AUTORI LATINI – SCHEMI – Parte 2 di 11

Una trasvolata su vita e opere di rinomati Autori Latini
Per una conoscenza propedeutica al classicismo

AUTORI LATINI – SCHEMI

Parte II di 11

Legenda:
n-m                 data di nascita-morte
isg                   inquadramento storico generale
op                   opere
tropp              trama delle opere principali.

Decimo Giunio Giovenale

n-m

Aquino, Lazio, tra il 50 e il 60 d.C. (forse nel 67).

Morì dopo il 127.

isg

Rari cenni autobiografici.

Proviene da famiglia benestante. Buona educazione retorica.

All’attività poetica arrivò dopo la morte di Domiziano (96)

Seguitò a comporre sotto Adriano imperatore.

Dubbio il suo allontanamento da Roma, in Egitto, a causa di versi offensivi rivolti a un favorito dell’imperatore.

op

16 Satire, in 5 libri (3869 versi), fra il 100 e il 127.

tropp

Satira I: polemizza contro le declamazioni della moda e la loro fatuità. II: contro l’ipocrisia di chi nasconde il vizio sotto le apparenze della virtù. III: argomenta su Roma, dove la vita è diventata malsicura per gli onesti. IV: la questione del come cucinare il gigantesco rombo offerto in dono all’imperatore. V: la cena offerta dal ricco Virrone e l’umiliante condizione dei clienti convitati: VI: requisitoria contro l’immoralità e i vizi delle donne. VII: deplora la generale decadenza degli studi. VIII la nobiltà dell’ingegno e dei sentimenti. IX: le proteste dell’omosessuale Névolo per essere mal ricompensato. X: l’insensatezza delle tante brame umane. XI: la cena modesta contrapposta ai banchetti lussuosi. XII: contro i cacciatori di eredità. XIII: contro gli imbroglioni e i frodatori. XIV: l’educazione dei figli. XV: un episodio di cannibalismo in Egitto. XVI (incompleta): i privilegi della vita militare.

Giovenale trasforma profondamente il codice formale del genere satirico, recidendo il legame tradizionale con la commedia e accostando la satira alla tragedia. Il suo realismo ha una forte spinta deformante soprattutto nel tratteggiare figure e quadri di violenta crudezza che si scontra con l’indignazione del moralista.

Publio Cornelio Tacito

n-m

Terni o, più probabilmente, Gallia Narbonese, verso il 55 d.C., da famiglia di condizione equestre.

Morì probabilmente verso il 117.

isg

Studiò a Roma.

Nel 78 sposò la figlia di Gneo Giulio Agricola, statista e comandante militare.

Iniziò la carriera politica sotto Vespasiano e la proseguì sotto Tito e Domiziano.

Pretore nell’88, si allontanò, forse per un incarico in Gallia o in Germania.

Nel 97, sotto il regno di Nerva, fu consul suffectus (console nominato in sostituzione di altro, quasi supplente) e pronunciò l’elogio funebre al console Virginio Rufo.

Sotto il principato di Traiano sostenne, insieme all’amico Plinio il Giovane, l’accusa di corruzione dei provinciali d’Africa contro l’ex governatore Mario Prisco. Il processo si concluse nel 100 con la condanna di Prisco all’esilio.

Tacito fu quindi proconsole in Asia nel 112 o 113.

op

De vita Iulii Agricolae (la vita di Giulio Agricola), pubblicata nel 98.

De origine et situ Germanorum (la provenienza e il territorio dei Germani), 98.

Dialogus de oratoribus (dialogo sugli oratori), dopo il 100.

Historiae (storie), in 12 o 14 libri, fra il 100 e il 110.

Annales, in 16 o 18 libri.

tropp

Dialogus de oratoribus: si riallaccia alla tradizione dei dialoghi ciceroniani su argomenti filosofici e retorici; riferisce una discussione in difesa dell’eloquenza e della poesia, poi sul tema della decadenza dell’oratoria.

Historiae: la parte che ci è rimasta contiene la narrazione degli eventi degli anni 69-70, dal regno di Galba fino alla rivolta giudaica; viene affrontato un periodo cupo, sconvolto da varie guerre civili e concluso da una lunga tirannide: l’uccisione di Galba, la lotta fra Otone e Vitellio, quella fra Vitellio e Vespasiano, il sacco di Roma ad opera dei soldati flaviani, i tumulti contro Vespasiano in Gallia e in Germania. Lo stile narrativo delle Historiae ha un ritmo vario e veloce con il quale Tacito sa conferire efficacia drammatica alla propria narrazione suddividendo il racconto in singole scene.

Annales: i libri I-V seguono in parallelo le vicende interne ed esterne di Roma; i libri XI-XII narrano gli eventi degli anni 47-54, la seconda metà del principato di Claudio; nei libri XIII-XVI è narrato il regno di Nerone. Tacito mantiene la tesi della necessità del principato, mentre conferisce un colore uniforme e tetro all’intero quadro della vita umana sotto i Cesari. La storiografia tragica giuoca un ruolo di primo piano. Le tragedie di Tacito sono nutrite dalla riflessione pessimistica che ha radici importanti nella tradizione storiografica latina. Alla forte componente tragica della sua storiografia, Tacito assegna soprattutto la funzione di scavare nelle pieghe dei personaggi per sondarli in profondità e portarne alla luce, oltre alle passioni che li tendono, le ambiguità e i chiaroscuri. Lo stile degli Annales è per certi aspetti mutato rispetto a quello delle Historiae, per via di un’evoluzione che accentua il crescente allontanamento dalla norma e dalla convenzione.

Plinio il Giovane

n-m

Como, 61 o 62 d.C.

Morì probabilmente nel 113.

isg

Nome originale: Gaio Cecilio Secondo.

Alla morte del padre venne adottato da Plinio, suo zio materno, dal quale prese il nome.

A Roma studiò retorica sotto la guida di Quintiliano e di Nicete Sacerdote.

Intraprese la carriera forense, con successo, e il cursus honorum (corso degli onori).

Fu questore, tribuno della plebe, pretore.

Nel 98 fu praefectus aerarii Saturni (prefetto dell’erario di Saturno, simile a “ministro del tesoro”).

Nel 100, con l’amico Tacito, sostenne l’accusa contro Mario Prisco, proconsole d’Asia; in seguito, fu nominato consul suffectus (console sostituto).

Nel 111 Traiano lo nominò suo legato in Bitinia.

op

Panegyricus: ringraziamento a Traiano per la nomina a console, 100 d.C.

Epistulae, in 10 libri.

Nulla ci resta delle sue numerose opere poetiche e orazioni.

tropp

Panegyricus: Plinio enumera ed esalta le virtù dell’ottimo principe Traiamo che ha reintrodotto la libertà di parola e di pensiero. Nonostante il tono fondamentalmente ottimistico, l’opera lascia affiorare qua e là la preoccupazione che prìncipi “malvagi” possano nuovamente salire al potere, e che il senato possa tornare a soffrire quanto ha già sofferto sotto Domiziano. Plinio sembra anche rivendicare una funzione “pedagogica” nei confronti del principe.

Epistole:Lo stile dell’epistolario di Plinio ricerca la grazia e l’eleganza; il modello prediletto è Cicerone da cui Plinio desume il gusto per il fraseggio limpido, l’architettura armonica del periodo, gli schemi ritmici ricorrenti. Le lettere di Plinio sono una serie di brevi saggi di cronaca sulla vita mondana, intellettuale e civile.

Gaio Svetonio Tranquillo

n-m

Nato poco dopo il 70, non si sa dove.

Non si conosce la data di morte, avvenuta dopo il 122.

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Proveniente da famiglia di rango equestre di modesta condizione.

Svolse attività forense. Sotto la protezione di Plinio il Giovane e di Settimio Claro entrò a corte in qualità di funzionario.

Traiano lo prepose alla cura delle biblioteche pubbliche.

Sotto Adriano (117-138) fu addetto all’archivio imperiale e alla corrispondenza dello stesso principe.

La sua brillante carriera si interruppe bruscamente nel 122: caduto in disgrazia, fu destituito e allontanato da corte, dopo di che si perdono le sue tracce.

op

Prata o Pratum, opera di carattere enciclopedico.

De viris illustribus (uomini illustri), raccolta di biografie di letterati suddivisa per “generi” (poeti, oratori, filosofi, ecc.): ne resta una sola sezione De grammaticis et rhetoribus (i grammatici e i rètori).

De vita Caesarum (la vita dei Cesari), raccolta di 12 biografie da Giulio Cesare a Domiziano, in 8 libri.

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De vita Caesarum: inizia con notizie relative a famiglia, luogo, data e circostanze attinenti alla nascita del principe, sino al suo avvento al potere; segue una descrizione sincronica dei vari aspetti della personalità dell’imperatore; infine riprende l’ordine cronologico sino alla morte e alle onoranze funebri.

De viris illustribus: è tracciato lo stesso schema biografico della tradizione greca che a Roma era stata seguita da Varrone (Imagines) e da Cornelio Nepote (De viris illustribus): brevi informazioni su origini e luogo di nascita, sull’insegnamento esercitato, sugli interessi principali, sulle opere composte, sui tratti di carattere.

Apuleio

n-m

Madaura (Algeria, oggi Mdaurush), verso il 125.

Morì non prima del 170.

isg

Ci è ignoto il suo praenomen (prenomen = nome della stirpe o gente).

Fu di estrazione agiata, studiò a Cartagine, ad Atene, probabilmente a Roma.

Viaggiò più volte in Oriente dove tenne conferenze di successo. Fu in Africa. Viaggiando verso Alessandria si fermò ad Oea (oggi Tripoli) verso il 155-156, dove incontrò il compagno di studi Ponziano del quale finì per sposare la madre, ricca e vedova, Pudentilla. I parenti di Pudentilla lo accusarono di magìa: vi fu un processo a Sabratha, nel 158; venne assolto.

Trascorse gli ultimi anni a Cartagine, come oratore apprezzato.

op

Metamorphoseon libri (metamorfosi), romanzo in 11 libri, noto anche come Asinus aureus (l’asino d’oro).

Apologia o De magia.

La Flòrida (selezione di fiori), raccolta di 23 brani oratori.

De Platone et eius dogmate (Platone e i suoi princìpi filosofici), in 2 libri.

De deo Socratis (il dio di Socrate) e De mundo (il mondo).

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Apuleio era una figura complessa di oratore, scienziato e filosofo. Era imbevuto di cultura popolare, di dottrine scolastiche e accademiche, ma anche di dottrine più umili (fisiognomica) o dell’arte di interpretare i sogni. Numerose sono le sue opere filosofiche.

De deo Socratis: si esaminano i mondi separati degli uomini e degli dei, la posizione dei dèmoni nella gerarchia degli esseri razionali, il significato della voce interiore che costringe il filosofo a proseguire nella ricerca del vero.

L’Apologia e i Flòrida: raccolta di brani oratori su temi diversi, tratti da conferenze tenute da Apuleio in Africa, dopo il suo ritorno a Cartagine. Apologia è un’orazione giudiziaria sul processo intentato ad Apuleio per impedirgli l’accesso futuro all’eredità della moglie.

Metamorfosi: Il giovane Lucio, spinto dalla curiosità, va a incappare nelle trame di sortilegi che animano la città di Hypata in Tessaglia. Assiste alla trasformazione di una donna in gufo. Vuole provarci pure lui, ma, per un errore di scelta dell’unguento, diventa asino e seguirà una intricata serie di peripezie con il tentativo di scoprire dove si trovino certe rose che, una volta mangiate, lo libereranno dal sortilegio.

La lettura di Lucio rivela l’intenzione di una narrativa di puro intrattenimento; Nelle Metamorfosi, tuttavia, l’intera vicenda assume i caratteri del racconto esemplare.

Grande conoscitore di letteratura, Apuleio sembra avere a disposizione una sorta di lessico letterario specializzato, come se conoscesse dei formulari ai quali fa volentieri ricorso. Alla qualità altamente retorica del lessico fa riscontro il carattere della struttura del periodo e della frase, che conferisce al discorso un andamento particolarissimo, teso a sfaccettare il concetto sino ai limiti del possibile.

Immagine di Copertina tratta da La Nota Del Traduttore.

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