Dario Ianes (a cura di)
METACOGNIZIONE E INSEGNAMENTO
Spunti teorici e applicativi
Trento – Erickson – 1996, rist. luglio 1997
Parte 1 di 2
Capitolo primo
L’approccio metacognitivo nell’insegnamento.
(Dario Ianes)
L’insegnante che opera in modo metacognitivo interviene a quattro livelli diversi:
1. Livello: conoscenze sul funzionamento cognitivo in generale (14).
2. Livello: autoconsapevolezza del proprio funzionamento cognitivo (18).
3. Livello: uso generalizzato di strategie di autoregolazione cognitiva (20).
L’allievo che affronta in modo metacognitivo una situazione di problem solving dovrebbe passare attraverso una sequenza di fasi:
a) riconoscere che la situazione che sta per affrontare è di problem solving;
b) ricordare che nel problem solving sono attivate funzioni psicologiche varie (creatività, pensiero divergente);
c) ricordare la sequenza in cui si devono svolgere le attività specifiche;
d) essere consapevole delle difficoltà incontrate nella sequenza di attività di problem solving;
e) darsi aiuti concreti per lo svolgimento corretto del problem solving (scelta delle strategie);
f) osservare i propri progressi. (23).
4. Livello: variabili psicologiche “sottostanti” (gli stati interni). (31)
L’accorgersi di essere in difficoltà è una delle prime esperienze del bambino che si potrebbero definire metacognitive (38).
Capitolo secondo
Un modello graduale per introdurre l’insegnamento metacognitivo in classe
(John Borkowski, Nithi Muthukrishna)
Un modello dello sviluppo metacognitivo appare utile e probabilmente necessario per acquisire, modificare e spiegare metodi d’insegnamento che puntino a un uso flessibile delle strategie…. gli insegnanti che possiedono un modello operativo dello sviluppo metacognitivo dei bambini (53) hanno maggiori possibilità di divenire e restare insegnanti orientati all’uso di strategie. …. gli insegnanti potrebbero utilizzare un modello operativo dello sviluppo metacognitivo come struttura concettuale entro la quale divenire “strategicamente orientati”. (54)…
Un modello operativo fornisce uno schema per organizzare conoscenze, una struttura in cui incorporare e attraverso la quale interpretare nuove informazioni, e un punto di partenza da cui lanciare azioni future…. La funzione finale (Craik, 1943) di un modello operativo è quella di reagire alle opportunità e alle sfide…. Nelle mani di un “insegnante strategico”, un modello operativo aiuta a prendere le decisioni più opportune sulla sequenza di azioni da adottare per la classe, per un piccolo gruppo o per un singolo studente. (55)
Tre fasi sono necessarie per realizzare il processo di formazione degli insegnanti:
1. Imparare che cosa sono le strategie: la loro funzione è quella di assistere chi apprende nell’esecuzione di operazioni cognitive essenziali che producano un apprendimento interiorizzato efficace. (57)
2. Capire le variabili complesse che definiscono l’obiettivo ultimo dell’insegnamento: produrre buoni elaboratori di informazioni: la caratteristica essenziale di un buon elaboratore di informazioni è l’integrazione delle principali componenti del sistema metacognitivo, comprese le caratteristiche cognitive, motivazionali, personali e situazionali. (58)
3. Sviluppare un modello operativo dello sviluppo metacognitivo che collochi l’utilizzo delle strategie entro più ampi contesti di prospettive personali e motivazionali.
- inizialmente si insegna al bambino a usare una strategia di apprendimento e attraverso la sua applicazione egli arriva a imparare gli attributi di quella strategia: questi attributi comprendono l’efficacia della strategia, la gamma delle sue applicazioni appropriate e le sue modalità di utilizzazione in una varietà di compiti. (59);
- in seguito, il bambino apprende altre strategie;
- il bambino gradualmente sviluppa la capacità di selezionare strategie: è l’inizio dell’autoregolazione (60);
- il bambino comincia a riconoscere l’importanza e l’utilità generale dell’essere strategici e sviluppa un buon senso di autoefficacia; impara ad attribuire i risultati dell’apprendimento all’impegno e a capire che le abilità mentali possono essere migliorate. Un senso di autoefficacia e il piacere di apprendere derivano da un lavoro strategico individuale (61)…. dopo gli atti cognitivi il bambino riceve (o inferisce) un feedback;
- sia le conoscenze generali sul mondo sia le conoscenze relative a un ambito specifico si cumulano;
- le aspirazioni riguardo al futuro aiutano il bambino a formarsi un certo numero di possibili Sé (62).
Questo modello metacognitivo serve come potenziale guida operativa, che gli insegnanti possono usare e modificare per comprendere meglio la ricchezza e la complessità di un’istruzione basata su strategie. (63)
Riassumendo: la parte centrale della teoria metacognitiva è la selezione e l’uso delle strategie. Le strategie specifiche non sono essenziali solo per un apprendimento efficace e per la risoluzione dei problemi, esse forniscono anche il contesto per presentare una pianificazione a livelli più elevati di abilità di controllo, e rappresentano inoltre le basi per la ristrutturazione delle convinzioni attribuzionali e l’incremento dell’autoefficacia. Una volta che queste connessioni si sono formate, l’insegnamento può concentrarsi sulla loro integrazione con le conoscenze di tipo specifico e incorporare esplicitamente il lavoro sui possibili Sé. Si spera che il risultato dell’integrazione e dell’insegnamento di queste componenti centrali e periferiche della metacognizione sia la formazione di studenti più efficaci ed efficienti che possiedano molte caratteristiche del buon elaboratore d’informazioni. (64)
La spiegazione diretta richiede l’uso del feedback, del modeling e di esercitazioni guidate dall’insegnante. L’aiuto fornito dagli insegnanti spesso include indizi, suggerimenti, elaborazioni delle risposte degli studenti, spiegazioni verbali e ulteriori spiegazioni dei processi di pensiero… L’essenza dell’istruzione di tipo strategico risiede in una “spiegazione” seguita da esercitazioni estese e coinvolgenti…. gli alunni hanno bisogno di verificare se le strategie recentemente acquisite effettivamente funzionino… Gli studenti hanno l’opportunità di apprendere il valore dell’uso di strategie attraverso la spiegazione e le esercitazioni.
Insegnando solo alcune strategie alla volta, intensivamente e con implicazioni metacognitive, è un aspetto importante dell’istruzione diretta sulle strategie. Per consentire una comprensione completa, le strategie devono essere ampiamente esemplificate dall’insegnante fornendo spiegazioni verbali della sequenza strategica completa e informazioni (ed esempi concreti) sull’utilità della strategia insegnata. (65)
È essenziale che gli insegnanti aiutino gli studenti a generalizzare a nuove situazioni le strategie che via via acquisiscono. …. Una strategia insegnata in modo appropriato continuerà a essere usata nei compiti successivi, anche se spesso in forma modificata.
Gli studenti dovrebbero essere, in ogni momento, impegnati a valutare e dirigere il proprio apprendimento. Questo orientamento a un’istruzione basata sull’interazione incoraggia gli studenti a modificare le strategie esemplificate dai loro pari o dagli insegnanti e a costruire strategie che si accordino meglio con il proprio stile di apprendimento. (66)
Nell’insegnamento della lettura, per esempio, gli insegnanti e gli studenti sono entrambi in fase di apprendimento e insieme determinano i tipi di cambiamento necessari nella fase di istruzione …. Il significato del testo viene deciso insieme da insegnanti e studenti. I bambini vengono così incoraggiati a raccordare le situazioni di lettura con le loro diverse conoscenze precedenti e le loro interpretazioni di eventi e fenomeni rilevanti. L’insegnante e gli studenti decidono quali strategie applicare, quando applicarle e se modificare o respingere le interpretazioni del testo. (67)
Secondo Pressley e al. (1992) una buona istruzione sulle strategie è in realtà costruttivista. (67)… Lo scopo della spiegazione e dell’esemplificazione è quello di fornire un fondamento concettuale sul quale gli studenti possano appoggiarsi per allargare le proprie conoscenze. Partendo da queste basi, gli studenti sono stimolati a esplorare nuove strategie; i buoni insegnanti guidano i loro studenti a scoprire l’efficacia di ogni sequenza strategica. Così, la comprensione da parte degli studenti viene costruita attraverso l’interazione con i risolutori di problemi più competenti. Il risultato è che le strategie si evolvono attraverso un processo di “scoperta guidata”… L’insegnante non veicola semplicemente contenuti agli studenti, bensì modella processi strategici… Lo scopo ultimo è quello di sviluppare l’indipendenza dello studente attraverso una graduale interiorizzazione dei processi che vengono innescati durante questo tipo di istruzione.
Una buona istruzione sulle strategie richiede fasi di istruzione ed esercitazione distribuite in periodi sufficientemente lunghi e relative a una pluralità di compiti. Questa sequenza permette la massima esplorazione delle strategie e fornisce ampie opportunità agli studenti di scoprire quando e dove usano particolari strategie e come adattare queste procedure a nuove situazioni. (68)
Una buona istruzione basata sulle strategie sviluppa studenti attivi, coinvolti in processi significativi, pianificabili e razionali… gli insegnanti efficaci generalmente promuovono una visione della lettura come un compito interattivo di “costruzione del significato”. Gli studenti arrivano a capire che la comprensione dipende dalla combinazione del proprio impegno personale e dell’uso delle strategie nella ricerca del significato. In breve, l’obiettivo di una buona istruzione basata sulle strategie è quello di fornire agli studenti l’opportunità di personalizzare il proprio approccio strategico allo studio. (69)
Insegnanti e studenti interagiscono in modo cooperativo quando sviluppano la consapevolezza dell’importanza delle abilità strategiche che stanno acquisendo. (70)
Sia nelle classi numerose sia nei piccoli gruppi l’insegnamento e l’apprendimento interattivo sono caratteristici di un’istruzione efficace basata sulle strategie.
Un tipico ciclo interattivo:
- L’insegnante iniziava l’interazione formulando in genere una domanda che intendeva stimolare l’uso della strategia (ad es.: “Puoi riassumere ciò che abbiamo appena letto?”).
- Molti studenti rispondevano abitualmente all’invito iniziale dell’insegnante, di solito a turno.
- L’insegnante qualche volta replicava ai commenti degli studenti.
- Gli studenti replicavano alle affermazioni gli uni degli altri.
- Gli studenti rivolgevano domande all’insegnante e ai loro compagni. (71)
- L’insegnante continuava a fornire stimoli finché l’obiettivo strategico che aveva suscitato la domanda iniziale non veniva raggiunto (es: è stato realizzato un buon riassunto).
Nell’approccio interattivo molta della responsabilità dell’apprendimento passa dall’insegnante agli studenti. Questo trasferimento di responsabilità migliora le sensazioni di autoefficacia a mano a mano che gli studenti imparano ad attribuire il successo al proprio impegno e al lavoro svolto nell’applicazione delle strategie…. l’approccio interattivo (Pressley e al. 1992) stimola componenti importanti dell’istruzione basata sulle strategie, come l’autoregolazione, la conoscenza metacognitiva di quelle strategie, le conoscenze generali preesistenti, l’autostima e la motivazione intrinseca. (72)
Esempio (fuori testo):
Motivazione
Attribuzione
Strategie
Conoscenze generali
Autoregolazione
Stili di
Apprendimento
Gli scopi della formazione del personale docente sono quelli di incoraggiare lo sviluppo di studenti attivi, riflessivi e indipendenti, di concepire l’insegnamento come un processo collaborativo, di incorporare metodi didattici basati sulle teorie della elaborazione dell’informazione nelle loro attività di pianificazione e nei loro stili di insegnamento (77).
Capitolo terzo
Insegnamento di strategie cognitive e costruzione attiva della conoscenza da parte dell’alunno
(Karen R. Harris, Michael Pressley, University of Maryland)
La prassi dell’insegnamento viene interpretata con l’immagine dell’“impalcatura” (Wood, Bruner e Ross, 1976), dove l’adulto fornisce il supporto sufficiente a consentire al bambino di usare le nuove conoscenze e diminuisce progressivamente l’apporto della sua direttiva via via che la competenza del bambino aumenta, allo stesso modo in cui le impalcature vengono smantellate allorché un edificio si regge da solo. (84)
L’obiettivo generale degli interventi strategici è lo sviluppo di abilità di pianificazione e autoregolazione dei comportamenti finalizzati, cioè, riuscire a far diventare gli studenti più autonomi (88).
I bravi insegnanti di strategie riescono a mantenere gli studenti attivi e costantemente coinvolti nei compiti che richiedono comprensione, elaborazione significativa e sviluppo di rappresentazioni cognitive di nuovi comportamenti piuttosto che semplici schemi di risposta specifici per quel compito. Il graduale trasferimento dall’insegnante all’alunno del possesso della regolazione della strategia è la caratteristica fondamentale di un buon insegnamento delle strategie: i migliori insegnanti riescono a fornire esperienze che aiutano gli studenti a costruire e personalizzare le strategie di cui si valgono. L’insegnamento efficace di strategie implica inoltre che gli studenti apprendano procedure tali da aiutarli in modo reale nell’esecuzione di compiti scolastici significativi. (89)
L’obiettivo principale è l’uso autonomo e consapevole delle strategie (autoregolato). Lo sviluppo dell’autoistruzione coinvolge tre componenti fondamentali:
a) le strategie;
b) la conoscenza dell’uso e del significato di tali strategie (informazioni metastrategiche);
c) l’esplicita autoregolazione della strategia.
Questo approccio è stato molto utile nel migliorare la comprensione nella lettura, la lingua scritta e le abilità di problem solving matematiche in studenti con disturbi dell’apprendimento (92).
L’obiettivo è presentare un compito realistico, che lo studente possa eseguire aiutato da un minimo di istruzione (che si trovi quindi nella zona prossimale di sviluppo).
All’inizio, le strategie vengono modellate esplicitamente e ad alta voce nel contesto di un compito scolastico significativo. L’istruzione enfatizza l’apprendimento interattivo tra insegnante e studente. Ogni studente riveste un ruolo attivo e collaborativo nel determinare gli obiettivi dell’istruzione, completare il compito e attuare, valutare e modificare le procedure della strategia e della sua acquisizione. Gli studenti gradualmente si assumono la responsabilità di scegliere, applicare, monitorare e valutare le strategie mentre gli insegnanti, dal canto loro, progressivamente riducono il loro input in modo tale da consentire agli studenti una prestazione autonoma per tutta la sequenza dell’istruzione.
Lo sviluppo dell’autoistruzione su strategie è risultato efficace nel migliorare sia la prestazione scolastica sia il senso di autoefficacia in molti bambini con disturbi dell’apprendimento. (95)
Capitolo quarto
Strategie elaborative di memoria: parole chiave e immagini interattive nello studio della storia
(Fraderick J. Brigham, Thomas E. Scruggs, Margo A. Mastropieri)
(Valparaiso University, Purdue University)
Poiché nel processo di apprendimento ha molta importanza la significatività dell’informazione, l’alunno la ricorderà più facilmente se la elabora nel senso di darle significato; nel caso di parole non familiari e prive di senso, la memorizzazione sarà più agevole se vengono “ricostruite”, ossia combinate in unità più significative. Questo è il meccanismo che sta alla base di alcune strategie mnemoniche, attraverso le quali le informazioni verbali non significative (109) vengono ricostruite in parole concrete e significative, acusticamente simili all’informazione da apprendere (parole chiave), che possono essere ulteriormente rielaborate attraverso figure o immagini interattive che aiutano a ricordare il significato della parola sconosciuta che si deve apprendere.
Le ricerche sull’uso di tecniche mnemoniche con studenti con difficoltà di apprendimento hanno dimostrato che questo metodo aiuta la rievocazione di informazioni nello studio delle scienze, della geografia e di vocaboli nuovi. (110)… è importante integrare gli elementi verbali con quelli spaziali o figurativi (111).
Immagine di Copertina tratta da Erickson.

