Clima nemico e altre disgrazie

L’avevo chiamato “Pianeta Guerra”, non più “Pianeta Terra” e la nuova denominazione mi pare pienamente azzeccata. Formosa, Medio Oriente, Africa, America Latina, ma soprattutto Ucraina, una evoluzione macabra che pare non finisca più. Stati Uniti, Onu, Russia, Turchia, Ucraina stessa parlano di pace e di fine delle ostilità, ma intanto in Ucraina continuano a massacrarsi, e più arrivano nuovi mezzi di distruzione più si inaspriscono gli scontri e la devastazione totale. Passato è Ferragosto e, dopo cinque giorni appena, si legge sulle fonti di informazione che il Pentagono, vuoi USA, ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina per l’ammontare di 775 milioni di Dollari, che include armamenti missilistici e sistemi di artiglieria di precisione. È previsto anche l’invio di sistemi di cannoni semoventi e obici compatibili con gli armamenti forniti dalla Gran Bretagna. Orbene, mettiamo insieme i capitali sborsati da tutte le forze militari che inviano aiuti militari all’Ucraina e rendiamoci conto di quali cifre stiamo parlando: per costruire e mettere in azione ordigni di morte e di distruzione. Se questo è un uomo! Senza contare gli sprechi: stiamo avviandoci a grandi passi verso crisi energetiche, di produzione dei generi di sostentamento, di fruizione delle risorse idriche, di pazzie del clima che si prende gioco delle strutture difensive inventate dall’uomo, di spostamenti massicci di intere popolazioni in rapido aumento nella ricerca di condizioni minimali di sopravvivenza. Ci sono nel mondo milioni di persone che non hanno di che sfamarsi, che non dispongono di acqua potabile per le prime necessità, che non vedono medicinali e cure mediche, che non hanno accesso all’istruzione, che vivono nell’ingiustizia, nella sopraffazione, nello sfruttamento. Con quel denaro destinato a costruire armi e semoventi da guerra per portare devastazione, quanto migliore si sarebbe potuta rendere la vita di chi non conosce altro che sofferenze e privazioni. Eppure il mondo va avanti su un’altra logica, quella che porterà all’autodistruzione della razza più intelligente che mai sia apparsa su questo straordinario Pianeta. Se questo è un uomo!

Vaiolo delle scimmie. Dal 9 agosto in qua non se n’era più parlato. Forse per non turbare le ferie di ferragosto attese da tanta gente. Ma il 22 del mese si viene a sapere del primo caso accertato a Cuba. Il contagiato dal vaiolo sarebbe un Italiano le cui condizioni di salute vengono definite critiche, al momento curato in terapia intensiva.

Il 7 settembre 2022 i dati offerti dal Programma Europeo di osservazione della Terra, Copernicus, gestito dalle Commissioni Ue ed Esa, parlano chiaro: L’estate 2022 ha portato la siccità peggiore degli ultimi 500 anni. Le immagini del satellite Sentinel 2 indicano come, tra il 1° luglio e il 31 agosto 2022, vaste regioni siano passate da un verde acceso a un marrone arido. Danni gravi alla vegetazione in particolare nelle aree sud-orientali della Gran Bretagna, in Francia settentrionale, in Germania, Polonia ed Europa orientale.

8 settembre 2022. Che cosa si legge sui mezzi di informazione? Nulla di edificante, nulla di incoraggiante. Il tema centrale è quello della miseria in cui affogano milioni di persone nel mondo. Nel 2021, si dice, i minorenni italiani in povertà assoluta toccavano la cifra di 1.382.000 corrispondente al 14,2%, percentuale in crescita se confrontata con il 13,5% del 2020. La notizia proviene dal Rapporto di Save the Children concernente le disuguaglianze di tempi e spazi educativi nella scuola. A preoccupare sono la crisi energetica e l’inflazione che potrebbero fare aumentare ancora il numero dei minori in povertà. L’impoverimento, afferma il Documento, non è che la cornice di un quadro più fosco per il futuro di giovani e bambini. L’impoverimento educativo sconta ancora gli effetti causati da Covid e Dad (didattica a distanza), soprattutto a carico dei minori in svantaggio socioeconomico.

10 Settembre 2022. La Fondazione Di Vittorio della Cgil pubblica una stima che riguarda oltre 9 milioni di persone in difficoltà con il lavoro, calcolando il tasso di disoccupazione nel 2021 al 16%, a differenza del tasso ufficiale che è al 9,5%.

Mal di vivere. Si va verificando un suicidio ogni 16 ore, ma anche un tentativo di suicidio ogni 14 ore. Sono i risultati dai dati dell’Osservatorio “Suicidi Fondazione Brf”, alla vigilia della giornata per la prevenzione del suicidio. In Italia da gennaio ad agosto 2022 ci sono stati 351 suicidi e 391 tentati suicidi. Forze dell’ordine e detenuti sono le categorie più a rischio. Tra i giovanissimi, dalle rilevazioni dell’Ospedale Bambino Gesù, emerge che i tentati suicidi sono passati da 369 del 2018-2019 a 649 del 2020-2021, praticamente un caso al giorno, il 75% in più nei due anni di pandemia rispetto al biennio precedente. Sei giorni appresso si legge, dalle stime di Eurostat, che nel 2021 un Italiano su quattro era a rischio povertà. Si trattava del 25,2%, in aumento rispetto al 24,9% del 2020. La percentuale a rischio povertà o esclusione sociale in Unione Europea è al 21,7% pari a 95,4 milioni di persone. Nel 2020 era al 21,6%.

Arriviamo al 19 settembre 2022 e le notizie dal mondo non tendono ad ammorbidirsi. Si narra che il presidente USA Biden abbia affermato che qualora la Russia dovesse ricorrere ad armi nucleari, chimiche o tattiche, la risposta degli Stati Uniti “sarà consequenziale”. E ciò cambierebbe il volto della guerra come mai dalla seconda guerra mondiale. Gli USA, inoltre, difenderebbero Taiwan in caso di invasione cinese. È il monito del presidente Biden intervistato dalla Cbs: “Non ci stiamo muovendo, ma stiamo incoraggiando la loro indipendenza. Questa è una loro decisione”. 

Intanto che i toni salgono fra grandi potenze in quanto a minacce, ecco che è la Natura stessa a flagellare come non mai l’uomo. Sii viene a sapere che l’uragano “Fiona” ha colpito la costa sud-occidentale di Porto Rico causando frane, facendo saltare la rete elettrica, devastando la viabilità. Centinaia di persone sono state evacuate o soccorse in tutta l’isola. Fiumi impetuosi hanno inondato i primi piani delle abitazioni e persino una pista aeroportuale nella regione meridionale dell’isola. I livelli di pioggia potrebbero raggiungere i 76 centimetri nella parte orientale e meridionale di Porto Rico. “I danni che stiamo vedendo sono catastrofici”, ha affermato il governatore Pierluisi.

S’è già parlato degli aiuti militari all’Ucraina; c’è un parallelo: con l’inasprirsi del conflitto a mano a mano che il tempo passa, con l’affievolimento delle speranze di una recessione delle spinte aggressive, con la comparsa sempre più frequente di voci minacciose che si richiamano a possibili interventi nucleari, si va constatando un accrescimento delle preoccupazioni volte a fornire materiale bellico per la prosecuzione del conflitto che, a ben vedere, minaccia di trasformarsi in una catastrofe planetaria. Così si legge sulla pagina Internet byoblu – La TV dei cittadini: “I politici e i governi a parole potrebbero anche volere la pace ma, nei fatti, le loro azioni smentiscono questo proposito”. È del 28 settembre 2022, mercoledì, la notizia che “Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di aiuti all’Ucraina di 12,3 miliardi di dollari. Una parte, 7,5 miliardi in aiuti militari, un’altra di 4,5 miliardi in aiuti umanitari ed economici. Vengono stanziati 3 miliardi dei 7,5 miliardi di dollari in aiuti militari per l’Iniziativa di assistenza alla sicurezza dell’Ucraina, che consente al Pentagono di stipulare contratti per nuove armi e attrezzature per Kiev e altri 2,8 miliardi di dollari per rafforzare le forze statunitensi di stanza in Europa. L’aiuto consiste in ulteriori 1,5 miliardi di dollari di finanziamenti per rifornire le scorte statunitensi di armi già inviate in Ucraina e un importo che include 540 milioni di dollari per il rifornimento di munizioni. Il pacchetto includerà anche i sistemi di lancio multiplo di razzi HIMARS (MLRS), armi antidroni, sistemi radar e pezzi di ricambio. Insomma, un fiume di denaro che fa chiaramente capire l’intenzione degli Stati Uniti: proseguire il conflitto tra Ucraina e Russia”. Nel tempo stesso che si pensa a fornire tecnologie per uccidere e per distruggere non ci si avvede degli artigli ferigni sfoderati da Madre Natura che, come sta dimostrando da un po’ di tempo in qua, pare proprio che ne abbia abbastanza del genere umano: terremoti che mettono in ginocchio intere etnie, uragani che spazzano via pezzi di civiltà, ultimi Fiona e Ian, alluvioni, siccità, malattie, fame di cibo, sete di acqua, violenze imperversanti e di ogni tipo e, dallo spazio, proiettili cosmici dal potenziale devastante che si trastullano a sfiorare il nostro pianeta, ma fino a quando? Tutto quel denaro speso in armi, ripeto, non sarebbe meglio e più intelligentemente impiegato per lenire le sofferenze umane?

23 Marzo 2024. Rapporto Unesco per la 32a Giornata Mondiale dell’Acqua: un bene minacciato dai cambiamenti climatici. L’Unesco sottolinea come la “crisi idrica” possa sfociare in guerre. Tra il 2002 e il 2021 la siccità ha colpito 1,4 miliardi di persone e oggi il computo tocca i 2.2 miliardi (più del 25% della popolazione mondiale) che non hanno accesso all’acqua potabile. Lontano l’obiettivo Onu di garantire a tutti questa risorsa per il 2030. Gli Stati dovrebbero aumentare la cooperazione internazionale e gli accordi transfrontalieri, indica l’Unesco.

Intanto in Italia cresce la dispersione di acqua in rete. Nel 2022 il volume delle perdite idriche nella fase di distribuzione è pari a 3,4 milioni di metri cubi, il 42,4% di tutta l’acqua immessa in rete, per il persistente stato di inefficienza di molte reti di distribuzione. Lo comunica l’Istat. Le perdite più ingenti in Sicilia, Sardegna e Appennino meridionale, per rotture nelle condotte e vetustà degli impianti, ma anche usi non autorizzati ed errori di misura nei contatori. Da “Sole 24 ore”: I progetti anti-siccità restano al palo. Come se ogni giorno ogni italiano rovesciasse per strada 157 litri di acqua.

16 Maggio 2024. Il segretario di Stato americano Anthony Blinken, in visita a Kiev, ha annunciato lo stanziamento di altri 2 miliardi di aiuti militari all’Ucraina. Nello stesso tempo si comunica che a marzo è aumentato in Italia il debito pubblico di 23 miliardi rispetto a febbraio, per un totale di 2.894 miliardi. Ma appena un mese dopo le notizia si aggravano: su Televideo del mattino del 15 giugno 2024 si viene a sapere che, da un’analisi di Bankitalia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 11,5 miliardi rispetto al mese precedente salendo a 2.905,7 miliardi.

Cala parimenti il potere di acquisto dei salari dei lavoratori dipendenti che negli ultimi dieci anni è diminuito del 4,5% mentre nelle altre maggiori economie è cresciuto tra l’1,1% della Francia e il 5,7% della Germania. A rischio povertà l’11,5% degli occupati in Italia, mentre nella Ue la percentuale si ferma all’8,5%. Nel 2023 l’incidenza di povertà assoluta è all’8,5% tra le famiglie, al 9,8% tra individui, pari a 5.752 milioni di poveri, che è il livello maggiore degli ultimi dieci anni.

Le batoste climatiche, per amara ironia degli eventi, sono frequentemente incoraggiate dalle attività umane che, anziché spendersi per contrastare lo sfacelo che sta dilagando, ne accrescono la virulenza. Inizia il mese di ottobre 2022 che si incontra l’informazione relativa a una “grande nuvola” di gas in fuga e in propagazione sulla Norvegia e sulla Svezia, a seguito del danneggiamento di Nord Stream 1 e 2. “L’Istituto di ricerca norvegese Nilu dichiara “Livelli record di emissioni, mai niente di simile in Norvegia e Svezia”, stimando siano fuoriuscite quasi 80 mila tonnellate di metano. La nube ha raggiunto anche il Regno Unito e si sposta verso Nord; in due giorni potrebbe arrivare alle Isole Svalbard.

Viene proprio da pensare che l’uomo aneli a realizzare l’autodistruzione. Si parla di cercare la pace e si piazzano armi dappertutto per uccidere, per distruggere. Il vecchio adagio “Se vuoi la pace prepara la guerra” è oggi pervenuto a un limite tale di esasperazione da rivelarsi in tutto il suo potenziale devastante. Si legge, per portare un esempio, sulle fonti di informazione del 23 ottobre 2022, che “Sullo sfondo delle crescenti tensioni fra la Russia e la Nato, dopo l’invasione dell’Ucraina, l’America schiera in Europa, precisamente in Romania, la 101a divisione aerotrasportata. Si tratta di una delle divisioni aeree d’assalto più di élite dell’esercito USA, una unità di fanteria leggera, addestrata per essere impiegata in qualsiasi campo di battaglia del mondo nel giro di ore”. Non succedeva da ottant’anni. Certo non si va pensando a una unità di soccorso umanitario attrezzata con mezzi di sussistenza, ospedali, scuole per bambini, generi di prima necessità, ma bensì con armi micidiali e dirompenti per annientare e portare miseria e sofferenza. E la vogliono chiamare garanzia per una pace duratura! Poi, alla distanza di pochi giorni, la notizia trapelata dal nostro Bel Paese: si fa luce sul caso delle armi inviate dall’Italia a supporto della resistenza ucraina. L’Esecutivo Draghi ha fornito i cannoni semoventi e i lanciarazzi più moderni della Nato, con decine di obici e blindati. Sono i nostri mezzi usati da Kiev contro i Russi. Ora la premier Meloni deve decidere sullo scudo antiaereo chiesto da Zelensky.

Be’, vada per lo scudo antiaereo, pura necessità difensiva, ma per quanto riguarda le altre armi non saranno certo usate per un’esposizione di museo aperta a tutti. Se ci sono cannoni, obici e lanciarazzi ci saranno pure dotazioni adeguate di munizioni e queste saranno impiegate per uccidere, per distruggere. La Costituzione della Repubblica Italiana, fin dal 1948, all’Art. 11 proclama: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”. Ripudiare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali si scontra frontalmente in modo più che stridente con l’invio di armi all’Ucraina. In questo modo non risolviamo un bel niente, ma contribuiamo ad alimentare il conflitto armato. Già, non siamo noi a sparare, ma che differenza fa il limitarci a fornire di mezzi micidiali che altri sicuramente useranno per distruggere, e uccidere con le nostre mani? Nessuna responsabilità in quella sciagurata decisione? Per di più si calcoli il valore finanziario investito per l’invio di quelle macchine da guerra: il denaro impiegato sarebbe stato meglio indirizzato ad aiutare la popolazione sofferente per cibo, medicinali, abitazioni, servizi fondamentali e sicurezza. Ma no, perché chi dà una direzione alle decisioni da assumere in questi frangenti è una ridda di interessi economici e politici che, come sempre è stato, si lasciano alla “sensibilità” di pochi artefici, quelli ai quali è stato demandato il compito delicato di “fare” la Storia.

Possiamo pensare a un nuovo atto di buona volontà? Ma certo, perché di volontà sulla bonifica del clima mondiale se n’è profusa a iosa negli accordi presi in precedenza, che sono stati puramente accordi, non usciti dalla carta delle pagine del dossier relativo. Parlo della notizia diramata il 5 novembre 2022, concernente il Cop 27 ossia il vertice del clima e dei leader. I nodi cruciali presi in considerazione riguardano: la temperatura media mondiale, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, il livello e il contenuto energetico degli oceani, l’estensione delle superfici di ghiaccio e la perdita di massa dei ghiacciai. Alla vigilia della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, Cop 27 appunto, a Sharm el-Sheikh in Egitto, per gli esperti di riscaldamento globale, sono questi i cruciali indicatori chiave per misurare la reale portata dei cambiamenti climatici, anche rispetto alla prima conferenza sul tema tenuta nel 1995. Il vertice ebbe luogo dal 6 al 18 novembre 2022.

Il Vertice Cop 27, della durata fino al 18 novembre, vide la partecipazione di 197 Paesi. Si cercò un punto di accordo facendo fronte comune contro il cambiamento climatico. Partecipava a distanza anche il Movimento ecologista Ecoitaliasolidale. L’obiettivo era la piena attuazione dell’Accordo stipulato a Parigi. Il segretario esecutivo Onu sui cambiamenti climatici, Stiell, ha affermato: “Tutti, ovunque nel mondo, devono fare tutto il possibile. Emissioni da ridurre del 45% entro il 2030 rispetto al 2010”. Il rapporto annuale sul clima osserva che gli ultimi otto anni sono stati i più caldi di sempre. Ora siamo più che prossimi a superare il limite di riscaldamento globale. I livelli record di gas serra nell’atmosfera, causa dell’innalzamento della superficie dei mari e della fusione dei ghiacciai a nuovi massimi, aumentano i fenomeni climatici estremi. La siccità ha ridotto alla fame 19 milioni di persone nell’Africa orientale. Le alluvioni hanno provocato la morte di 1.700 persone in Pakistan e ne hanno costrette quasi 8 milioni ad abbandonare i propri villaggi. Cicloni e uragani hanno causato morti a Cuba, Madagascar e Florida.

Ed è così che la Conferenza Cop 27 si apre lunedì 7 novembre 2022 con la prevista fase tutta sulle constatazioni di fatto. La Cop 27 è aperta dal ministro degli Esteri egiziano ShouKry, in qualità di presidente del Vertice. Per la prima volta si va a discutere sul tema della divisione fra Paesi ricchi e Paesi poveri. È prevedibile che i Paesi più sviluppati, ai quali viene addebitata la responsabilità dei cambiamenti climatici per le emissioni dei decenni trascorsi, temano di dover pagare miliardi per i danni arrecati dalle calamità naturali. Una decisione finale sul finanziamento del fondo “Loss and damage” per i danni climatici dovrebbe arrivare non più tardi del 2024. Si rammenta che il 2022 è stato fino a oggi l’anno più caldo mai registrato in Italia. Nei primi dieci mesi la temperatura ha segnato 1,07 gradi superiori alla media storica. I dati del Cnr osservano che l’anomalia climatica è più evidente al Nord, con +1,41 gradi; al Centro con +1,01 e al Sud con +0,85 gradi. Con il caldo sono saliti a una media di nove al giorno gli eventi estremi. Siccità, bombe d’acqua, nubifragi, tempeste di vento, trombe d’aria e grandinate hanno causato danni all’agricoltura per 6 miliardi di Euro a partire dall’inizio dell’anno.

Nel 2022 almeno 15 mila persone sono morte in Europa per il caldo record. L’Oms riferisce: tra i Paesi più colpiti la Spagna e la Germania. I tre mesi da giugno ad agosto sono stati i più caldi in Europa da quando si monitora il dato climatico. Le temperature eccezionali hanno portato alla peggiore siccità mai registrata dal Medioevo. Quasi 4 mila decessi in Spagna, più di mille in Portogallo, oltre 3.200 nel Regno Unito e circa 4.500 in Germania nei tre mesi estivi. Alla Cop 27 il segretario generale dell’Onu ha affermato: “L’umanità ha una scelta da compiere: o cooperare sul clima o morire”.

Dopo la lettura di queste angosciose rivelazioni, che non sono dell’ultima ora, ma che datano ormai da decenni, mi viene da pensare: C’è poco tempo, è tardi, indietro non si torna e qualcosa dobbiamo fare, ma che cosa? Immagino che le opzioni di intervento per salvare il clima, il Pianeta e l’Umanità possano essere di tre tipi: la prima, quella che prevede interventi della tecnologia e delle scienze applicate per dare forma a filtri e marchingegni capaci di arrestare l’emissione di gas serra; la seconda, quella che riguarda i comportamenti di tutti gli umani per il medesimo scopo.

La prima ipotesi si porta appresso un ventaglio di grossi problemi tra progettazioni, costi di produzione, ulteriore inquinamento che la produzione industriale comporta, tempi lunghi e volontà politica di attuazione. Non so se il bilanciamento tra costi e benefici riuscirebbe a soddisfare le esigenze operative. Qualcuno già si è mosso su questa via, ma i risultati non si sono visti, anzi la situazione mondiale è peggiorata rapidamente. La seconda opzione si richiama al senso di responsabilità dei governi e dei singoli nel consumare risorse fondamentali producendo inquinamento. Ossia non ci sarebbe altra via che consumare di meno, accontentandosi del necessario e abolendo il superfluo, sino anche, su un piano sociale umanitario, a garantire alla totalità delle persone dignità di vita e di lavoro. Tutto questo, è lampante, porterebbe a una possibile rivoluzione fra ceti di diversa estrazione socio-economica. Qui si parla di rinuncia a una serie di beni, ma chi aderirebbe a una sollecitazione di tal fatta? Troppi freni e ostacoli si frapporrebbero a una decisione di questo tipo, anche perché si dovrebbe comunque sempre fare i conti con la corruzione e con l’egoismo innato in ogni individuo e ceto sociale. E allora?

E allora passo alla terza ipotesi: semplicemente, di fronte all’inerzia e ai contrasti di opinione degli umani sarà Madre Natura a metterci mano, risolvendo il problema con metodi che nulla lasciano al “se” e al “ma”. Noi, poveri presuntuosi e incapaci, saremo spazzati via nel giro di poco tempo.

Proprio per non discostarmi dal tema, parlerò ancora di clima, è l’argomento che, insieme ai report sulle guerre, più assilla l’umanità dei nostri giorni. Il 2 giugno 2024 da quanto espone la rubrica Televideo si viene a sapere che in India si è abbattuta un’ondata di caldo con temperature che hanno superato i 50 gradi, con la conseguenza di 85 morti nel giro di 24 ore. Lo Stato più colpito è quello di Odisha nell’est del Paese.

Leggo il 6 giugno 2024 su Televideo che il mese di maggio 2024 è stato il maggio più caldo mai registrato al mondo da quando si effettuano le rilevazioni scientifiche ossia dalla metà del 1800. Lo ha reso noto Copernicus, il servizio meteorologico della Ue. Si tratta del dodicesimo mese consecutivo a risultare il più caldo, mai registrato al mondo. La temperatura media globale degli ultimi dodici mesi, dal giugno 2023 al maggio 2024, è stata la più alta mai registrata, 1,63°C sopra la media preindustriale 1850-1900, superando il limite di 1,5°C fissato dall’Accordo di Parigi e dalla Cop 26 di Glasgow. Passa un giorno e, sempre su Televideo, in data 7 giugno 2024, leggo che per la Sardegna la Protezione Civile ha lanciato un’allerta meteo, il primo della stagione, per le alte temperat

ure. Nel Nord dell’isola si supereranno i 40 gradi. L’allarme meteo entra in vigore a partire dalle ore 6 dell’8 giugno fino alla mezzanotte.

Televideo 27-8-24. Si è dissolto il ghiacciaio di Flua sul Monte Rosa. Nell’800 si estendeva su 80 ettari, oggi è ridotto a un insieme di rocce e detriti, con qualche accumulo di neve, grazie alle nevicate tardive. Sono notizie provenienti dalla tappa piemontese della Carovana dei Ghiacciai, di Legambiente. I ghiacciai limitrofi, Piode e Sesiavigne, sono arretrati di oltre 600 metri dagli anni ’80. Dal 2050, a causa dell’innalzamento delle temperature, i ghiacciai alpini con quote massime al di sotto del 3500 metri andranno incontro allo stesso destino.

Immagine di Copertina tratta da 7 Colli.

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