Fenomenologia
Husserl (1859-1938) si propone di costituire la filosofia come una scienza rigorosa, come la scienza naturale dell’800, ma diversa per il suo carattere contemplativo. Per conoscere l’essenza delle cose l’uomo deve lasciare i propri interessi pratici e deve considerare le cose come puri oggetti di contemplazione. L’esistenza delle cose può essere trascurata. Al filosofo non interessa l’oggetto (la cosa) perché gli serve, ma per conoscerne l’essenza; quindi a lui non interessa se l’oggetto esiste o no (mettere il mondo tra parentesi). L’essenza è la vera natura delle cose.
Coscienza, Ragione, Società: Per Husserl il passaggio dall’atteggiamento naturale (l’uomo interessato alle cose del mondo) all’atteggiamento fenomenologico (che mette il mondo fra parentesi) avviene per mezzo dell’epoché fenomenologica (la sospensione dell’assenso degli Scettici): L’io diventa lo spettatore disinteressato di se stesso: l’Io trascendentale che è il soggetto della riflessione filosofica o fenomenologia. La coscienza è intenzionalità, in quanto trascende se stessa e si mette in rapporto con un oggetto il quale non si riduce a una semplice idea che per esistere deve essere pensata, ma è una realtà trascendente che si presenta alla coscienza attraverso i fenomeni soggettivi della percezione. Il noema è l’elemento oggettivo dell’esperienza vissuta, ma non è l’oggetto stesso, che è la cosa. La percezione della coscienza è immanente; quella dell’oggetto esterno è trascendente. L’intenzionalità è il rapporto effettivo della coscienza con l’oggetto trascendentale, intuizione per la coscienza, evidenza per l’oggetto; Intuizione, evidenza e verità coincidono. L’Io trascendentale diventa tutta la realtà, giacché in esso è racchiusa la possibilità di tutto ciò che esiste. Non c’è nulla fuori della coscienza trascendentale. La fenomenologia di Husserl si è sviluppata nella direzione soggettivistica; quella di Hartmann e Scheler in una direzione realistica: l’oggetto della conoscenza è una realtà che non viene modificata dalla relazione conoscitiva in cui viene a trovarsi. La conoscenza è un atto trascendente che va al di là della coscienza, verso la realtà indipendente che è l’oggetto della coscienza stessa. Scheler ha visto nel sentimento l’intuizione del valore.
Esistenzialismo
L’Esistenzialismo inizia con Kierkegaard. Dalla Fenomenologia l’Esistenzialismo desume due tesi fondamentali: 1) l’analisi fenomenologica ha il compito di mettere in luce l’essenza dell’oggetto; oggetto che, per l’Esistenzialismo, è l’esistenza dell’uomo – 2) l’esistenza dell’uomo, come le cose per la fenomenologia, è trascendenza cioè rapporto con il mondo. L’Esistenzialismo però non accetta il punto di vista dello spettatore disinteressato. L’ Esistenzialismo abbandona i presupposti romantici. Heidegger (1889, scritto: Essere e tempo): l’esistenza è trascendenza che muove verso il mondo e fa del mondo stesso il progetto dei possibili atteggiamenti e delle possibili azioni dell’uomo. Trascendere verso il mondo ed essere nel mondo significa prendere cura delle cose (strumenti indispensabili per ogni progettazione) e aver cura degli altri uomini. La cura è la struttura fondamentale dell’esistenza. L’esistenza umana è continuamente protesa verso il futuro, anticipandolo e progettandolo, ma anche è rilanciata indietro, verso il passato che costituisce l’esistenza anonima che è di tutti e di nessuno. L’uomo può uscire dall’esistenza anonima e obbedire al richiamo della coscienza solo anticipando e progettando la propria vita come un “vivere per la morte”, in una tonalità affettiva che è l’angoscia, uno slancio anticipatore che riporta l’uomo al nulla. L’angoscia porta l’uomo a un’esistenza autentica, facendogli vedere che tutte le possibilità umane sono impossibilità vere e proprie. L’esistenza autentica consiste nell’accettare come proprie le possibilità che appartengono al proprio passato. L’esistenza umana è una manifestazione dell’Essere che in essa si rivela e si nasconde. L’Essere è la totalità che si rivela in tutte le cose del mondo. La poesia è la lingua primitiva (Hölderlin) che rivela l’Essere; non è l’uomo che veramente parla, ma il linguaggio e, attraverso esso, l’Essere; l’uomo può parlare solo in quanto ascolta il linguaggio dell’Essere, affidandosi a esso passivamente. La libertà dell’uomo consiste nell’accettare il destino. Per Jaspers (1883-1969, scritto: Filosofia) fondamento del filosofare è la ricerca dell’Essere che è trascendente; la Trascendenza, come Essere assoluto, non può essere mai data all’esistenza come una sua possibilità; essa si rivela nelle situazioni-limite. La sola possibile libertà è quella di riconoscere la propria necessità (L’amor fati di Nietzsche). Tutte le possibilità umane si riducono a una sua impossibilità (Heidegger), che definisce l’esistenza: l’impossibilità che essa sia l’Essere trascendente. L’ Esistenzialismo appartiene alla prima fase della filosofia di Sartre (1905) il quale intende la filosofia come analisi fenomenologica della coscienza. L’uomo è condannato a essere libero: questa libertà si realizza nella continua progettazione che l’uomo fa della propria vita. Ogni progettazione muove dal desiderio di essere Dio, e finisce in uno scacco fatale.
Altre forme di Esistenzialismo: Esistenzialismo teologico francese (Marcel, La Senne, Lavelle): l’esistenza umana è garantita da Dio nella realizzazione delle sue possibilità che sono quindi destinate al successo. Per l’Esistenzialismo positivo l’esistenza umana è costituita da possibilità che non sono destinate necessariamente né all’insuccesso né al successo, ma possono trovare garanzie parziali di realizzazione nell’opera stessa dell’uomo (ricerche scientifiche): come l’empirismo e lo strumentalismo, l’Esistenzialismo positivo fa appello a criteri di indagine che trovano il loro campo d’azione nell’esperienza umana. L’Esistenzialismo e la Fenomenologia rivendicarono il valore primario dell’autentica esperienza umana, contro gli schemi della scienza la cui funzione è da ultimo pratica e utilitaria. Di qui l’esigenza contemplativistica della Fenomenologia; di qui la critica all’esistenza anonima e banale mossa dagli esistenzialisti.
Bertrand Russel e la Filosofia della Scienza
La Filosofia della Scienza è la continuazione storica del Positivismo nella filosofia contemporanea. Dal Positivismo si distingue per un concetto critico della scienza che tende a determinare i limiti della validità della scienza stessa, sottraendola alla pretesa assolutistica e metafisica del Positivismo. Da non confondere con la critica della scienza, in Croce e Bergson, la quale fa parte integrante del loro idealismo e spiritualismo. – Mach (1838-1916), come Berkeley, risolve i corpi in un complesso di sensazioni; il compito della scienza è essenzialmente economico. La dottrina di Mach segna il passaggio dal vecchio al nuovo Positivismo.
Energetismo e Vitalismo: L’Energetismo è la dottrina che riconduce tutta la realtà all’energia la quale costituisce la vera sostanza della realtà in cui l’uomo vive (Ostwald, 1853-1932). Il Vitalismo (Driesch, 1867-1941) ritiene che la vita organica è prodotta, oltre che da fattori fisico-chimici, da un altro fattore naturale, l’entelechìache è una specie di anima primordiale che agisce in vista di un fine ed è capace di organizzare la materia.
Lo sviluppo critico delle matematiche: Lo sviluppo critico della scienza moderna comincia quando l’attenzione degli scienziati si estende dagli oggetti di ricerca ai procedimenti usati per lo studio degli oggetti: scoperta delle geometrie non euclidee (Gauss, Lobatchenski). Secondo Poincaré (1854-1912) ogni scienza è un sistema ipotetico-deduttivo. Oltre al logicismo (Russel) e al formalismo (Hilbert) esiste nella matematica moderna un altro indirizzo, l’intuizionismo (Heyting) il quale sostiene che la matematica non si occupa di concetti astratti, ma di entità che possono essere costruite con l’intuizione empirica.
Lo sviluppo critico della fisica: Nella fisica la fase critica della scienza si è iniziata con l’orientamento relativistico: necessità di eseguire in ogni caso l’osservazione e la misura: relatività ristretta di Einstein (1905), relatività generale (1912). Lo sviluppo della fisica atomica, la meccanica quantistica hanno accentuato l’esigenza di considerare i procedimenti di misura e di calcolo (l’osservazione di un fenomeno lo modifica): si possono fare solo previsioni probabili: il meccanicismo e il determinismo vengono eliminati dalla scienza, così come la previsione infallibile di Laplace. La scienza può estendere il dominio dell’uomo sulla natura, mediante la tecnica.
Logica e semiotica: L’antica logica riteneva che si potesse ragionare in un modo solo, fissato da regole immutabili. La logica contemporanea ritiene che i procedimenti del ragionare, che sono procedimenti linguistici, possono essere diversi; gli uomini si intendono perché stipulano opportune convenzioni. La metodologia delle scienze è un campo di ricerca in cui scienziati e filosofi lavorano assieme. La semiotica è una teoria dei segni; Morris la divide in sintattica, semantica, pragmatica.
Bertrand Russel (1872-1970): Russel è il rappresentante del Neo-empirismo o Positivismo logico. Princìpi di matematica. Secondo Russel la vecchia logica considera una sola forma di proposizione, quella che risulta da un soggetto e da un predicato e afferma che non esistono in realtà altro che le cose e le loro qualità; la nuova logica prende a suo fondamento le proposizioni che esprimono una relazione e nega che tali relazioni si possano ridurre a qualità di una cosa. La forma più semplice delle proposizioni è una proposizione atomica. La logica pura e i fatti atomici sono due poli opposti fra i quali si situano le proposizioni molecolari. Nella teoria generale delle relazioni si identificano matematica e logica. Russel ha costruito la teoria delle classi dalla quale hanno avuto origine le antinomie. Russel si è schierato contro le disuguaglianze sociali, la violenza, la guerra e contro le proibizioni di ogni genere perché la morale non può annullare i desideri degli uomini.
= = = = = = = = = =
In sintesi
Platone (428-347)
Filosofia: condurre l’uomo verso la giustizia. – Accademia.
- Difesa di Socrate: metodo dialettico, Virtù: scienza. Bene: unico valore.
- Dottrina delle idee: anamnesi. Apprendere è ricordare. Idee = sostanze.
- Dottrina dell’essere. Conoscenza: movimento, vita. Il bene. I valori. Virtù = scienza della misura.
Aristotele (384-322)
Liceo, Scritti acroamatici; essoterici. Anamnesi. Motore immobile. Filosofia = una scienza fra le altre, Astrazione. Sostanza: materia e forma; potenza e atto; causa efficiente e causa finale. Movimento locale circolare, alto, basso. Anima: funzioni vegetativa, sensitiva, intellettiva. Virtù: intellettiva e morale. Stato: educazione morale. Scienze teoretiche e pratico-poietiche. 10 Categorie.
Storicismo
La scienza è virtù. Tranquillità dello spirito. Zenone di Cizio (336-264). Felicità per mezzo della virtù. Filosofia: logica. Metafisica, etica. Conoscenza: deriva dai sensi. Mondo: ordine immutabile, razionale, perfetto, necessario. Panteismo. Dio: pneuma. Semi razionali. Male necessario. Istinto e ragione. Vivere secondo natura. Il saggio: il destino, il dovere. Apatia.
Epicureismo
Epicureo (341-271). Liberare gli uomini dal timore del soprannaturale e della morte. Canonica, fisica, etica. Felicità: liberazione dalle passioni: aponia e atarassia. Sentimento: piacere e dolore. Materialismo e meccanicismo. Atomi. Anima: sensazione, immaginazione, ragione. Piacere stabile. Amicizia. Limitare i bisogni.
Patristica
Ricerca filosofica per comprendere la verità. Padri apologisti: Giustino, Ireneo, Ippolito, Tertulliano, Minucio Felice, Cipriano, Arnobio, Lattanzio (2° secolo). Secoli 3° e 4°: fare della dottrina cristiana un organismo coerente. Scuole di Alessandria e di Cesarea: Origene. – Ultima Patristica; dalla metà del 5° secolo. Dionigi, Severino Boezio, Isodoro di Siviglia, Beda il Venerabile.
Scolastica
Filosofia cristiana del Medio Evo. Intendere la verità rivelata.
- Alta Scolastica (11° e 12° secolo). Dialettici (Abelardo) e antidialettici (Pier Damiani). Realismo e nominalismo.
- Fiorire della Scolastica (13° secolo): accordo parziale tra fede e ragione.
- Dissolvimento della Scolastica (dal 1300 al Rinascimento): contrasto tra fede e ragione. Duns Scoto. Guglielmo di Ockham.
Tommaso d’Aquino (1225-1274)
La ragione può servire alla fede. Astrazione. Materia comune e signata. Essenza ed esistenza, potenza e atto. 5 Prove di Dio. Trinità: relazioni. Incarnazione. Anima: sola forma; abitudine al corpo. Libertà. Virtù: intellettuali, morali, teologali.
Rinascimento (secoli 15° e 16°)
Rientrare in possesso di capacità e poteri. Vita corporea, bisogni. Epicureo. Cultura classica ripristinata. Ritorno al principio: Vico, Bruno, Campanella, Machiavelli, Dante, Petrarca, Leon Battista Alberti, M. Montaigne; Guicciardini, Tommaso Moro.
Platonismo, Aristotelismo. Ricerca naturale: magia – filosofia naturale – scienza. Paracelso, Fracastoro, Telesio (sensibilità), Bruno Campanella. Leonardo, Copernico, Keplero, Galileo, F. Bacone.
Cartesio (1596-1650)
Metodo autobiografico. Distinguere il vero dal falso. Vantaggio dell’uomo nel mondo. 4 Regole: evidenza, analisi, sintesi, enumerazione e revisione. Critica radicale, dubbio metodico: cogito ergo sum. Idee: innate, avventizie, fittizie. Tre prove di Dio. L’errore dipende dall’intelletto e dalla volontà. L’evidenza elimina il dubbio. Sostanza pensante ed estesa. Esperimento. Ragione: unica, infallibile, onnipotente.
Razionalismo (secolo 17°)
Difesa della ragione. Occasionalismo: scolastica cartesiana: Geulinx, Malebranche. Giansenismo e logica di Portoreale. Giansenismo: inclinazione necessaria al male; Arnaud. Portoreale: le opere dello spirito. Pascal: giansenismo; esperienza; ésprit de finesse. Platonismo inglese: liberare la religione dalle superstizioni: deismo. Libertinismo: critica delle credenze religiose tradizionali: Cirano di Bergerac; Gassendi.
Spinoza (1632-1677)
Procedimento geometrico. Interesse morale e religioso. Attenzione per l’uomo. Ordine necessario. Natura e Dio identificati con l’ordine geometrico. Deus sive natura. Dio non crea. Idee adeguate e inadeguate. Passioni: gioia e tristezza – amore e odio. Ricerca dell’utile. Difesa della libertà dell’uomo. Vivere secondo ragione.
Leibniz (1646-1716)
Ordine del mondo come creazione libera; nessuna necessità. Verità di ragione: innate, possibili. Verità di fatto: contingenti. Ottimismo metafisico. Tutto è forza; tutto è spirito e vita. Monade: atomo della natura, atomo della sostanza, punto metafisico, spirituale, indivisibile, eterna. Argomento ontologico. Libertà: la predeterminazione inclina, non necessita.
Vico (1668-1744)
La scienza è indubitabile quando ha per oggetto creazioni dell’uomo. Non accetta l’evidenza di Cartesio: il certo non è sempre vero. Ingegno. Topica. Vero = fatto. Dio intende l’oggetto; l’uomo lo pensa. Ordine perfetto della vita associata. Storia ideale eterna: età degli dei, degli eroi, degli uomini. Sapienza poetica: sensibilità e fantasia. Monarchia assoluta, assoggettamento, inselvatichirsi.
Locke (1632-1704)
La ragione non è unica né infallibile. Prima indagine critica della filosofia moderna: possibilità umane. Ragione controllata dall’esperienza. Idee: derivano dall’esperienza; idee di sensazione e di riflessione; idee semplici e complesse. Qualità primarie delle cose e secondarie. Idee complesse: modi, sostanze, relazioni. Conoscenza: percezione di un accordo o disaccordo tra idee. Conoscenza intuitiva, dimostrativa delle cose al di fuori di noi. Tre ordini di realtà: io (intuizione), Dio (dimostrazione), le cose (sensazione). Conoscenza certa e probabile. Diritto uguale per tutti gli uomini. Empirismo.
Hume (1711-1776)
Empirismo: conclusione scettica. Conoscenza soltanto probabile. Natura umana: è più sentimento e istinto che ragione. Impressioni e idee. Nulla c’è al di là dell’idea. Le idee sono connesse fra loro. Abitudine. Credenza sull’esistenza delle cose. Politeismo.
Illuminismo (secolo 18°)
Fiducia nella ragione. Limiti della ragione: esperienza. Hobbes, Gassendi, Locke. Critica razionale. Contro la tradizione; distinzione tra tradizione e storia. Kant: critica della ragione. Berkeley, Hume, Newton: descrizione empirico-matematica, non spiegazione. Deismo: Toland, Tindal, Clarke. Shaftesbury. Tolleranza. Montesquieu, Condorcet, Bayle, Voltaire: lumi della ragione. Diderot, D’Alambert, Condillac. Materialismo. Rousseau. Romagnosi, Gioia, Verri, Beccaria, Filangieri. Wolff, Baumgarten.
