Una trasvolata su vita e opere di rinomati Autori Latini
Per una conoscenza propedeutica al classicismo
AUTORI LATINI – SCHEMI
Parte IV di 11
Legenda:
n-m data di nascita-morte
isg inquadramento storico generale
op opere
tropp trama delle opere principali.
RETORICA
È un insieme dei precetti relativi all’arte del bello scrivere e dell’eloquenza.
A Roma la prima scuola di retorica latina fu aperta verso il 95 a.C. da Plozio Gallo.
Sotto l’impero, con il venir meno delle condizioni politiche favorevoli all’eloquenza, la retorica divenne un’attività puramente scolastica.
Il tentativo di Quintiliano (Institutio oratoria) di ritornare alla grande retorica di Cicerone non ebbe esiti.
IMPERATORI
Giulio-Claudi (27 a.C. – 68 d.C.)
Augusto 27 a.C. 14 d.C.
Tiberio 14 d.C. 37 d.C.
Caligola 37 41
Claudio 41 54
Nerone 54 68
Galba 68 69
Ottone 69
Vitellio 69
Flavi (prima dinastia: 69-96)
Vespasiano 69 79
Tito 79 81
Domiziano 81 96
Antonini (96-192)
Nerva 96 98
Traiano 98 117
Adriano 117 138
Antonino Pio 138 161
Marco Aurelio 161 180
Commodo 180 192
Pertinace 193
Didio Giuliano 193
Severi (193-305)
Settimio Severo 193 211
Caracalla 211 217
Macrino 217 218
Eliogabalo 218 222
Severo Alessandro 222 235
Massimino il Trace 235 238
Gordiano III 238 244
Filippo l’Arabo 244 249
Decio 249 251
Treboniano Gallo 251 253
Emiliano 253
Gallieno 253 268
Claudio II il Gotico 268 270
Quintillo 270
Auxeliano 270 275
Tacito 275 276
Floriano 276
Probo 276 282
Caro 282 283
Numeriano 283 284
Diocleziano 284 305
Galerio 305 311
Massenzio 306 312
Flavi (seconda dinastia: 306-395)
Costantino I il Grande 306 337
Costantino II il Giovane 337 340
Costanzo II 337 361
Giuliano l’Apostata 361 363
Gioviano 363 364
Valentiniano I 364 375
Valente 364 378
Graziano 375 383
Valentiniano II 375 392
Teodosio I il Grande 379 395
Imperatori d’Occidente
Onorio 395 423
Giovanni 423 425
Valentiniano III 425 455
Petronio Massimo 455
Avito 455 456
Maggiorano 457 461
Libio Severo 461 465
Antemio 467 472
Olibrio 472
Glicerio 473 474
Giulio Nepote 474 475
Romolo Augustolo 475 476
Nel 476 Odoacre depose Romolo Augustolo e rinviò a Costantinopoli le insegne imperiali: fu la fine del dominio di Roma sull’Occidente.
LETTERATURA
Si svolse nel corso di un millennio: dal V secolo a.C. al V secolo d.C.
1) Periodo delle origini ( fino al 241 a.C., fine della prima guerra punica): Appio Claudio Cieco.
2) Periodo arcaico (241-78 a.C., morte di Silla): Catone il Censore, gli Scipioni, Livio Andronico, Nevio, Ennio.
3) Periodo cesariano (78-44 a.C., morte di Cesare): Lucrezio, Catullo, Cesare, Cicerone, Cornelio Nepote, Sallustio.
4) Periodo augusteo (44 a.C. – 14 d.C., morte di Augusto): Virgilio, Orazio, Tito Livio, Vitruvio.
5) Periodo da Tiberio a Traiano (14-117 d.C., morte di Traiano): Lucano, Fedro, Giovenale, Marziale, Petronio, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane, Quintiliano, Seneca, Tacito.
6) Da Adriano alla caduta di Roma (117-476 d.C.): Apuleio, Svetonio, Frontone, Aulo Gallio, Ammiano Marcellino, Rutilio Namaziano, Claudio Claudiano.
LINGUA E LETTERATURA LATINA
PLAUTO
È il primo autore della letteratura latina di cui si hanno opere intere. Si dedicò a un unico genere letterario: la commedia (comica).
Sono scarse e incerte le notizie biografiche:
– nacque a Sàrsina (a quei tempi città dell’Umbria, oggi in Romagna) prima del 250 a.C. (tra il 254 e il 251;
– morì nel 184 a.C. (anno in cui Catone fu Censore);
– scrisse e portò sulle scene le sue commedie a partire dagli anni della II guerra punica (218- 201 a.C.).
LE COMMEDIE.
La fama di Plauto fu talmente grande che, 150 anni circa dopo la sua morte, Varrone contò ben 130 commedie che circolavano sotto il nome di Plauto. Varrone le giudicò così:
– 90 spùrie (non autentiche);
– 40 veramente di Plauto di cui 21 sulla cui autenticità tutti gli studiosi erano concordi.
In effetti quelle 21 commedie (dette Varroniane), sopravvissute grazie all’autorità del celebre filologo, continuarono a essere pubblicate, cioè trascritte in più copie e lette fino alla tarda antichità.
Oggi, comunque, si possiedono 20 e non 21 commedie (della Vidularia rimangono pochi frammenti).
Per ordine alfabetico e non cronologico:
1. AMPHITRỪO. Unica commedia latina di tema mitologico: Giove, innamorato di Alcmena, assume le sembianze di suo marito Anfitrione per unirsi con lei. La comicità nasce dagli equivoci causati dagli scambi di persona.
2. ASINARIA. “La commedia degli asini”: gli asini come valore (perché merce di scambio) in quanto dalla loro vendita un giovane, innamorato di una cortigiana, riesce a possederla grazie al denaro.
3. AULULARIA. “La commedia della pentola”: è una commedia molto importante in cui è raffigurato magistralmente il vecchio Euclione (il prototipo dell’avaro) al quale si ispirerà Molière. Euclione ha trovato una piccola pentola piena d’oro (aulula) e vive nel terrore che gli venga sottratta.
4. BACCHIDES. È la commedia del contrasto tra padri e figli non solo a livello economico, ma anche sentimentale; ciò rivela una dura realtà: a volte i figli, per liberarsi dell’autorità paterna, sperano che il padre muoia.
5. CAPTIVI. “I prigionieri”: È una commedia un po’ anomala, l’unica senza vicenda amorosa, più moraleggiante che comica, che esalta i buoni sentimenti. Un padre vuole ottenere la restituzione del figlio, prigioniero di guerra, scambiandolo con due nemici che ha comprato come schiavi.
6. CASÌNA. È la tipica commedia della beffa, caratterizzata da una comicità farsesca e licenziosa. Casìna è una giovane ragazza (che non compare mai sulla scena) dei cui favori vorrebbero godere sia un vecchio sia il figlio di lui.
7. CISTELLARIA. “La commedia della cestella”: una giovane destinata alla professione di cortigiana viene riconosciuta di condizione libera grazie ai ninnoli lasciati presso di lei da chi l’aveva “esposta” neonata e conservati in una cestella.
8. CURCULIO. “Pidocchio” (parassita del grano): un giovane, con l’aiuto di uno scaltro parassita che escogita una serie di inganni, riesce a sposare la ragazza di cui è innamorato.
9. EPIDICUS: trama complicatissima.
10. MENAECHMI. “I Menecmi”: è la commedia degli scambi che porta al ritrovamento di due gemelli separati, dopo una lunga e complicata serie di equivoci.
11. MILES GLORIOSUS. “Il soldato fanfarone”: è una delle più antiche, se non la più antica, commedie di Plauto. Un giovane riesce a sottrarre a un soldato la cortigiana di cui è innamorato.
12. MOSTELLARIA. “La commedia del fantasma”: un giovane che ha rubato il denaro del padre, al suo ritorno da un viaggio d’affari, riesce, con l’aiuto di un astuto servitore, a non fare entrare il padre nella sua casa facendogli credere che è abitata da un fantasma.
13. PERSA. “Il persiano”: ancora un giovane che ama una cortigiana e che la sottrae con l’inganno ad un lenòne (mercante di schiavi, favoreggiatore della prostituzione). Il giovane è un servo aiutato nell’impresa da un altro servo.
14. POENULUS (Pènulus). “Il piccolo cartaginese”: un giovane ama una ragazza rapita da bambina con la sorella e venduta ad un lenone. È lo schiavo del giovane che organizza una trappola giudiziaria ai danni del lenone.
15. PSEUDOLUS. “Il bugiardo”: un giovane ama una cortigiana che il lenone Ballione (tenutario di un bordello) ha promesso a un soldato dietro il versamento di una caparra. Sarà il servo del giovane, forbissimo e sfrontato, a risolvere la questione.
16. RUDENS. “La gomena” (fune di nave): è un pittoresco ritratto di ambiente marino in cui si svolgono le vicende di una ragazza, rapita quand’era bambina, imbarcata di nascosto da un lenone che prima l’aveva promessa ad un giovane innamorato di lei. È l’unica commedia che non si svolga in città.
17. STICHUS. “Stico” (nome di uno schiavo): è una commedia dall’intreccio molto semplice in cui il padre cerca di convincere due sorelle che hanno sposato due fratelli a lasciare i mariti.
18. TRINUMNUS. “Le tre monete”: si intrecciano le vicende di un giovane e di un vecchio che è stato incaricato dal padre del giovane di controllarlo affinché, durante la sua assenza, non dissipi tutto il patrimonio di famiglia.
19. TRUCULENTUS. “Il tanghero” (il violento): una scaltra cortigiana tiene legati a sé tre amanti facendo credere, a uno di essi, un soldato, di avere avuto un figlio da lui.
20. MERCATOR. “Il mercante”: un padre diventa rivale del figlio per la conquista di una bella cortigiana comperata dal figlio durante un viaggio di affari. Sarà il figlio ad avere la meglio.
Caratteristiche principali della commedia plautina.
Gli intrecci plautini sono quelli tipici della commedia nuova greca, a cui appartenevano i modelli utilizzati dal poeta latino:
- intrecci complicati ma anche ripetitivi;
- spesso il protagonista è il giovane innamorato;
- gli aiutanti del protagonista sono di solito il servo o il parassita;
- gli antagonisti sono, in genere, il padre, il lenone o il soldato;
- il finale è solitamente lieto (matrimonio o riconoscimento o riconciliazione.
Nelle sue commedie Plauto ebbe come modello il greco Menandro le cui trame erano organiche e coerenti, mentre Plauto curò soprattutto:
la comicità,
l’efficacia immediata di ogni scena.
Plauto puntò soprattutto sulle caricature dei personaggi per sfruttarne fino in fondo le loro potenzialità comiche: è soprattutto il servo il migliore e più riuscito dei suoi personaggi; scaltro, spavaldo e sfrontato, è il protagonista delle commedie più riuscite (è lo schiavo che generalmente trionfa sulla scena).
Inquadramento storico.
Censore: nome dei due magistrati romani incaricati di accertare il patrimonio e la condotta morale e civile dei singoli cittadini.
Cortigiana: donna di facili costumi.
Lenòne: procacciatore di amori illeciti; favoreggiatore della prostituzione; ruffiano.
Esàmetro: verso di 6 piedi dàttili e spondèi:
— U U dattilo (1 lunga e 2 brevi)
— — spondeo (2 lunghe)
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Immagine di Copertina tratta da Studentville.

