Libri da leggere – L’EGITTO DEI GRANDI FARAONI

Analisi e studio su
Christian Jacq
(egittologo, saggista e romanziere)

L’EGITTO DEI GRANDI FARAONI

A. Mondadori, Milano 1998

Introduzione

Vi furono 350 faraoni. L’Egitto è figlio del sole. È la forma visibile del dio Ra.

I faraoni celebrarono la sopravvivenza eterna.

Il 1798 fu l’anno della spedizione in Egitto.

Jean-François Champollion interpreta la Stele di Rosetta scritta in tre lingue: greco, demotico, geroglifico.

Manetone, sacerdote egizio del III secolo a.C., scrisse in greco una storia dell’Egitto.

La Stele di Palermo è un repertorio dei più antichi faraoni.

Ogni regno costituisce una sorta di era indipendente che inizia con l’anno 1 del faraone. Il calendario era formato da un anno di 360 giorni, suddiviso in 12 mesi di 30 giorni e in tre stagioni. A questo anno solare si facevano aggiustamenti periodici.

Gli egizi avevano messo in rapporto tre fenomeni: la levata eliaca di Sirio, il primo giorno dell’inondazione, il primo giorno dell’anno. Il sorgere di Sirio e il primo giorno dell’anno civile vennero a coincidere nel 139 d.C.

La storia della civiltà egizia comprende tre ‘regni’. Il destino storico dell’antico Egitto si apre con il Periodo Tinita (due dinastie, 2950-2640 a.C.):

  1. Antico Regno (III-VI dinastia, 2640-2160 a.C.).
  2. Primo periodo intermedio (VI-XI dinastia, 2160-2134 a.C.). Medio Regno (XI-XII dinastia, 2134-1785 a.C.).
  3. Secondo periodo intermedio (XIII-XVII dinastia, 1785-1551 a.C.). Nuovo Regno (XVIII-XX dinastia, 1552-1070 a.C.). Epoca Tarda o Terzo periodo intermedio (XXI dinastia, 1070-343 a.C.).

Per l’Egitto, all’origine di tutto c’è il mito. Ciò che importa, per i faraoni, è celebrare la storia del loro popolo come una festa, una comunione con la natura e con gli dei.

Ciò che interessa ai re è la sottomissione del nemico, simbolo del caos, al re, simbolo dell’ordine cosmico. L’essenziale era mantenere l’ideale di armonia. La religione egizia non è una dottrina paragonabile al cattolicesimo o all’Islam. Non ha credo né dogmi, ma si basa su miti, simboli e riti. I sacerdoti si considerano saggi che conservano la vita manipolando l’energia divina.

Gli egizi amavano le feste, in cui il sacro si accompagnava a manifestazioni di gioia. Ciò che si celebrava non era l’individuo, ma il principio.

Il termine ‘faraone’ significa ‘grande dimora’. Il nome dei primi faraoni era inscritto in un rettangolo, simbolo del palazzo reale, e sormontato dal dio falco Horo, protettore della regalità. I grandi non si inchinavano davanti al faraone, ma al principio divino che egli incarnava.

Il re Scorpione e gli albori di una civiltà.

Nella valle del Nilo il grano fu coltivato fra il 4600 e il 4200 a.C. Il Nilo terminò di scavare la sua valle molto probabilmente attorno al 4000 a.C. Fu questo un evento importante. Il paesaggio si stabilizzò. L’uomo prese realmente possesso del territorio e cominciò a trasformarlo a suo vantaggio. Nasceva così l’Egitto.

La sponda occidentale del Nilo era sede delle necropoli. In giugno il Nilo comincia gradatamente a salire. In luglio le sue acque diventano fangose, assumendo un colore rosso bruno, dovuto a materiali in sospensione provenienti dall’Etiopia. La piena inizia in maggio-giugno ai Tropici e arriva in Egitto soltanto in estate. In luglio il fiume straripa. Quando si ritira, in ottobre, la semina risulta alquanto agevole. Era possibile ottenere fino a tre raccolti all’anno, con un sistema di irrigazione. E proprio qui interviene il faraone. L’irrigazione, la costruzione dei canali e la loro manutenzione devono essere organizzati dal sovrano per risultare efficaci. Le scene incise sulla mazza di Ieracompoli provano come il re Scorpione, che regnava soltanto sull’Alto Egitto, avesse già chiaramente avvertito l’importanza del controllo e dello sfruttamento della piena del Nilo.

Per l’Egitto il mondo è circondato da un grande oceano circolare, una delle forme del Nun, l’energia da cui tutto proviene. Sopra la terra c’è un cielo sostenuto da quattro pilastri e il punto di riferimento per l’orientamento è il sud. Lo spirito del Nilo, invece, viene chiamato Hapy, genio androgino che nasce in una caverna vicino ad Assuan e dispensatore di vita.

Menes e la nascita della nazione.

Menes è ‘colui che resta’, ‘colui che è presente’, ‘colui che perdura’. Menes è quindi il faraone ‘duraturo’, la radice immortale da cui nascerà l’immenso albero delle dinastie.

Gioser il Magnifico.

Gioser regna su un Egitto unito. Alla persona di Gioser si collega l’idea stessa di pace. Il suo regno fu dedicato alla costruzione del suo immenso complesso funerario di Saqqara (la piramide a gradini).

Snefru il Costruttore.

Snefru fu il buon re, il monarca generoso.

Cheope, Chefren, Micerino e le Piramidi di Giza.

La posizione geografica della grande piramide è singolare. Il meridiano su cui sorge non solo è quello che fra tutti corre per un numero maggiore di chilometri, ma che divide anche la distesa che attraversa in due parti uguali. La sorprendente precisione dell’orientamento è il risultato di un calcolo scientifico. L’armonizzazione del monumento con il nord geografico, l’orientamento delle quattro facce rispetto ai punti cardinali, calcolato praticamente senza errori, testimoniano l’esistenza di una comunità di studiosi. Le conoscenze astronomiche erano intimamente legate alla mitologia che cercava di stabilire rapporti fra le divinità e gli astri.

Certi blocchi enormi provengono da Assuan, 800 km a sud di Giza. Si dovettero costruire imbarcazioni robuste e di grandi dimensioni per trasportare questi blocchi, alcuni dei quali pesano più di 40 tonnellate.

Forse esiste ancora qualcuno che conosce i procedimenti di perforazione e di sollevamento adottati in quei cantieri egizi, tuttavia finora non si è riusciti a spiegarli. La strabiliante precisione con cui sono accostati i blocchi testimonia un’abilità tecnica perfetta. La piramide si presenta come una delle più perfette espressioni della divina proporzione, chiave dell’armonia vivente, e sarebbe necessario un libro intero per illustrare il simbolismo geometrico sviluppato in tal modo nella pietra.

Certi blocchi, i più imponenti di tutta l’architettura egizia, sono di dimensioni esagerate, alcuni superano addirittura le 150 tonnellate. Il tempio alto di Chefren doveva essere enorme, a giudicare dalle scarse vestigia, fra cui un blocco di 425 tonnellate.

L’ordinamento della società è molto elastico, non conosce barriere invalicabili. Nell’Egitto dell’Antico Regno gli dei vivono sulla terra e hanno bisogno di una dimora: il tempio. Il faraone, quindi, costruisce loro un santuario e lo arricchisce affinché essi, a loro volta, rendano l’Egitto più florido. L’Antico Regno ha il culto del lavoro e della costruzione. L’Antico Regno non cerca di conquistare territori stranieri, ma si accontenta di mantenere l’ordine nelle sue zone di influenza.

Durante l’Antico Regno, Menfi rimane la capitale e la grande città per antonomasia. Eliopoli è la capitale teologica del paese. Più tardi Tebe diventerà la prima città dell’Egitto.

I capi delle province, i nomarchi, governano un nomo. Se le scene di vita quotidiana hanno mantenuto tutta la loro freschezza, se sono immortali, è perché già all’origine erano ancorate all’eternità per volontà degli stessi egizi. Regolando la loro esistenza sui ritmi del cosmo, essi se ne impregnavano in maniera naturale e li riproducevano nella loro arte con una spontaneità non priva di una rigorosa scienza del disegno e della geometria. Ciò che i geni artistici dell’Antico Regno ci hanno trasmesso è infatti la vita nella sua eternità.

La dea Hathor era la protettrice dell’amore e dell’ebbrezza. Aton è un dio d’amore e di luce che si incarna nel disco solare i cui raggi creatori terminano con mani che donano la vita. Atum è il grande creatore dell’origine. Seth era il dio della potenza vitale diffusa nel cosmo. Altre divinità: Osiride, sua moglie Iside e suo figlio Horo; Amon di Tebe; Ptah di Menfi; Ra-Harakhte di Eliopoli.

Sul corpo delle mummie faraoniche erano deposti amuleti apotropaici (oggetti magici atti a neutralizzare le influenze malefiche). I tesori funerari avevano un unico scopo: la rinascita dell’essere.

Nefertari fu sposa di Ramses II. A lei Ramses II offre in regalo il tempio fatto costruire ad Abu Simbel.

Richiami biblici: Ramses II, circondato dai nemici in battaglia, sulla soglia della morte, prega: “Amon, padre mio, perché il padre ha abbandonato suo figlio?”.  –  Iside nascose fra le piante di papiro il figlio per proteggerlo dalla furia di Seth.


Immagine di Copertina tratta da IOT Viaggi.

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