PROGETTO  SOCRATES  COMENIUS “AZIONE 1” – Parte 7 di 13 

Che cosa ci aspettiamo a medio-lungo termine?

  • Un incremento della disponibilità ad apprendere.
  • La padronanza di un livello di autoconsapevolezza capace di generare autorealizzazione, attraverso il rispetto, l’empatia e la congruenza.
  • La correzione del proprio “dialogo interno”, intesa come capacità di interpretare e di valutare ciò che accade in noi e attorno a noi.
  • Alunni che sappiano “educare se stessi”, lungo un percorso sia mediato sia autogestito.
  • Alunni in grado di liberare capacità creative nella formulazione del pensiero.

Educazione emotiva

I contenuti dell’educazione emotiva confluiscono in modo massiccio nell’autoconsapevolezza (Metaemozione).

Il procedimento scelto è quello della “ristrutturazione cognitiva” che ha inizio dalla messa a fuoco dei pensieri irrazionali.

Fondamentalmente l’azione è diretta ai pensieri, non alle emozioni, nel tentativo di trasformare le emozioni attraverso la modificazione dei pensieri. Si affrontano tutti gli elementi irrazionali presenti in un determinato pensiero. Si guidano gli alunni a riflettere sul fatto che le emozioni derivano dai pensieri; li si indirizza a collegare l’emozione all’elemento attivante; a rievocare i pensieri irrazionali e a metterli in discussione; ad acquisire un diverso modo di pensare e di sentirsi nei confronti della situazione presa in esame.

Si utilizzano argomentazioni realistiche, rifuggendo le false risposte di carattere consolatorio.

Si aiuta lo studente a diventare consapevole delle proprie emozioni e a saper dare loro un nome che gli consenta di comunicare ad altri i propri sentimenti.

Si promuove l’espressione dei bisogni, delle idee, delle emozioni.

Si cerca di ampliare il vocabolario emotivo dello scolaro mettendolo in grado di riconoscere le quattro principali dimensioni emotive (ansia-paura, collera-ostilità, dolore-depressione, piacere-gioia) e di indicarle, anche facendo ricorso a sinonimi.

Si guida l’alunno a discriminare la variabile intensità con cui ciascuna emozione può manifestarsi in circostanze diverse.

Si crea un rapporto improntato alla franchezza, alla trasparenza, alla considerazione, all’interdipendenza, alla distinzione, al rispetto, all’accettazione.

Si adotta un atteggiamento volto all’ascoltare, al riconoscere e all’accogliere gli aspetti cognitivi in modo da renderli visibili, consentendo allo studente di riconoscerli e di apprendere riguardo al proprio modo di apprendere (Metacognizione).

Si abbandona la competitività per affidarsi alla collaborazione.

Ai contenuti e alle metodologie didattiche si antepongono la qualità della relazione, l’intenzionalità, i processi di comunicazione e di interazione.

Si rinuncia all’uso coercitivo del potere salvaguardando libertà e disciplina.

Educazione creativa

Si procede alla eliminazione degli atteggiamenti negativi: eccessiva sorveglianza o controllo, valutazione pressante, ricompense, competizione, limitazione delle scelte, aspettative esagerate, limitazione del tempo a disposizione, critiche.

Si concede l’apprezzamento per un buon lavoro eseguito.

Si comunicano il piacere di fare e l’entusiasmo.

Si cerca di individuare il tipo di intelligenza individuale (le sette intelligenze di H. Gardner).

Si accorda libertà di scelta di lavoro all’interno dei gruppi (in base alle sette intelligenze) per favorire il coinvolgimento, l’attenzione, l’immaginazione e l’interesse.

Si pone l’accento sulla spontaneità individuale e sullo sforzo di gruppo.

Si fornisce una grande ricchezza di esperienze.

Si predispongono progetti che comportino uno sforzo collettivo di pensieri e creatività.

Si evita di porre domande che comportino risposte “giusto-sbagliato” e si forniscono problemi che ammettano soluzioni aperte.

Si risponde a una domanda con un’altra (buona) domanda.

Non si offre la soluzione dicendo: “Si fa così”, ma si propone: “Questo è il problema; cerchiamo di risolverlo”.

Tempi e organizzazione

Le “lezioni” possono essere tenute nel numero di una o due alla settimana, per la durata cadauna di 40-50 minuti, inclusa la discussione di gruppo.

La procedura prevede momenti di lavoro in gruppo ristretto e momenti di socializzazione a classe riunita. Le sequenze si svolgono secondo i criteri della esplicitazione di idee, opinioni, emozioni, atteggiamenti critici, proposte, del loro confronto libero e rispettoso del diritto ad esprimersi, dell’atteggiamento all’ascolto, del dibattito democratico e della possibilità di decentrazione intellettiva ed emotiva.

Verifiche

I testi citati offrono in genere l’opportunità di ricorrere a test di osservazione/verifica.

Le verifiche più utili agli scopi del Progetto, tuttavia, si ritiene siano da ravvisarsi nella raccolta di “osservazioni sistematiche”, da parte degli operatori scolastici, relativamente alle trasformazioni verificatesi nei comportamenti innovativi e nella crescita del “senso di sé” degli alunni.

RAPPORTO FINALE

 (dal 01-03-2000 al 31-07-2001)

  1. Bibliografia ragionata. Con i fondi comunitari è stata allestita una bibliografia composta da n° 20 volumi di contenuto specifico. I testi sono stati letti, analizzati e selezionati allo scopo di individuare i processi più efficaci per consentire agli studenti di pervenire alla elaborazione di idee nuove ma, al tempo stesso, semplici, valide e pratiche, quindi funzionali. Dalla loro consultazione sono stati tratti utili indirizzi verso un’impostazione delle intese educativo-didattiche volte a stimolare gli alunni a individuare, privilegiare e sviluppare adeguati processi di problematizzazione e di ricerca di soluzioni ai problemi, ma anche a muovere verso la conoscenza della dimensione emozionale nel rapporto apprendimento-insegnamento e verso l’acquisizione di competenze autoregolative delle proprie emozioni.
  • Attività educative. Le attività svolte in classe hanno interessato alunni di Scuola materna, elementare e media:
  1. Scuola Materna. Con i bambini del primo anno (3-4 anni di età) è stato affrontato un delicato lavoro che, a partire da esigenze iniziali di inserimento-accoglienza, si è mosso nella direzione dello sviluppo delle capacità creative, attraverso l’espressione grafico-pittorico-plastica, la drammatizzazione e le attività costruttive e verso l’acquisizione della capacità di prendere consapevolezza dei propri stati emotivi e di esprimerli mediante il linguaggio verbale, grafico e corporeo. Tali indirizzi educativi sono stati quindi impostati con la funzione di filo conduttore per le varie attività curricolari di ordine educativo e didattico. L’area affettivo-emotiva e l’area intellettiva sono state così richiamate in un unico percorso formativo capace di offrire stimoli validi e adeguati allo sviluppo sia cognitivo sia emotivo della persona. Così i bambini hanno sperimentato liberamente alcune tecniche grafico-pittoriche, hanno manipolato materiali plastici, hanno sperimentato la tecnica della spugnatura con i colori a tempera e quella del ‘collage’ e si sono accostati, in forma ludica ed emotivamente coinvolgente, ai colori primari, sino alla realizzazione di piccoli lavori. L’apprestamento di un ambiente accogliente, la proposta di canti e filastrocche e l’esecuzione di giochi di movimento e di interazione hanno favorito il superamento di stati di ansia e di disagio emotivo, consentendo di promuovere efficaci processi di socializzazione. Particolare spazio è stato dedicato alla individuazione e alla presa di consapevolezza di stati emotivi positivi (felicità). I bambini hanno infatti iniziato ad acquisire consapevolezza dei loro stati emotivi, con riferimento stretto a esperienze vissute. Tale consapevolezza ha quindi incontrato momenti di condivisione all’interno del gruppo. È stato pertanto possibile avvicinarsi, in maniera indiretta (fiabe) e graduale, a uno stato d’animo negativo (paura), attraverso un coinvolgimento controllato nelle vicende dei personaggi della fiaba. I bambini del secondo anno (4-5 anni di età) hanno dimostrato interesse, curiosità e partecipazione alle attività proposte e dirette a suscitare la sensibilizzazione e l’impegno diretto delle stesse famiglie verso il mondo emozionale dei piccoli. Si è fatto ricorso all’uso dei colori nel tentativo felice di abbinare ricordi di esperienze tristi o felici a un colore che i bambini stessi potevano scegliere dandone spiegazione e scoprendovi le emozioni che vi si accompagnavano. Ogni bambino ha avuto modo di esprimere la propria definizione di tristezza o di felicità o di paura, valendosi altresì della espressione grafica e della ideazione collettiva di una poesia. I bambini del terzo anno (5-6 anni di età) hanno seguito un percorso educativo che portava in luce il volto delle emozioni suscitate da varie sensazioni di fronte agli aspetti del vissuto personale e della realtà circostante: fotografie e stati d’animo, immagini evocative ed emozioni cromatiche, analisi emotiva dell’ambiente, delle atmosfere, dei personaggi, delle azioni. La componente creativa, in ogni caso, ha favorito lo sviluppo dell’immaginazione, l’uso di tecniche varie, la formulazione di proposte e di scelte nella realizzazione dei lavori.
  • Scuola Elementare. Nelle classi prime e seconde i parametri “creatività” e “intelligenza emotiva” hanno permeato tutte le attività svolte nel corso dell’anno scolastico, con il ricorso a tecniche specifiche e con l’individuazione di percorsi metodologici attinenti alle scelte educative effettuate. Mediante la realizzazione di una iniziativa educativa di “ludobus” sono stati favoriti la scoperta, il riconoscimento e il controllo delle emozioni e si è dato stimolo allo sviluppo di atteggiamenti cooperativi tra alunni, con efficace integrazione al Progetto di base relativo alla Creatività e all’Intelligenza emotiva. Gli alunni hanno concluso il percorso sulla creatività e sulle emozioni attraverso la mobilitazione di attività mimico-gestuali, grafiche, pittoriche ed espressive condotte con la partecipazione attiva dei genitori.  –  Alle classi terze è stato riservato un percorso di “educazione razionale-emotiva” (“R.E.T.” – M. Di Pietro, A. Ellis). Per l’attuazione dell’iniziativa si è resa necessaria la discussione collettiva tra gli alunni, intesa come prima strategia di apprendimento, utile per la costruzione di una conoscenza socialmente condivisa che apportava sempre idee varie e innovative. L’attività, che richiedeva un tempo di 45 minuti circa alla settimana, prevedeva un primo momento di gioco o di manipolazione di materiali e un successivo momento di discussione. Gradualmente gli alunni approdavano a una prima consapevolezza delle proprie reazioni emotive e si appropriavano delle espressioni verbali adatte a descriverle; quindi raggiungevano la consapevolezza della relazione esistente tra pensieri e stati d’animo, sino a rendere possibile il superamento dei modi di pensare irrazionali; le emozioni venivano successivamente gestite e utilizzate come elementi di aiuto per il superamento delle difficoltà incontrate. Tutto ciò ha consentito di impostare le condizioni adatte per esperienze di creatività e fantasia nello svolgimento delle attività curricolari. – Le classi quarte hanno utilizzato l’espressione musicale per evocare immagini, per descrivere, per fare, per suscitare emozioni. Anche qui c’è stata compenetrazione del momento creativo e di quello emozionale, per quanto riguarda sia il potere evocativo dei timbri musicali sia il potere narrativo e descrittivo di una musica sia la possibilità di sperimentare le sensazioni fisiche ed emotive prodotte da un tema musicale. I ragazzi, inoltre, hanno seguito un percorso di “immaginazione guidata” (E. Hall, C. Hall, A. Leech) adatto a sfruttare e potenziare le loro capacità immaginative.  –  Le classi quinte hanno lavorato privilegiatamente sulla poesia e sulla produzione di creazioni di gruppo e individuali, in una linea di sviluppo che ha impegnato in modo particolare l’operatività.
  • Scuola Media. Tutte le classi della Scuola Media hanno coltivato gli ambiti della creatività artistica e della consapevolezza emozionale seguendo itinerari specificamente predisposti. La classe seconda, in particolare, è stata interessata, come proseguimento dell’attività impostata l’anno precedente, alla metodologia “CoRT Thinking” (E. de Bono) con l’applicazione di tre sezioni delle sei previste dal programma completo: Ampiezza di Vedute, Creatività, Informazioni e sensazioni. Si è fatto inoltre ricorso a una serie di interventi volti all’educazione del “pensiero laterale” (“Lateral Thinking”) tratte dal complesso “Mind Pack” (E. de Bono). Il programma ha favorito una migliore estensione delle abilità percettive attraverso la mobilitazione del pensiero verso direzioni differenti di movimento in situazioni che richiedono di risolvere un problema; ha posto le condizioni per imprimere vigore allo sviluppo di nuove idee, creando stimoli per l’emersione di idee del tutto nuove e innovative; ha veicolato la capacità di selezionare un’informazione e di attribuirle valore, indirizzando gli sforzi per dare ordine alla realtà in modo da creare consapevolezza circa i valori, le emozioni e i processi utilizzati. Il lavoro si svolgeva due volte alla settimana per interventi cadauno di 40 minuti circa, con la classe intera e, alternativamente, a gruppi di alunni. Tutto il lavoro si è mosso verso una direzione unitaria rappresentata da tre risvolti formativi urgenti: 1) l’approfondimento della dimensione metacognitiva del funzionamento mentale umano, con stretta implicazione del processo di insegnamento-apprendimento scolastico; 2) la considerazione della totalità della persona come sistema integrato, nel suo procedere congiunto di razionalità e di emozioni, con il recupero dei significati evolutivi attinenti all’intelligenza emotiva; 3) l’attribuzione di particolare rilievo all’espressione creativa del pensiero, come estensione e integrazione delle concezioni più strettamente legate all’aspetto critico e costruttivo del pensiero.

Formazione in servizio.

La nostra Scuola ha organizzato e attuato un seminario di autoaggiornamento al quale ha partecipato la totalità dei docenti. Il seminario, dal titolo “Creatività del pensiero e intelligenza emotiva”, si è svolto il giorno 20 settembre 2000, in Paesana, ed è stato accompagnato da proiezione di schemi sintetici e da una relazione consegnata ai partecipanti. – Parte del personale della Scuola ha partecipato ai seminari-dibattito sulla metodologia “Bright Start” di Carl Haywood, in Torino (C.I.R.D.A.), nelle giornate 24-25 giugno 2000 e 21 novembre 2000. – Alcuni docenti hanno frequentato il corso “Per una pedagogia delle emozioni” tenutosi presso l’Istituto Comprensivo di Revello (Cuneo) nei giorni: 20 novembre e 1, 4, 13 dicembre 2000.

Attività di scambio.

È stata effettuata una nutrita attività di scambio di materiali: libri specifici, relazioni, fotografie, videocassette. – È stata attivata la corrispondenza interscolastica, tramite posta ordinaria ed E-mail, per realizzare un interessante scambio di informazioni tra alunni delle Scuole partner.

Visite di studio e attività collaborative.

  1. Tre insegnanti di Scuola elementare hanno effettuato una Visita di studio presso la Scuola “I.E.S. – BOABDIL” di Lucena/Cordoba, dal 21 al 26 ottobre 2000. Il “meeting” si è svolto con la partecipazione di personale di tutte le Scuole partner (Stuttgart, Berlino, Mondovì). Si è lavorato sulla valutazione della prima parte del Progetto al primo anno di applicazione, sulle conoscenze reciproche, sullo scambio di informazioni e opinioni e sulla implementazione delle fasi successive di realizzazione. 
  2. Il Prof. Klaus Schell ha dato vita, in Paesana, a un “Laboratorio di Creatività” nel periodo dal 5 al 13 marzo 2001. Il Prof. Schell della Scuola “Jörg-Ratgeb-Schule” di Stuttgart/Neugereut  ha lavorato con tutte le classi sia della Scuola Elementare sia della Scuola Media di Paesana, coinvolgendo nel percorso n° 202 alunni e n° 14 docenti, su un progetto che prevedeva la realizzazione di “murales” con la proiezione di sagome di alunni ‘dal vivo’, di tabelloni decorativi raffiguranti le emozioni primarie, di una scenografia rappresentante l’avvicendarsi delle quattro stagioni su pannelli a parete; ha inoltre organizzato momenti interattivi in classe con gli alunni per scambi di informazioni sulle realtà scolastiche, su usi e costumi dei due Paesi (Italia e Germania); ha infine allestito una mostra aperta a un afflusso poderoso delle famiglie degli alunni, del personale scolastico e delle autorità locali. Gli obiettivi educativi intrinseci all’iniziativa riguardavano: l’acquisizione della capacità di utilizzare materiali naturali primari (pigmenti), la creazione di consapevolezza circa la provenienza e la reperibilità di tali materiali, l’utilizzazione di nuove tecniche di lavoro (creare miscele con rosso d’uovo, acqua e aceto, con acqua e colla per tappezzeria), la facilitazione del contatto manuale con elementi primari, il risveglio di sensazioni, di emozioni e l’accrescimento della consapevolezza del loro insorgere e della loro gestione.
  3. È stata organizzata e realizzata una prima visita di scambio fra studenti: n° 12 alunne della 2a/3a Media della Scuola di Stuttgart, accompagnate da tre docenti della stessa Scuola, si sono recate a Paesana nel periodo dal 28 aprile al 4 maggio, ospitate presso le famiglie degli alunni di Paesana. Alunne tedesche e italiane, con un seguito di docenti e familiari, hanno partecipato a visite culturali in zona piemontese (Torino, Saluzzo, Revello, Staffarda), hanno preso parte a manifestazioni locali e a momenti di interazione di studio sulle attività inserite nel P.E.E. in classe.
  4. In data 7 giugno 2001 si è tenuto un “meeting”, in Paesana, fra i Gruppi di Coordinamento Comenius delle Scuole di Paesana e di Mondovì, con la partecipazione di n° 16 docenti e di due dirigenti scolastici. Nell’occasione si è fatto il punto sulla situazione relativa alla realizzazione del Progetto Europeo, sviluppando un arricchente scambio informativo circa le esperienze educative effettuate nelle rispettive Scuole.
  5. Gli scambi collaborativi hanno concluso il primo anno del P.E.E. con la restituzione della visita alla Scuola di Stuttgart da parte di n° 13 alunne delle classi 2a e 3a della Scuola Media di Paesana accompagnate da due docenti e da due familiari. Il gruppo ha compiuto il viaggio nel periodo dal 14 al 20 luglio 2001. Le alunne sono state, come per il precedente punto c), a loro volta ospitate dalle famiglie delle scolare di Stuttgart/Neugereut. La Visita/scambio è stata un’occasione meravigliosa per approfondire conoscenze, per accrescere e rinsaldare rapporti interpersonali, per effettuare scambi linguistici, per conoscere aspetti culturali e artistici della zona del “Baden-Württemberg” e per condividere attività educative inerenti al Progetto Europeo in partenariato.

Immagine di Copertina tratta da Moving to Stuttgart.

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