STORIA  DELLA  FILOSOFIA – Parte 5 di 6

Marx

1818-1883. Hegel parte dall’Idea e giustifica tutta la realtà post factum. Marx parte dall’uomo e vuole trasformare la realtà. Scritti: Critica della filosofia del diritto di Hegel; Ideologia tedesca; La miseria della filosofia; Critica dell’economia politica; Il Capitale.

L’uomo e il lavoro: Parte dalla rivendicazione (di Feuerbach) della realtà totale dell’uomo (spiritualità e materia). Inserisce nel nuovo materialismo la realtà dei rapporti sociali: non basta interpretare il mondo; bisogna trasformarlo (azione rivoluzionaria). La realtà vera dell’uomo non sta nella sua interiorità, ma nel suo lavoro nel senso di rapporto che è l’unica manifestazione della libertà umana che si presenta condizionata al momento storico.

Il materialismo storico: Hegel aveva posto come unico soggetto della storia la Coscienza infinita che per Marx è una semplice astrazione; nella storia ci sono solo uomini, enti sociali, condizionati dai rapporti di lavoro e di produzione in una struttura economica sociale. L’elemento determinante della storia è la struttura economica della società (l’insieme dei rapporti di produzione). Soprastruttura sono le forme del diritto e dello stato, la morale, la religione, la metafisica e tutte le ideologie o manifestazioni dello spirito: tutte forme che non hanno storia né sviluppo. La molla della storia è il rapporto tra le forze produttive e i rapporti di produzione, che sfocia nella rivoluzione sociale, allorquando le forze produttrici entrano in contrasto con i rapporti di proprietà che costituiscono la struttura sociale esistente. La società capitalistica, fondata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, si avvia al punto critico per il mutamento della struttura economica.

La dottrina economica: Lo sviluppo delle forze economiche deve portare al dissolvimento della società capitalistica, alla sua espropriazione e all’avvento della società senza classi. Marx fece sue le principali formulazioni di Malthus (l’indigenza delle masse a causa della fame, delle malattie, delle privazioni) e di Ricardo (antagonismo tra profitto dell’imprenditore e salario operaio); si avvale della teoria del valore di Adamo Smith (il valore di una merce è il lavoro che essa è costata) per mostrare l’illegittimità del profitto capitalistico. Il capitalista non corrisponde al salariato l’intero prodotto del suo lavoro, per cui gli rimane il plus-valore che è il suo profitto e genera l’accumulazione capitalistica (il capitale si appropria del prodotto del lavoro salariato). La legge dell’accumulazione capitalistica e la legge dell’immiserimento progressivo del proletariato provocheranno la distruzione della società capitalistica: la classe proletaria procederà allo spossessamento violento dei monopolisti superstiti e all’instaurazione di una dittatura del proletariato, verso una società costituita da liberi ordinamenti comunitari. Marx critica il comunismo utopistico di Fourier e Proudhon; critica anche il riformismo che è un tentativo di sfuggire alla legge dialettica della storia.

Comunismo e disalienazione: Solo dallo sviluppo della struttura economica Marx si attende l’avvento del comunismo, cioè di una società senza classi. Il comunismo sopprimerà l’opposizione tra la natura e l’uomo e tra uomo e uomo, opposizione che è la vera alienazione. Si muovono nell’alienazione le ideologie che non considerano l’uomo reale che ha bisogni e lavora per soddisfarli, ma li scindono fra il cielo e la terra. Il comunismo è la soppressione della proprietà privata quale alienazione dell’uomo, è la soluzione del conflitto tra essenza ed esistenza, tra libertà e necessità. L’alienazione non è un momento dell’Autocoscienza, ma una situazione storica.

La dialettica: non è ideale (Hegel), ma reale e si realizza nel passaggio dalla società capitalistica alla società comunistica. Per Marx, la dialettica di Hegel è capovolta. La dialettica è critica e rivoluzione per essenza.

Positivismo

È il romanticismo della scienza. La scienza si esalta, si pone come l’unica manifestazione legittima dell’Infinito, caricandosi di un significato religioso. Il Positivismo si presenta come l’infinitizzazione della scienza; accompagna e stimola la nascita e l’affermazione dell’organizzazione tecnico-industriale della società: esaltazione ottimistica; rigetta ogni garanzia soprannaturale e pone l’infinito nella scienza. Ci sono due indirizzi: 1) Positivismo sociale: costituire la scienza a fondamento di un nuovo ordine morale, sociale e religioso (Saint-Simon, Comte) – 2) Positivismo evoluzionistico: ha carattere teoretico e metafisico: costituire una visione del mondo sul fondamento del concetto di evoluzione.

Il Positivismo utilitaristico: è la prima manifestazione del Positivismo in Inghilterra; è un Positivismo sociale. Bentham, Giacomo Mill, Giovanni Stuart Mill (1806-1873). Il positivismo di Comte è un razionalismo radicale; quello di S. Mill è un empirismo non meno radicale.

Il Positivismo sociale in Italia: Carlo Cattaneo (1801-1869): interesse rivolto al mondo sociale e storico; scarse connessioni con i sistemi di positivismo sociale francese e inglese.

Il Positivismo evoluzionistico: Considera l’evoluzione come il fatto fondamentale della natura e della storia. Il concetto di evoluzione è ottimistico (= progresso). Lamarch (1744-1829) vedeva negli esseri viventi una tendenza all’evoluzione biologica (adattamento della specie). Darwin (1799-1822): sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale; spiega l’evoluzione naturale per mezzo di due leggi fondamentali: la legge di variazione (mutazioni genetiche) e quella di selezione naturale. La teoria generale dell’evoluzione si affermava soprattutto per opera di Erbert Spencer (1820-1903).

Il materialismo: Lo sviluppo del Positivismo in senso materialistico si ebbe soprattutto in Germania. Nel Positivismo evoluzionistico culmina la concezione meccanica del mondo, la quale esige che tutti i fenomeni siano spiegati in termini di materia, di forza e di leggi necessarie, perché da queste derivano tutti gli altri aspetti della realtà: la vita biologica, la vita psichica, la vita sociale. Haeckel esprimeva (1868) la legge biogenetica fondamentale: l’ontogenesi ripete la filogenesi. Cesare Lombroso (1836-1909): antropologia criminale; i criminali delinquono per tendenze malvagie.

Il Positivismo spiritualistico: Si propone di adattare il concetto evolutivo della realtà alle esigenze morali e religiose tradizionali. Wundt (1832-1920): ricerche di psicologia sperimentale, di sociologia.

Ardigò: (1829-1920) Il positivismo evoluzionistico è una metafisica del fatto, capace di penetrare progressivamente la natura della realtà. Tutta l’attività spirituale umana è prodotta dal cervello ed ha la sua stessa durata.

Comte

(1798-1857) Fondatore del Positivismo; prende le mosse dalla filosofia di Saint-Simon. Scoprì la legge dei tre stati, per la quale ciascuna branca della conoscenza umana passa per tre stati differenti: 1) lo stato teologico o fittizio: si spiegano i fatti con le divinità; corrisponde all’infanzia dell’umanità – 2) lo stato metafisico o astratto: la divinità è sostituita da forze astratte; è l’epoca dell’individualismo e dell’egoismo; corrisponde all’adolescenza dell’umanità – 3) lo stato positivo o scientifico: lo spirito umano si applica a scoprire le leggi dei fenomeni; corrisponde alla maturità. Ognuno è teologo nella sua infanzia, metafisico nella sua giovinezza, fisico nella sua virilità. Le tre filosofie (teologica, metafisica, positiva) continuano a coesistere causando la crisi dell’organizzazione sociale. Per porre fine alla crisi deve trionfare la filosofia positiva attraverso un ordinamento gerarchico delle scienze mediante un’enciclopedia delle scienze; si considerano cinque scienze fondamentali: astronomia, fisica, chimica, biologia, sociologia (o fisica sociale): questa si divide in statica sociale e dinamica sociale. Come già Bacone e Cartesio, Comte concepisce la scienza come diretta a stabilire il dominio dell’uomo sulla natura. Scopo della scienza è la formulazione delle leggi che permettano le previsioni. Scienza > previsione > azione. La dottrina di Comte è piuttosto un razionalismo che un empirismo. La previsione consente all’uomo di servirsi dei fatti, di volgerli a proprio vantaggio per dominarli. Comte mira alla costruzione di una società nuova, la sociocrazia. Pensa a una religiosità fondata sulla scienza e fondandola sul concetto di Umanità (il Grande Essere, la tradizione storica divinizzata). Immagina una trinità positivistica: il Grande Essere (l’Umanità), il Grande Feticcio (la Terra), il Grande Mezzo (lo Spazio). Nella morale fu sostenitore dell’altruismo.

Nietzsche

(1844-1900) La sua dottrina si connette a indirizzi diversi: l’evoluzionismo darwiniano, lo storicismo, la filosofia della vita e dell’azione. Si oppone a ogni spiritualismo e idealismo. Scritti: Così parlò Zaratustra, Volontà di potenza.

L’accettazione della vita: La vita è dolore, lotta, distruzione, crudeltà, incertezza, errore (Schopenhauer): la soluzione è l’accettazione totale ed entusiastica della vita (Diòniso: affermazione orgiastica della vita). Sono virtù tutti gli atteggiamenti che dicono sì alla vita e al mondo (inversione dei valori). Contro le negazioni dell’ascetismo, Nietzsche afferma il valore di ciò che è terrestre, corporeo, anti-spirituale.

L’eterno ritorno: Il mondo non è razionale; la sua condizione è il caos; ha in sé una necessità, quella di riaffermarsi, di ritornare eternamente su se stesso, ripetendo lo stesso ciclo. L’eterno ritorno è l’accettazione dionisiaca che il mondo fa di se stesso. Nietzsche pone la grandezza dell’uomo nell’amor fati che libera l’uomo dalla servitù del passato: il passato è stato così perché così io volevo che fosse.

Il superuomo: L’uomo è un semplice punto di passaggio verso un essere più alto: il superuomo è il senso della terra ed è l’espressione e l’incarnazione della volontà di potenza. Il superuomo deve rinunciare a tutto ciò che gli altri pregiano; la sua massima fondamentale è: divieni ciò che sei, nel senso della massima differenziazione dagli altri. Il superuomo è il filosofo dell’avvenire. I veri filosofi saranno legislatori e dominatori. Nietzsche vuole trasferire nell’uomo l’infinità e la pienezza della vita; ma ciò è impossibile poiché la vita stessa, come distruzione e male, è finita. Il superuomo vuole abolire i limiti che sono propri della vita e dell’uomo: negazione dell’umiltà, del sacrificio, della solidarietà tra gli uomini.

Bergson

(1859-1941) Esprime lo spiritualismo francese. Scritti: Le due sorgenti della morale e della religione; Evoluzione creatrice.

La durata reale: La dottrina della durata reale è il fondamento di tutta la filosofia di Bergson. La durata reale è il dato della coscienza riconosciuta nella sua semplicità originaria: è una corrente continua che muta senza tregua e provoca la successione degli stati di coscienza; è un processo fluido e continuativo che muove dal passato all’avvenire, conservando il passato ed accrescendosi; questa conservazione totale è anche creazione totale. Esistere significa mutare: maturarsi, creare se stessi. La vita spirituale è auto-creazione e libertà.

Lo slancio vitale: La nostra personalità infantile riuniva in sé persone diverse che poi sono via via diventate incompatibili: noi non possiamo che vivere una sola vita, perciò dobbiamo scegliere. La vita si sviluppa come un fascio di steli creando direzioni divergenti fra le quali si divide il suo slancio ordinario. Non c’è finalismo: la vita è creazione libera e imprevedibile; ma anche il meccanicismo non spiega sufficientemente la vita (esempio della mano nella limatura di ferro). Lo slancio vitale attraversa la materia (come la mano nella limatura) e la ordina in un certo modo. La resistenza della materia provoca il suddividersi dello slancio vitale in individui e specie diverse, e la formazione delle parti di un organismo.

Istinto e intelligenza: Sono tendenze diverse, ma connesse. L’intelligenza è la facoltà di fabbricare strumenti artificiali. L’istinto è la facoltà di utilizzare o costruire strumenti organizzati (gli organi corporei). L’intelligenza umana è diretta ai fini della vita e serve a costruire strumenti inorganici: essa si rappresenta chiaramente soltanto ciò che è solido, discontinuo, immobile; è perciò caratterizzata da incomprensione per il movimento, il divenire e la vita. Il funzionamento dell’intelligenza è come un meccanismo cinematografico che prende sul divenire delle istantanee, ma si lascia sfuggire la continuità del divenire. L’intuizione è un ritorno consapevole dell’intelligenza all’istinto, è un istinto divenuto consapevole di se stesso.

Il mondo sociale: È la continuazione e lo svolgimento dell’evoluzione organica. Nel mondo umano vi sono società chiuse (scarsa iniziativa e poca libertà; domina la morale dell’obbligazione fondata su abitudini sociali) e società aperte (continua lo sforzo creatore della vita; c’è la morale assoluta che guarda a tutta l’umanità e tende al progresso). C’è una religione statica (che dà all’uomo una difesa contro i pericoli che l’intelligenza mette in luce) e c’è una religione dinamica, il misticismo (nella quale l’uomo si inserisce nello slancio creatore della vita e lo continua per suo conto). La coincidenza dell’esperienza mistica in tutte le religioni è l’unica prova possibile dell’esistenza di Dio. Primato alla religione dell’amore.

Idealismo

L’Idealismo tedesco (Fiche, Schelling, Hegel) è la maggiore manifestazione filosofica del romanticismo. L’Idealismo è la riduzione di tutta la realtà allo spirito inteso come Spirito infinito, Autocoscienza, Assoluto, Idea. Il termine idealismo è stato impiegato a designare le dottrine che fanno dipendere la realtà dell’oggetto dal soggetto che lo pensa (quindi si riferisce a Berkeley, Malebranche, e anche a Platone). Nella filosofia post-kantiana sta a indicare quelle dottrine che risolvono l’uomo e il mondo dell’esperienza umana nello Spirito infinito. L’idealismo contemporaneo è l’erede della filosofia romantica: identità del finito e dell’infinito.

L’Idealismo inglese: Reazione contro il naturalismo dominante. Bradley (1846-1924): il mondo della natura e dell’uomo è pura apparenza, nessun aspetto del mondo finito può dirsi reale.

L’Idealismo americano: Royce (1855-1916): esiste una coscienza infinita nella quale trovano il loro completamento e la loro correzione tutti gli aspetti dell’esperienza finita che però non perde la propria individualità ma la conserva nell’Assoluto; le azioni buone sono quelle che esprimono la fedeltà a un compito liberamente scelto.

L’Idealismo italiano: All’hegelismo aderirono letterati, storici, giuristi, medici, filosofi i quali se ne servirono come strumento polemico contro il positivismo. Gentile e Croce ritengono che l’unità tra il finito e l’infinito non è dimostrabile solo negativamente (l’Idealismo inglese), ma si deve dimostrare positivamente riconducendo all’Infinito i tratti fondamentali dell’esperienza finita. Essi negano ogni trascendenza e risolvono ogni realtà nella pura attività spirituale. La dottrina di Gentile è un soggettivismo assoluto (attualismo), quella di Croce è uno storicismo assoluto. Gentile: l’atto del pensiero è creatore e infinito; l’oggetto è necessità. Croce: la sua idea fondamentale è quella di uno Spirito universale che diviene e progredisce incessantemente.

Neocriticismo

Ha in comune con il Positivismo il riconoscimento della scienza come unica conoscenza vera, e il rigetto della metafisica. La filosofia è riflessione sulla scienza, cioè teoria della conoscenza (gnoseologia). Il Neocriticismo è in polemica con lo spiritualismo e l’idealismo nel negare ogni realtà che non sia riconosciuta dalla scienza. Ritorno a Kant. Liebemann, Renouviér: la conoscenza umana è considerata nella sua validità. Kant aveva distinto la fisiologia della conoscenza (come si formano le conoscenze) dalla critica della conoscenza (riconoscerne le condizioni di validità); questa distinzione viene assunta a fondamento dalle due scuole principali del neocriticismo tedesco: la scuola di Marburgo e la scuola di Baden.

La Scuola di Marburgo: Cohen affida alla filosofia il compito di ricercare le condizioni logiche immanenti dell’esperienza scientifica; respinge ogni realismo, considera la cosa in sé come un semplice concetto limite e attribuisce al conoscere un valore creativo. La scuola di Marburgo ha portato l’indagine filosofica nel dominio del puro pensiero logico; la filosofia dei valori mette in luce l’indipendenza dei valori conoscitivi, morali, estetici, dai fatti psicologici che li testimoniano.

Storicismo

Lo Storicismo tedesco si assume, nei confronti delle discipline storiche, il compito di risalire ai fondamenti, alle categorie (Kant), alle funzioni che le rendono possibili e ne giustificano la validità. Dilthey: la comprensione degli eventi storici è qualcosa di diverso dalla conoscenza scientifica degli eventi naturali; l’esperienza vissuta è l’organo per la comprensione dell’uomo e della realtà storica. Spengler (1880-1936): vide nella storia una successione di civiltà diverse, completamente eterogenee l’una rispetto all’altra, successione determinata dalla legge del più forte; profetizza l’imminente tramonto della civiltà occidentale. Contro questa profezia e contro la necessità della storia si schiera Toynbee. L’importanza dello storicismo tedesco consiste nell’aver dato l’avvio al riconoscimento dei caratteri e dei metodi della conoscenza della storia in quanto distinta dalla conoscenza della natura. Per la scienza della natura l’unica spiegazione possibile degli eventi era quella causale. Max Weber (1864-1921) spiega gli eventi storici con la nozione di possibilità oggettiva: gli eventi storici possono essere spiegati mediante le condizioni che li determinano, senza che tale determinismo escluda la libertà degli uomini nella storia.

Pragmatismo

Subordina la conoscenza all’azione e riconosce nell’azione la volontà e il fondamento della verità. Ci sono due indirizzi: religioso e naturalistico.

L’indirizzo religioso: Newman (1801-1890) sostiene che l’assenso non è un atto logico, ma piuttosto un atto morale, dipendente dal desiderio e dalla volontà. Per Ollélaprune ogni conoscenza è allo stesso tempo una fede. Per M. Blondel (1861-1949) l’azione soltanto rivela la totalità della natura umana ed esprime non solo ciò che l’uomo è, ma anche ciò che deve essere; il soprannaturale è immanente nell’uomo, ma la soddisfazione dell’esigenza del soprannaturale è un dono trascendente. Laberthonnière insisteva soprattutto sull’immanenza del soprannaturale nella vita dell’uomo (modernismo).

L’aspetto politico-sociale della filosofia dell’azione: Sorel (1847-1922) accetta da Marx il principio della lotta di classe; l’unico mito capace di tener desta la lotta di classe è quello dello sciopero generale.

Il Pragmatismo in America: Peirce (1839-1914): afferma che la sola funzione del pensiero è quella di produrre credenze e che ogni credenza è una regola d’azione; il metodo scientifico è il solo metodo che la scienza e la filosofia devono seguire; il mondo è il regno del caso.

Il Pragmatismo spiritualistico: Secondo W. James (1842-1910) non esistono credenze fondate su basi puramente logiche o razionali: l’attività del pensiero è sempre subordinata ai fini dell’azione. Il mondo è una totalità di esseri indipendenti che sono tra loro in rapporto di azione e reazione, ma che non sono dominati da un disegno totale. Schiller (1864-1936) identificò, in ogni campo, il vero con l’utile (indirizzo metafisico del pragmatismo). Aliotta, in Italia.

Il Realismo naturalistico: Pur ammettendo la continuità tra materia e spirito non ammette che lo spirito si riduca a materia. Materia e spirito costituiscono un tutto che non è la materia, ma la natura nel seno della quale materia e spirito conservano i loro caratteri differenziali, situandosi come fasi diverse in uno stesso processo di sviluppo.

Dewey

(1859-1952). Il suo pragmatismo si chiama strumentalismo, per l’accentuazione conferita al valore strumentale della conoscenza nella risoluzione delle situazioni problematiche della nostra esistenza. Scritti: Il mio credo pedagogico, Scuola e società, Democrazia ed educazione, Esperienza e natura, La ricerca della certezza, Logica, teoria dell’indagine. Subì influssi da Hegel, Darwin, Peirce. Per Hegel il tutto della realtà è razionalità assoluta, quindi necessità e certezza; per Dewey il tutto mostra caratteri di incertezza e di errore, e la ragione è solo un mezzo per raggiungere una maggiore sicurezza.

L’esperienza: è più vasta della coscienza, in quanto comprende anche l’ignoranza e tutto ciò che è crepuscolare, vago, oscuro e misterioso. Il torto dell’empirismo classico è quello di aver ridotto l’esperienza a coscienza. L’esperienza non coincide con la soggettività, ma comprende l’intero mondo degli eventi e delle persone: essa è essenzialmente storia. La natura precaria dell’esistenza è l’origine di ogni turbamento, ma nello stesso tempo stimola la ricerca, per cui il pensiero e la ragione vengono usati per trasformare uno stato di confusione in qualcosa di più armonico e ordinato.

La logica come teoria dell’indagine: La logica, per Dewey, ha un valore strumentale e operativo: trasformazione da una situazione disturbata a una situazione armoniosa. Ogni ricerca muove da una situazione problematica che suggerisce una via d’uscita; questo suggerimento viene sviluppato mediante il ragionamento; si passa all’osservazione e all’esperimento; poi alla rielaborazione intellettuale delle primitive ipotesi e alla verificazione. L’indagine si dispiega in una dimensione esistenziale e in una dimensione intellettuale, ma ha anche una matrice sociale da cui emerge il linguaggio che permette il costituirsi di corpi di conoscenza. La scienza spiega in larga misura il metodo matematico che si occupa della relazione fra relazioni. Dovunque c’è vita cosciente e spirituale c’è ricerca: questa costituisce lo stesso soggetto conoscente.

Natura ed esperienza, fatti e valori: La posizione di Dewey è naturalistica, in quanto egli scorge una piena continuità fra il mondo biologico e il mondo spirituale, L’individuo si costituisce funzionalmente nell’atto in cui emerge dallo spirito del suo gruppo e del suo tempo. Lo spirito emerge dal mondo naturale per dargli una qualificazione nuova ed essenziale. La natura senza lo spirito non sarebbe la nuova natura. Non si può ridurre lo spirito al corporeo. Il concetto di transazione indica la stretta e vitale interconnessione fra tutti gli aspetti dell’universo, ed anche il fatto che un atto di conoscenza è funzione a un tempo di un organismo e di un ambiente. Il dispiegarsi armonico, ricco di possibilità ulteriori, dei nostri poteri attivi è, per Dewey, il supremo valore; ci sono valori di fatto (ciò che ha il potere di soddisfarci) e valori di diritto (quelli che rendono più operosa e comunicativa la nostra esperienza). Non esistono valori assoluti: Il fine del gioco segna la cessazione dell’attività; il fine del lavoro indirizza ad attività ulteriori.

Arte, valori e filosofia: Nessuna differenza di natura fra scienza e arte e tra arti meccaniche e arti belle. Lo scopo dell’arte è di natura educativa: insegnare nuovi modi di percezione. La filosofia si può definire come la critica delle critiche; l’organo della critica è l’intelligenza (critica dei valori).

Immagine di Copertina tratta da Mejor Con Salud.

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