Howard Gardner – Cambiare idee. L’arte e la scienza della persuasione

Howard Gardner
Cambiare idee. L’arte e la scienza della persuasione
Harvard Business School Press, 2004
Editore Feltrinelli, Milano 2005
(Traduzione di Ester Dornetti)

Partiamo dall’intelligenza e dalla definizione che ne dà Howard Gardner; possiamo definire l’intelligenza come “il potenziale biopsicologico preposto alla elaborazione di specifiche forme di informazione secondo specifiche modalità” (41)

Ciascuna intelligenza rappresenta una diversa forma di rappresentazione mentale (42)

Un cambiamento mentale implica un mutamento nel modo di rappresentarsi le cose (42).

L’intelligenza si misura, non con i test, ma in base a ciò cui è dato valore in un particolare momento storico e in un dato contesto culturale (42)

Le persone imparano meglio quando hanno la possibilità di ricevere lo stesso messaggio in molte forme diverse, poiché ogni ridefinizione fa appello a una intelligenza diversa (111)

È stato stimato che occorrono 10 anni per diventare esperti in una disciplina. L’acquisizione di una mentalità disciplinare può avverarsi con maggiori probabilità se vengono rispettate tre condizioni: 1) è necessario combattete direttamente le molte concezioni fuorvianti (stereotipi, credenze della mente non scolarizzata, semplificazioni, fraintendimenti, concezioni errate, preconcetti, copioni) radicate nei bambini; questi devono sapere che, per quanto le abbiano care, non sempre le loro concezioni sono esatte. Questa consapevolezza può emergere solo grazie alla contestazione sistematica delle loro modalità di pensiero e conclusioni “naturali” ma generalmente inadeguate (149); 2) le persone devono immergersi profondamente negli esempi; 3) dopo aver deciso di concentrarsi dettagliatamente su un esempio, si procede ad accostarsi a un argomento da diversi punti di vista (150).

Essere consapevoli (metacognizione) di ciò che avviene nella propria mente è un requisito fondamentale (188).

Il cognitivismo esamina la mente umana attraverso due lenti: la prima mette a fuoco i suoi vari contenuti (idee, concetti, storie, teorie e abilità); la seconda le diverse forme (configurazioni, rappresentazioni, intelligenze) in cui questi contenuti possono manifestarsi (31, 60).

Un insegnante di stampo cognitivo proporrà esperienze che aiutino a far scoprire un’idea più forte, una storia più coinvolgente, una teoria più robusta, una pratica più efficace ossia una rappresentazione mentale migliore (71).

L’intero universo può essere immaginato come un sistema di informazioni (212).

In tema di apprendimento il cambiamento nasce dalla manipolazione di diversi sistemi di simboli (10).

Cambiamento mentale significativo significa una circostanza in cui un individuo o un gruppo abbandonano il modo in cui erano soliti concepire una questione di primaria importanza, considerandola a partire da quel momento in un modo completamente diverso (14).

Presentare versioni diverse dello stesso concetto può essere un modo estremamente efficace di influenzare la mente di una persona (22).

Sono 7 i fattori che possono indurre una persona a mutare le proprie idee e ad adottare, di conseguenza, una nuova linea di comportamento: 1) Raziocinio: analizzare i pro e i contro prima di arrivare a una decisione definitiva; 2) Ricerca sui benefici di un proposta alternativa; 3) Risonanza: indica la componente emotiva, quando si trova giusta e adatta un’idea nuova e diversa; 4) Ridefinizione delle immagini mentali: esprimere il contenuto desiderato in molte forme tra loro compatibili; 5) Risorse e ricompense per l’adozione di un tipo di comportamento piuttosto di un altro (la convenienza); 6) Realtà esterna: es. una legislazione sulla meritocrazia; 7) Resistenze: con il passare degli anni il cambiamento di idee diventa sempre più difficile (24-30).

Dopo i primi anni di vita si verificano raramente cambiamenti mentali repentini (36).

Le intelligenze multiple: 1) intelligenza linguistica; 2) intelligenza logico-matematica; 3) intelligenza musicale; 4) intelligenza spaziale; 5) intelligenza corporeo-cinestetica, relativa all’uso del proprio corpo; 6) intelligenza naturalistica o capacità di compiere distinzioni rilevanti all’interno del mondo naturale; 7) intelligenza interpersonale o capacità di conoscere gli esseri umani; 8) intelligenza intrapersonale; 9) intelligenza esistenziale o del porsi i grandi interrogativi filosofici (43/54).

Nella prima fase della vita i bambini sviluppano teorie della realtà estremamente solide, naturali o “intuitive” (66). Teorie intuitive della materia (caduta dei gravi, suddivisioni senza fine), della vita (ciò che si muove ha vita), della mente (amici se c’è rassomiglianza), dei rapporti umani (il più grande è il più potente) (67).

Le teorie rappresentano il nostro tentativo di dare un senso alla realtà, che non significa necessariamente fornire la spiegazione esatta. La ricerca dell’esattezza è il tentativo cosciente di trasformare il modo di pensare della specie umana (66).

È difficile modificare le teorie, e le teorie infantili si dimostrano particolarmente refrattarie al cambiamento (69).

Lev Semenovic Vygotskij: in qualsiasi sforzo pedagogico il primo dei doveri è quello di verificare l’attuale livello di competenza del bambino (72).

a            b    Varia può essere la “zona di sviluppo prossimale” (la corona circolare, colorata) che indica il potenziale cognitivo ossia la capacità di progredire a determinati livelli (a = sviluppo in atto; b = sviluppo potenziale).                  

Le persone imparano meglio quando hanno la possibilità di ricevere lo stesso messaggio in molte forme diverse, perché ogni ridefinizione fa appello a una intelligenza diversa (111).

Gardner afferma: “Mi sembra che la scuola, nel mondo contemporaneo, sia impegnata a far acquisire agli studenti tre nuove abilità mentali: 1) imparare ad apprendere in contesti non naturali; 2) imparare a dare un senso ai segni tracciati su un pezzo di carta o su uno schermo di computer; 3) imparare a pensare in modo multidisciplinare (145).

Per un’ottimale comprensione si possono seguire alcune vie: 1) narrativa, raccontando storie sull’argomento trattato; 2) quantitativa, adducendo esempi collegati all’argomento; 3) logica, con l’esaminare i nessi logici; 4) esistenziale, con cui si sollevano i grandi interrogativi; 5) estetica, in relazione alle qualità artistiche insite negli esempi; 6) diretta, lavorando con elementi tangibili; 7) cooperativa o sociale, con l’impegno in progetti collettivi (150-151).

Le rappresentazioni (immagini) mentali hanno un contenuto che si esprime sotto forma di idee, concetti, abilità, storie o teorie complesse (spiegazioni del mondo). Tali contenuti possono essere illustrati con parole o espressi in una molteplicità di forme, di mezzi comunicativi, di sistemi simbolici (216-217).

Immagine di Copertina tratta da Real Business.

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