Comenius 2000
Appena terminato il P.E.E. (Progetto Educativo Europeo) sulla Metacognizione (Strategie di pensiero – Imparare a pensare) abbiamo dato il varo, per autorizzazione della B.D.P. (Biblioteca di Documentazione Pedagogica) di Firenze, a un nuovo Progetto Comenius, con decorrenza 1° marzo 2000.
Alla precedente quartina di Scuole si è aggiunta la “Grundschule am Ritterfeld” di Berlino.
Questa volta siamo andati oltre la Metacognizione e abbiamo scelto l’ambito della “Creatività del pensiero e intelligenza emotiva”.
Ancora lavoriamo sui processi. Quale peso della sfera cognitiva?
Noi partiamo dal presupposto che le funzioni cognitive dipendano dalle funzioni emotivo-affettive e che, contemporaneamente, le emozioni affondino le loro radici nei pensieri attivati.
Il P.E.E. precedente si occupava dell’imparare a pensare. Ora ci muoviamo in progressione: “gli studenti possono davvero pensare solo se riescono a essere in contatto con le proprie emozioni”.
E la Metacognizione?
Crediamo che la riflessione sui propri processi di pensiero sia una procedura tuttora valida: l’equilibrio e la produttività del pensiero si raggiungono superando l’ostacolo frapposto dai pensieri irrazionali e questi ultimi si neutralizzano soltanto nel momento in cui si apprende ad affrontarli e a “metterli in discussione”.
Quali scopi?
L’intesa generale è quella di favorire una comunicazione efficace, la formazione di controlli interni, l’autoapprendimento, l’autofiducia, l’autocontrollo, l’autodisciplina, la creatività, la partecipazione al processo, il senso di autonomia e di responsabilità stimolando il pensiero creativo, l’intelligenza e l’esperienza. Dunque incoraggiare la motivazione, l’attenzione, l’interesse riducendo nel contempo i conflitti, il risentimento, l’ostinazione, la resistenza, l’ostilità, la ribellione, l’aggressività negativa e i problemi comportamentali.
Creativi si nasce?
Anche. Ma la creatività può essere insegnata. La creatività progredisce nella misura in cui gli studenti diventano più consapevoli dei propri atti creativi e acquistano fiducia in sé.

La dimensione europea.
Il Progetto muove verso obiettivi educativi, essenzialmente. Nondimeno è stato curato l’aspetto più ampiamente pervasivo dell’iniziativa, che equivale allo sviluppo della dimensione europea nelle scuole: un aspetto che parte da intese di lavoro condivise, per coinvolgere successivamente tutto un sistema di rapporti culturali e umani e, infine, creare una rete di scambi arricchiti.
È così che si sono realizzate visite di studio da parte di insegnanti e capi di istituto in scuole partner, si è tenuta viva una intensa corrispondenza, si sono messe idee a confronto, sono emerse proposte nuove e rivestite di efficacia.
Gli stessi studenti hanno intrapreso una vicendevole corrispondenza per via telematica, con scambi di informazioni e di fotografie. Si sta pensando a un prossimo meeting fra ragazzi tedeschi e italiani, a Paesana, per dedicare un breve periodo di tempo scolastico al lavoro in comune sulle competenze apprese e, perché no, per creare genuini rapporti di amicizia.
Altre idee innovative sicuramente faranno la loro comparsa, nel procedere del P.E.E., nella direzione di una più chiara e compresa dimensione europea della Scuola.

Materiale di documentazione
Lo svolgimento delle attività previste dal Progetto Socrates-Comenius/1 è stato seguito da opportune documentazioni. Alcune di queste sono relazioni inerenti ai contenuti sviluppati nei Corsi di formazione. Altre sono state realizzate con telecamera.
Va da sé che le videocassette relative alle esperienze didattiche “Comenius in classe”, contenendo riprese di minori, non possono essere oggetto di esportazione, in omaggio alla normativa sulla “privacy” dei minori.
La documentazione sotto riportata comprende una serie di videocassette VHS e relazioni su grigio.
Formazione
I documenti in elenco riportano i lavori di alcuni Corsi di formazione seguiti dai Docenti prima di intraprendere le attività in contesto didattico.
- “CoRT Thinking”. Seminario introduttivo. Paesana. Prof. Rudy Magnan della Proactive Training Systems di New York. Febbraio 1996. Durata: 2h 30’.
- “Bright Start” di Carl Haywood. 1° livello. Paesana. Dott. Maria Teresa Mignone della Cooperativa “Multiproposta” di Torino. Maggio 1997.
Durata: 12h.
- “Bright Start”. Corso di 2° livello. Paesana. Dott. M.T. Mignone. Maggio 1998. Durata: 12h.
- “La Didattica metacognitiva”. Corso di 1° livello. Paesana. Dirigente scolastico Mario Bruno. Giugno 1997. Durata: 9h.
- “Dentro la Metacognizione”. Corso di 2° livello. Paesana. Dott. Giancarlo Bonansea della Cooperativa “Multiproposta” di Torino. Giugno 1998. Durata: 5h.
- “Penso…dunque cresco”. Corso conclusivo in contesto metacognitivo. Paesana. Relatori vari. Novembre-Dicembre 1999. Durata: 12h.
- “Creatività del pensiero e Intelligenza emotiva”. Seminario di autoaggiornamento. Paesana. Settembre 2000. Relazione su grigio.
Visite di Studio
La raccolta documentaria seguente seleziona alcune esperienze tratte dalle visite di studio effettuate da nostri operatori scolastici nelle Scuole partner e da colleghi di queste ultime presso il nostro Istituto.
Alcune delle videocassette riportano momenti di attività didattica in interazione diretta, a completamento della esposizione proposta nella successiva serie “Comenius in classe”.
- “Jörg-Ratgeb-Schule” di Stuttgart/Neugereut (Germania). Marzo 1997.
- “Colegio Publico Garcia de Leaniz” di Lucena/Cordoba (Spagna). Marzo 1997.
- “Colegio Publico N.tra S.ra De Araceli” di Lucena/Cordoba (Spagna). Giugno 1998.
- “Jörg-Ratgeb-Schule” di Struttgart/Neugereut (Germania). Febbraio 1999.
- “Secc. IES BOABDIL” di Lucena/Cordoba (Spagna). Maggio 1999.
- Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Paesana (Italia). Giugno 2000. Visita dei Colleghi di Stoccarda e di Lucena. Durante il soggiorno è stato realizzato uno scambio di visite presso la Scuola partner di Mondovì 1° Circolo Didattico “Mario Trigari”.
- “Secc. IES BOABDIL” di Lucena/Cordoba (Spagna). Ottobre 2000.
Comenius in classe
I filmati in elenco riguardano alcuni momenti della ricaduta didattica in contesto di reciprocità diretta docenti/alunni.
- “Bright Start”. Scuola Materna. Maggio 1998.
- “Bright Start”. Classi 1a e 2a Elementare. Febbraio-Marzo 1999.
- “CoRT Thinking”. Classe 4a Elementare. Febbraio 1999.
- “Laboratorio tecnico-creativo”. Classi 1a e 3a Elementare. Aprile 1999, Prof. Gerlinde Rakoczy della “Jörg-Ratgeb-Schule” di Stoccarda.
- “Metacognizione – Metodo di studio”. Classe 2a Media. Giugno 1999.
- “Sintesi Metacognizione”. Assemblaggio di scene rappresentative tratte dalle varie attività didattiche realizzate nel triennio 1997/1999.
- “Intelligenza emotiva e Creatività”. Classe 3a Elementare. Dicembre 2000.
- “Creatività nella scuola”. Classi di Scuola Elementare e Media. Febbraio-Marzo 2001. Prof. Klaus Schell della “Jörg-Ratgeb-Schule” di Stoccarda.
CURRICOLO E METACOGNIZIONE
Anno Scolastico 1999/2000
Una perdita di tempo?
Impostare la Didattica in termini di Metacognizione, sia pure in proporzioni limitate, può apparire una perdita di tempo. Indubbiamente si deve sottrarre spazio curricolare a una determinata disciplina di insegnamento se si decide di sperimentare un percorso metacognitivo.
Lavorare in Metacognizione, tuttavia, non è l’equivalente di una bizzarria o di una smania di cambiamento a tutti i costi. Il significato che ne proviene è più simile a un buon investimento che consentirà di dirigere in modo più efficace i percorsi di lavoro; un investimento che non richiede più di un’ora alla settimana di attività in aula.
Ma ne vale proprio la pena?
Lasciamo a parte le facili tentazioni volte a cercare argomentazioni valide per convincere. Non si tratta di convincere, ma di invitare a riflettere in un certo modo. E questo modo lo prendiamo a prestito dal pensiero di un eminente esperto in materia, docente di psicologia presso la New York University: Jerome Bruner ( da: La cultura dell’educazione – Nuovi orizzonti per la scuola, Milano, Feltrinelli, 1997-98, originale 1996):
“La nuova corrente di ricerca sulle “altre menti”, (…) è la manifestazione più recente di un più generale sforzo moderno di fare posto, nel processo di apprendimento, alla prospettiva del bambino. In questa concezione l’insegnante si preoccupa di capire cosa pensa il bambino e come arriva a convincersi di certe cose. I bambini, come gli adulti, vengono visti come persone che costruiscono un modello del mondo mediante il quale interpretare la propria esperienza. La pedagogia deve aiutare il bambino a capire meglio, in modo più efficace e meno unilaterale. La comprensione viene promossa tramite la discussione e la collaborazione, il bambino viene incoraggiato a esprimere meglio le sue idee per poter attuare un incontro con le menti di altri che possono avere dei punti di vista diversi.
Questa pedagogia della reciprocità presume che tutte le menti umane siano capaci di possedere credenze e idee che, attraverso la discussione e l’interazione, possono essere dirette verso un quadro di riferimento comune. Sia il bambino che l’adulto hanno un proprio punto di vista e ciascuno viene stimolato a riconoscere quello dell’altro, anche se i due modi di vedere possono essere discordanti. (…) Il bambino non è ignorante, nel senso che ancora “non sa”, non è neppure assimilabile a un recipiente vuoto, ma è qualcuno capace di ragionare, di fare senso, sia per conto proprio che attraverso il dialogo con gli altri. Il bambino viene considerato capace non meno dell’adulto di riflettere sul suo stesso pensiero, e di correggere le sue idee e le sue nozioni attraverso la riflessione (…) passando cioè al livello metacognitivo. Il bambino e la bambina, in breve, vengono visti non solo come dei discenti, ma come degli epistemologi.” (pag. 69)
“Forse le culture scolastiche che danno risultati positivi (…) dovrebbero essere considerate delle “controculture” che si propongono di accrescere la consapevolezza e la metacognizione dei loro partecipanti, e di aumentarne l’autostima.” (pag. 91)
“Il nostro problema è piuttosto quello di raggiungere la consapevolezza di qualcosa che facciamo automaticamente con tanta facilità, il vecchio problema della prise de conscience.
I tre antidoti classici a questo particolare tipo di inconsapevolezza di ciò che è automatico e onnipresente sono il contrasto, il confronto e la metacognizione. (…)
Arriviamo così alla metacognizione. In questa forma di attività mentale l’oggetto del pensiero è il pensiero stesso. (…) La metacognizione trasforma le argomentazioni ontologiche circa la natura della realtà in argomentazioni epistemologiche sui modi in cui conosciamo. Mentre il contrasto e il confronto possono aprire gli occhi sulla relatività del sapere, obiettivo della metacognizione è la creazione di modi diversi di concepire la costruzione della realtà. La metacognizione, in questo senso, fornisce una base ragionata per la negoziazione interpersonale dei significati, un modo di raggiungere la comprensione reciproca anche quando la negoziazione non riesce a produrre il consenso.” (pagg. 162-163)
Immagine di Copertina tratta da Happy To Be Here.
