24 Giugno 2022. Dal 10 maggio 2022 la temperatura del Mar Mediterraneo è di 4 gradi superiore alla media del periodo fra il 1985 e il 2005 e ha raggiunto anche picchi superiori ai 23 gradi. Sono questi i primi risultati del progetto Careheat finanziato dall’Asi con la collaborazione dell’Enea e del Cnr. Il progetto è adibito a studiare le ondate di calore MHW considerando la variabilità del clima e le ondate di calore in atmosfera dovute a condizioni meteorologiche come il persistere dell’anticiclone africano. L’ondata di caldo africano “Caronte” è appena iniziata con i primi 44 gradi in Sardegna e le temperature sono previste in ulteriore aumento per il fine settimana. Caronte tornerà prepotente anche al Nord e il peggio arriverà a inizio settimana (da lunedì 27 giugno) prossima: 40 gradi all’ombra ovunque, dal Sud al Centro. Previste temperature di 13 gradi sopra la media.
In risposta al super missile russo ecco arrivare puntuali in Ucraina i lanciarazzi americani Himars. La notizia è diffusa dal ministro della Difesa di Kiev, Reznikv. Sono “potenti strumenti” ossia lanciarazzi multipli leggeri in produzione negli Stati Uniti dagli anni ’90. Trasportano cadauno sei razzi dalla gittata di 70 chilometri, montati su camion di 5 tonnellate. Intanto continua l’offensiva russa nel Donbass: oltre 100 razzi sono stati lanciati su Lysychansk. Oltre 150 siti storici e culturali in Ucraina sono stati parzialmente o completamente distrutti dall’inizio dell’invasione russa a fine febbraio 2022. L’informazione è confermata dall’Unesco che nell’elenco indica musei, monumenti, biblioteche, chiese e altri luoghi di culto.
26 Giugno 2022. La Russia fornirà alla Bielorussia missili a corto raggio “Iskander-M”, tra i più moderni nell’arsenale di Mosca, capaci anche di trasportare testate atomiche. Lo ha annunciato lo stesso Putin nel sostenere che i Paesi europei e gli USA hanno “200 armi nucleari tattiche con 257 aerei pronti al loro potenziale uso.
02 Luglio 2022. Gli Stati Uniti stanziano altri 800 milioni di Dollari da destinarsi all’Ucraina per armamenti. Anche questo finanziamento, come i precedenti e come quelli che con tutta probabilità seguiranno, serve solo per uccidere persone e distruggere beni, mentre tutti potrebbero essere devoluti a ridurre la carenza di bisogni essenziali per centinaia di migliaia di bambini che muoiono di fame e che non hanno acqua potabile per bere. La vergogna dell’Umanità!
Sul calendario si legge “mercoledì 6 luglio” e sui siti di informazione lo stesso giorno si incontrano notizie allarmanti. Siamo sempre sui due fronti in guerra. Da una parte le forze ucraine, per allestire una difesa efficace dall’invasione russa, hanno allestito nuove linee difensive nella regione minacciata di Donetsk, ma l’Ucraina ha bisogno di potenziare il proprio dispositivo bellico e pertanto esorta gli alleati occidentali a fornire armi a lungo raggio che possano consentire di lanciare una controffensiva nel Sud del Paese. Seguendo la prevedibile logica perversa delle contese armate, la Russia a sua volta ha schierato nel Mar Nero tre navi da guerra e due sottomarini che trasportano un totale di oltre 30 missili da crociera Kalibr pronti a essere lanciati.
09 Luglio 2022. Gli Stati Uniti si apprestano a inviare altri 400 milioni di Dollari in armi all’Ucraina. La notizia proviene dal funzionario alla Difesa di Washington Post. Nel nuovo pacchetto di aiuti ci sono anche quattro lanciarazzi Himars (High Mobility Artillery Rocket Systems). In precedenza gli USA avevano inviato all’Ucraina altri otto sistemi Himars, insieme a mille proietti di artiglieria calibro 155, tre veicoli tattici, sistemi radar, pezzi di ricambio e altri equipaggiamenti militari. Pare di capire che non abbiamo fornito viveri, medicinali, generi di conforto, ma soltanto mezzi per fare guerra e la guerra come potrà estinguersi se verrà alimentata in questo modo? Gli sforzi diplomatici, in situazioni di questo genere, si riducono a una vera chimera e la volontà di agire si avvale unicamente della forza bruta per arrivare alla supremazia.
Passano alcuni mesi e nel mese che porta la primavera, marzo, il giorno 4 si viene a sapere che “gli Stati Uniti si apprestano a varare un nuovo pacchetto di aiuti militari di 400 milioni di dollari all’Ucraina. Il pacchetto comprende la fornitura di munizioni per i lanciarazzi Himars e gli obici Howitzer oltre che per i mezzi corazzati per il trasporto Bradley e prevede anche la manutenzione e l’addestramento degli equipaggi”.
13 Luglio 2022. Chi parla è la portavoce degli Esteri russi Sakharova: “Dopo aver provocato un aggravamento della crisi ucraina e scatenato un feroce confronto ibrido con Mosca, Washington e gli alleati si stanno pericolosamente dirigendo sull’orlo di un confronto militare aperto con la Russia, il che significa conflitto armato diretto tra potenze nucleari. Attualmente i principali rischi nucleari vengono proprio dal modello Usa-Tokyo”.
Se andiamo avanti di questo passo che cosa potremo aspettarci? Facile immaginarlo: una recrudescenza ininterrotta di provocazioni sino alla rottura definitiva, e questo vuol dire l’immolazione dell’Umanità intera. Sarebbe meglio, molto meglio dedicarci a riflettere che siamo soltanto, tutti noi, ospiti temporanei, e di una temporaneità oltremodo effimera, di questo Pianeta. Il grosso errore in cui stiamo annegando è quello del preoccuparci massicciamente per l’ora e qui, in funzione assolutamente egoistica. Siamo inglobati, per nostra volontà, in un immenso paradosso, ed è questo: ci lamentiamo di essere costretti a vivere in un contesto generalizzato di conflitti, dal piccolo al mega, dovuti a intolleranza, incomprensione, strafottenza, disprezzo, ricerca di onnipotenza e di supremazia. Ma poi, a ben vedere, chi scatena i conflitti armati è sempre una cerchia di persone che non supera l’entità di alcune centinaia di individui, a volte anche soltanto poche decine, ben asserragliate attorno alla figura carismatica di uno pseudo trascinatore in perfetta collusione di intenti. Una logica spietata suggerirebbe, nel profilarsi di una crisi trascinante verso lo scoppio di una guerra, di assumere comportamenti drastici per eradicare dal tessuto sociale e sopprimere quel manipolo responsabile di piani diabolici. Siamo giunti al nocciolo della questione, quello che porta in scena l’ipotesi di tentativi per opporsi al potere imperante, con il facile rischio di cadere sotto la mannaia dei più forti. E allora la maggioranza sta a guardare, tollera, critica, si indigna, ma, a parte qualche eroica reazione allo stato di fatto, destinata per lo più al fallimento per la disparità di forze antagoniste, nulla si fa per combattere la devianza che si prospetta sul piano civile, militare, politico, economico e finanziario, nonché morale. Le guerre si alimentano di una dinamica così espressa.
Allora, visto che non ci resta che pochissimo tempo a disposizione, che fare? Io penso siano due le cose da farsi, con assoluta priorità. La prima riguarda la fine immediata di ogni conflitto armato. L’uomo, quale sia la parte da cui si schiera, costruisce e usa armi e macchine per distruggere, per uccidere e per creare miseria, mentre dietro le quinte milioni di bambini soffrono la fame, la sete e deprivazioni di ogni genere in triste misura. È del 14 gennaio 2023 l’allarme lanciato all’Onu: più di 30 milioni di bambini nel mondo vivono in condizioni di malnutrizione acuta e 8 milioni di loro soffrono di una forma grave. Una nota congiunta di diverse agenzie delle Nazioni Unite come Fao, Unhcr, Unicef, Oms, e World Food Programme avverte che a determinare “una crisi alimentare senza precedenti” sono i conflitti armati, i cambiamenti climatici, la pandemia e l’inflazione. Secondo il direttore generale della Fao, Qo Dongyu, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente nel corso del 2023.
Pensiamo al costo dei missili lanciati, alla costruzione di carri armati, aerei da combattimento, navi da guerra, armamenti individuali, strumenti di artiglieria e relative munizioni, alle spese per la logistica e per il funzionamento della macchina bellica. Si bruciano capitali incalcolabili in tale direzione e, dove passa, la guerra lascia terreni devastati e desolazione e dolore incolmabile. Per portare un esempio del momento, ultimamente, il 5 luglio 2022, il primo ministro ucraino Shmyhal ha dichiarato che per la ricostruzione del patrimonio distrutto dalla guerra imposta dai Russi occorrono 750 miliardi di dollari. E siamo solo agli inizi di luglio; se il conflitto perdurerà a lungo ancora, possiamo immaginare e prevedere la lievitazione che la cifra citata andrà ad assumere. I Signori della guerra, ben lo sanno, uccidono due volte: la prima con la tempesta di ordigni dirompenti e con la distruzione dell’habitat, la seconda con la sottrazione di beni essenziali alle popolazioni colpite e con il diffondere fra esse sofferenze le più svariate e gravi. Vogliamo continuare ad accettare un mondo così martoriato e sempre più invivibile? E ai nostri bambini proprio abbiamo cessato di pensare e di garantire le cure necessarie a una loro crescita serena?
Da qui la seconda cosa da farsi. Visto che siamo una specie intelligente, e ce ne vantiamo, proviamo a usare un minimo di questa nostra prerogativa di eccellenza. Dato che ho parlato di capitali enormi bruciati per uccidere e per distruggere, tutto fa pensare che le disponibilità finanziarie in possesso agli Stati che sono responsabili di quanto fin qui ho detto, siano enormi. E, allora, perché non voltare completamente la tovaglia? Ossia abbandonare la costruzione di ordigni letali e incrementare i mezzi di produzione, di ricerca nei campi della scienza soprattutto medica, di salvaguardia dell’ambiente, di assistenza, di istruzione, di cura alla salute per tutti e del diritto alle pari opportunità, perché finalmente il nostro Pianeta bistrattato e offeso ritorni a essere, almeno in parte, quella Valle dell’Eden delle antiche promesse? Si può fare, basta volerlo. È facile capire quanto sia assente la volontà in questa direzione di comportamento, perché i meccanismi sociali e politici sono imperniati su una logica cronica dell’accaparramento, dello sfruttamento, della corsa al potere e al possesso. Dunque siamo tutti responsabili se il mondo si sta perdendo sulla strada del degrado moltiplicativo, e in qualche modo ne siamo tutti colpevoli.
Oggi l’uomo preferisce scegliere l’uso di parole vuote e senza significato anziché mettere in moto la ragione. È per questo che dal primo incoraggiante e generoso epiteto di “Homo Sapiens” mi viene da sfornare altre attribuzioni molto più consone a ciò che l’uomo di oggi sa fare e che non fa o che fa altrimenti di fronte ai problemi; così mi prendo la licenza di far saltare fuori dal vocabolario di Latino alcuni termini che mi paiono adatti a spiegare ciò che intendo dire; mi diverto in questo modo e ne vengono curiose formule come: Homo verbosus, Rabula, Loquax, Fabulator, Garrulus, Blatero, Strepens, insieme alla dizione di senso più esteso: Homo accumulator, Divitias Construens sibi ipso, per sé.
Per soddisfare le due condizioni sopra esemplificate, tuttavia, occorrerebbe invero uno stravolgimento del corso degli eventi, di quelli naturali e di quelli umani. Credo che l’uomo non sarà capace di produrre uno sforzo di quella portata, pertanto ci penserà Madre Natura, mettendo in atto i suoi metodi risolutivi, definitivi e indiscutibili. Noi, ancora, staremo… staranno a vedere.
21 Luglio 2022. Così si esprime il direttore per i mercati energetici e la sicurezza dell’Agenzia internazionale per l’energia Aie, Keisuke Sadamori: “Il mondo è nel mezzo di una vera crisi energetica globale, innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, e il settore elettrico è uno dei più gravemente colpiti”. Noi intanto ci prepariamo a fare i conti con l’aggiunta meteorologica degli aumenti anomali di temperatura che luglio 2022 ci promette fino a 40-42 gradi centigradi, insieme a tutte le conseguenze sul piano esistenziale. Si legge oggi, sui mezzi di informazione, che anche il presidente Usa Biden pare svegliarsi e ammettere una situazione fattasi pressoché ingestibile, sottolineando come i danni causati dal cambiamento climatico siano ingenti. “Dobbiamo agire. Il cambiamento climatico è una minaccia esistenziale”, osserva Biden, criticando il Congresso per “non agire come dovrebbe su questo fronte”. “È in gioco la salute dei nostri concittadini”, così come la “nostra sicurezza nazionale” e la “nostra economia”, ha aggiunto Biden. Il presidente Usa ha descritto il cambiamento climatico come “un’emergenza”. Già, se non che agire lo si doveva fare almeno una settantina di anni fa. Abbiamo lasciato andare, miopi e incoscienti, e ora non facciamo che constatare l’esito della nostra incapacità di prevedere.
Il 22 luglio 2022 è di scena la Spagna dove il bilancio dei morti è salito alla quota di 1.047 per colpa delle alte temperature registrate dall’inizio dell’ultima ondata di calore, il 10 luglio, fino allo scorso martedì 19 luglio. Questi episodi di caldo estremo con massime superiori ai 40 gradi in molte aree del Paese ha provocato un forte allarme in Spagna in quanto considerato una conseguenza del surriscaldamento globale. “Il cambiamento climatico uccide” ha detto lunedì il premier Pedro Sánchez.
Caldo estremo, siccità estrema, precipitazioni estreme, non si finisce più con il peso di queste notizie, ora si passa, come si va dicendo, da un estremo all’altro. Ne sappiamo qualcosa noi, in Italia, con le ultime violente piogge nell’Emilia Romagna: le notizie diramate il 18 maggio 2023 parlano di 21 fiumi esondati, di numerosi casi di frane invasive, di migliaia di persone evacuate con nove vittime tra Forlì e Cesena, di treni fermi, di autostrade allagate e inagibili, di Scuole chiuse. Il giorno seguente, 19 maggio, mentre le piogge continuano a imperversare sul suolo italiano, si contano a circa diecimila gli sfollati, con tredici vittime accertate. Oltre 5 mila aziende sono sommerse dall’acqua, numerosi animali trovati annegati, allagati migliaia di ettari di colture a ortofrutta. Sono le manifestazioni del clima impazzito: l’Organizzazione Meteorologica Mondiale dice ora che per almeno un anno fra il 2023 e il 2027 esisterà un’elevata probabilità (66%) che le temperature globali arrivino a superare di 1,5 gradi centigradi i livelli pre-industriali. Si valuta al 98% di certezza che questi cinque anni nel loro complesso saranno i più caldi mai registrati, a causa della combinazione del riscaldamento di origine umana e del Niño. Il Wmo (World Meteorological Organization) lancia l’allarme per quanto riguarda “salute, sicurezza alimentare, gestione dell’acqua, ambiente”.
Due giorni appresso veniamo informati di una indesiderata recrudescenza del contagio da vaiolo delle scimmie, del quale avevo fatto menzione in occasione delle notizie diramate il 28 aprile e il 23 maggio 2022. Oggi si parla di un’emergenza sanitaria a carattere globale. Il direttore della Oms, Ghebreyesus, in una conferenza stampa ha annunciato che si tratta del più alto livello di allerta. L’epidemia ha già colpito quasi 17 mila persone in 74 Paesi. Il rischio in tutto il mondo è considerato in margini relativamente moderati, a parte l’Europa dove raggiunge livelli alti. In Italia sono stati accertati 407 casi, contro i 71 del mese di giugno, con tendenza alla stabilizzazione.
Arriviamo a fine luglio e la notizia assume proporzioni maggiori. È la governatrice di New York, Kathy Hochul, a dichiarare lo stato di emergenza per il vaiolo delle scimmie. In città si sono registrati circa 1.400 casi. E il 9 agosto, insieme al caldo torrido, giunge la notizia che all’Istituto Spallanzani di Roma si dà inizio alle vaccinazioni contro il vaiolo delle scimmie: una decina in data odierna e circa 500 richieste in atto. Sono previste due dosi ad almeno quattro settimane di distanza. I casi in numero più elevato in Italia sono nell’ordine nelle regioni: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto.
Su tutti i fronti agosto non porta buone notizie. Il 10 agosto si parla della Cina che pare stia usando le esercitazioni aeree e marittime intorno a Taiwan per preparare l’invasione dell’isola e per cambiare lo status quo nell’area. Dalla dichiarazione del ministro degli Esteri di Taipei, Wu, 10 navi e 45 aerei militari dell’esercito popolare di liberazione cinese sono stati rilevati intorno all’isola di Taiwan. Secondo il Ministero della Difesa di Taipei 16 caccia da combattimento hanno “volato sulla parte orientale della linea mediana dello Stretto di Taiwan”. Le nuove incursioni si aggiungono alle cento contate da Taiwan a partire dal 4 agosto in risposta alla visita di Nancy Pelosi.
Già da tempo, con la crisi ucraina, si va parlando di conflitto nucleare. Ora la minaccia pare farsi più concreta. Il 13 agosto 2022 si legge una dichiarazione del presidente del Parlamento russo, Volodin: “Le azioni di Washington e del regime di Kiev comportano il pericolo di una catastrofe nucleare”. Le responsabilità di un bombardamento sulla centrale di Zaporizhzhia “spettano al presidente ucraino Volodymyr Zelensky”. Da quanto annuncia il leader filo-russo Vladimir Rogov, un colpo di artiglieria sparato dalle forze ucraine si è abbattuto a soli 10 metri da un deposito di combustibile nucleare esaurito. Mentre la crisi sopravvenuta in seguito all’invasione russa dell’Ucraina e alle minacce cinesi nei confronti dell’isola di Formosa, il mondo continua a soffrire di una grave piaga che avrà sicuramente contraccolpi pesanti sull’intera economia planetaria e sulla stabilità delle democrazie. Le cause: la fame, le guerre, le violenze, i soprusi, la carenza di acqua e di assistenza sanitaria che spingono folle crescenti a spostarsi verso Paesi che possano loro garantire un minimo di sopravvivenza. Siamo sempre al 13 agosto 2022, quando tanta gente si sollazza e si diverte per trascorrere un ferragosto di felicità. Ma la realtà dietro le quinte ci dice un’altra cosa: nei primi sette mesi del 2022 sono stati registrati circa 155.090 ingressi irregolari in Unione Europea, un aumento dell’86% rispetto allo stesso periodo del 2021. Sono rilevamenti effettuati da Frontex. A luglio gli Stati membri dell’Unione Europea hanno registrato circa 34.570 attraversamenti irregolari, il 63% in più rispetto allo stesso mese del 2021. Sulla rotta del Mediterraneo centrale Frontex ha registrato 42.549 attraversamenti irregolari ossia il 44% in più sui primi sette mesi del 2021, mentre a luglio sono stati segnalati 14.800 attraversamenti irregolari, il 60% in più.
L’avevo chiamato “Pianeta Guerra”, non più “Pianeta Terra” e la nuova denominazione mi pare pienamente azzeccata. Formosa, Medio Oriente, Africa, America Latina, ma soprattutto Ucraina, una evoluzione macabra che pare non finisca più. Stati Uniti, Onu, Russia, Turchia e l’Ucraina stessa parlano di pace e di fine delle ostilità, ma intanto in Ucraina continuano a massacrarsi, e più arrivano nuovi mezzi di distruzione più si inaspriscono gli scontri e la devastazione totale. Passato è Ferragosto e, dopo cinque giorni appena, si legge sulle fonti di informazione che il Pentagono, vuoi USA, ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina per l’ammontare di 775 milioni di Dollari, che include armamenti missilistici e sistemi di artiglieria di precisione. È previsto anche l’invio di sistemi di cannoni semoventi e obici compatibili con gli armamenti forniti dalla Gran Bretagna.
Non sono andato molto lontano nell’averlo voluto rinomare, il nostro, “Pianeta Guerra” in uno dei miei scritti: mentre infuriano scontri cruenti fra le milizie ucraine e le forze russe per una guerra di aggressione dagli esiti quanto mai incerti, ecco che si innesca un ennesimo focolaio di conflittualità. Lo comunicano le fonti di informazione del 22 luglio 2023, si tratta dell’Armenia il cui primo ministro, Pashinian, ha previsto la forte possibilità di una nuova guerra tra l’Armenia e l’Azerbaigian. Di mezzo ci starebbe il controllo dell’enclave del Nagorno-Karabakh, dove sarebbe in corso un vero e proprio genocidio per mano di Baku.
Orbene, mettiamo insieme i capitali sborsati da tutte le forze militari che inviano aiuti militari all’Ucraina e rendiamoci conto di quali cifre stiamo parlando: per costruire e mettere in azione ordigni di morte e di distruzione. Se questo è un uomo! Senza contare gli sprechi: stiamo avviandoci a grandi passi verso crisi energetiche, di produzione dei generi di sostentamento, di fruizione delle risorse idriche, di pazzie del clima che si prende gioco delle strutture difensive inventate dall’uomo, di spostamenti massicci di intere popolazioni in rapido aumento nella ricerca di condizioni minimali di sopravvivenza. Ci sono nel mondo centinaia di migliaia di persone che non hanno di che sfamarsi, che non dispongono di acqua potabile per le prime necessità, che non vedono medicinali e cure mediche, che non hanno accesso all’istruzione, che vivono nell’ingiustizia, nella sopraffazione, nello sfruttamento. Con quel denaro speso per costruire armi e per portare devastazione, quanto migliore si sarebbe potuto rendere la vita di chi non conosce altro che sofferenze e privazioni. Eppure il mondo va avanti su un’altra logica, quella che porterà all’autodistruzione della razza più intelligente che mai sia apparsa su questo straordinario Pianeta. Se questo è un uomo!
Immagine di Copertina tratta da Luce! – La Nazione.
