Abilità di studio per imparare a studiare.
Su questo ambito si sono cimentati gli alunni di terza classe Elementare, di prima e seconda Media dell’Istituto.
Gli alunni di terza Elementare sono stati avviati a un lavoro capace di generare automotivazione, articolato in sette aree di abilità.
Procedura.
Le attività proposte si componevano di cinque parti:
- una breve frase sul contenuto dell’attività specifica e l’indicazione dello scopo della stessa;
- un percorso adeguato a far capire l’importanza di una determinata abilità nel lavoro scolastico;
- istruzioni sul “come fare”;
- l’applicazione pratica dell’abilità proposta;
- ripasso dei punti chiave relativi alle istruzioni sull’attività, riflessione sui modi di impiego dell’abilità appresa.
A conclusione della sezione di lavoro si procede al ripasso nella forma di ritorno sul contenuto delle attività e nella vera e propria applicazione delle abilità acquisite.
Gli scolari di classe terza Elementare si sono impegnati con la prima delle sette aree presentate dal testo, quella con titolo “Ascoltare, seguire le istruzioni e prendere appunti”. Essendo il programma particolarmente consigliato per la quarta e la quinta classe Elementare, lo sviluppo dello stesso raggiungerà dimensioni di maggiore portata con il proseguimento della scuola.
Obiettivi:
- riconoscere che è importante ascoltare per seguire le istruzioni e raccogliere le informazioni;
- capire che, in mancanza di ascolto, aumenta la probabilità che le spiegazioni vengano fraintese;
- operare una netta distinzione di significato tra udire e ascoltare;
- saper decidere in quali occasioni è importante ascoltare;
- come gestire una situazione quando si dimostri necessario ascoltare, ma si incontrino difficoltà;
- migliorare la comprensione di ciò che si ascolta.
Il lavoro previsto per i ragazzi di Scuola media si è avvalso delle indicazioni metodologiche contenute nel testo “Imparare a studiare. Strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio” di Cesare Cornoldi e Coll., edito dal Centro Studi Erickson, Trento, 1993.
Il programma proposto dal testo adottato è molto vasto; si suddivide in quattro grandi aree: le strategie di apprendimento, gli stili cognitivi, lo studio in una dimensione metacognitiva, l’atteggiamento verso la scuola e lo studio.
Per motivi peculiari al contesto, le insegnanti hanno portato la scelta sull’ultima area, sviluppando i settori riguardanti i rapporti con i compagni e con gli insegnanti.
L’iniziativa ha incontrato notevole apprezzamento da parte degli scolari, ha sviluppato una notevole interazione linguistica, coinvolgendo la maggioranza degli alunni in costruttivi confronti di punti di vista sul piano sia strettamente razionale sia più individuale ed emozionale.
Motivazioni:
Le motivazioni della scelta di questo particolare tipo di attività metacognitiva derivano dalle preoccupazioni emergenti di fronte a casi, non insoliti, di svogliatezza, noia, distrazione, affaticamento, lentezza, insuccesso nel gestire la fatica dello studio in genere.
Punto di partenza:
Si parte dal presupposto che essere portatori di difficoltà di apprendimento sia l’equivalente, molto spesso, del non saper utilizzare un adeguato metodo di studio. I primi passi da compiere sono dunque quelli di insegnare allo studente un metodo che egli non conosce e, ancora più importante, di avviarlo ad adattare e ad applicare il metodo selezionato in situazioni che anzi tempo non erano supportate dall’utilizzo di qualsivoglia metodo di studio.
Attraverso l’apprendimento di un metodo di studio si sollecita nell’alunno la sensibilità ai problemi che lo studio comporta, si offre la disponibilità di un adeguato repertorio di strategie, si tengono in considerazione gli stili cognitivi personali, si favorisce l’esercizio del controllo attivo sui processi di apprendimento.
Contenuti:
Il programma sul quale si è lavorato spazia sullo sviluppo di alcuni aspetti cruciali riscontrabili nel momento di utilizzare un metodo di studio: la concentrazione, la selezione degli aspetti principali di un oggetto di studio, la capacità di autovalutazione, le strategie di preparazione a una prova, la sensibilità metacognitiva.
Procedimento:
L’Insegnante segue questo procedimento:
- inizia fornendo una spiegazione particolareggiata dell’itinerario da seguire, rinforzandola con esempi concreti;
- si affida ampiamente all’interazione, sollecitando dagli alunni osservazioni e commenti;
- rimarca il modo in cui un buon utilizzo di una strategia può esercitare un utile controllo sul processo di apprendimento, operando opportuni confronti su situazioni sottese o no dal ricorso a strategie e avviando gli alunni ad auto-monitorarsi;
- infine incoraggia la generalizzazione e il transfert delle competenze a contesti diversi di attività.
Le Scuole partecipanti al Progetto
Il nostro Istituto (Scuola Coordinatrice)
Noi lavoriamo in un Istituto comprensivo di scuola materna, elementare e media di primo grado, intitolato “Don Lorenzo Milani”, di Paesana in provincia di Cuneo (Italia).
La nostra Scuola annovera 470 alunni dai tre ai quattordici anni di età, su un territorio che, lungo la Valle del Po, comprende tre Comuni (Paesana, Rifreddo, Sanfront).
Nel terzo anno di attività, su un totale di 56 Insegnanti, ben 16 hanno attivato procedure di Didattica metacognitiva in classe, sviluppando i seguenti percorsi:
- Il metodo “Bright Start” di Carl Haywood a favore dei bambini di Scuola materna e del primo biennio di Scuola elementare;
- Il metodo “CoRT” di Edward de Bono per alunni di classe quarta e quinta elementare;
- Le procedure di “Lettura e metacognizione”, “Matematica e metacognizione”, “Abilità di studio” per alunni del secondo ciclo della Scuola elementare;
- Le procedure di “Imparare a studiare” per studenti di prima e seconda Media.
Con le Scuole partner, oltre alla effettuazione di periodiche Visite di studio e allo scambio di materiale di documentazione, sono stati mantenuti solleciti contatti tramite corrispondenza epistolare, telefonica, via fax e via E-mail. È in fase di progettazione anche una collaborazione tramite Internet.
La Scuola ha ospitato, nelle intese del Progetto Comenius, Miss. Marjorie Taylor, Direttrice di una Scuola materna di Blakburn (Manchester), nel novembre del 1998, per uno scambio di informazioni sulla conduzione del Progetto.

Nel mese di aprile 1999 è stata nostra ospite un’Insegnante della Scuola partner di Stuttgart, la Prof. Gerlinde Rakoczy la quale ha attivato, nell’arco di sei giorni, un interessantissimo “laboratorio tecnico” basato su attività di “bricolage” con materiale povero, a vantaggio di alunni di prima e terza classe Elementare. La sua presenza si è estesa ad altre classi di Scuola materna e media, dove la Prof. Gerlinde ha intrattenuto gli alunni con coinvolgenti rapide immersioni nella lingua tedesca.
Presso la nostra Scuola sono state realizzate Visite di studio da parte dei partner di Germania e Spagna. Abbiamo inoltre avuto ospiti, sia per Visite di studio sia per la partecipazione a Corsi di formazione sulla metacognizione, operatori delle Scuole di Stuttgart, di Lucena e di Mondovì.
La Scuola partner di Stuttgart
La prima Visita in assoluto è stata effettuata dal Capo di Istituto della Scuola coordinatrice (Istituto Comprensivo “Don L. Milani” di Paesana – Italia), nel marzo 1997, presso la Scuola partner di Stoccarda “Jörg Ratgeb Schule”.
Sono seguite altre due Visite di studio a febbraio 1998 e a febbraio 1999, con la partecipazione di alcune Insegnanti impegnate nella realizzazione del “Comenius”.
La Scuola di Stuttgart ha partecipato alle attività iniziali di formazione sulla Didattica metacognitiva, in Paesana, con la presenza del referente Comenius, prof. Klaus Schell.
Gli studenti coinvolti nel Progetto, compresi in una fascia di età dagli 11 ai 16 anni, hanno seguito lo svolgimento della metodologia “CoRT”.
Nel corso del secondo anno di attivazione del Progetto Comenius il numero delle classi coinvolte è pervenuto a 14.
Otto Professori hanno partecipato alla formazione sulla tecnica interattiva relativa ai “Sei cappelli per pensare” (Edward de Bono) in Germania. Tre Professori hanno partecipato alla formazione circa l’uso della tecnica del “Pensiero laterale” e al Corso “DATT” (Edward de Bono).
Il Prof. Klaus Schell, nel mese di agosto 1998, ha partecipato alla “Malta Thinking Conference” dove, alla presenza di Edward de Bono e di specialisti pervenuti da tutto il mondo, ha presentato il nostro Progetto Educativo Europeo sviluppato in partenariato.

Relazione del Preside Prof. Jürgen Elsäßer
Jörg Ratgeb Schule
La presente relazione illustra l’iniziativa svolta nelle classi ottava e nona dell’Istituto di Scuola Superiore di Stuttgart (Stoccarda).
Abbiamo cominciato a introdurre nella ottava classe le lezioni del “CoRT 1” di E. de Bono. Inizialmente le lezioni, della durata di 45 minuti, si svolgevano nella misura di una per settimana all’interno dell’orario curricolare. Si insegnavano le strategie di pensiero della sezione “Ampiezza di vedute” (PMI, CAF, etc.).
Due obiettivi erano per noi importanti:
- L’uso degli strumenti “CoRT” come aiuto per l’analisi dei processi di pensiero e l’accettazione degli strumenti stessi come struttura del modo di pensare.
- Cercare, secondo le possibilità, di impiegare le nuove esperienze trasferendole nelle materie di insegnamento.
“Poiché io stesso insegno matematica e fisica, abbiamo potuto sperimentare, nella seconda metà dell’anno scolastico 1997/98, già molte verifiche nella ricerca di alternative e di soluzioni ai problemi, come nel caso della elaborazione di problemi complessi.
“Nel corso dell’anno scolastico 1998/99 (9a classe), gli strumenti (strategie di pensiero) erano divenuti così familiari agli allievi, da assumere il ruolo di mezzi di lavoro utilizzati costantemente in matematica e in fisica”.
Due fatti sono da sottolineare:
a) Gli alunni hanno pubblicamente presentato i propri lavori e i metodi impiegati, il 9 maggio 1999 a Stoccarda, presso l’Istituto per le relazioni con l’estero (“INSTITUT FÜR AUSLANDS BEZIEHUNGEN”).
- Un Gruppo di studio del Ministero della Cultura della regione del Baden-Württemberg sta cercando nuove forme e metodi di valutazione degli studenti dalla classe 5ˆ alla 10ˆ. I nostri alunni hanno sviluppato e anche messo in pratica, attraverso l’applicazione degli strumenti “CoRT” e il dialogo svoltosi con il rappresentante del Ministero, una alternativa al solito lavoro scritto al quale si ricorre usualmente in classe. In una occasione opportuna presenteremo le nostre esperienze e gli esempi di questo gruppo di lavoro.
A tutti i trenta allievi della classe impegnata in attività metacognitive viene rilasciato un attestato specifico. Nell’anno 1999/2000 continueremo a lavorare a questo metodo e alle sue applicazioni. Per gli anni a venire prevediamo un graduale ampliamento della applicazione del programma “CoRT”, coinvolgendovi il maggior numero possibile di classi. A questo proposito gli studenti della 7ˆ classe acquisiranno competenze linguistiche in italiano, nelle A.G. (Corsi paralleli in lingua italiana): questo perché prevediamo, tra due anni, di organizzare uno “stage” di una settimana a Paesana (Italia), con una quindicina dei nostri alunni i quali lavoreranno insieme agli studenti italiani sulle linee portanti del programma “CoRT”.

Relazione del Referente Comenius, Prof. Klaus Schell
Jörg Ratgeb Schule
La conoscenza e l’applicazione delle lezioni “CoRT” (Edward de Bono) ha offerto a colleghi e alunni nuovi stimoli. Ravvisiamo nell’Imparare a pensare una delle esigenze prioritarie dell’attuale pedagogia.
Le lezioni “CoRT 1” sono state sin dall’inizio accolte con grande entusiasmo da tutti gli alunni. Nella nostra Scuola partecipano al progetto educativo circa 300 alunni appartenenti a dodici classi diverse (circa un terzo del totale).
Partiamo dalla 6ˆ classe (12 anni) e arriviamo alle superiori, 11ˆ classe (18 anni).
I docenti impegnati nel progetto si incontrano ogni quindici giorni per scambiare esperienze e creare nuovi stimoli.
Tempi: una lezione di 45 minuti per settimana, con orario fisso per la fase introduttiva degli esercizi.
Modalità di lavoro: le classi vengono suddivise in gruppi composti da 4-6 alunni.
Indicazioni metodologiche: partendo dagli esempi proposti dal Prof. De Bono si procede apportando opportuni adattamenti in base alle esigenze specifiche delle classi.
Osservazioni degli insegnanti: gli alunni lavorano con entusiasmo, motivati dalla novità delle situazioni in aula e dalla scoperta circa l’utilità delle strategie che vengono applicate a contesti e problemi reali (es.: occuparsi degli anziani, farne un PMI). Anche gli alunni più timidi trovano incoraggiamento nella partecipazione al lavoro di gruppo, dove tutte le idee e le proposte esprimono valore senza essere sottoposte a valutazione.
Altre attività: abbiamo illustrato il progetto educativo e la significatività delle strategie di pensiero a varie istituzioni educative nella provincia di Stuttgart e abbiamo incontrato ovunque grande interesse. Coltiviamo l’intenzione di estendere ad altre Scuole tedesche il campo di attività descritto.
La Scuola partner di Cordoba
Per quanto concerne la Scuola spagnola è necessario parlare di “scuole” in quanto, per motivi di varia natura, nel giro di tre anni di Progetto all’interno di quest’ultimo si sono avvicendati ben tre istituti:
- Il “Colegio Publico Garcia de Leaniz” di Moriles (Cordoba) nel primo anno;
- La Scuola “C.P. N.tra S.ra De Araceli” di Lucena (Cordoba) nel secondo anno;
- La Scuola “Secc. IES Juan de Aréjula – Los Santos” di Lucena (Cordoba) nel terzo anno.
Nel corso dell’ultima Visita di studio, in ordine di tempo (15-20 maggio 1999), effettuata presso la Scuola “Los Santos” di Lucena, alla quale hanno partecipato delegazioni delle Scuole di Stuttgart, Mondovì e Paesana, si sono svolti incontri assembleari nel corso dei quali è stata messa a punto l’attuale organizzazione del Progetto e si sono gettate le premesse per il suo successivo sviluppo in fase terminale, prendendo altresì in considerazione una condivisa possibilità di prosecuzione dell’iniziativa in partenariato, anche alla luce dei risultati incoraggianti sino a ora emersi.
La Scuola partner di Mondovì
La Scuola partner di Mondovì, Primo Circolo Didattico “Mario Trigari”, è entrata a far parte del Progetto comunitario soltanto a incipiente secondo anno di sperimentazione. Ha quindi seguito il programma già descritto per la Scuola coordinatrice di Paesana, sia per quanto riguarda gli itinerari di formazione professionale degli insegnanti in Didattica metacognitiva sia nelle scelte operate per l’applicazione pratica in classe, fatto riferimento, nello specifico, al metodo “CoRT” e al metodo “Bright Start” al primo anno di attività.
La Scuola Partner di Pitigliano (GR)
Le Scuole Elementari di Pitigliano hanno inviato ai loro coetanei di Paesana, in più riprese, una serie di vivande tipiche del loro Paese: pane di varie qualità e significati storici (lo “sfratto” a ricordo dello sfollamento degli Ebrei di Pitigliano verso i secoli 16°/17° ad opera dei Francesi), miele, dolci, olio, vivande tipiche.
La Scuola Media di Pitigliano ha lavorato intensamente sugli usi e costumi dei tempi antichi in Pitigliano (le casate degli Aldobrandeschi, degli Orsini) facendo confluire le ricerche e le conoscenze acquisite in rappresentazioni scenografiche molto realistiche attorno alle tematiche dei tempi antichi: la difesa del castello, il matrimonio fra casate dominanti, i pranzi alla corte dei Signori di Pitigliano e al tempo degli Etruschi, il ruolo delle donne nella società etrusca, la cucina, i cibi e i giochi più usuali al tempo degli Etruschi, i riti funebri (la morte di un alto funzionario di Sovana, membro di una delle famiglie più facoltose della zona, nel 3° secolo a.C.) appartenenti alla cultura di tempi passati.
Il personale insegnante dei tre ordini-gradi di Scuola di Pitigliano ha provveduto alla diffusione della cultura locale con scambio di materiale audiovisivo, con illustrazioni e con la personale guida in visita ai siti archeologici romani e alle necropoli etrusche del luogo.
C’è stato un ampio coinvolgimento degli alunni nel percorso di ricerca, di allestimento e di scambio del materiale didattico, con il concorso sia della Scuola sia delle famiglie.
Immagine di Copertina tratta da Telegraph.
