Sete d’acqua

Sul Televideo mattutino del 27 luglio 2024 si leggeva: “Tra tre settimane non ci sarà più acqua per l’agricoltura nel Centrosud”. L’Anbi (Associazione nazionale dei consorzi di bacino) lancia l’allarme. Invasi quasi vuoti in Puglia, Abruzzo e Sicilia. Situazione grave anche in Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. In Centro Italia i recenti nubifragi e grandine non hanno ricaricato gli invasi. Scendono i livelli di laghi e fiumi. – E pensare che pochi giorni fa i mezzi di comunicazione di massa davano per certo che quasi la metà dell’acqua erogata nella rete idrica va dispersa. La triste notizia ritorna infatti sulle pagine delle informazioni giornaliere. Il 4 agosto 2024 si legge che per ogni quantitativo di 100 litri di acqua immessi nella rete idrica in Italia ne arrivano all’utente meno di 58. Lo studio condotto dalla Cgia rileva che i 42 litri mancanti, pari a 3,4 miliardi di m3, si perdono lungo la rete idrica, vetusta e in cattivo stato. I nostri consumi idrici totali segnano 40 miliardi di m3 annui, impiegati per l’agricoltura, l’industria, per usi civili. Intanto in Grecia, sono notizie del 13 agosto 2024, in vaste zone aggredite da incendi sono state evacuate almeno undici località a Nord-Est di Atene. Il giorno seguente si legge sui mezzi di informazione, per quanto riguarda l’Italia: “Picchi di caldo in arrivo sulla Penisola. Secondo le previsioni oggi (14 agosto) sono 19 le città da bollino rosso e domani saranno addirittura 22: una settimana di Ferragosto rovente con temperature diffusamente oltre i 36-38 gradi”. In Grecia continuano a svilupparsi violenti incendi su un fronte di fuoco di circa 30 chilometri, con fiamme alte fino a 25 metri.

Ma non basta: la vigilia di Ferragosto si calcola che un punto su tre dei mari italiani è inquinato. Sono rilevazioni effettuata da Goletta Verde e Goletta dei Laghi nel programma di Legambiente. Su 265 campioni di acqua prelevati tra giugno, luglio e inizio agosto 2024 in 15 regioni costiere il 37% va oltre i limiti di legge (erano il 36% nel 2023 e il 31% nel 2022). Esaminando mari e laghi nel complesso, su 394 punti campionati in 19 regioni il 36% supera i limiti imposti: cattiva depurazione, scarichi abusivi, siccità, inquinamento, tropicalizzazione del Mediterraneo sono le minacce maggiori.

Un’altra botta micidiale: sarà l’ultima?

Televideo del 27 luglio 2024 annuncia: “Bahia. Due decessi per febbre Oropuche sono stati confermati in Brasile: sono i primi registrati nel mondo. Due donne sotto i 30 anni sono morte nello Stato di Bahia. Non avevano altre malattie e presentavano sintomi simili a quelli della febbre dengue. La febbre Oropuche è un’infezione virale tropicale trasmessa da moscerini e zanzare e prende il nome dalla regione in cui è stata scoperta nel 1955, nel laboratorio regionale di Trinidad e Tobago. Finora non aveva causato morti. Dai moscerini alle scimmie: sono le informazioni di massa del 17 agosto a parlarne, si tratta del vaiolo delle scimmie. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ritiene molto probabile che si verifichino casi importanti di Mpox, il vaiolo delle scimmie. Le probabilità di infezione per i contatti stretti pelle a pelle su casi importati è elevata.

Ma ci vogliamo proprio male!

Anche sul piano finanziario la popolazione viene colpita, con maggior peso per coloro che spuntano un salario mensile di misera quotazione. I notiziari di informazione del 29 luglio 2024 comunicano una rilevazione effettuata dalla Cgia: per il pagamento delle bollette l’aumento tra il 2019 e il 2023 è stato di 2.900 Euri l’anno, mentre gli incrementi devoluti ai contribuenti sono stati di molto inferiori a quello fatto registrare dal costo della vita che in questi quattro anni è stato del 16,3%.

Cosa daremo da mangiare ai nostri nipoti?

Le fonti di informazione diramate il 31 luglio 2024 riportano sulla scena le rilevazioni eseguite da Slow Food:il giorno del 1° agosto 2024 ha un nome, Earth Overshoot Day. Il Global Footprint Network annuncia che nella data indicata l’umanità avrà consumato tutte le risorse naturali capaci di rigenerarsi nel corso dell’anno sul pianeta. La constatazione è condivisa da Slow Food Italia. Nel 1971 il fenomeno antropico si verificava per il giorno di Natale ma, trascorsi 50 anni, l’appuntamento è anticipato di 150 giorni. Come se avessimo dato fondo anche alle risorse vitali occorrenti per i successivi cinque mesi dell’anno. Andando avanti di questo passo finiremo per trovarci sempre più in debito, sino al punto che la Natura nulla avrà più da anticiparci e resteremo forzatamente a bocca asciutta. Non si tratta di una fiaba, dacché la data del 1° agosto è frutto di un’analisi che pone a confronto la biocapacità produttiva del pianeta e l’impronta ecologica lasciata dall’umanità, che viene misurata tenendo conto della domanda di cibo, di legname, della capacità di assorbire l’anidride carbonica emessa nell’atmosfera.

Ma dove ci porterà il 2025 e dove gli anni successivi? Lasceremo un mondo ancora vivibile ai nostri nipoti? Socchiudo le palpebre e mi lascio trasportare da un sogno: niente più guerre, in ogni Nazione gente che lavora onestamente per sopravvivere, che abbandona rancori e superbia, che torna a fraternizzare in letizia con il prossimo, che si accontenta del necessario eliminando gli sprechi e gli errori di distribuzione delle risorse: gente che prova ammirazione e amore per l’ambiente che la ospita e ne affronta le caratteristiche con rispetto e parsimonia, gente che spegne i motori e riscopre la bellezza del sedersi in compagnia per condividere quanto necessario a vivere e a sentirsi felici. Gente che accoglie l’altro considerandolo non un estraneo, ma un “io un’altra volta”, gente che convive con immigrati da terre lontane, rispettosi delle usanze, della cultura, delle leggi del Paese che li accoglie… Devo riaprire gli occhi… non ne ho il coraggio.

Immagine di Copertina tratta da La Stampa.

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