HOWARD GARDNER
SAPERE PER COMPRENDERE
Discipline di studio e disciplina della mente
Milano, Giangiacomo Feltrinelli, febbraio 1999
(Originale: New York, 1999)
1 – Introduzione personale: un’educazione per tutti gli esseri umani
La qualità del sistema educativo di una nazione sarà un fattore determinante, forse il fattore determinante, del suo successo nel nuovo secolo e oltre. … (11)
Una prospettiva aperta: il vero, il bello e il bene.
Secondo me l’educazione deve ruotare attorno a tre componenti estremamente importanti i cui nomi e la cui storia si perdono nelle tenebre di un passato molto lontano: c’è la sfera della verità nella quale rientrano anche i corrispettivi negativi del falso e dell’indeterminabile; quella della bellezza e della sua assenza dalle esperienze e dagli oggetti brutti, o kitsch; e c’è la sfera della morale, ossia di ciò che consideriamo bene e di ciò che consideriamo male. …
Come esempio della sfera della verità propongo la teoria dell’evoluzione così com’è stata enunciata per la prima volta da Charles Darwin e poi rielaborata da altri scienziati nel corso degli ultimi centocinquant’anni. (12) …
Come esempio della sfera della bellezza scelgo la musica di Mozart e, più precisamente, Le nozze di Figaro. … (13)
Infine, per dare un esempio di educazione nella sfera della morale, vorrei che gli individui conoscessero la sequenza di eventi nota come Olocausto …
La conoscenza di esempi straordinari di verità, di bellezza e di bene è una conquista così significativa per gli esseri umani da poter trovare in se stessa la propria giustificazione. Ma secondo me tale conoscenza è importante anche per ragioni che trascendono la sfera della soggettività. I modi di pensare che si sono sviluppati nei secoli, ossia le discipline, sono gli strumenti migliori con cui affrontare quasi ogni argomento. In assenza delle conoscenze organizzate nelle discipline, gli individui non possono prendere parte in modo pieno al mondo in cui vivono – al mondo in cui tutti noi viviamo. (14) …
Ciò che intendo sostenere non è che tutti debbano essere in grado di spiegare che cos’è una specie, di discernere lo sviluppo delle melodie e il loro alternarsi con le romanze in un’opera come Figaro e di analizzare le ragioni per cui tanti tedeschi hanno accettato di essere complici dell’Olocausto. No. Sostengo, però, che un’educazione rivolta a tutti deve esplorare in modo abbastanza approfondito una serie di grandi conquiste umane che si riassumono nella nobile triade di vero, bello e bene. (15) …
Io desidero esseri umani che conoscano il mondo, che mettano a frutto le proprie conoscenze e che operino instancabilmente per modificare in meglio le proprie condizioni di vita. Questo desiderio potrà realizzarsi solo se gli studenti impareranno a comprendere il mondo così come è stato ritratto da chi l’ha studiato con maggior acume e vissuto con maggiore consapevolezza; se acquisiranno familiarità con la gamma delle opere dell’uomo – dalle più elevate alle più umili … – e se saranno capaci di analizzare la propria esistenza in termini di possibilità umane, comprese quelle che nessuno aveva mai previsto. (16) …
Ciò di cui abbiamo bisogno è un’educazione profondamente radicata in due prospettive apparentemente contrastanti, ma di fatto complementari: la condizione umana nei suoi aspetti atemporali e l’insieme delle esigenze, delle sfide e delle opportunità tipiche del mondo contemporaneo (e di quello che ci attende). In assenza di questo duplice ancoraggio saremmo condannati a un’educazione angusta, ingenua e inadeguata. (17) …
La mia esplorazione di questi tre temi persegue l’obiettivo di fondere insieme le due idee più forti con cui mi è capitato di lavorare: più precisamente farà leva sui risultati delle mie ricerche sulla promozione del comprendere e sulla molteplicità delle intelligenze. La mia tesi è che gli educatori potranno far breccia su un maggior numero di studenti e influire più profondamente su di essi se ne attiveranno le intelligenze multiple … (18)
L’educazione si realizza per lo più in forma implicita, non esplicita. Naturalmente è possibile istituire corsi su come pensare, agire e comportarsi moralmente; parte dell’attività didattica è opportuna e utile. Ma gli umani sono animali che imparano principalmente osservando gli altri – cioè registrando che cosa i loro simili apprezzano, che cosa disprezzano, come si comportano nella propria vita quotidiana e, specialmente, quali “mosse” fanno quando ritengono di non essere osservati. Questa è la ragione per cui non mi stanco di invocare scuole – o, più propriamente, comunità scolastiche – che incarnino certi valori, e insegnanti che impersonino certe virtù. Lo stesso vale per i media, per la famiglia e per altre influenti istituzioni educative. (19) …
Non credo nell’esistenza di una verità, di una bellezza e di una moralità uniche e incontrovertibili. Ogni epoca, ogni cultura, ha le sue preferenze e i suoi repertori temporanei. Dobbiamo prendere le mosse da un’esplorazione degli ideali della nostra comunità senza trascurare quelli delle altre. …
Dovrebbe essere evidente che personalmente credo ancor meno nell’esistenza di un nucleo di “conoscenze fondamentali” o di una “alfabetizzazione culturale”; questa prospettiva da un lato propone un obiettivo ozioso, dall’altro tradisce una visione dell’apprendimento nella migliore delle ipotesi superficiale e nella peggiore anti-intellettuale. (20) …
Nella mia prospettiva pedagogica le domande sono più importanti delle risposte; il sapere e, cosa ancora più importante, il comprendere devono scaturire dalla costante esplorazione di tali questioni. Se sollecito uno studio del vero, del bello e del bene non è perché conosca con certezza che cosa sono il vero, il bello e il bene. Al contrario, diffido di tutti coloro che pretendono di saperlo. Organizzo la mia esposizione attorno a questi temi perché essi stimolano gli individui a conoscere progressivamente il mondo e a comprenderlo; … (21)
Sogno un mondo abitato da persone che abbiano un grado elevato di istruzione e una disciplina mentale sicura; che siano capaci di pensiero critico e creativo nonché di partecipazione attiva ai dibattiti su scoperte e scelte nuove, disposti ad affrontare rischi per quello in cui credono. (22) …
2 – Costanti educative
Volendo enunciare le due finalità principali dell’educazione nel tempo e nello spazio potremmo parlare di “riproduzione dei ruoli degli adulti” e di “trasmissione dei valori culturali”. Ogni società deve far sì che i ruoli adulti più importanti … siano adeguatamente ricoperti dai membri della nuova generazione. … Parimenti ogni società deve far sì che i suoi valori più importanti … vengano tramandati con successo alle nuove generazioni le quali, a loro volta, dovranno trasmetterli a quelle successive. (25) …
Col passare del tempo le istituzioni educative si sono date l’obiettivo principale di trasmettere ai giovani la visione che la cultura di appartenenza ha del vero (e del falso), del bello (e del brutto), del bene (e del male). Una questione oggi più controversa è, invece, quella della portata dell’educazione scolastica. Mentre è pressoché scontato che la scuola abbia un ruolo primario nell’inculcare il sapere e la verità, molto meno certo è che debba essere il principale veicolo di comunicazione della bellezza e del bene. (32) …
L’educazione deve continuare ad affrontare il vero (e il falso), il bello (e il brutto), il bene (e il male) senza ignorare gli aspetti problematici di queste categorie e le divergenze che dividono culture e subculture. E le discipline accademiche restano il percorso più adatto per far fronte a tale missione. …
I modi in cui, nel corso dei secoli, le istituzioni educative hanno adempiuto ai propri compiti:
- Tra estensione e profondità. (33) … Il filosofo angloamericano Alfred North Whitehead ha scritto: “Le idee principali su cui impostare l’istruzione del bambino devono essere poche e importanti e devono essergli presentate in tutte le combinazioni possibili”. Oggi negli Stati Uniti è in atto uno scontro tra pedagogisti alla Theodore Sizer, secondo i quali “per insegnare meglio bisogna insegnare meno cose” e pedagogisti alla E.D. Hirsch, che invece tendono a collocare tra le condizioni dell’alfabetizzazione culturale una quantità di contenuti alquanto vasta. …
- Tra accumulazione e costruzione della conoscenza. … Già nell’antichità classica era emersa una concezione alternativa del conoscere, una visione “costruttiva” o “trasformativa”, esemplificata nei dialoghi socratici. C’erano maestri per i quali educare significava proporre questioni enigmatiche, stimolare l’analisi di soluzioni alternative e impegnare il discepolo a costruire la propria conclusione personale sulla base di una pacata riconsiderazione del problema.
- Tra esiti utilitaristici e una crescita intellettuale fine a se stessa. (34) …
- Tra educazione uniforme ed educazione individualizzata. … Un’educazione individualizzata è forse più giusta: essa non privilegia un certo tipo di intelligenza, ma si adegua alla fisionomia intellettuale di ogni studente né persegue l’obiettivo di far assomigliare l’individuo agli altri membri della comunità. Diversamente dalla prospettiva lockiana di plasmare la persona secondo i disegni della comunità, questa visione rousseauiana mira a sviluppare e a consolidare le inclinazioni naturali dell’individuo.
- Tra un’educazione come opera di molti attori privati e un’educazione come responsabilità pubblica. …
- Tra un’educazione che ignora le discipline o le fonde insieme e un’educazione che enfatizza le competenze disciplinari. (35) …
- Tra un’educazione che minimizza o critica la valutazione e un’educazione che le assegna un posto fondamentale. … La valutazione consente di mettere a fuoco i problemi, di trovare soluzioni innovative e di osservare il processo di maturazione delle proprie capacità. …
- Tra standard flessibili e personalizzati e standard elevati e universali. (36) …
- Tra un’educazione che privilegia la tecnologia e un’educazione che privilegia la dimensione umana. …
Preferisco la profondità all’estensione, la costruzione all’accumulazione, la ricerca del sapere fine a se stesso a ogni concezione utilitaristica, l’educazione individualizzata all’uniformità degli interventi; punto sul sistema scolastico pubblico; auspico un’educazione centrata sullo studente e non sul docente, attenta alle differenze evolutive e individuali. … mi schiero apertamente con i teorici dell’educazione liberale o progressiva.
Nello stesso tempo, però, auspico un’istruzione radicata nelle discipline, che ricorre regolarmente al vaglio della valutazione e che giudica il lavoro degli studenti sulla base di standard elevati. Da questo punto di vista, quindi, mi allineo con le posizioni del campo tradizionalista o conservatore. (37) …
Le istituzioni scolastiche presenti nelle varie regioni della terra condividono alcuni obiettivi universali importanti: trasmissione dei valori, elaborazione dei ruoli, appropriazione dei sistemi notazionali e delle discipline. L’identificazione di questi obiettivi è importante; ignorarli nel momento in cui ci protendiamo verso tempi nuovi e nuovi mondi sarebbe folle. Ma una scelta ugualmente miope sarebbe quella di chi pretendesse di ignorare le molte ed enormi trasformazioni già oggi evidenti, destinate a cambiare profondamente l’educazione e la scuola degli anni a venire. (38)
3 – Il futuro dell’educazione
Le scuole, se non più in generale l’educazione, sono istituzioni intrinsecamente conservatrici. E io, in larga misura, difendo il loro conservatorismo. Ci sono metodi didattici che hanno conosciuto un’evoluzione secolare e che possono vantare molti pregi; al contrario, troppe pratiche alla moda si rivelano inconsistenti, se non addirittura inutili o dannose. …
Nel nostro mondo i cambiamenti sono così rapidi e così decisivi che le scuole non potranno restare come sono o limitarsi ad accettare pochi aggiustamenti superficiali. Anzi, se non cambieranno in modo rapido e radicale, probabilmente finiranno per vedersi soppiantate da altre istituzioni più sensibili al contesto. (40) …
Per restare competitive in un mondo in rapido cambiamento le società dovranno fornire un’educazione di qualità alla grande maggioranza dei loro futuri cittadini, tenendo conto di almeno sei linee di tendenza dominanti.
- Rapido progresso tecnologico e scientifico. (41) … Oggi tutti gli studenti possono ricevere un curricolo tagliato sulla misura dei loro bisogni, dei loro stili e dei loro ritmi di apprendimento, del livello delle loro competenze e della loro riuscita con materiali e lezioni precedenti. Per la prima volta nella storia la tecnologia informatica ha reso possibile per gli studenti di tutto il mondo la realizzazione concreta dell’ideale progressivo di un’istruzione “personalizzata” e di un apprendimento “attivo e partecipe”. (42) … Gli individui potranno formarsi da soli e dimostrare le proprie competenze mediante simulazioni. (43) …
- Tendenze politiche. (44) …
- Forze economiche. (45) …
- Tendenze sociali, culturali e personali dell’era moderna. … Una previsione che si può avanzare con certezza è la seguente: i mezzi di comunicazione saranno in tutto il mondo un’agenzia educativa dominante, ancorché a volte inconsapevole. Radio, televisione, cinema, riviste, materiali pubblicitari continueranno a proliferare e a veicolare in tutto il mondo messaggi forti concernenti ruoli e valori. (48) … Finora la responsabilità dell’educazione è stata attribuita in misura dominante a “forze esterne” e le menti individuali sono state trattate come scatole nere sigillate. Oggi, invece, gli individui sono in grado di sapere molte cose sulle operazioni della mente umana in generale e su quelle della propria in particolare. Queste conoscenze personali sulla mente possono aiutare gli individui a sentirsi protagonisti della propria vita cognitiva – ossia a fare un’esperienza che sarebbe parsa utopica solo una generazione fa. (50) … I giovani devono essere educati ad apprezzare l’apprendimento, a sviluppare interessi vasti, a desiderare di arricchire la propria mente pere tutta la vita. Platone l’ha detto con parole memorabili: “scopo dell’educazione è far sì che l’individuo desideri fare quello che deve fare”. …
- L’evoluzione della mappa del sapere. (51) …
- Oltre il modernismo. Una sbornia postmoderna. (54) … Un curricolo fondato sulle verità tradizionali, lungi dal pretendere di essere definitivo, dovrebbe cercare di far emergere le concezioni culturali attuali del vero, del bello e del bene; e naturalmente potrà fare spazio non solo a un’analisi di posizioni e di tesi opposte, ma anche al riconoscimento della natura contingente di ogni conoscenza.
- La prospettiva multiculturale. (56) …
Per me, le cose a cui si deve prestare attenzione sono due: gli standard e l’accuratezza. Qui fa la sua terza comparsa in questo capitolo un Matthew Arnold a cui probabilmente questa circostanza riuscirebbe sorprendente. Prendendo a prestito una sua frase, io auspico educatori che “apprendano e diffondano quanto di meglio si conosce e si pensa nel mondo”. Per la stessa ragione sostengo che gli studenti devono avere informazioni il più possibile accurate. …
Il mio auspicio è che tutti gli studenti interiorizzino standard elevati, cerchino di darsi un’informazione accurata, imparino a usare le prove con correttezza e dimostrino rispetto per un’ampia gamma di gruppi e di culture, ma che non lo facciano in modo acritico. (57)
In ordine alla trasmissione dei valori e alla padronanza di certi sistemi notazionali e di certe discipline, anzi, un approccio conservatore appare desiderabile. Tuttavia l’esplosione del sapere e il continuo mutare della mappa delle discipline esigono che si riservi un’attenzione rinnovata e seria alla definizione del curricolo. Inoltre, se vogliamo preparare i giovani alla gamma di ruoli in rapida trasformazione che essi possono aspettarsi di assumere nella società di domani, dobbiamo mettere a punto approcci nuovi e creativi. (58) …
A fornirci punti di riferimento rassicuranti sono gli studi sulla mente umana (psicologia), gli studi sul cervello (neurologia e biologia) e gli studi sulle culture (antropologia). … Abbiamo oggi la possibilità di soppesare queste nostre conoscenze e di farne il solido punto di partenza sulla cui base riprogettare il sistema educativo e porci in condizione di conseguire la conoscenza del vero, del bello e del bene. (59) …
Immagine di Copertina tratta da Il Superuovo.
