STORIA  DELLA  FILOSOFIA – Parte 1 di 6

La rassegna che va a seguire si pone il compito di percorrere una parte soltanto – non tutta, si dovrebbe andare all’infinito – del pensiero elaborato da uomini illustri che hanno affrontato una serie di problemi prementi ed essenziali nella trama dell’esistenza, individuati ed elaborati nel corso degli anni. Il riferimento a cui questa lavoro di sintesi si appoggia è il testo molto conosciuto di Nicola Abbagnano, dal titolo, appunto, Storia della Filosofia (1946). Mi addentrerò nell’argomento sino a un cenno finale su tre correnti conclusive: la Fenomenologia, l’Esistenzialismo, la Filosofia della Scienza. Chiuderò il discorso con una sintesi riepilogativa di rapida consultazione.

Platone

Nacque ad Atene nel 428 a.C. Fu discepolo di Socrate. In un primo tempo voleva dedicarsi alla vita politica. Vide la Filosofia come la sola via per condurre l’uomo e la comunità verso la giustizia.

La sua Scuola si chiamò Accademia perché fondata nel ginnasio intitolato ad Accademo.

Viaggiò in Egitto, a Cirene, nell’Italia meridionale.

Morì ad Atene nel 347 a.C.

È il primo filosofo dell’antichità di cui ci siano rimaste tutte le opere.

  • Opere del 1° periodo: Apologia, Critone, Lìside, Carmine, Eutifrone, Eutidemo, Ippia miniore, Cratilo, Menesseno Gorgia, Repubblica I, Protagora.
  • Opere del 2° periodo: Menone, Fedone, Convito, Repubblica II, Fedro.
  • Opere del 3° periodo: Parmenide, Teeteto, Sofista, Politico, Flebo, Timeo, Crizia, Leggi, Lettere VII e VIII.

Fedeltà a Socrate: Per Platone, Socrate è colui che incarna e rappresenta la filosofia come ricerca.

Tre periodi del pensiero di Platone: 1) Difesa di Socrate e polemica contro i Sofisti – 2) Dottrina delle idee – 3) Dottrina dell’essere.

  1. Primo periodo: Difesa di Socrate e polemica contro i Sofisti. Il metodo seguito da Platone è quello dialettico. Come per Socrate, la virtù è una sola e si riduce alla scienza. L’unico valore che comprende e assomma in sé tutti gli altri è il bene. Il male è sempre ignoranza, come la virtù è scienza. La virtù come scienza è insegnabile e in essa consiste la felicità. L’ingiustizia è come una malattia per l’anima umana. Platone critica la tecnica della persuasione dei Sofisti, l’eristica (confutare tutto a ogni costo) e il verbalismo (ridurre il pensiero al linguaggio).
  2. Secondo periodo: Dottrina delle idee. I Sofisti dicevano che non si può apprendere né ciò che si sa né ciò che non si sa; ma ciò porta alla pigrizia. Platone contrappone il mito dell’anamnesi: l’anima è immortale, ha già vissuto in altri corpi e può ricordare ciò che ha dimenticato alla nascita del corpo. Apprendere è ricordare. L’anima è unita alla natura e la può conoscere. Comprendere la connessione della natura in se stessa e con l’anima umana è compito della scienza. Considerare le cose ognuna per suo conto dà solo l’opinione vera che è incomunicabile. La scienza deve indagare ciò che è ottimo e perfetto. La verità della scienza dipende dalla natura perfetta del suo oggetto; questo non appartiene al mondo sensibile, ma è costituito dal bello, dal buono, dall’utile, dal giusto quali sono in se stessi: questi poi sono oggetti reali, non semplici pensieri, sono sostanze. L’essere è sostanzialmente valore. I valori che costituiscono l’essere (il bello, il giusto…) sono le Idee = sostanze, realtà oggettive, perfezione che sussiste in sé e per sé. Il dominio della conoscenza scientifica si divide in due gradi: la conoscenza matematica e la conoscenza filosofica. Al di fuori della scienza rimane la conoscenza sensibile (credenza e congettura). L’educazione scientifica vuole il passaggio dalla conoscenza sensibile alla conoscenza razionale matematica, attraverso l’uso della misura (dall’opinione alla scienza); per questo Platone condanna l’arte imitativa. – Quttro discipline matematiche fondamentali (costituiscono la propedeutica della filosofia): aritmetica, geometria, astronomia, musica. La bellezza è la rivelazione più immediata ed evidente dell’essere; l’amore è lo sforzo per raggiungere la bellezza. Bellezza: corporea, dell’anima, delle istituzioni e delle leggi, delle scienze, bellezza in sé eterna e perfetta sempre uguale a se stessa. – Eros cerca la bellezza e la sapienza e si identifica con la filosofia. L’anima (i due cavalli) è tesa verso l’iperuranio; quando si appesantisce cade in un corpo. – Lo Stato. Platone delinea una comunità umana giusta e pacifica. Tre classi: governanti (saggezza), custodi o guerrieri (coraggio), cittadini. La temperanza deve essere comune a tutti. La saggezza è la parte razionale dell’anima; il coraggio è la parte irascibile; parte concupiscibile. Equilibrio sociale: eliminare ricchezza e povertà. Abolizione della famiglia. Degenerazione dello Stato: timocrazia, oligarchia, democrazia, tirannide. Governo affidato ai filosofi, per realizzare la giustizia. Elevarsi alla scienza: mito della caverna. Il filosofo deve svincolarsi dall’apparenza e cercare l’essere e il bene, ma è ostacolato dall’arte. Il filosofo deve ritornare nella caverna. Il mito di Er: il problema del destino: la virtù è libera a tutti, ognuno è responsabile del proprio destino; la vita dell’uomo è la preparazione alla scelta del suo destino.
  3. Terzo periodo: Dottrina dell’essere. Il bello, il giusto, il bene… sono sostanze o realtà in sé; valgono indipendentemente dalle cose particolari corrispondenti. L’idea serve a giudicare le cose particolari ed è la loro causa. L’idea suprema, quella del Bene, fa essere le altre idee e le rende conoscibili in quanto beni, cioè valori. L’intelligenza umana giudica il mondo sensibile servendosi delle idee. La conoscenza è movimento, è vita. Platone esclude l’essere parmenideo. Le determinazioni fondamentali dell’essere sono: essere, movimento, quiete, identità, diversità. – La dialettica: parte da un’ipotesi, ma la mantiene finché non se ne trova una migliore; non presuppone certezza e cerca sempre le ragioni ulteriori delle cose. Il bene per l’uomo è una forma di vita, mista di piacere e di intelligenza. Il piacere è un illimitato; l’intelligenza impone il limite e circoscrive i piaceri puri. La gerarchia dei valori: 1) ordine, misura – 2) proporzione, bellezza – 3) intelligenza – 4) scienza, opinione – 5) piaceri puri.  –  La virtù è ridotta a una scienza della misura.

Il mondo naturale: in esso l’indagine può raggiungere conoscenze verosimili. Il Demiurgo è la causa del mondo. La natura è generata, perciò corporea. Per rendere il mondo naturale simile al modello eterno, il Demiurgo ha creato il tempo e ha dovuto lottare contro la necessità. La creazione del mondo suppone anche lo spazio. – Le leggi: l’arte di un reggitore di popoli è la misura, il giusto mezzo. Il miglior governo è il monarchico, il peggiore è il tirannico. Le leggi devono soprattutto convincere e persuadere, Platone dimostra la divinità considerando il mutamento (prova cosmologica): il primo movimento. Sono da rimuovere due forme di ateismo: l’indifferenza e la superstizione. La divinità dà forza e valore alle leggi. – La lettera VII: L’uomo può raggiungere la scienza con tre mezzi: la parola, la definizione, l’immagine. Oltre la scienza c’è l’essere.

Aristotele

Nacque a Stagira nel 384-383 a.C. – Discepolo di Platone. Viaggiò ad Asso, in Macedonia, ad Atene. Qui fondò la sua scuola, il Liceo. Morì a Calcide nel 322-321.

Gli scritti essoterici: quelli destinati agli ascoltatori sono detti acroamatici o esoterici; quelli destinati al pubblico furono gli essoterici (in forma dialogica): Convito, Politico, Sofista, Menesseno, Della retorica, Protrettico, Eudemo. – Dottrina dell’anamnesi: l’anima che discende nel corpo dimentica la sua vita anteriore perché il corpo è una malattia. Filosofare significa ritrarsi dell’anima verso la contemplazione delle idee eterne. – Divinità = motore immobile: l’esistenza è dimostrata con l’argomento dei gradi (gradazione delle cose perfette) e con il mito della caverna.

Le opere acroamatiche: Scritti di Logica (Organo); Metafisica in 14 libri, Scritti di Fisica, storia naturale, matematica, psicologia; Scritti di Etica, politica, economia, poetica, retorica.

La filosofia come scienza oggettiva: Platone ha inteso ridurre la virtù a una scienza; questo non è accettato da Aristotele. Per Platone la filosofia include in sé tutte le altre scienze. Per Aristotele La filosofia è solo una scienza particolare. Prima, per Aristotele, la filosofia ha per oggetto la realtà superiore, Dio; poi ha per oggetto la realtà in generale, l’essere in quanto è. Le scienze procedono per astrazione. Così deve procedere anche la filosofia, riducendo tutti i molti significati della parola “essere” a un significato unico e fondamentale, servendosi del principio di contraddizione (ogni essere ha una natura determinata che è impossibile negare e che è necessaria: la sostanza.

La sostanza: È l’essenza necessaria di una cosa (uomo = animale ragionevole), è il valore dell’essere di ogni cosa che esiste. Ciò che la scienza cerca nelle cose è la sostanza. Per Platone vale la pena di indagare solo ciò che è ottimo e perfetto; per Aristotele invece ogni scienza, in quanto studia la sostanza delle cose, ha valore uguale alle altre.

La sostanza e le quattro cause del movimento: Le cose composte hanno una forma che dà agli insiemi degli elementi che la compongono una natura propria; questi elementi costituiscono la materia delle cose. Materia e forma sono determinazioni della sostanza. Aristotele distingue anche tra atto e potenza: il divenire è il passaggio da ciò che è in potenza a ciò che è in atto il quale costituisce la realtà piena e intera dell’essere (atto finale, entelechia). – Le cause del divenire: forma e materia, potenza e atto, causa efficiente, causa finale. Tutti i movimenti che avvengono in natura vanno da una materia a una forma; ciò che è forma di un movimento può diventare materia di un movimento ulteriore. Questa catena suppone due termini estremi: 1) materia pura o materia prima, pura potenza; – 2) forma pura, puro atto, la Sostanza immobile.

La teologia: Tutto l’esistente è diviso in: 1) sostanze immobili, solo conosciute dall’intelligenza; – 2) sostanze in movimento, che sono sensibili. Il motore del primo cielo è un primo motore immobile, atto e non potenza, atto puro, incorporeo; esso fa muovere il tutto come causa finale. La vita dell’intelligenza è quella propria della sostanza immobile. L’intelligenza divina ha per oggetto se stessa, è la più perfetta e la più felice. Le sostanze immobili sono tante quante sono le opere celesti (47 o 55).

La fisica: Si rivolge alle sostanze in movimento, percepibili coi sensi. La fisica è la seconda scienza teoretica. – Quattro tipi fondamentali di movimento: sostanziale, qualitativo, quantitativo, locale (è il fondamentale). Il movimento locale si divide in: circolare, dal centro del mondo verso l’alto, dall’alto verso il centro. Il movimento circolare (l’etere) è immutabile, ingenerabile, incorruttibile (i corpi celesti). I movimenti alto/basso sono propri degli elementi: acqua, aria, terra, fuoco (con i loro luoghi naturali): è il mondo sublunare. L’universo è perfetto, unico, finito, eterno. Non può esistere il vuoto (il movimento nel vuoto non sarebbe possibile).

L’anima: è l’atto primo di un corpo che ha la vita in potenza; è l’atto della funzione che il corpo ha di vivere e di pensare. Ha tre funzioni fondamentali: vegetativa, sensitiva, intellettiva. Aristotele ammette un sensorio comune che ci fa distinguere le sensazioni fornite da organi diversi. Egli distingue un intelletto potenziale e un intelletto attuale (questo è attivo, eterno e agisce sul primo).

L’etica: Il fine e il bene coincidono. Il sommo bene è la felicità che consiste nella virtù alla quale è congiunto il piacere. Due virtù fondamentali: 1) intellettiva o dianoetica – 2) morale o etica: la scelta del giusto mezzo tra due estremi viziosi. La virtù etica fondamentale è la giustizia (distributiva e commutativa). Il diritto è privato o pubblico (legittimo, naturale). La virtù intellettiva o dianoetica comprende la scienza, l’arte, la saggezza, l’intelligenza, la sapienza. Connessa con la virtù è l’amicizia. Il sapiente (vita contemplativa) è la più alta incarnazione della vita morale.

La politica: Compito dello stato è soprattutto quello di provvedere all’educazione morale dei cittadini. Tre tipi fondamentali di costituzione: tirannide, oligarchia, democrazia. Il miglior governo è quello in cui prevale la classe media. L’indole dei cittadini deve essere coraggiosa e intelligente.

La poesia: è definita come imitazione. Aristotele attribuisce all’arte un’azione catartica, purificatrice delle passioni.

La logica: Due gruppi di scienze: 1) teoretiche (filosofia, fisica, matematica) che hanno per oggetto il necessario – 2) pratico-poietiche (etica, politica, arti o tecniche) che hanno per oggetto il possibile. La scienza è sempre dimostrazione. L’analitica (o logica) descrive i procedimenti della dimostrazione. La logica deve analizzare il linguaggio apofantico (dichiarativo). I discorsi non dichiarativi sono analizzati dalla retorica. Aristotele considera le parole isolate e le classifica in 10 categorie: sostanza, quantità, qualità, relazione, dove, quando, trovarsi, avere, agire, subire. La proposizione è la combinazione di due di questi termini semplici; può essere affermativa o negativa, universale o singolare. La forma tipica del ragionamento è il sillogismo (il termine medio che stabilisce un rapporto tra il soggetto e il predicato). Molte conoscenze sono acquisite per via di esperienza, mediante l’induzione (che è anche un sillogismo, cioè una deduzione). L’organo specifico per l’intuizione dei primi principi è l’intelletto. La dialettica si distingue dalla scienza perché i suoi principi sono probabili, non necessari. Nell’ambito della dialettica trovano pure sede i problemi. A differenza di Platone, Aristotele scorge nella dialettica solo un ragionamento debole. Aristotele ha confutato anche i ragionamenti eristici dei Sofisti.

Lo  Stoicismo

Filosofia post-aristotelica: prevalenza del problema morale. – Socrate: la virtù è scienza. – Platone: la vita umana è mista di scienza e di piacere e in essa la scienza prevale. – Aristotele considera la vita teoretica come la più alta manifestazione dell’uomo. – Periodo post-aristotelico: la scienza è virtù. L’interesse per la vita politica sparisce. Si insiste sul cosmopolitismo. La filosofia deve consentire all’uomo di raggiungere la tranquillità dello spirito.

Lo Stoicismo ha avuto influenza sulla Patristica, sulla Scolastica, sul Rinascimento, sulla Filosofia moderna. Il fondatore fu Zenone di Cizio, 336/264 a.C. – Fondò la sua scuola nel portico dipinto (Stoà poikìle). Seguirono Cleante di Asso, Crisippo, Zenone di Tarso, Diogene, Antipatro. Gli Stoici cercano la felicità per mezzo della virtù (come i cinici); disprezzo per la scienza. Il fine della filosofia è il raggiungimento della sapienza mediante la virtù (naturale, morale, razionale). La filosofia è divisa in: fisica, etica, logica.

La logica: ha per oggetto i discorsi (retorica e dialettica). Gli Stoici riconoscono il criterio della verità nella rappresentazione catalettica o concettuale. Tutta la conoscenza deriva dai sensi; l’anima è una tabula rasa. Per l’accumularsi delle rappresentazioni sensibili si forma l’anticipazione che è una conoscenza universale. La realtà è individuale e l’universale esiste solo nell’anima. Le 10 categorie di Aristotele sono ridotte a 4 concetti: il soggetto o sostanza, la qualità, il modo d’essere, la relazione. La logica ha due dottrine: del significato; dei ragionamenti non dimostrativi. Per Aristotele il concetto è l’essenza delle cose; per gli Stoici è un segno che significa le cose. In ogni segno bisogna distinguere tre cose: la parola, il significato, la cosa. Al ragionamento dimostrativo gli Stoici affidavano la posizione della loro dottrina.

La fisica: Il mondo è ordine immutabile, razionale, perfetto, necessario (panteismo). In esso agiscono due principi: attivo (la ragione, Dio) e passivo (materia) entrambi corporei (esiste solo ciò che agisce o può subire un’azione: come per Platone). Dio è fuoco, soffio caldo, pneuma. Le cose nascono da semi razionali. La vita del mondo è ciclica, voluta dal fato. L’ordine del mondo è perfetto. Il male è necessario. Alla morte del corpo l’anima ritorna all’anima universale. La parte più alta dell’anima è egemonica: la ragione umana. La libertà dell’uomo si identifica con la necessità del mondo.

L’etica: Due forze realizzano e conservano l’ordine perfetto del cosmo nel mondo animale: l’istinto e la ragione. La massima fondamentale è: vivere secondo natura, che è l’ordine razionale, perfetto, necessario (il destino o Dio): il saggio segue consapevolmente e volontariamente il destino. La nozione del dovere diventa la nozione fondamentale dell’etica; se il dovere è impossibile sopravviene il suicidio. La virtù è il bene supremo; tutte le virtù sono una sola. Oltre le virtù esistono beni degni di essere scelti: i valori. I sentimenti non hanno valore: sono fenomeni di stoltezza e di ignoranza, malattie di cui l’uomo deve liberarsi per raggiungere l’apatia. Esiste un’unica legge che si ispira alla ragione divina: l’uomo che vi si conforma è cosmopolita. La sola schiavitù naturale è quella dello stolto che non segue il dovere. Lo Stoicismo insegnava che il saggio è autosufficiente. – Lo Stoicismo romano fa di questo ritorno dell’uomo a se stesso il suo tema preferito: Seneca, Musonio, Epitteto, Marco Aurelio.

L’Epicureismo

Epicuro, nacque a Samo bel 341/271 a.C. Esigeva dai suoi seguaci la più stretta osservanza dei suoi insegnamenti. Tito Lucrezio Caro (96/55 a.C.) esalta Epicuro per aver liberato gli uomini dal timore del soprannaturale e della morte.

La canonica: La filosofia è per Epicuro la via per raggiungere la felicità, intesa come liberazione dalle passioni. La filosofia deve liberare gli uomini dal timore degli dei, della morte, deve dimostrare la facile raggiungibilità del piacere, deve dimostrare la brevità e la provvisorietà del dolore. La filosofia si distingue in tre parti: canonica (logica), fisica, etica. La canonica dà il criterio della verità, cioè un canone per orientare l’uomo alla felicità. Il criterio della verità è costituito dalle sensazioni, dalle anticipazioni (concetti), dal sentimento. La sensazione è prodotta dal flusso degli atomi. Le sensazioni ripetute e conservate formano le anticipazioni che servono a prevedere le esperienze future. Il sentimento è il piacere e il dolore. L’errore può stare solo nell’opinione.

La fisica: ha lo scopo di liberare l’uomo dal timore di forze sconosciute; concepisce il mondo in termini di materialismo e meccanicismo. Di incorporeo c’è solo il vuoto. Ogni corpo è composto di atomi (Democrito) che si muovono nel vuoto. Non esiste alcuna provvidenza o disegno divino. I mondi sono infiniti, nascono e muoiono. Nascono per la caduta degli atomi nel vuoto. L’anima ha tre facoltà: sensazione, immaginazione, ragione. Alla morte l’anima si dissolve.

L’etica: Il piacere è il principio e il fine della vita beata; è identico al bene. Piacere stabile e in movimento. Epicuro accetta il piacere stabile: la felicità è aponia e atarassia. Si raggiunge il piacere solo limitando i bisogni, usando la saggezza che è la fonte di tutte le altre virtù. Solo il piacere stabile è bene. Epicuro esalta l’amicizia sopra ogni cosa, e la giustizia. Egli sconsiglia di partecipare alla vita politica.

Immagine di Copertina tratta da El Rincôn de Aquiles.

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