Ma che senso ha?
“Desine quapropter,
novitate exterritus ipsa,
expuere ex animo rationem”
- Tosco. Bello come preambolo, ma… me lo traduci?
- Sirrah. Certo, fratello, con piacere: “Desisti dunque dal rifuggire la retta ragione, solo perché provi timore per le novità”. È di Lucrezio, voglio dire Tito Lucrezio Caro che visse dal 98 al 55 avanti Cristo. L’ho letto nel suo “De rerum Natura”, “La Natura delle cose” e l’ho voluto dedicare alle nostre disquisizioni di oggi.
- Mirach. Grazie, Sirrah, non potevi trovare di meglio, ma, dove ci toccava capitare! Ci siamo spinti fin qui per l’invito a un meeting importante fra esponenti della politica e della ricerca scientifica, ed eccoci sul terrazzo più alto del palazzo del Parlamento.
- Ottero. Certo che da qui la visuale è niente male. Peccato la giornata sia un po’ foschiosa.
- Mirach. Come la mente di quei là sotto che stanno a continuare i loro inutili sciorinamenti verbali. Mi riferisco ai politici, non agli scienziati. M’ero proprio stancata di starli ad ascoltare. Meglio quassù, qui possiamo parlare di cose più affascinanti se ci pare.
- Sirrah. Be’, si fa per dire, non è vero? Perché qualcosa di interessante si iniziava a percepire dalla discussione. Il fatto è che, quando si mette il piede sul terreno delle ingiustizie sociali, ancora ancora riesci a intenderti con gli uomini di scienza ma, con i politici, proprio no, perdinci! Quelli la pensano così e vogliono aver sempre ragione e pretendono che anche gli altri la pensino così, come loro ovviamente.
- Tosco. Se sono del loro stesso schieramento politico, altrimenti il gioco cambia.
- Mirach. In che senso cambia?
- Tosco. Poniamo che un membro della corrente A dica “giallo”. Se quello è un esponente di prestigio, tutti gli altri membri della corrente A che cosa diranno?
- Mirach. Giallo, naturalmente.
- Tosco. Non potrebbe essere diversamente: “giallo” è la versione giusta e vera, in cui bisogna credere. Ma, se a dire “giallo” sono anche molti membri della corrente B, opposta alla precedente, i membri della corrente A che faranno, esulteranno per la conversione verificatasi nello schieramento opposto?
- Mirach. Potrebbe essere.
- Tosco. Beata ingenuità! No, non esulterebbero, si affretterebbero invece, membro di prestigio in testa, a dire “ocra”. Giallo non va più bene, per il solo fatto che lo pensano gli altri, quelli dell’altra parte; allora bisogna cambiare idea, non importa quale idea salti fuori, purché sia un’idea non sostenuta da quelli dell’opposizione. Questa è la politica degli schieramenti.
- Mirach. Credo restino soltanto una manciata di minuti alla conclusione dei dibattiti, là sotto, in salone. Io spero che domani si riprenda il filo di questo discorso perché, ora come mai, l’argomento dell’emarginazione sociale è di una attualità tanto imponente quanto tragica.
- Tosco. Il popolo degli emarginati. Agganciamoci qui e restiamo nei paesi così detti civilizzati o industrializzati o del benessere. Lasciamo per un momento le ampie fasce del terzo mondo dove la miseria è diventata un male endemico. Fermiamo per un attimo la nostra attenzione all’interno delle civiltà dove pare tutti stiano bene e tutti seguano come per inerzia l’ondata del consumismo sfrenato. Ebbene, è proprio qui che ci trovi le contraddizioni più assurde. C’è chi vive di accattonaggio e trascorre le sue notti sul selciato del centro città, c’è chi muore di freddo e di stenti e di solitudine, c’è chi si dà la morte perché non ha più lavoro, non ha più casa, possiede come unica risorsa la propria intima disperazione, c’è chi è malato, vecchio, debole, ignorante, decrepito e viene relegato in lager che hanno a nome “case di assistenza”, c’è chi viene schiacciato dagli inganni dei profittatori e degli usurai, c’è chi è divorato da un male terribile e vi soccombe in silenzio perché non ha denaro per curarsi, c’è chi cade in basso sino a perdere l’ultimo afflato della propria dignità di essere umano. E si potrebbe continuare ancora per molto. E tutto questo in un paese che solleva le bandiere della equità sociale, della tolleranza, del diritto a vivere e a partecipare della dignità umana, della sensibilità per chi è diverso. Un paese che non si accorge, non vuole accorgersi dei diritti di molti calpestati dai diritti dei più, non si accorge della vergogna che dovrebbe provare di fronte ai mali celati, un paese che fa della assuefazione il luogo comune per non parlarne, per continuare a correre con una frenesia che è insulto per chi soffre ai margini della corsia. Un paese che preferisce confezionare prodotti di spiccata appetibilità per riempire lo stomaco di cani e gatti di casa, che spreca patrimoni in cosmetici, che dico, non solo per le persone, potrebbe essere tollerabile in certa misura, ma per gli stessi animali di cui ama circondarsi. E la vecchietta sporca, lacera, affamata, abbrutita dall’abbandono, rincantucciata in un angolo freddo dei portici del centro non viene degnata di un semplice sguardo. Degnata? Disgustosa! Ma che ci fa lì!? La portino via. Pulizia, pulizia, è indecoroso, è una vergogna! Una persona umana come pattume, da spazzare, da eliminare, da buttare in discarica! Un comunicato radio emanato a metà circa dell’anno 1999 annunciava come vengono liquidati i lavoratori dipendenti dalla Camera dei Deputati: mezzo miliardo di lire italiane a un operaio e tre volte tanto per una dattilografa. Sapete qualcosa degli stipendi d’oro, delle pensioni d’oro…?
- Mirach. Per restare in argomento, rammento che all’inizio del 2012 un comunicato Ocse annunciava: Italia, redditi diseguali oltre la media. La diseguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse. Era questa la rivelazione del rapporto Ocse che analizzava l’andamento delle differenze di reddito delle famiglie nei trenta anni precedenti la crisi globale del momento. Nel 2008, rispetto alla metà degli anni ’80, in Italia la diseguaglianza aumentò con un rapporto da otto a uno. Il reddito medio nel 2008 (49.300 Euro) era diventato dieci volte superiore al reddito medio più povero (4.877 Euro). La diseguaglianza dei redditi tra le persone in età lavorativa, spiegava l’Ocse, era aumentata drasticamente nei primi anni ’90 e da allora rimase elevata nonostante un calo negli anni duemila.[1]
- Sirrah. Incredibile! 4.877 Euro vuol dire poco più di 400 Euro al mese. E che ci faceva una persona con quella cifra nel 2008? Una volta pagato l’affitto, le spese energetiche, il vestiario, le medicine indispensabili poteva anche prepararsi a un digiuno perpetuo. Mentre in altri ambiti della società il denaro veniva bruciato per far festa, e con quali sfarzi! Ricordate il caso “Ruby” che fece riempire pagine e pagine di giornali nel 2012? Ebbene, una notizia diffusa dai mass-media nella primavera dello stesso anno diceva testualmente: “In aula, Spinelli, ragioniere di fiducia di Berlusconi, ha parlato di circa 20 milioni distribuiti tra il 2009 e il 2010 per le ospiti di Arcore”. Poi non si trovano i soldi per aiutare chi annaspa nella miseria più nera, per gettare un’ancora di salvezza a quei poveri bambini colpiti da morbi curabili, dei quali ne moriva uno ogni quattro secondi sulla faccia del nostro Pianeta![2]
- Tosco. Sempre l’Ocse poneva l’accento sulla divaricazione di cui andiamo discorrendo: andava crescendo la crisi con una parallela disparità reddituale salita, nei tre anni dal 2007 al 2010, in misura superiore a quanto era avvenuto negli anni precedenti. Stava succedendo, al termine del triennio, che il dieci per cento della popolazione più ricca poteva godere di un reddito 9,5 volte maggiore rispetto a quello della popolazione più povera, contro le 9 volte del 2007. In Italia, dove come per vocazione storica i record negativi davano quasi sempre a intendere una proiezione al rialzo, la sforbiciata toccava parametri 10,2 volte superiori nel 2010 contro gli 8,7 del 2007.
- Tosco. Sforbiciata che ha toccato e ferito nel profondo le fasce più deboli, quelle che davano a osservare, immagine ricorrente nei mass-media, la vecchietta che andava a rovistare nei cassonetti delle immondizie per rimediare qualcosa da mettere sotto i denti, cose da terzo mondo o peggio, in un Paese civile come il nostro! Ma poi, sul filo divergente della sforbiciata, il magnate che si permetteva, lo dichiaravano le notizie giornalistiche del 13 novembre 2013, di valutare se fosse valsa la pena di acquistare il trittico Three Studies of Lucian Freud di Francis Bacon venduto per 142,4 milioni di dollari all’asta da Christie’s a New York. Senza contare il precedente primato, quello dell’opera L’urlo di Edward Munch venduto nel maggio 2012 all’asta tenuta da Sotheby’s a Ginevra per la bella somma di 119.9 milioni di dollari. È l’asta dove si instaura la vendita del diamante rosa Pink Star di 59,60 carati, anche quello destinato a qualche riccone sfondato: è stato battuto a Ginevra al valore di 83 milioni di dollari. Da Christie’s, poi, si diceva, erano in vendita ancora altre opere la cui quotazione superava i 20 milioni di dollari, come una scultura di Jeff Koons, del valore stimato tra i 33 e i 55 milioni di dollari. Ma non finisce qui: Le notizie del 14 novembre 2013 parlavano di un nuovo record per un’opera di Andy Warhol, re della Pop Art, il quadro Silver Car Crash, opera fondamentale della serie Death and Disaster battuto all’asta Sotheby’s di New York per 105 milioni di dollari. E non finisce qui, perché questa è solo una delle quattro tele della monumentale serie. Le altre tre si trovano al Moma di New York, al Kunstmuseum di Basilea e al Museum Moderner Kunst Stiffung Ludwig di Vienna. Ne avremo da vedere delle belle quando saranno messe pure quelle all’asta!
- Mirach. E nel medesimo tempo si consumava l’immane tragedia provocata dal tifone Haiyan nelle Filippine, con più di quattromila morti e decine di migliaia di senzatetto. Ci pensate ai bambini? Potevano essere quattro milioni i bambini colpiti dal disastro. Le Organizzazioni umanitarie chiedevano via telefono la donazione di uno o due euro per aiutare le popolazioni colpite. Uno o due euro, a fronte di milioni spesi per asservire all’egoismo personale di altri individui non sfiorati da problemi di sopravvivenza. Bambini, malati, anziani, tutta la fascia dei più deboli, bisognosi di protezione, che viene spesso volutamente ignorata. Nell’estate 2012 il mondo della finanza era in pieno fermento per via della crisi economica diffusasi in breve tempo su tutto il pianeta, ma un rapporto Auser faceva il punto su come fossero soprattutto gli anziani a patire la crisi. Il 55% di coloro che avevano superato i 65 anni di età era costretto a vivere con un reddito inferiore a mille Euro al mese e, all’interno di questa fascia, quattro anziani su dieci non raggiungevano neppure i 500 Euro mensili. Questi furono i dati rivelati dal 5° Rapporto italiano di Auser – Filo d’Argento. E siamo arrivati già al 2012! Erano in genere in maggioranza le donne a chiedere aiuto, l’82% e più al Nord d’Italia che non al Sud.[3] Ma restiamo ancora al 2012. Ora voglio farvi strabiliare in quanto a equità sociale. Due fonti d’informazione: l’Istat e un periodico per Pensionati, tutte in ambito strettamente italiano. La prima titola: Povertà per otto milioni, soprattutto al Sud. Il 7,6% delle famiglie italiane, riferisce l’Istat, è a rischio di povertà: poco sopra la soglia, qualora dovesse far fronte a una spesa imprevista potrebbe essere classificata fra le famiglie povere. In Italia è quindi povera o quasi circa una famiglia su cinque. Le famiglie relativamente povere arrivano, a metà anno 2012, all’11,1% ossia 8.173.000 persone; quelle povere in assoluto toccano il 5,2% inglobando la triste cifra di 3.415.000 soggetti. La soglia di povertà relativa per una famiglia composta da due persone è valutata a una disponibilità di spesa mensile pari a € 1.011,03. Nel Mezzogiorno d’Italia sono quasi due milioni le famiglie che vivono in condizione di povertà relativa, vale a dire il 23,3% di tutti i nuclei del Sud. E la proiezione per il futuro registra un aumento dell’intensità della povertà: in un solo anno è recentemente passata dal 21,5% al 22,3%.[4] – E ora la seconda fonte d’informazione. Mentre l’Italia guarda con una certa pena e preoccupazione a quei 7,6 milioni di pensionati, quasi la metà, il 45,4% dei registrati a giugno 2012, che incassavano meno di mille Euro al mese, e a quei 2,4 milioni che campavano miracolosamente con meno di 500 Euro mensili, dietro le quinte si affaccia una sparuta popolazione di grandi privilegiati che non riescono nemmeno più a contare le proprie fortune in denaro. Ne riferisco alcuni casi: dalla bella retribuzione di 3,6 milioni a quella fantastica di 22,7 milioni di Euro. E in tutto ciò c’è un’enormità: pensate che alcuni di questi ricconi avevano proposto al Governo in carica di istituire una tassa sulle ricchezze esorbitanti, dichiarandosi disponibili a pagarla. Sarebbe stata una bella cosa, per iniziare, ma il Governo ha fatto orecchie da mercante e della tassa speciale a chi ha troppo denaro in tasca non s’è fatto cenno alcuno in sede istituzionale.[5]
- [1] Da Televideo del 24 gennaio 2012.
- [2] Da Televideo del 26 maggio 2012.
- [3] Da Televideo del 4 luglio 2012.
- [4] Da Televideo del 18 luglio 2012.
- [5] Da Conquiste del Lavoro – Pensionati FNP CISL, Anno 64, n. 138, lunedì 11 giugno 2012, pag. 2.
Immagine di Copertina tratta da Wikipedia.
