Howard Gardner – SAPERE PER COMPRENDERE – Parte 5 di 5

HOWARD GARDNER
SAPERE  PER  COMPRENDERE

Discipline di studio e disciplina della mente
Milano, Giangiacomo Feltrinelli, febbraio 1999
(Originale: New York, 1999)

  1 – Bilancio operativo

L’educazione al comprendere può essere perseguita partendo da due prospettive diverse. Nella prospettiva dell’“agenzia centralistica” l’intera educazione scolastica deve obbedire a una programmazione coordinata e un coordinamento probabilmente non può venire che dall’iniziativa di un’unica autorità superiore. Nella più flessibile prospettiva dell’“iniziativa locale” l’educazione al comprendere può realizzarsi solo se insegnanti e studenti sono impegnati nell’esplorazione di temi di interesse durevole e possono approfondirli a loro discrezione, senza subire le pressioni di un programma obbligatorio che li incalzi come il tic-tac di un orologio troppo rumoroso. …

I vari paesi hanno adottato a larga maggioranza la prospettiva del curricolo obbligatorio. … L’inconveniente tipico di questa scelta è, però, che essa sacrifica quella comprensione approfondita che pure rappresenta un obiettivo del sistema. (225) …

La scelta di un “percorso” è un ingrediente essenziale di un’educazione efficace. (226) … (Una battuta: I docenti delle elementari amano i bambini, quelli delle secondarie le discipline, quelli dell’università se stessi) … (227)

Personalmente auspico la creazione di un “percorso di educazione al comprendere” … In tale percorso il centro ispiratore deve essere rappresentato da un insieme di questioni essenziali: Chi siamo? Da dove veniamo? Che cosa consideriamo vero o falso, bello o brutto, bene o male? Che destino ha la terra? Quale sarà la nostra posizione all’interno di tale destino? Di che cosa è fatta la terra? Di che cosa siamo fatti noi? Perché veniamo al mondo e perché moriamo? È vero che la nostra sorte è nelle mani di Dio o di qualche altro “essere superiore”? Che cosa sono l’amore e l’odio? Perché si fa la guerra? Abbiamo il diritto di farla? Che cos’è la giustizia e come possiamo realizzarla? …

Una volta che le scuole di una comunità abbiano deciso di collaborare alla creazione di un percorso che ponga questi interrogativi è possibile affrontarli fin dall’inizio, riservandosi di rivisitarli regolarmente nelle forme via via più consone agli studenti. (228) …

A partire dai primi anni di scuola gli individui devono raggiungere un livello di alfabetizzazione generale che consenta loro di introdursi nelle discipline. Successivamente devono raggiungere un livello di padronanza che consenta loro di partecipare – come osservatori o, meglio, come operatori attivi – ai più ambiziosi e promettenti sforzi umani di rispondere agli interrogativi essenziali e, alla fine, di giungere a soluzioni più personali e comprensive.

Le diverse forme di alfabetizzazione, lungi dall’essere fine a se stesse, sono altrettante chiavi per aprire agli studenti le porte delle discipline. Ma nemmeno le discipline sono fine a se stesse … esse costituiscono gli strumenti o i mezzi più sofisticati per affrontare le questioni che preoccupano gli esseri umani. (229) …

Lo studio delle discipline deve avere la propria ragion d’essere e la propria ricompensa in un potenziamento della capacità di affrontare e di comprendere i grandi problemi della vita umana. …

Scopo dello studio disciplinare nelle istituzioni scolastiche pre-universitarie è far sì che i giovani adottino un punto di vista intellettuale sulle cose e sperimentino il potere analitico dei vari modi di affrontare il mondo. Non occorre che conoscano i dettagli tecnici dei processi biologici, le procedure della composizione musicale e le particolarità del dibattito storiografico. Al contrario, devono conoscere in che modo i cultori delle varie discipline affrontano i problemi e approfondire pochi esempi evocativi. (230) …

Un autentico lavoro interdisciplinare potrà avere inizio quando gli studenti, ormai giunti all’università, padroneggeranno almeno due discipline. (232) …

La multidisciplinarità, diversamente dall’interdisciplinarità, non comporta uno sforzo esplicito di operare la sintesi tra più discipline. Qui gli studenti semplicemente studiano un tema sulla scorta della visione che ne hanno i rappresentanti delle discipline chiamati in causa: per esempio, il Rinascimento nelle immagini che ne hanno uno storico e un critico letterario, e il significato della vita nell’ottica del biologo e del metafisico. …

Personalmente mi confermo un difensore delle discipline di studio: al riguardo non ho ripensamenti di sorta. Ma ciò non significa che difenda anche il modo in cui generalmente le discipline vengono insegnate nella scuola secondaria o all’università. Per lo più il modo in cui si insegna, per esempio la storia, la biologia o la geologia è quello voluto dai rispettivi cultori professionali. …

Noi abbiamo bisogno di cittadini in grado di riflettere scientificamente sulle nuove scoperte e sulle nuove scelte personali rese possibili dal progresso; di cittadini capaci di riflettere storicamente sulla società a cui appartengono e di mettere a frutto le proprie conoscenze storiche e politiche nel momento in cui dovranno decidere come votare a un referendum e come scegliere tra candidati con filosofie e orientamenti politici differenti; di cittadini capaci di riconoscere moralità e bellezza (al pari della loro assenza) e di coltivare quei valori nella propria vita. Questi obiettivi richiedono dei curricoli e un’istruzione che, lungi dal cercare di coprire ogni argomento o di preparare alle scuole di specializzazione postuniversitarie, facciano posto alle nozioni e alle prospettive portanti delle principali discipline di studio. (233) …

La mia proposta presenta alcune analogie con il mondo delle telecomunicazioni e del trasporto aereo. Non c’è alcun bisogno che esista un’unica compagnia aerea nazionale o un’unica azienda telefonica. (236) …

L’educatore razionale che è in me suggerisce che una mezza dozzina di percorsi, elaborati sulla base di direttive specifiche, costituirebbe l’alternativa migliore …

Ecco una lista plausibile di sei percorsi:

  1. Il percorso del canone, per coloro che desiderano un sistema fondato sui tradizionali valori storici e artistici del mondo occidentale. Gli studenti di ogni parte del paese leggeranno gli stessi libri e saranno in grado di parlare della storia e della costituzione (del loro paese). …
  2. Il percorso multiculturale, per coloro che desiderano un sistema in cui si esprimano la natura e le identità dei principali gruppi etnici e razziali. I giovani vi studieranno le proprie culture e le porranno a confronto con quelle di altri gruppi …
  3. Il percorso progressivo, (John Dewey) per coloro che desiderano un sistema in cui vengano rispettati le differenze e i modelli di maturazione individuali … Qui si cercherà di coinvolgere realmente gli studenti nella vita della comunità, nonché di creare e sostenere una comunità scolastica che incarni i valori democratici. (237)
  4. Il percorso tecnologico, per le persone convinte che la diffusione delle competenze tecnologiche rappresenti il modo migliore per creare una forza-lavoro preparata e flessibile. … Gli studenti impareranno a usare queste tecnologie, per esempio a creare e a criticare i prodotti dei media.
  5. Il percorso finalizzato alla promozione della responsabilità sociale, per le persone che desiderano incoraggiare e diffondere un impegno attivo per il miglioramento del mondo. In queste scuole verranno privilegiate le questioni nazionali e globali suscettibili di soluzione.
  6. Il percorso finalizzato alla promozione del comprendere, (Socrate) per coloro che, essendo convinti che gli esseri umani desiderano esplorare e comprendere le questioni fondamentali dell’esistenza, ritengono opportuno organizzare i curricoli intorno a questi interessi conoscitivi, ossia a ciò che siamo soliti indicare familiarmente come il vero, il bello e il bene. Gli studenti impegnati nel percorso visiteranno e rivisiteranno questi temi classici, armati, in successione, di alfabetizzazione di base, di abilità disciplinari e di capacità di approccio multidisciplinare e interdisciplinare. Offriranno prove tangibili delle proprie capacità e dovranno essere motivati a cimentarsi con tali questioni e con le loro interconnessioni anche quando la scolarizzazione formale sia terminata. (238) …

Un’educazione basata sulla formulazione dei problemi, sul comprendere, sull’esplorazione approfondita e sulla padronanza delle discipline avrà maggiori probabilità di realizzarsi se non farà leva esclusivamente sulla descrizione astratta. Insegnanti e genitori dovranno ricordarsi della propria educazione: di ciò che funzionava a dovere e della ragione per cui funzionava, come di ciò che non hanno mai capito o hanno ben presto dimenticato. Devono prendere familiarità con le nuove spinte e le nuove opportunità del mondo contemporaneo, quelle che erano invisibili (o, se non altro, meno visibili) durante i loro anni di scuola. Devono riflettere sulle questioni contemporanee che comprendono e su quelle che desiderano comprendere. (242) …

Concretamente, gli insegnanti impegnati ad attuare un percorso finalizzato al comprendere devono avere frequenti opportunità di applicare e rafforzare la propria comprensione delle discipline e delle procedure. Solo a queste condizioni potranno aiutare gli studenti a fare lo stesso. …

Un’altra cosa importante è mostrare che anche altri educatori, in scuole analoghe, possono dare corpo a un’educazione al comprendere. Ma la cosa più importante è che ci si renda conto di questo: che nella scuola le persone possono compiere una rivoluzione – e sopravvivere per raccontarla. (243) …

Non c’è nulla che aiuti la causa del comprendere più della vista di insegnanti impegnati in prima persona a comprendere cose nuove. Parimenti non c’è nulla che la comprometta così pesantemente come l’esempio di insegnanti disinteressati all’approfondimento delle proprie conoscenze e riluttanti a condividere con gli altri i propri dubbi (e le proprie soddisfazioni) intellettuali. (246) …

Coltivare la propria mente e le menti degli studenti è l’impresa più entusiasmante che io conosca – così entusiasmante che non sono mai riuscito ad abituarmici veramente. …

Le persone e le istituzioni che riescono a convivere con il cambiamento – o che addirittura lo salutano con entusiasmo – hanno maggiori probabilità di sopravvivere e prosperare.

Di conseguenza, un’istituzione che abbia imparato a fare le cose in un dato modo deve, sia pure con difficoltà, imparare a fare cose nuove in un modo nuovo. … La nuova prospettiva innesca un processo continuo di apprendimento, di riflessione sui propri apprendimenti e di nuovi apprendimenti. Alla fine, questo nuovo processo deve tradursi in un’attitudine costante alla riflessione, nel senso che tutti gli educatori dovranno automaticamente e naturalmente riflettere su ciò che stanno facendo. …

Gli educatori devono essere pronti a dichiarare pubblicamente ciò che desiderano per i propri studenti. Il loro contributo alla stipula del “nuovo patto” deve consistere nella capacità di indicare con chiarezza che cosa ritengono prova del successo della scuola e che cosa sarebbero disposti a fare qualora non lo cogliessero immediatamente. (248) Compiere questo passo coraggioso, assumersi queste responsabilità vorrebbe dire incominciare ad accreditare l’idea che essi sono professionisti capaci di valutare gli esiti del proprio lavoro. E ciò consentirebbe loro di affermare (o di riaffermare) la propria autorevolezza in campo educativo. (249) …

2-   Bilancio consuntivo

Ribadisco, ancora una volta, la mia tesi: è importante che una cultura identifichi le verità, le bellezze e le virtù che apprezza e dedichi tutte le risorse necessarie alla promozione della loro comprensione nei giovani. Alla fine gli individui devono operare le proprie sintesi personali di questi valori e, come spero, anche impegnarsi ad arricchire di valori nuovi il proprio mondo.

Contro la realizzazione di questo compito militano due circostanze complesse. In primo luogo, conseguire l’obiettivo del comprendere è difficile e, per riuscirvi, bisogna superare ostacoli formidabili. In secondo luogo, le menti delle persone sono diverse fra loro e rappresentano informazioni e conoscenze in modi particolari. In futuro, se la scuola vorrà ottenere risultati migliori con un maggior numero di individui, dovrà tenere presenti queste due considerazioni e fondare su di esse il proprio lavoro. …

Se dedicheremo tempo agli argomenti importanti potremo affrontarli battendo accessi diversi, costruiremo una serie di analogie e saremo in grado di cogliere le idee centrali di un ventaglio di modelli linguistici. (260) Tale istruzione articolata e ricca dovrebbe approdare a questo risultato: che quasi tutti gli studenti conseguano una comprensione approfondita – o almeno più approfondita. Un obiettivo altrettanto importante è che essi si facciano un’idea di che cosa significhi – di quale effetto facciacomprendere argomenti consequenziali.

Tali risultati rappresentano una vera e propria pietra miliare. Da questo punto in poi gli studenti potranno applicare la cartina al tornasole del comprendere ad altri argomenti attinti dalla propria cultura e anche da altre. E forse, una volta assaporati i frutti del comprendere, saranno motivati a restare “cacciatori di sapere” – e forse anche “creatori di sapere” – per il resto della vita.

Questa è la mia visione dell’educazione – o, se si preferisce, l’educazione che auspico per tutti gli esseri umani. A mio parere, essa produrrebbe individui consapevoli dei propri legami con la propria comunità e con il mondo intero. (261) …

Immagine di Copertina tratta da LindedIn/Pulse.

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