La Scuola per i bambini – 2 di 4 puntate

LA PREVENZIONE PRIMARIA

Progetto di Sperimentazione Educativa

Inizio della Sperimentazione: Settembre 1986

Conclusione: Giugno 1991


Sperimentatore: Mario  Bruno


Presentazione

La sperimentazione si rivolge a bambini in età prescolastica a partire da una fase molto precoce dello sviluppo. Si fa infatti cenno al campione di bambini attorno ad un anno di età. Alla data d’inizio del training educativo, alcuni di questi bambini possono avere appena 8-9 mesi di vita. È evidente, e psicologicamente di profondo interesse, che non a caso la scelta di due campioni, rispettivamente di un anno e di tre anni di età, si fonda su un presupposto psico-evolutivo che vede, attorno a questi due momenti, altrettante transizioni critiche e fondanti per tutta la storia attuale e successiva dell’individuo. Il concetto trainante che anima questo lavoro parte dal presupposto che le difficoltà di apprendimento scolastico possano essere scongiurate attraverso interventi educativi di prevenzione, prima che il tempo scorra a svantaggio di alcuni bambini non adeguatamente seguiti. Si lavora su quella che è considerata l’età d’oro del percorso evolutivo, allorquando, cioè, i bambini, per gioco, possono impadronirsi dei requisiti richiesti nei processi di apprendimento, allorquando, appunto, si verificano le migliori situazioni psicologiche per raggiungerne gli scopi.

Il lavoro prende le mosse da una constatazione: perché in alcuni bambini emergono difficoltà nell’approccio all’apprendimento scolastico? Che cosa succede quando, nonostante gli sforzi dell’insegnante, i risultati non arrivano? L’idea di fondo che anima questa sperimentazione poggia le proprie premesse sulla ricerca dei motivi che stanno alla base delle difficoltà di apprendimento. I cinque anni richiesti dalla realizzazione di questa iniziativa hanno portato, come documentazione finale, alla creazione di un dossier di circa 200 pagine su 12 capitoli, dove sono raccolti tutti i particolari del percorso sperimentale, sino alle verifiche finali, più altre 16 pagine contenenti i grafici esplicativi, a colori.

Si parte dunque da un

Problema

  1. Le difficoltà di apprendimento scolastico si presentano in percentuale preoccupante.
  2. Tali difficoltà vengono alla luce nel primo e nel secondo anno della alfabetizzazione primaria e tendono a persistere o ad aggravarsi entro l’arco dell’istruzione obbligatoria.
  3. Interventi riabilitativi mirati non sempre sortiscono i risultati attesi.

Impostazione generale della sperimentazione educativa

La ricerca si svolge in senso longitudinale per campioni di entità limitata e attraverso la comparazione periodica dei dati.

a) Soggetti.

Due gruppi: S1 (Gruppo Sperimentale), C1 (Gruppi di Controllo) omogenei fra loro ma eterogenei nel loro interno, composti ciascuno di 5 bambini attorno ai 12 mesi di età. Due altri gruppi (S2, C2) con le caratteristiche dei precedenti, ma verso il compimento del 3° anno di età.

I gruppi sperimentali (S1, S2) privilegiano la scelta di bambini viventi in ambiente culturalmente svantaggiato. Il campionamento comprende bambini sani, vale a dire non gravati da compromissioni di qualsivoglia genere. In questa categoria includiamo sia bambini inglobati in situazioni di svantaggio culturale sia bambini apparentemente esenti da contingenze simili, esposti pur sempre in varia misura ai rischi del disturbo di apprendimento, ma non portatori di insufficienza.

b) Strumenti di valutazione.

  • Per la valutazione iniziale (gruppi S1, C1): test di sviluppo e di comportamento, esami del comportamento motorio, percettivo, emotivo.
  • Per le valutazioni intermedie (tutti i gruppi): test Stanford Binet Forma LM.
  • Per la valutazione finale (prima elementare): prove “MT” di lettura, test della scrittura, test di maturazione logico-operatoria, test di valutazione dei prerequisiti logico-percettivi, prove per valutare il grado di concettualizzazione del linguaggio scritto, prove sulla capacità di comprendere il linguaggio scritto, prove sulla padronanza e sull’uso del linguaggio parlato, prove percettivo-motorie, psicomotorie, grafomotorie, test di organizzazione della personalità, questionari per la definizione della motivazione ad apprendere, per l’anamnesi familiare e per il profilo comportamentale. Tutti i test di valutazione intermedi e finali sono dissimili dagli item impiegati nel corso del “training” di stimolazione e riguardano, rispetto a questi ultimi, una situazione di transfert, allo scopo di eliminare al massimo l’effetto “addestramento”.

c) Procedure e mezzi.

I gruppi di controllo (C1, C2) vengono presi in esame nel corso delle valutazioni iniziali, intermedie e finali contemporaneamente ai gruppi sperimentali (S1, S2), espressamente per consentire la ricognizione dei dati e la successiva comparazione inter-gruppo. I gruppi S1 e S2, che comprendono bambini non fruitori di Scuola Materna, sono fatti oggetto di un programma di stimolazione precoce e di proposta integrale di opportunità educative. I gruppi C1 e C2 restano nel ruolo di oggetti di osservazione da parte dello sperimentatore, mentre continuano a ricevere le consuete cure educative in uso nell’ambito delle famiglie e/o della Scuola Materna.

d) Tempi.

Gli interventi sono programmati annualmente per il periodo compreso nell’arco di un normale anno scolastico e sono effettuati, in via previsionale, a scadenza settimanale, nel numero di 1, della durata di 45 minuti circa, per ogni famiglia con un bambino del gruppo S1; nel numero di 2, sempre della durata approssimativa di 45 minuti, per il gruppo S2 al completo.

Il tempo effettivo a favore dei bambini è contenuto nello spazio di 20-30 minuti, mentre per il tempo restante si effettua la consulenza ai genitori o si dà spazio a pause contingenti.

I soggetti del gruppo S1, a partire dall’età di 3 anni, saranno sottoposti al relativo training secondo le modalità previste e già applicate in precedenza al gruppo S2.

Complessivamente l’esperimento occupa un totale di 5-6 ore settimanali per quanto riguarda i primi due anni di conduzione; successivamente assume il ritmo proprio dei gruppi S2.

L’esperimento ha la durata di 5 anni per quanto concerne i gruppi S1 e C1, di 3 anni se riferito ai gruppi S2 e C2, in quanto l’intesa è quella di uno studio longitudinale sino al primo anno di frequenza della Scuola Elementare, con possibilità di espansione successiva in forma di controlli sistematici circa la elaborazione delle competenze in funzione dell’apprendimento.

Il programma di stimolazione plurisettoriale si conclude con l’inizio delle vacanze estive precedenti il primo anno dell’istruzione obbligatoria. A questo punto il gruppo S2 avrà goduto di un supplemento di stimolazione per la durata di 3 anni; il gruppo S1, invece, sarà stato oggetto di cure per 5 anni.

Inizio della sperimentazione: settembre 1986.  –  Gruppo S1: i bambini, che entro il 1986 compiono un anno, andranno a scuola nel settembre 1991, perché nati nel 1985, e termineranno la sperimentazione nel giugno 1991.  –  Gruppo S2: i bambini, che entro il 1986 compiono tre anni, andranno a scuola nel settembre 1989, perché nati nel 1983, e termineranno la sperimentazione nel giugno 1989.

Verifiche

Le valutazioni dei livelli di sviluppo vengono effettuate nel momento iniziale, vale a dire all’età di circa 12 mesi per i bambini del gruppo S1 e al 3° anno di età per i bambini del gruppo S2; vengono ripetute, con adeguati mezzi di rilevazione, a scadenze annuali, entro il mese di settembre, cioè ogni volta che maturano i successivi dodici mesi. Contemporaneamente, le medesime valutazioni iniziali e periodiche sono effettuare per i gruppi C1 e C2, al fine della comparazione dei dati.

A esaurimento del programma di stimolazione si prevedono due valutazioni finali: la prima durante i giorni iniziali di frequenza del primo anno di Scuola Elementare, per rendere possibile un rapporto comparativo circa la dotazione delle capacità di partenza fra i gruppi S e C; la seconda al termine del primo anno di Scuola Elementare allo scopo di rilevare i livelli di padronanza e profitto o eventuali presenze di disturbi di apprendimento, con finalità di controllo attorno alla attendibilità delle ipotesi di partenza.

Nella fattispecie la valutazione sarà chiaramente duplice e si effettuerà alla distanza relativa di due anni che corrispondono allo scarto di età fra i gruppi S1-C1 da una parte e i gruppi S2-C2 dall’altra. Questo nel tentativo di estrarre affidabilità dall’ipotesi relativa alla tempestività dell’intervento in prevenzione. Ulteriori verifiche potranno essere eventualmente estese ai successivi anni di frequenza scolastica, con scadenza annuale.

Le verifiche periodiche hanno la funzione aggiuntiva di rilevare la presenza di eventuali deficit settoriali che richiedano una flessibile modificazione temporanea della programmazione in relazione ai parametri di educabilità individuali e alla applicazione di opportuni feed-back educativi.

I grafici sopra rappresentati sono un esempio della copiosa serie di rilevazioni sulle osservazioni sistematiche rivolte ai gruppi di sperimentazione e di controllo.

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