorno giovedì 15 marzo 2007 ha attraversato un buon tratto del cielo veneto, dai pressi di Venezia sino a un punto intermedio fra Trento e Rovereto. Forse un residuo di cometa, sfuggito alla traiettoria madre, penetrato nell’atmosfera terrestre a una velocità sostenutissima, tale da produrre dapprima una breve scia luminosa, poi la frammentazione del corpo meteorico e il suo successivo dissolvimento al termine della corsa, accompagnato a un effetto esplosivo.

Intanto un altro mostro astrale si preparava sulla linea di partenza. Anzi, è già partito, da tempi immemorabili. È Apophis, un oggetto di 320-350 metri di diametro o forse anche molto di più, in grado di sconvolgere in un attimo l’intero assetto planetario nel quale noi stessi siamo immersi. Gli scienziati gli hanno assegnato un nome più canonico, quello di “2004MN4”, incasellandolo con il numero 99942. Ma tutto ciò viene adombrato dal nome altisonante di Apophis che, riportandosi all’etimo greco “Apep”, prende il significato ben più terribile di “Il distruttore”.

Non sarebbe la prima volta che avremmo a che fare con il gigante di roccia: proprio alcuni giorni fa ci è passato abbastanza vicino, era la notte tra il 5 e il 6 marzo 2021, molto vicino, ma possiamo dire che non ci degnò d’un guardo e se ne andò dritto filato per i fatti suoi. Qualcuno di noi certamente sarà presente al riaffacciarsi sulla scena cosmica di Apophis, per un appuntamento fissato al 13 aprile del 2029. Un appuntamento per un passaggio così vicino da far tremare al solo pensiero di quel che potrebbe accadere, sempre che le leggi della dinamica gravitazionale non ci tradiscano, 37.000 chilometri appena, quasi un decimo della distanza che ci separa dal nostro satellite notturno, con la promessa di una probabilità di impatto pari a 1,2 su 10.000. Bello bello e sornione anzichenò, Apophis era già apparso sulla scena nel 2013 ed eccolo nuovamente qua, nell’anno in cui scrivo, il 2021, e i mezzi di informazione non ne hanno taciuto l’apparizione. Il mattino del 27 marzo scorso leggevo su Televideo: “Per almeno un secolo non c’è alcun rischio di impatto con la Terra per l’asteroide Apophis. Dopo 17 anni di osservazioni e analisi dell’orbita, L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sta rimuovendo l’enorme asteroide dalla sua lista dei corpi celesti che possono rappresentare un rischio per la Terra. Con un diametro di circa 350 metri, Apophis ha fatto molto parlare di sé perché più volte si è temuto che la sua orbita lo portasse a collidere con la Terra nel prossimo futuro, una nel 2029 e una nel 2036, ma per fortuna il pericolo è scampato”.

Noi, peraltro, siamo sempre molto ottimisti – o irresponsabili – quando si pone il caso di guardare alle emergenze. Così gli scienziati pensavano allora, concedendosi un generoso lasso di tempo, di assumere una decisione valida prima che sopraggiungesse l’anno 2014, per contrastare l’orbita di Apophis deviandola da una sua possibile traiettoria proiettata sul pianeta Terra. Si calcola che il 2029 sia un periodo ormai tardivo perché siano garantiti buoni esiti qualora si voglia tentare una deflessione di rotta per allontanare da noi “Il distruttore”. Gli scienziati pensano di sfruttare questi primi avvicinamenti per operare accurate misurazioni dell’orbita percorsa dal mostro di pietra, allo scopo di indagare le possibili soluzioni da applicarsi in occasione del suo ritorno nel 2029. Sempre che, se vogliamo crederci, quel Demiurgo “che move il sole e l’altre stelle” non lo voglia deviare con un soffio facendogli mutare tragitto appena di poco e, allora…

<a href="http://<a href="https://www.vecteezy.com/free-photos">Free Stock photos by VecteezyImmagine di Copertina tratta da vecteezy.com

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