HOWARD GARDNER
SAPERE PER COMPRENDERE
Discipline di studio e disciplina della mente
Milano, Giangiacomo Feltrinelli, febbraio 1999
(Originale: New York, 1999)
1 – Progetto di un’educazione al comprendere
Un modo sensato di riflettere sull’educazione è quello di “programmare a ritroso”: si tratta di stabilire, innanzitutto, che tipo di persona si desidera creare alla fine di un percorso educativo…; successivamente la sfida diventa quella di mettere a punto l’approccio pedagogico che meglio realizza l’obiettivo.
La ragione del fallimento di tanti sistemi educativi è chiara. I loro strateghi sono partiti da un inventario delle conoscenze e delle abilità ritenute importanti e hanno deciso di coprirle integralmente. Ma il tempo è breve e la strada da percorrere troppo lunga. Così un approccio che pretenda di presidiare un fronte in perenne espansione come quello del sapere denuncia un’inadeguatezza fatale. (121) …
Io auspico un’educazione che inculchi nei giovani la conoscenza dei modi di pensare delle principali discipline, ossia scienze, matematica, arti e storia. All’interno di queste famiglie disciplinari l’importante è che gli studenti affrontino in modo approfondito tematiche importanti, non che studino certe discipline o certe tematiche particolari. Così, per ciò che riguarda il campo scientifico, secondo me non è essenziale che passino in rassegna l’intera gamma delle scienze menzionate sopra; e in matematica non è essenziale che padroneggino tutte le dimostrazioni di Euclide e tutte le forme algebriche o trigonometriche. Parimenti non è essenziale che studino tutte le forme di arte né che coprano la totalità degli eventi storici.
Importante ed essenziale è, invece, che gli studenti esplorino in forma sufficientemente approfondita una serie ragionevole di esempi, così da rendersi conto di quale sia il modo di pensare e di agire tipico dello scienziato, del geometra, dell’artista, dello storico. Questo scopo può essere conseguito anche se il singolo studente affronta una sola arte, una sola scienza e un solo periodo storico. Scopo di tale immersione … non è di fare degli studenti altrettanti specialisti di una data disciplina, ma di consentire loro di appropriarsi di questi “modi di pensare” e, per tale via, di giungere alla comprensione del proprio mondo. (122) …
L’alfabetizzazione culturale, con la sua promessa di dedicare cinque minuti a ogni argomento, sembra più invitante della conoscenza approfondita di una serie di temi necessariamente limitati. Ma, in assenza di una mentalità disciplinare, l’alfabetizzazione culturale appare priva di fondamento epistemologico e si riduce a un guazzabuglio di concetti e di fatti … Ma c’è di più: in assenza di uno sfondo e di un collante disciplinare i fatti probabilmente sono destinati a sfumare nell’oblio. …
A questo punto intendo presentare la mia visione alternativa dell’educazione, una visione rigorosamente centrata sul comprendere. Si dà comprensione di un concetto, di un’abilità, di una teoria o di un campo del sapere quando l’individuo è in grado di applicare opportunamente tale comprensione in una situazione nuova. (123) …
In generale, nemmeno i migliori studenti delle nostre scuole migliori conseguono una comprensione soddisfacente dei contenuti curricolari. (124) …
Ostacoli al comprendere.
Il principale ostacolo al comprendere è rappresentato dalle teorie sviluppate dai bambini nei primi anni di vita. …
Il problema, ormai molto ben documentato, è che a volte queste teorie sono sbagliate, ma, nello stesso tempo, estremamente forti. Esse possono considerarsi potenti schemi interpretativi che si sono impressi nella mente o nel cervello del bambino durante i primi anni di vita. … Ciò non toglie, però, che gli schemi iniziali sbagliati restano sostanzialmente intatti. A questo punto accade un evento deplorevole: la scolarizzazione formale finisce, le acquisizioni scolastiche gradualmente sfumano e le vecchie teorie sbagliate dell’infanzia, i primi schemi fuorvianti riemergono inalterati. (126) …
Senza saperlo, gli insegnanti spesso contribuiscono alla sopravvivenza delle prime inadeguate teorie infantili. Introducono prove di comprensione testuale in cui gli studenti vengono esaminati esclusivamente sui contenuti di testi e letture, senza sfidarli a usare le informazioni in modi inediti; propongono questionari a risposta breve, in cui gli studenti vedono già delineate le scelte possibili e non devono crearle né sceglierle personalmente; a volte poi ricorrono al compromesso scomodo ma alquanto diffuso di accettare tacitamente prestazioni modeste a condizione che gli studenti restituiscano il favore accettando di non pretendere troppo da loro. E, soprattutto, c’è la vecchia risorsa consistente nell’accampare la necessità di procedere con il programma. Se si vuole assolutamente arrivare alla fine del libro è virtualmente certo che la grande maggioranza degli studenti non giungerà a un’autentica comprensione dei temi in discussione.
Questa situazione costituisce la più robusta serie di argomenti a favore di un curricolo che esamini in modo approfondito una serie limitata di temi. Solo un’indagine ricca, articolata e multidisciplinare di argomenti significativi può aspirare a far emergere l’inadeguatezza delle concezioni infantili; e solo un’ulteriore esplorazione che possa avvalersi della guida di individui capaci di pensiero disciplinare può farci ragionevolmente sperare nell’emergere di una comprensione più sofisticata. Riprendendo la nostra analogia possiamo dire che innanzitutto occorre cancellare i primi schemi erronei dell’infanzia e, in secondo luogo, tracciare nella mente schemi interpretativi nuovi e più adeguati, preferibilmente mediante un’istruzione che faccia leva sulla capacità di giudizio. (127) …
Diversamente dallo studente ingenuo e dall’adulto imbottito di informazioni ma ignorante, l’esperto è un individuo che affronta i problemi del proprio campo facendo leva su specifiche capacità di pensiero. Egli, infatti, è riuscito a maturare gli schemi desiderati. (128)
La mia tesi è che gli individui impareranno più facilmente a riflettere se esploreranno accuratamente un certo campo … che se passeranno rapidamente in rassegna un centinaio di esempi diversi tratti da una dozzina di scienze. (130) …
I modi migliori per promuovere la comprensione:
- Apprendere all’interno di istituzioni ad hoc. Alcune antiche istituzioni, come l’apprendistato, offrono stimoli particolarmente efficaci all’apprendimento… L’apprendista è continuamente esposto a una serie di sani esempi di comprensione… riceve il feedback appropriato. (131)…
- Verifica diretta delle concezioni erronee. Facendo un passo innanzi, si può procedere a porre gli studenti di fronte alle inadeguatezze delle loro concezioni attuali. (132) … Nel caso dei copioni e degli stereotipi l’antidoto appropriato consiste nell’ “assumere regolarmente una molteplicità di punti di vista”. … Gli stereotipi spesso sono molto solidi e a volte si rivelano insensibili alle disconferme né più né meno del sistema di credenze di un fondamentalista religioso di fronte a incontrovertibili prove scientifiche. Per la maggior parte delle persone, però, il fatto stesso di veder messa sotto accusa una credenza profondamente radicata ha se non altro l’effetto di richiamare energicamente la loro attenzione; e i loro tentativi di difendere quella credenza, o di scoprirne una migliore, costituiscono la premessa più promettente di una comprensione migliore.
- Creazione di un ambiente cognitivo che faciliti il comprendere. L’idea centrale è che la comprensione è una prestazione, un’esibizione pubblica di ciò che uno sa ed è in grado di fare. Si tratta di esporre gli studenti fin dall’inizio a esempi di comprensione e di offrire loro ampie opportunità di praticare e di esibire le proprie capacità. Solo in un ambiente che offra loro numerose occasioni di applicare le proprie conoscenze in forme inedite essi potranno potenziare le proprie capacità di comprensione nella scuola e nella vita. (133) …
I principianti osservano gli studenti più avanzati e gli insegnanti impegnati ad affrontare le prestazioni con cui anch’essi alla fine dovranno misurarsi: scrivere saggi, impostare la trattazione orale di un tema, dare vita a un dibattito, spiegare fenomeni scientifici, eseguire esperimenti, creare e criticare opere d’arte. Osservano, in particolare, quali sono le prestazioni apprezzate e perché; quali fanno registrare miglioramenti e quali no; registrano le conseguenze intellettuali e sociali di una comprensione via via più completa. (134) …
Le quattro componenti di una “educazione al comprendere”:
- Alla base del programma c’è l’indicazione degli “obiettivi di comprensione”. Si tratta di semplici enunciati concernenti i tipi di comprensione che si aspira a conseguire nel corso di un’unità. Esempi:
– Comprendere in che modo l’evoluzione influisce su individui, gruppi e intere specie.
– Comprendere in che modo Mozart e il suo librettista Da Ponte siano riusciti a mettere a punto insieme una partitura forte e avvincente che reca il segno dei conflitti del tempo.
– Comprendere analogie e specificità dell’Olocausto nazista rispetto ad altri tentativi di genocidio del nostro secolo. - Una volta fissati gli obiettivi di comprensione occorre identificare i “temi generativi” o le “questioni essenziali”. A essi saranno dedicate le lezioni o provocazioni iniziali. Come tali, devono soddisfare due criteri principali: a) devono essere centrali all’argomento da trattare; b) devono coinvolgere gli studenti. (135) … In un corso di biologia si può incominciare col chiedere agli studenti di spiegare perché mai nella foresta pluviale ci siano tante specie diverse. In un corso di storia delle arti la provocazione iniziale può consistere nello sfidare gli studenti a immaginare che cosa succeda in una scena in cui tre individui cantino tra sé e sé una diversa frase musicale in una lingua straniera. In un corso di storia si potrebbero sfidare gli studenti a valutare per quale ragione i capi di quello che molti consideravano il paese più civile del mondo possano aver deciso di distruggere un’intera popolazione.
- In terzo luogo, ed è il segmento fondamentale, c’è l’identificazione e il chiarimento delle “prestazioni qualificabili come comprensione”. In parole povere, gli studenti devono sapere che cosa ci si aspetta da loro: devono familiarizzarsi con i modi in cui verrà loro richiesto di dimostrare l’avvenuta comprensione e diventare consapevoli dei criteri con cui saranno giudicate le loro prestazioni. …
- L’ultima componente dell’“educazione al comprendere” è rappresentata dalla “valutazione in itinere”. … In una scuola che pratica l’educazione al comprendere gli studenti ricevono dagli insegnanti e dagli operatori in genere continue comunicazioni di ritorno sulla qualità delle loro prestazioni, insieme a suggerimenti concreti su come migliorarle. (136) … Col tempo, gli studenti gradualmente interiorizzano i criteri di valutazione e sanno giudicare da soli il valore delle proprie prestazioni rispetto a un ideale e rispetto alle prestazioni dei coetanei. …
L’approccio sviluppato in questo libro è behavioristico solo nel senso che in ultima analisi la valutazione riguarda sempre dei comportamenti: non è possibile esaminare direttamente le rappresentazioni mentali. Analizzata da vicino, la prospettiva elaborata qui si rivela strettamente legata agli assunti del cognitivismo. …
Gli studenti non riusciranno ad affrontare con regolarità sfide nuove e inedite se prima non si saranno concretamente sbarazzati delle loro fuorvianti rappresentazioni iniziali. La “prova del nove” di una concezione del comprendere come prestazione è la capacità di far maturare rappresentazioni più adeguate e più flessibili … (137)
Prima di tutto devono venire gli scopi o obiettivi dell’educazione … Ma ci sono anche “altri attori” importanti:
- Insegnanti preparati ed entusiasti. (138) … Gli insegnanti devono sentirsi degli esperti e, agli occhi degli studenti, personificare la competenza. Devono inoltre credere nell’importanza del comprendere e dare prova di questa convinzione nella propria vita. Nulla impressiona maggiormente gli studenti della vista di adulti informati che usano con perizia gli stessi materiali che propongono loro. … La disciplina: presentarla agli studenti in modo da suscitarne l’entusiasmo (per) esorcizzare i loro stereotipi e costruire conoscenze più solide e flessibili. … Un insegnante deve mantenersi costantemente aggiornato – meglio, deve lasciar trasparire il piacere che gli viene da questo costante arricchimento. (139) …
- Studenti preparati e motivati ad apprendere. (140) …
- La tecnologia come aiuto. …
- Una comunità sensibile alle esigenze e ai bisogni della scuola. (141) …
2 – Approcci alle discipline
Perché i fringuelli delle isole Galapagos hanno l’aspetto che hanno? E che cosa ci dice tale aspetto sull’origine e sulla varietà delle specie nella storia?
In che modo Mozart e Da Ponte sono riusciti a sintetizzare le molteplici motivazioni dei protagonisti e l’azione drammatica in un terzetto di quattro minuti? A quali risorse possono attingere gli artisti impegnati a creare o a recitare? E perché questa musica di due secoli fa è così apprezzata oggi?
Quando e in che modo i nazisti sono arrivati alla decisione di adottare la “soluzione finale”, ossia l’eliminazione di tutti gli ebrei europei? In che modo hanno comunicato una decisione così esplosiva a coloro che avrebbero dovuto metterla in atto? E perché alla distruzione di massa ha partecipato – non solo con docilità, ma con entusiasmo, un numero così elevato di tedeschi?
Ognuno di questi “punti di accesso” è stato concepito per avvincere gli studenti (o i lettori) e per accendere in essi la curiosità per le possibili soluzioni. … Gli interessi degli studenti possono essere stuzzicati in molti modi, ma la presentazione di dilemmi – o, che è lo stesso, la formulazione di interrogativi essenziali e di idee generative – si è rivelata un espediente particolarmente efficace. (148) …
Progredire significa non già stabilire delle verità permanenti, ma mettere in discussione una verità provvisoria e sostituirla con una che, almeno temporaneamente, vanti prove più solide. (154) …
Sulle discipline gli studenti (come peraltro gli insegnanti e i genitori) sono portati a far confusione. Spesso le considerano semplicemente delle “materie”: corsi da seguire, con testi e insegnanti appropriati, per maturare certi requisiti. Nella misura in cui le discipline vengono presentate semplicemente come insiemi di fatti, di concetti o anche di teorie da affidare alla memoria, gli studenti probabilmente non si renderanno conto del loro potere. …
Le discipline non si identificano prioritariamente con i loro contenuti né con i fatti e i concetti di cui sono intessuti i glossari e gli indici dei testi, i compendi degli standard nazionali e, anche troppo spesso, i test scolastici. Le discipline sono dei modi di pensare, messi a punto dai loro cultori, che consentono a chi le pratica di conferire al mondo un senso particolare e in larga misura non intuitivo. Una volta acquisite e interiorizzate, le discipline diventano i modi in cui gli esperti costruiscono i fenomeni del loro mondo o, per tornare a un’immagine precedente, gli schemi interpretativi di tale costruzione. (161) …
Tutte le discipline si occupano di impressioni, osservazioni, “fatti”, teorie e modelli alternativi di interpretazione. Ma ogni disciplina fa leva su osservazioni e inferenze caratteristiche; e, soprattutto, ogni disciplina ha maturato strumenti propri, proprie “mosse” per conferire un senso a questi “dati” iniziali. Il compito di coloro che insegnano le varie discipline è davvero formidabile. Come spiegare comprensibilmente agli studenti che il mondo che essi conoscono in realtà è una collezione di mondi? …
La scuola forse non è in grado di dotare ogni studente dell’intero campionario delle lenti disciplinari … Il nostro scopo non deve essere quello di accelerare la formazione degli studenti, ma di introdurli nel “cuore intellettuale” o nell’ “anima esperienziale” di una disciplina. La scuola consegue il proprio obiettivo se riesce a dare agli studenti un’idea di come il mondo appare a persone che usano occhiali diversi.
A partire da idee, spesso fuorvianti, maturate in modo intuitivo, gli studenti devono muoversi verso teorie e insiemi di concetti più sofisticati. (163) Devono lasciar cadere i primi schemi interpretativi dell’infanzia, ossia le prospettive che non hanno senso agli occhi di osservatori più sofisticati, per dotarsi di un complesso di strumenti nuovi, quelli delle discipline fondamentali; e devono usare questi strumenti per costruire visioni del mondo più adeguate. Alla fine dovranno essere in grado di emulare in parte il modo di pensare dello scienziato, dell’artista e dello storico – e non semplicemente perché sono punti di vista estremamente interessanti, ma perché costituiscono tre dei modi più potenti escogitati dagli esseri umani per dare un senso al nostro mondo.
Una circostanza ugualmente importante è che le discipline rappresentano altrettanti punti di accesso per affrontare le questioni più profonde riguardanti il mondo: quelle concernenti il vero, il bello e il bene. (164) …
Immagine di Copertina tratta da YaleNews.
