HOWARD GARDNER
SAPERE PER COMPRENDERE
Discipline di studio e disciplina della mente
Milano, Giangiacomo Feltrinelli, febbraio 1999
(Originale: New York, 1999)
1- Analisi ravvicinate
Il percorso che sto per proporre è quello che seguirei con un adolescente motivato ma disinformato – nella convinzione che, per molti aspetti, tutti noi siamo destinati a restare adolescenti disinformati. Successivamente mostrerò come sia possibile istruire al riguardo tutti gli studenti, sfruttando le loro molteplici intelligenze e la varietà dei loro modi di rappresentarsi il mondo. (167) …
Il percorso intellettuale disegnato per la prima volta da Darwin costituisce uno strumento necessario per chiunque voglia riflettere in modo sistematico e pertinente sulla vita di vegetali e animali e sulla possibilità di nuove forme di vita artificiale. …
Per approfondire la comprensione dell’evoluzione le persone devono fare i conti con le proprie concezioni precedenti sull’origine e sulla proliferazione delle specie. Oggi tali concezioni probabilmente sono intessute di intuizioni infantili, di spiegazioni religiose e di informazioni scientifiche largamente incomplete … Se non riusciranno a comprendere meglio i processi evolutivi gli individui probabilmente resteranno legati a visioni del mondo naturale prive di ogni fondamento. Se, invece, si approprieranno della dinamica fondamentale dell’evoluzione … avranno accesso a una serie di verità concernenti il mondo naturale. (175).
Volendo comprendere l’evoluzione, si può incominciare con le variazioni in una o più specie o sottospecie, mettere a fuoco alcuni modelli ed eccezioni importanti e poi passare ripetutamente dalle osservazioni al quadro teorico dominante e viceversa. Volendo comprendere la musica di Mozart, si possono prendere le mosse da un brano particolare, come il “terzetto dei piani contrastanti” (Il conte, Susanna, Don Basilio) e, successivamente, esplorare il resto dell’opera e i rapporti tra quest’ultima e le altre composizioni in repertorio. La risonanza tra le particolarità di un pezzo e la produzione complessiva di un compositore innesca una dialettica feconda. Infine, nel caso dell’Olocausto, si incomincia con un evento specifico e con un insieme limitato di personaggi (la conferenza sul Wannsee) e successivamente si cerca di collocare questo evento nel contesto di un genocidio e, forse, di altri crimini altrettanto folli. (191) …
Per essere cittadini informati del mondo contemporaneo dobbiamo disporre di tutto un sistema di conoscenze di fondo: chi era Darwin e che cos’è l’evoluzione? Chi erano Mozart e Da Ponte e che cosa sono Le nozze di Figaro? Chi era Hitler e che cosa è accaduta durante l’Olocausto? (193) Qui sta l’aspetto positivo della teoria dell’alfabetizzazione culturale proposta da E.D. Hirsch. Ma abbiamo bisogno anche di un’altra cosa, ancora più importante, cioè di comprendere, almeno in parte, ciò che questi nomi, termini e concetti implicano.
Purtroppo una via regia che prometta di condurci senza incertezze alla comprensione non esiste. Non c’è mediazione né espediente che possa consentirci di far nostro l’iceberg in un momento solo. … Sennonché, come ho osservato ripetutamente in queste pagine, gli individui portano con sé fraintendimenti e concezioni sbagliate; e, se si vuole pervenire a una comprensione più approfondita, bisogna prima affrontare questi impedimenti e sbarazzarsene.
D’altro canto, va detto che i temi proposti sono inesauribili. … Noi non conosceremo mai con certezza l’importanza dei fringuelli nelle scoperte epocali di Darwin; e non saremo mai in grado di stabilire perché la difficile situazione di Susanna ci coinvolga così profondamente né in che modo il sogno di Hitler sia diventato l’incubo dell’umanità. Ma lo scopo dell’educazione non è fornire risposte conclusive, bensì promuovere la comprensione senza distruggere il senso del mistero e la capacità di provare meraviglia. …
Quando si affrontano problematiche così complesse sarebbe un errore andare alla ricerca di un approccio privilegiato, poiché non esiste. Meglio affrontarlo battendo una varietà di percorsi. E qui, finalmente, possiamo far tesoro della conoscenza che abbiamo della molteplicità delle nostre formae mentis e delle differenze che intercorrono tra gli esseri umani: differenze non meno pronunciate di quelle esistenti tra le varietà dei fringuelli di Darwin, tra i protagonisti di Mozart, nonché tra vittime e carnefici dell’Olocausto. (194)
2 – Teoria delle “intelligenze multiple e promozione della comprensione
Scopo centrale dell’istruzione è la comprensione approfondita; e compito dell’educatore è quello di cercare di guidare i giovani a comprendere che cosa, in un dato contesto culturale, viene considerata vera o falsa, bella o brutta, bene o male. …
Gli educatori da un lato devono riconoscere le difficoltà che gli studenti si trovano a fronteggiare nel loro cammino verso la comprensione autentica di temi e concetti importanti, dall’altro devono tener conto delle differenze esistenti tra le menti degli studenti e, per quanto è possibile, programmare un’educazione capace di adeguarsi alla loro infinita varietà. …
Secondo me, la “prospettiva delle intelligenze multiple” può promuovere il comprendere almeno in tre modi:
- Fornendo punti di accesso promettenti. (195) … Probabilmente la prima presentazione di un tema o gli espedienti con cui all’inizio si è cercato di conquistare l’attenzione degli studenti resteranno impressi nella loro memoria. La teoria delle intelligenze multiple è in grado di suggerire una ricca serie di percorsi con cui affrontare gli argomenti.
- Offrendo analogie adatte. Per riuscire a farsi una prima idea di temi o di argomenti del tutto sconosciuti spesso è necessario ricorrere ad analogie con ciò che si è già conosciuto e compreso. …
- Fornendo molteplici rappresentazioni delle idee centrali o essenziali dell’argomento. Ogni argomento o tema può essere articolato, a scopo didattico, in poche idee centrali o importanti. E l’insegnamento dovrà considerarsi riuscito nella misura in cui queste idee sono state comprese e possono essere applicate in modo pertinente in situazioni nuove. … Una caratteristica delle idee importanti è proprio che si prestano a essere rappresentate in più modi … (196) Rientra nei compiti dell’educatore stabilire quali punti di accesso siano più promettenti per particolari apprendimenti, valutarne l’efficacia relativa e riflettere sui successi e sugli insuccessi. Una selezione analoga deve essere fatta nell’indicazione delle analogie e dei modelli linguistici adatti. (197) …
I concetti hanno sempre almeno sette promettenti vie di accesso:
- Approcci narrativi. Forse il modo più efficace per coinvolgere la grande maggioranza degli studenti di una classe consiste nel ricorrere alla vivacità e alla drammaticità della narrazione. Le storie piacciono alle persone di ogni età. (198) …
- Approcci numerici. Alcuni studenti amano lavorare con i numeri e con i rapporti numerici. Nel caso della teoria dell’evoluzione possono trovare stimolante l’idea di ricostruire le riflessioni di Darwin durante e dopo la sua permanenza alle isole Galapagos. (200) … Ogni composizione musicale si presenta con certi metri ed è organizzata secondo specifiche figure ritmiche. … Fissata nella cifra indimenticabile di sei milioni di uomini, donne e bambini di ebrei uccisi, la storia dell’Olocausto è una storia di numeri. …
- Approcci logici. L’interesse per le proposizioni logiche, per le loro interrelazioni e per le loro implicazioni è nello stesso tempo legato al versante numerico e distinto da esso. (201)
- Approcci esistenziali o metafisici. Certi individui sono affascinati dalla possibilità di affrontare le questioni più profonde concernenti l’esistenza: significato della vita, ineluttabilità della morte, passioni e stravaganze dell’amore e dell’odio. (202) …
- Approcci estetici. Le opere d’arte sono riconosciute come tali per la loro organizzazione, per il loro senso di equilibrio e di armonia, nonché per caratteristiche più specifiche legate a colore, luce, tono e ambiguità di significato. (204) …
- Approcci operativi. L’opportunità di lavorare con materiali fisici è stimolante per tutti, soprattutto per i giovani. (206) …
- Approcci interpersonali. Gli approcci illustrati fin qui chiamano in causa l’individuo singolo. Alcuni studenti, però, desiderano imparare in compagnia di altre persone. Ad alcuni piace collaborare con i coetanei; ad altri discutere, argomentare le proprie posizioni, confrontare programmi diversi, occupare vari ruoli. (207) …
Valorizzare il potere delle analogie e delle metafore
Una volta destato l’interesse occorre alzare la posta e mettere gli studenti in stretto contatto con il contenuto principale di temi importanti. Questa penetrazione più approfondita può realizzarsi in due modi: mediante confronti significativi o mettendo in atto dei tentativi complementari di rappresentare gli aspetti centrali del tema.
In sostanza, le analogie sono semplicemente esempi tratti da un altro campo di esperienza, presumibilmente un campo che agli studenti è più familiare di quello che si sta per affrontare. Anche le metafore (e le similitudini) servono a chiarire i temi meno noti nei termini di quelli più noti. (209) …
Se Aristotele aveva ragione e la metafora è il segno del genio, non può stupire che la scoperta dei confronti più appropriati appaia una sfida così stimolante. È certo che educatori e ricercatori capaci sono costantemente impegnati nella ricerca di analogie e metafore adatte e feconde, anche se sono perfettamente consapevoli dei propri limiti. Quando gli studenti si siano addentrati a sufficienza nell’esplorazione di un tema, devono essere incoraggiati a elaborare analogie e metafore originali: questo esercizio gioverà non soltanto a loro, ma anche agli altri studenti. La discussione dei pregi e dei limiti delle analogie proposte da ciascuno può rivelarsi illuminante.
Elaborare molteplici rappresentazioni delle idee centrali: introduzione della nozione di “modello linguistico” (211)
Così siamo giunti a quel punto decisivo dell’insegnamento in cui l’interesse è stato catturato dagli approcci avvincenti messi in campo e le idee fondamentali sono state abbozzate ricorrendo ad analogie, metafore e comparazioni di vario tipo. Resta però da affrontare la questione di più difficile soluzione, quella di stabilire quale sia il modo migliore per mettere a fuoco e trasmettere le caratteristiche definitive di un tema, di un’idea o di un fenomeno. …
Io sostengo che esiste una molteplicità di rappresentazioni valide. La nostra ricerca, quindi, deve mirare alla scoperta della famiglia di rappresentazioni adatta a racchiudere le idee fondamentali in una molteplicità di modi a un tempo corretti e complementari.
La prospettiva delle “rappresentazioni multiple” integra e completa quella dell’“analogia” e della “metafora”. (212) …
Diversi modelli linguistici: narrazione esplicita e diretta, drammatizzazione, analisi delle logiche che hanno determinato le conclusioni (del fatto), valutazione numerica e logistica del percorso da fare per realizzare la “soluzione finale” (nel caso dell’Olocausto). (217) …
Non è necessario che tutti gli studenti incomincino o finiscano con le stesse rappresentazioni degli altri; l’obiettivo è quello di farli pervenire a una conoscenza sempre più ricca delle cose – a una conoscenza che, nello stesso tempo, sia significativa per ciascuno di loro e possa essere comunicata agli altri. (218) …
L’itinerario di presentazione proposto prevede tre momenti distinti: si incomincia dai vari approcci, si passa alle analogie e infine si elaborano rappresentazioni multiple della nozione fondamentale. Come schema di fondo, questo itinerario di massima sembra decisamente promettente.
Una componente dell’arte di insegnare consiste però esattamente nella capacità di resistere alle formule. È importante sottolineare che questi tre momenti non sono completamente distinti: le rappresentazioni multiple a volte approdano ad analogie, i vari approcci possono mettere capo a schemi linguistici generali e così via. Il compito dell’insegnante è simile a quello di un direttore d’orchestra che ha presente l’intero spartito ma può rivolgere un’attenzione tutta particolare a pochi strumentisti. Rientra nei suoi compiti presentare interrogativi, unità didattiche ed esempi di comprensione capaci di armonizzarsi prontamente tra loro, coinvolgere gli studenti e aiutare la grande maggioranza di essi a conseguire una comprensione più approfondita del tema. All’interno di questa prospettiva decisamente ampia l’insegnante può e deve essere incoraggiato a operare con la massima versatilità. (219) …
Se obiettivo didattico è la comprensione dei concetti chiave, allora c’è un solo modo di misurare i risultati: offrire agli studenti l’opportunità di mettere a frutto le proprie conoscenze in varie condizioni e assicurare loro regolarmente utili feedback. (220) …
A me piace pensare che la teoria delle intelligenze multiple abbia creato un’atmosfera intellettuale in cui è naturale e produttivo parlare di varietà di approcci, di analogie, di metafore, di rappresentazioni multiple e di modelli linguistici. Il messaggio di questo libro è “varietà”. Tuttavia sarebbe sbagliato stabilire una relazione diretta tra approcci, analogie e modelli linguistici specifici da un lato, e singole intelligenze dall’altro. I legami sono, nella migliore delle ipotesi, blandamente evocativi. La narrazione, per esempio, pur essendo chiaramente vicina all’intelligenza linguistica, ha rapporti anche con l’intelligenza logica, con quella personale e con quella esistenziale. Analogamente, l’intelligenza spaziale fa pensare immediatamente alle rappresentazioni visive, ma queste spaziano dai grafici alle foto ai film sino alle presentazioni ipermediali. (222)
Immagine di Copertina tratta da Il Tascabile.
