CAMBIARE  SE  STESSI. Strategie per risolvere i problemi personali

Analisi e studio su
Michael J. Mahoney

CAMBIARE SE STESSI
Strategie per risolvere i problemi personali

Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1985
(orig.: New York, 1979)

In questo volume l’Autore ha cercato di trasporre alcune delle conoscenze di base della moderna teoria del comportamento in specifiche strategie d’attuazione pratica al fine di risolvere i problemi personali della vita di ogni giorno.

La tesi di base è relativamente semplice, ed è che ciascuno di noi partecipa attivamente alla creazione dei propri dilemmi personali.

I princìpi e le strategie qui esaminati sono pertanto intesi ad aiutare il lettore a massimizzare il proprio controllo sui propri problemi personali.

In contrapposizione a popolari preconcetti riguardo all’ereditarietà, le teorie e ricerche più aggiornate indicano che l’adattamento individuale è funzione soprattutto di ‘capacità’ acquisibili.

Problemi personali e loro risoluzione

I problemi personali costituiscono un’esperienza comune e inevitabile, dovuta in parte al fatto che gli esseri umani hanno la capacità di avvertire le esigenze del mondo che li circonda, e in parte al fatto che queste esigenze sono in continuo mutamento.

L’ipotesi di base dalla quale si parte in questo volume è che i problemi personali sono qualcosa di inevitabile. Nessuno può sfuggirvi totalmente, ma ciascuno di noi può imparare alcune capacità che lo aiuteranno a minimizzare la minaccia che essi portano alla nostra possibilità di vivere un’esistenza piena e soddisfacente.

Più recenti analisi del comportamento umano hanno dato molta più importanza alla ‘capacità’ che alla forza di volontà. Ora siamo convinti che la persona è in grado di compiere spettacolari cambiamenti nella propria vita, specialmente se abbandona la vecchia idea di essere sospinta e guidata da immutabili tratti caratteriali.

Un problema è sempre costituito dall’avvertire una discrepanza tra come le cose sono e il modo in cui vorremmo che fossero.

Un ‘problema’ non è mai dato da una situazione o da una persona, quanto piuttosto da una sensazione – e più esattamente da una sensazione di discrepanza.

La causa di un problema è sempre la causa della discrepanza. È tutto ciò che si frappone tra la situazione attuale e la situazione desiderata.

È molto importante notare a questo punto che la causa di un problema è sempre una cosa attuale.

La causa di un problema è sempre:

  • una situazione,
  • un modello di comportamento,
  • un modo di pensare.

In molti casi è una combinazione di questi tre fattori.

Spesso vi è più di una causa frapposta a un problema. Spesso noi stessi contribuiamo a creare i nostri problemi. Tutti i problemi (cioè, sensazioni di insoddisfazione) sono causati dal modo in cui sono le cose oppure da come vorremmo che fossero (o da tutte e due).

Le nostre reazioni agli avvenimenti della vita dipendono parzialmente da come noi li vediamo.

Poiché le cause di un problema sono situazioni, schemi di comportamento e modelli di pensiero, non deve sorprendere che le soluzioni efficaci di un problema siano quelle che cambiano la situazione, lo schema di comportamento o il modello di pensiero relativi.

Vi è un’importante differenza tra un problema, la sua causa e la sua soluzione. Un problema è sempre costituito da una sensazione. Più in particolare, è una sensazione di discrepanza tra il modo in cui le cose sono e il modo in cui vorremmo che fossero. La causa di un problema è sempre la causa di questa discrepanza, ed è sempre una cosa attuale. Molti problemi hanno più di una causa e queste cause tendono a essere: situazioni, schemi di comportamento e/o modelli di pensiero. Il modo in cui noi agiamo e pensiamo spesso contribuisce alle nostre difficoltà.

Quando si tratta di trovare una soluzione per i nostri problemi si tratta sempre di elaborare una strategia per cambiare la nostra situazione, il nostro comportamento o i nostri modelli di pensiero.

La risoluzione di un problema comporta una serie di fasi che sono comuni a tutti i casi di risoluzione di un problema. Queste sette fasi costituiscono la strategia di base della ricerca scientifica, costituiscono il paradigma stesso della scienza:

  1. Individuazione dell’ambito generale del problema
  2. Raccolta di informazioni
  3. Identificazione delle possibili cause
  4. Esame delle possibili soluzioni
  5. Soluzione e sperimentazione in campo ristretto
  6. Confronto dei progressi compiuti
  7. Estensione, riformulazione o sostituzione della soluzione.

Princìpi della strategia di risoluzione dei problemi personali

Se pensate che la vostra attuale mancanza di fiducia derivi dal fatto che nell’infanzia siete stati maltrattati, potete anche avere in parte ragione. Tali esperienze possono infatti provocare certi schemi di pensiero, sensazioni e comportamenti protratti nel tempo. Le vostre sensazioni attuali, tuttavia, sono causate dalle vostre convinzioni e dai vostri schemi di comportamento ‘attuali’. Benché possano avere radici in un remoto passato, queste convinzioni e schemi di comportamento stanno avendo un effetto nel presente, ed è nel presente che dovete affrontarli. Non potete certo tornare indietro a cambiare la vostra infanzia. Quello che potete fare, però, è osservare da vicino alcune delle convinzioni e degli schemi di comportamento attuali e potete provare a mettere in atto delle strategie che li modifichino.

Le soluzioni di un problema sono rappresentate da quelle strategie capaci di ridurre in modo efficace la discrepanza che viene avvertita tra il modo in cui le cose sono e quello in cui vorremmo che fossero.

La tesi avanzata in questo volume può esprimersi sostanzialmente in questi termini: il modo di considerare noi stessi e il nostro problema ha una significativa influenza sul nostro modo di sentire e di agire al riguardo.

Nella quarta fase dell’alterazione di un modo di pensare si ‘mettono alla prova’ effettivamente queste convinzioni alternative, comportandosi come se fossero vere.

I più diffusi metodi attuali per alterare un modo di pensare comportano una sequenza in quattro fasi. Innanzitutto, per cambiare le vostre convinzioni è spesso molto utile sapere quali sono.

La fase due della sequenza è molto diretta: dopo aver identificato le vostre più importanti convinzioni valutatele criticamente.

Una volta iniziato a valutare criticamente il vostro modo di pensare potete passare alla terza fase del progetto: cercate di pensare a un modo alternativo di vedere voi stessi e il mondo. In molti casi di alterazione di un modo di pensare si passa da convinzioni assolute a convinzioni più relativizzate e rispondenti alla realtà. Potrete per esempio scoprire che ciò che prima consideravate ‘terribile’ ora è solo ‘spiacevole’, che ciò che vi sembrava ‘tragico’ è solo ‘deludente’ e che ciò che consideravate avvenire ‘sempre’, avviene solo ‘di tanto in tanto’.

Immagine di Copertina tratta da Heritage Project.

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