Howard Gardner – SAPERE PER COMPRENDERE – Parte 2 di 5

HOWARD GARDNER
SAPERE  PER  COMPRENDERE

Discipline di studio e disciplina della mente
Milano, Giangiacomo Feltrinelli, febbraio 1999
(Originale: New York, 1999)

1 – Mente e cervello: nuove prospettive

Se si vuole che la comunità prenda decisioni informate è essenziale fare un inventario di quello che abbiamo appreso sugli esseri umani dalla psicologia (ossia dallo studio della mente), dalla biologia (ossia dallo studio del cervello e dei geni) e dall’antropologia (ossia dallo studio delle varie culture). In un’epoca di continui progressi scientifici come la nostra, anzi, sarebbe un errore imperdonabile sia non fare tesoro di queste fonti di informazione sia utilizzarne una sola ignorando le altre. (61) …

La psicologia accademica della prima metà del ventesimo secolo è stata caratterizzata da due correnti dominanti:

  1. La prima corrente è quella dei comportamentisti o behavioristi. (63) … Per rendersi conto che le idee del behaviorismo non sono morte basterà riflettere su due pratiche correnti come l’uso di test nazionali standardizzati e l’abitudine di impostare l’istruzione sugli esiti. Sostenitori e avversari delle due pratiche in questione fanno leva interamente sui punteggi conseguiti dagli alunni e sugli specifici esiti resi obbligatori da autorità statali. Accade molto di rado che si presti attenzione ai mezzi con cui si conseguono questi comportamenti: ancora meno ci si preoccupa dei modelli generali o specifici di pensiero che potrebbero innescare o ostacolare l’espressione dei comportamenti desiderati. …
  2. La seconda corrente è la “scuola dei tratti personali”. (65) … L’intelligenza, si disse, è in larga misura un tratto genetico o innato e si esprime come un’unica capacità generale, spesso indicata con la lettera “g” (ossia general intelligence); la conseguenza fu che si poteva fare ben poco per l’intelligenza che ogni individuo riceve da madre natura. Si concluse che gli psicologi devono misurare l’intelligenza delle persone in età precoce e impostare la loro educazione sulla base del QI (Quoziente di Intelligenza) registrato.

Com’è evidente, tra questi due punti di vista c’è tensione. I behavioristi sostengono che quasi tutto è possibile e che è compito degli educatori plasmare capacità di livello elevato in tutti i giovani; i teorici del QI ritengono invece che capacità e limiti dell’individuo dipendano dalla natura. Pur essendo in contrasto tra loro sul piano intellettuale, queste idee possono però tranquillamente convivere nell’ambiente scolastico. I test di intelligenza possono definire le nostre aspettative e forse decidere i gruppi o i corsi di studio a cui avviare i bambini. Poi, però, si può impostare l’insegnamento sui principi del behaviorismo, indipendentemente dal fatto che si abbia a che fare con bambini dotati o no. In breve: i geni determinano il tratto dell’intelligenza, i metodi del behaviorismo fanno sì che i tratti di ciascuno si esprimano al meglio. (66) …

La rivoluzione cognitiva

A metà degli anni cinquanta nelle scienze umane e del comportamento incominciarono a circolare idee nuove che, pur avendo fonti e implicazioni molteplici e differenti, ebbero l’effetto cumulativo di mettere sotto accusa le due ortodossie psicologiche gemelle appena descritte. Con il senno di poi dello storico, questo fermento di idee viene solitamente indicato come “rivoluzione cognitiva”.

La nozione chiave della rivoluzione cognitiva è l’idea di “rappresentazione mentale”. (67)

… La semplice “svolta delle rappresentazioni” innescò una rivoluzione nella considerazione delle due correnti precedenti della psicologia. I comportamenti cessarono di essere al centro dell’attenzione e qualcuno li ridusse quasi al rango di epifenomeni. … A diventare importante fu, invece, lo stato delle rappresentazioni mentali dell’individuo. (68) …

La rivoluzione cognitiva ha prodotto tutta una serie di idee inedite che, secondo me, hanno implicazioni educative estremamente importanti. Ricordo qui di seguito le 6 principali:

  1. La prospettiva evolutiva. … Jean Piaget (69) … Un aspetto importante della prospettiva evolutiva è che essa non è strettamente legata all’età.   Gli educatori si renderanno conto che i vari bambini, anche se della stessa statura e della stessa età, possono collocarsi a livelli evolutivi diversi e quindi aver bisogno di esempi e di lezioni di tipo diverso.
  2. Rappresentazioni mentali universali. (70) … Per molti anni Noam Chomsky ha fornito argomenti a sostegno della tesi che il linguaggio è un tipo molto speciale di sistema cognitivo, un sistema dotato di rappresentazioni psicologiche e (presumibilmente) neurologiche proprie. … L’opera di Chomsky è importante in quanto suggerisce che i bambini nascono con certi tipi molto specifici di rappresentazioni mentali, che si sviluppano secondo traiettorie rigidamente predeterminate. (71) …
  3. Diversi modelli di intelligenza. Come hanno affermato Chomsky e i suoi collaboratori, nella mente esistono varie sfere ognuna delle quali possiede forme di rappresentazione proprie e una propria storia evolutiva (o maturativa). … Secondo la mia analisi tutti gli esseri umani possiedono almeno otto forme separate di intelligenza. Ogni intelligenza riflette la potenzialità di risolvere problemi o di mettere a punto prodotti apprezzati in uno o più ambienti culturali. (72) … intelligenza linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporeo-cinestesica, naturalistica, intrapersonale (comprensione di sé), interpersonale (comprensione degli altri), esistenziale (porre e risolvere questioni concernenti la vita, la morte e le realtà ultime). Ognuna di queste intelligenze presenta forme varie di rappresentazione mentale; ma è ugualmente corretto dire che ogni intelligenza è una forma di rappresentazione mentale. … Anche se tutti possediamo l’intera gamma delle intelligenze, forse non esistono due persone che abbiano esattamente le stesse intelligenze, nello stesso grado e nella stessa combinazione: nemmeno i gemelli monozigoti sono così. Si aggiunga che la configurazione delle intelligenze e i loro rapporti mutano nel tempo per effetto delle esperienze che gli individui vivono e del senso che danno (o non danno) loro. … In passato le scuole sono sempre state uniformi, nel senso che, da un lato, hanno insegnato gli stessi contenuti, nello stesso modo, a tutti gli studenti e, dall’altro, hanno sempre valutato gli studenti nello stesso modo. … Per farla breve, le scuole devono essere individualizzate e personalizzate. A noi incombe l’obbligo di comprendere nel modo più dettagliato possibile le specifiche rappresentazioni mentali proprie di ogni studente. Successivamente ci toccherà il compito di configurare l’educazione in modo da rendere possibile il conseguimento di due obiettivi: 1) favorire l’appropriazione dei contenuti da parte degli studenti e 2) offrire agli studenti stessi l’opportunità di dimostrare quello che hanno imparato in modi appaganti per loro e comprensibili per la realtà circostante. (73) Questo ideale di un’educazione individualizzata per tutti viene alla ribalta quando sono impegnato a disegnare un’educazione imperniata su vero, bello e bene.
  4. I pro e i contro delle prime rappresentazioni. … Queste sono le buone notizie: l’esistenza di certe rappresentazioni universalmente condivise, a un tempo corrispondenti alla realtà e funzionali all’adattamento. … Sennonché queste rappresentazioni – queste “visioni fuorvianti”, come si dice nell’ambiente scolastico – non scompaiono automaticamente col passare degli anni. Al contrario, rivelano una robustezza sconcertante. … La persistenza degli stereotipi infantili è dovuta a molti fattori: la solidità insospettata delle prime rappresentazioni; il fatto che gli educatori non si sono resi conto della loro forza e quindi le hanno ignorate; la tendenza da parte di molti adulti a confondere l’accumulazione di informazioni fattuali con la correzione delle robuste rappresentazioni mentali preesistenti e l’ansia di coprire un’area troppo vasta con interventi necessariamente superficiali. L’effetto dell’azione di questi fattori pressoché onnipresenti è che anche i migliori studenti delle migliori scuole spesso restano legati a prospettive sbagliate. … Si potrebbe ben dire che compito principale dell’istruzione formale è quello di sradicare le idee sbagliate e di rimpiazzarle con rappresentazioni più corrette.
  5. Desiderabilità delle funzioni cognitive superiori. … Recentemente gli psicologi hanno esplorato le cosiddette funzioni cognitive superiori: soluzione dei problemi, identificazione dei problemi, programmazione, riflessione, creatività, comprensione più approfondita. Hanno inoltre richiamato l’attenzione sull’emergere della capacità di riflettere sulla propria mente, sulla propria memoria (capacità metamnestiche), sul proprio pensiero (capacità metacognitive) e perfino sulle proprie rappresentazioni (capacità metarappresentative). … La riflessione sulla propria mente, sul proprio pensiero è un fenomeno relativamente nuovo. (75) … È probabile che in molti ambienti educativi si opterà per la promozione della consapevolezza del proprio processo di pensiero. … Con ogni probabilità questa autoconsapevolezza si rivelerà utile sia per gli studenti che per i docenti. In particolare, essa potrà spingere gli individui a cercare collegamenti non solo tra i contenuti e le discipline che studiano, ma anche fra i tre valori del vero, del bello e del bene.
  6. Oltre la conoscenza: ruolo della personalità, della motivazione e dell’emozione. (76) … Un elemento positivo può essere rappresentato dalla consapevolezza dei processi di apprendimento e delle strutture conoscitive. … Possiamo migliorare il nostro pensiero instaurando un monitoraggio strategico delle nostre rappresentazioni e dei nostri processi mentali. … Oggi i ricercatori sono convinti che la condizione più favorevole all’apprendimento è rappresentata dall’esistenza di una motivazione intrinseca, ossia da una condizione in cui l’individuo si sforza di apprendere perché la cosa gli riesce divertente o appagante in sé … I fattori che promuovono la motivazione: a) le prime gratificanti esperienze di gioco, in cui l’esplorazione dei materiali e delle situazioni produce una comprensione più approfondita; b) l’identificazione con gli adulti che guidano i giovani all’esplorazione di un nuovo terreno (77); c) gli individui sono sommamente motivati ad apprendere quando affrontano attività per le quali possiedono qualche talento: se potranno dedicarvisi, probabilmente faranno progressi ed eviteranno frustrazioni indebite. … Un’attenzione rinnovata è stata rivolta negli ultimi tempi al ruolo delle emozioni nell’apprendimento. Le emozioni fungono da “sistema di preallarme” in quanto segnalano, di volta in volta, temi ed esperienze in cui gli studenti trovano piacevole addentrarsi o, anche, situazioni destinate a rivelarsi preoccupanti, mistificanti o fastidiose. Un importante obiettivo delle scuole deve essere quello di creare un ambiente educativo in cui abbondino le emozioni piacevoli, gli stimoli e le sfide. Tutto fa pensare che gli studenti conosceranno, ricorderanno e successivamente useranno con maggiore facilità le esperienze verso le quali hanno reazioni emozionali forti e, si spera, positive. … Qualsiasi visione della natura umana che ignorasse motivazioni ed emozioni sarebbe di scarsa utilità nella pedagogia della facilitazione dell’apprendimento umano … Se si vuole che certe conoscenze vengano affrontate, interiorizzate e, successivamente, usate occorre inserirle in un contesto capace di suscitare emozioni; al contrario, le esperienze prive di richiami emozionali con ogni probabilità resteranno poco coinvolgenti e ben presto verranno dimenticate, non lasciando dietro di sé alcuna rappresentazione mentale.

Dallo studio della mente allo studio del cervello.

Io sono un materialista; credo che tutto ciò che avviene nella mente sia prodotto dal cervello … Personalmente respingo ogni spirito etereo, ogni comunicazione extrasensoriale e tutti gli esseri misteriosi, siano essi angeli o demoni. (79) …

Le scoperte concernenti cervello e mente:

  1. Importanza decisiva delle prime esperienze. … L’educazione deve avere inizio nei primi mesi di vita.
  2. Un imperativo vitale: “Usa le tue potenzialità, se non vuoi perderle”. … Se il tessuto cerebrale non verrà stimolato da percezioni sensoriali appropriate e poi utilizzato attivamente, finirà per atrofizzarsi o per servire altre funzioni.
  3. Flessibilità (plasticità) del sistema nervoso nei primi mesi di vita.
  4. Importanza dell’azione e dell’attività.
  5. Carattere settoriale delle abilità e dei talenti umani. (83) …
  6. Possibile ruolo organizzatore della musica nell’infanzia. … Studi molto interessanti suggeriscono che l’esperienza dell’apprendimento di uno strumento musicale nei primi anni di vita ha conseguenze positive in altre sfere cognitive. …
  7. Ruolo cruciale della codificazione emozionale. … Le esperienze che hanno conseguenze emozionali con ogni probabilità verranno memorizzate e successivamente utilizzate. (84)

2 – Cultura ed educazione

Scuole Materne di Reggio Emilia … In ogni classe della scuola gruppi di bambini passano diversi mesi a esplorare un tema di interesse. I temi vengono scelti per la loro capacità di coinvolgere i bambini – solitamente perché offrono stimolazioni sensoriali e sollevano interrogativi invitanti. … la luce del sole, l’arcobaleno, la pioggia, l’ombra, la città, una città per formiche, i leoni della piazza centrale, i campi di papaveri, un parco di divertimenti per uccelli costruito dai bambini e il funzionamento del fax. I bambini si accostano a questi oggetti, temi e ambienti da diversi punti di vista; scoprono e soppesano gli interrogativi che sorgono nel corso delle esplorazioni; e terminano creando oggetti artificiali capaci di catturare il loro interesse e di racchiudere quanto hanno appreso: raffigurazioni, disegni, vetrinette, vignette, grafici, serie fotografiche, modellini, riproduzioni – ma la loro fantasia si esprime in una quantità crescente di creazioni imprevedibili. (89) …

L’asse portante del progetto educativo di Reggio consiste nell’interazione quotidiana tra insegnanti, alunni e, a volte, genitori e altri adulti della comunità; nello scambio di idee e nella strabiliante documentazione del lavoro dei bambini. …

Gli operatori di Reggio hanno messo a punto e costantemente migliorato una serie di tecniche per prendere sul serio le idee e le azioni dei bambini. …

Fonte ispiratrice e forza motrice del curricolo diventano le reazioni particolari di bambini particolari a esperienze particolari. Le attività della settimana successiva emergono dai risultati, dai problemi e dai rompicapo di quella corrente; e il ciclo si ripete finché si rivela fruttuoso. Bambini e insegnanti riflettono continuamente sul significato di un’attività, sugli interrogativi che possono scaturirne, sui modi più produttivi per sondarne portata e profondità. (90) …

Prevedibilmente, i progetti di Reggio privilegiano quasi sempre esperienze suggerite dal mondo naturale: a suscitare la meraviglia dei bambini e a colpire i loro sentimenti sono per lo più piante, animali, oggetti o eventi. Ma questa preferenza non è certo una norma rigida. A suggerire progetti possono essere strumenti prodotti dall’uomo, a volte anche molto recenti. …

A Reggio, come in altre istituzioni importanti, il mezzo è il messaggio. Voglio dire che il gruppo di Reggio ha perseguito per decenni l’obiettivo di plasmare il tipo di scuola che meglio si adattasse all’intera comunità: docenti, genitori, regione circostante, ambiente fisico e, soprattutto, bambini in età evolutiva. Le prime lezioni vengono dall’ambiente, che viene gustato nella sua bellezza. (92) Le lezioni successive vengono dalla comunità: i bambini fanno parte di una famiglia estesa che li sostiene, che si mantiene in costante comunicazione con loro e che combina insieme, senza soluzione di continuità, piacere responsabilità e apprendimento.

All’interno di questo ambiente accogliente le esperienze più ricche vengono assaporate e preservate non tanto per motivazioni pratiche, quanto in considerazione del valore intrinseco delle procedure di riflessione, di appropriazione e di apprendimento che esse possono innescare. … Il loro obiettivo è di registrare e rendere pubbliche le centinaia di linguaggi – orali, corporei e artistici – che i bambini naturalmente producono, usano e condividono all’interno del gruppo.

Nel mio gergo direi che Reggio incoraggia la coltivazione e l’elaborazione di rappresentazioni multiple, di intelligenze multiple – e così facendo fornisce una serie notevole di punti di accesso alla verità, al senso estetico e agli standard morali cari alla comunità. I bambini vengono stimolati a esplorare – in una confortevole pluralità di modi – mondo fisico, mondo biologico e mondo sociale; vengono dotati di materiali evocativi con cui dare corpo alle proprie impressioni; vengono spinti a condividere le proprie scoperte con il resto della comunità; vengono aiutati a plasmare una ricca trama di rapporti umani improntati a un rispetto destinato a durare per tutta la vita. (93) …

La svolta culturale.

Lo studente educato secondo il modello confuciano, pur possedendo un buon livello di abilità, risulterà del tutto disorientato non appena si trovi a esercitarle in situazioni nuove. Lo studente educato in una scuola progressiva occidentale potrà risultare decisamente creativo, ma molto spesso non possederà le abilità necessarie allo svolgimento di un compito qualificato, sia esso di tipo tradizionale o di tipo innovativo.

Naturalmente sono possibili scelte intermedie. In Occidente abbiamo teorizzato la creatività soprattutto come espressione dell’iniziativa individuale e come esercizio individuale di problem-solving. (98) …

Attualmente l’apprendimento viene considerato un processo situato, ossia concorrente in contesti specifici, dotati di caratteristiche e scopi peculiari, e suscettibili di estendersi in ambienti nuovi e non familiari solo in modo lento e incerto. …

Il sapere viene anche considerato un possesso distribuito. Non risiede esclusivamente nella testa di un individuo, ma emerge insieme dalla sua prospettiva, da quella degli altri e dalle informazioni tratte dalle risorse umane e tecniche disponibili. (100) …

Alcuni studiosi di scienze sociali a orientamento culturale e non ostili al ricorso a un gergo professionale hanno identificato i processi di partecipazione periferica legittima, ossia i modi in cui i bambini dapprima osservano gli adulti competenti al lavoro e poi gradualmente, inavvertitamente e agevolmente vengono coinvolti in quel lavoro. (101) …

Lo sviluppo avviene pur sempre principalmente nella testa; e, alla fine, i bambini non possono fare uso delle loro conoscenze “situate”, distribuite, periferiche o personali se non a condizione di riuscire in qualche modo a farle proprie. … Le conoscenze maturano sempre all’interno dei rapporti tra esseri umani; gran parte di quanto finiamo per “interiorizzare” proviene dai modelli e dalle sollecitazioni degli altri; e noi stessi costruiamo il nostro sapere in uno scenario sociale, sia esso costituito dalla famiglia, dalla scuola o dalla comunità in generale. (102) …

Anche ammesso che il marchio della persona pronta ad affermarsi nel mondo fosse davvero, un secolo fa, la padronanza del latino e del greco e, un ventennio fa, la padronanza del calcolo, oggi le caratteristiche più apprezzabili sono altre: capacità di affrontare e risolvere i problemi, metaconoscenza, familiarità con un mondo del lavoro in continuo cambiamento e padronanza di intelligenze specifiche. (117) …

Si aggiunga che il più importante curricolo delle scuole è in larga misura nascosto o sotterraneo: non viene quasi mai tematizzato e si esprime, invece, nei comportamenti e negli atteggiamenti degli adulti operanti nell’ambiente. Fa parte della cultura, se così si può dire, e nessuno è in grado di trasformarlo magicamente o di trasportarlo altrove. …

Se intendiamo riflettere strategicamente su quale sia la migliore educazione per tutti gli esseri umani, dobbiamo prendere le mosse dalle più recenti intuizioni emerse in psicologia, in neurologia, in biologia e in antropologia; ma dobbiamo anche cercare di fondere insieme queste intuizioni scientifiche e le componenti più venerande della nostra tradizione in una sintesi che prometta di riuscire utile a coloro che abbiamo il compito di educare. (118)

Immagine di Copertina tratta da Very Well Mind.

Lascia un commento