Sperimentare per meglio educare – Parte 2 di 2

Sperimentare per meglio educare

Parte II di 2

  1. Il linguaggio scritto

In questo tipo di indagine si è deciso di caratterizzare in particolare l’aspetto concernente la produzione in codificazione del linguaggio scritto, senza peraltro trascurare l’insieme della problematica in oggetto. È stata pertanto condotta un’osservazione sistematica sulle posture adottate dal bambino nel suo atteggiamento grafomotorio di fronte alla scrittura (J. De Ajuriaguerra, 1978-1979), che ha dato modo di elaborare un profilo individuale delle difficoltà posturali e tonico-cinetiche in scrittura. Sperimentazioni e rilievi paralleli hanno permesso di porre in luce i difetti ortografici più ricorrenti e le particolari disabilità riscontrate in lettura. Per queste ultime è stato fatto uso delle prove “MT” (C. Cornoldi, G. Colpo). Le difficoltà lessiche, ortografiche, posturali hanno costituito, insieme, un punteggio aggiuntivo che è stato fatto confluire in una tabulazione dalla denominazione “scala disgrafia” (figura G, J. De Ajuriaguerra) che riesce a fornire determinati livelli di capacità e di padronanza dei singoli alunni nel contesto delle acquisizioni linguistiche scritte.

  1. La dominanza laterale.

Si tratta di semplici prove attraverso le quali, in forma divertente, il bambino comunica, con estrema fluidità, informazioni circa l’uso, destro o sinistro, dell’occhio, della mano e del piede. Per esemplificare, si può giocare con il bambino, all’interno di un intreccio più o meno fantastico, a guardare con un cannocchiale (un tubo di cartone), in una toppa di serratura, a usare una palla per far centro servendosi di una mano sola o di un piede solo, e così via. Un prospetto riepilogativo offre l’opportunità di visualizzare sinteticamente e rapidamente la situazione di ogni alunno, mentre dà modo di valutare eventuali indici di gravità e favorisce l’orientamento verso un determinato tipo di programmazione finalizzata al conseguimento del successo scolastico da parte del bambino.

2. I  VALORI  CRITERIALI  DI  ATTRIBUZIONE

  1. Lo screening individuale

a1) L’organizzazione della personalità e la stabilità emotivo-affettiva

Sono stati conteggiati i valori parziali in base alla formula: p = (3.X) + (2.X) + (1.X), dove 3, 2, 1 corrispondono agli indici di gravità dei singoli segni, mentre X sta per la frequenza di apparizione del numero. Si sottrae il dato risultante dai valori positivi da quello relativo ai valori negativi.

Si riporta quindi il valore ottenuto sulla tabella riepilogativa della situazione individuale, secondo la seguente trasposizione numerica:

   3 per un punteggio da   0 a   5

   2   “    “        “          “    6 a 20

   1   “    “        “          “  21 a 81

a2) Il pensiero logico-operatorio.

Si sommano i punteggi parziali:  p = (3.X) + (2.X) + (1.X) 

Si riporta il punteggio ottenuto sulla tabella riepilogativa seguendo il criterio:

   3 per un punteggio da   46 a  54

   2   “    “        “          “    31 a 45

   1   “    “        “          “    18 a 30

a3) La scala disgrafia.

Si sommano i punteggi parziali, con il solito metodo, sulla tabella relativa.

Al punteggio vengono aggiunti i tre punteggi ricavati dalle tabelle “posture, difficoltà ortografiche, difficoltà lessiche) mediante l’applicazione della formula generale di sommatoria. Questi tre ultimi punteggi vengono considerati al valore di 1/10.

In particolare, per quanto ha riferimento con le difficoltà lessiche, soltanto il parametro “correttezza” viene tenuto in positivo mentre, al contrario, le restanti voci, essendo nel test originale valutate in negativo, vanno in conclusione a mitigare la gravità del risultato complessivo.

Il criterio per l’attribuzione della scheda riepilogativa è il seguente:

3 per un punteggio da   0 a  12

2   “    “        “          “  13 a  19

1   “    “        “          “  20 a  oltre

a4) La lateralizzazione.

Il rilevamento è molto semplice, dovendosi contrassegnare una sola fra le tre probabilità attese. Si riporta quindi il valore in grafico. A questo punto abbiamo la possibilità di cogliere, con un solo colpo d’occhio, la situazione generale dell’alunno per quanto concerne il possesso di requisiti e di attitudini favorevoli all’apprendimento del linguaggio scritto.

  1. La situazione-classe

b1) L’organizzazione della personalità e la stabilità emotivo-affettiva.

Per la compilazione del grafico si è stabilito il seguente criterio: per ogni alunno si registra il valore parziale a carico delle singole voci (es.: tensioni emotive: p addizionale = 1, 2 oppure 3).

b2) Il pensiero logico-operatorio

Il procedimento di attribuzione è il medesimo adottato per il parametro precedente. Il grafico offre l’opportunità di prendere atto del numero di soggetti completamente carenti (su un totale di venti ragazzi/e) in alcune delle diciotto aree vagliate.

b3) La scala disgrafia.

In quanto al disturbo specifico di scrittura, la soglia di allarme è stata situata a p = 10 (disgrafie miste), mentre l’esigenza di intervento si fa palese oltre un limite di p = 14 (v. J. de Ajuriaguerra).

  1. IL DOSSIER DIAGRAMMATICO

Fino a questo punto abbiamo scorso una buona parte del dossier a nostra disposizione. Restano da presentare, in conclusione, alcuni diagrammi statistici di pronta utilizzazione. Prima di andare oltre, tuttavia, ci preme sottolineare ancora la duplice utilità di questo schedario: 1) da una parte esso consente di conoscere gli aspetti carenti della personalità dei singoli alunni; dall’altra rivela quali parametri di sviluppo hanno maggiore peso nella sfera generale delle difficoltà di apprendimento dei bambini scolarizzati. Da qui l’avvio per stilare una programmazione ponderata e scientificamente finalizzata.

Tornando rapidamente alla nostra parte conclusiva di lavoro, si giunge al riepilogo della situazione-classe che dà, in percentuale, l’andamento delle difficoltà in senso globale.

Abbiamo infine pensato di cercare la correlazione fra disturbo di apprendimento del linguaggio scritto e l’insieme generale della struttura di personalità. Ai coefficienti numerici complessi di quantificazione abbiamo preferito la composizione di un quadro grafico, più semplice e più immediatamente fruibile da parte dell’osservatore.

Immagine di Copertina tratta da State of Mind.

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