Gestapo: una forza distruttiva – Parte 4 di 6

Il 28 aprile 1945 Hitler venne a conoscenza del tradimento perpetrato da Himmler nei suoi confronti e subito ordinò al generale von Greim di arrestare il capo delle SS. Dopo la morte di Hitler, avvenuta il 30 aprile 1945, Himmler si era recato a Flensburg dove risiedeva l’ammiraglio Doenitz, nuovo presidente del Reich. Doenitz iniziò il 2 maggio i preliminari per la capitolazione accordandosi con il generale Montgomery e, quattro giorni dopo, dichiarò decadute tutte le funzioni detenute da Himmler. Quest’ultimo fu consigliato da Ohlendorff di arrendersi, ma non ne seguì le sollecitazioni. Il 10 maggio Himmler lasciò la località di Flensburg, cercò di camuffarsi e di travestirsi, si munì di un passaporto a nome di Heinrich Hitzinger, ma ugualmente fu intercettato con le sue sei SS e incarcerato nel campo di Fellingbosdel. Il 23 maggio comparve dinanzi al capitano Selvester a Kolkhagen rivelando la propria identità. Condotto al Quartier generale della 2a Armata fu perquisito e gli si trovò una fiala di veleni nei risvolti della giacca, ma nessuno si avvide che Himmler teneva un’altra fiala in bocca. Al momento in cui gli ordinarono di aprire la bocca lo videro irrigidirsi e subito dopo cadere a terra. La sua agonia durò dieci minuti, come succederà a Goering a Norimberga. Trascorsero dieci giorni e Himmler fu sepolto nei pressi di Lüneburg in una fossa scavata dal sergente maggiore Austin in un luogo sconosciuto e senza iscrizioni. Anche il baule di ferro nel quale erano custoditi gli archivi personali di Himmler non fu più ritrovato.

Un’impresa estremamente rischiosa.

Al piano di invasione della Polonia mancava un pretesto valido: si pensò a una provocazione indotta ché potesse essere usata come una risposta accettabile sul piano giuridico. Fu così che Hitler incaricò Himmler e Heydrich di inventare alcuni incidenti con i quali poter accusare i Polacchi di provocazione. Il 4 agosto 1939 Heydrich convocò l’Oberführer-SS Herbert Mehlhorn, uno dei più abili ufficiali dell’SD, dotato di notevole intelligenza e di particolari capacità organizzative, incaricandolo di mettere in scena un incidente preliminare in quel di Kreuzberg. Il giorno appresso Heydrich convocò lo Sturmbannführer-SS Alfred Naujocks per la realizzazione di quella che fu chiamata “Operazione Himmler” nella forma di una incursione di commandos. Gli indicò una località sulla frontiera polacca, Gleiwitz per mettere in atto la provocazione, da parte di simulate truppe polacche, dell’attacco alla stazione radio dalla quale sarebbe stata diffusa la notizia dell’incursione. Gli uomini del commando avrebbero indossato uniformi polacche e sapevano parlare la lingua locale. Avrebbero dovuto occupare importanti obiettivi militari o politici. Naujocks iniziò il proprio lavoro il 10 agosto 1939. L’intesa era che si sarebbe scaricato presso l’ingresso della stazione radio, la sera del 31 agosto, il cadavere di un uomo ucciso da poco, un ebreo prelevato da un campo, fornito da Heinrich Müller, capo della Gestapo. I sette uomini del commando si diressero in auto verso il bosco di Ratibor e la zona di frontiera. Qui cambiarono il proprio abbigliamento con le uniformi dell’esercito polacco. Erano le 19,27 quando si diede inizio al colpo di mano che ebbe la durata di appena quattro minuti. Nell’edificio della stazione radio erano rimaste soltanto cinque persone che furono ridotte all’impotenza prima che reagissero per lanciare l’allarme.  Subito la notizia, il mattino del 1° settembre, ebbe ampia diffusione. Anche sui giornali apparvero articoli annuncianti l’aggressione alla radio di Gleiwitz. Gli aerei di Goering bombardarono Varsavia e alle ore 8 il Gauleiter Forster proclamò Danzica come parte integrante del 3° Reich. A Londra e a Parigi fu ordinata la mobilitazione generale, ma Inghilterra e Francia assumeranno una decisione soltanto allo scadere del 2 settembre.

Nel suo ufficio Heydrich consegnò a Naujocks un dossier redatto da Schellenberg e lo invitò a darne lettura. Si parlava dello scopo teso a rovesciare Hitler e a instaurare un regime nuovo. In questo progetto gli ufficiali inglesi erano disposti a offrire il loro appoggio e l’aiuto necessario. L’SD era sulla via di negoziare con Londra la destituzione di Hitler. Schellenberg confermava, in un secondo rapporto, di aver raggiunto l’Aia con i propri seguaci e di aver iniziato i colloqui con il maggiore Stevens. Si parlò del rovesciamento di Hitler e della stipulazione di un trattato di pace con le Potenze occidentali. Londra trasmise il beneplacito all’iniziativa.

Il gruppo di Schellenberg fu dotato di un apparecchio rice-trasmittente con codice riservato allo scopo di mantenere i contatti con i servizi segreti inglesi all’Aia. Heydrich raccomandò a Naujocks di proteggere Schellenberg servendosi di una dozzina di uomini allo scopo. Heydrich nutriva probabilmente il sospetto che Schellenberg avesse preso accordi con gli Inglesi a proprio personale vantaggio. L’8 novembre 1939 Naujocks partì con il suo seguito di dodici uomini alla volta di Düsseldorf.

Alle ore 3,30 di notte, fra l’8 e il 9 novembre 1939, Schellenberg fu svegliato da una chiamata telefonica. Era Heinrich Himmler che gli comunicava l’attentato a Hitler. Le notizie dei giornali dicevano di una bomba collocata all’interno delle colonne nella birreria dove Hitler avrebbe tenuto un discorso. Era comandata da un meccanismo a orologeria.

L’11 novembre 1939 Schellenberg e Naujocks fecero ritorno a Berlino.

Rapire il duca!

Hitler, con l’approvazione di Rudolf Hess, aveva manifestato un’idea che avrebbe portato alla pace con l’Inghilterra. Convocò Ribbentrof affidandogli il compito di chiamare a sé Walter Schellenberg, capo della SD-Ausland, facendogli il nome del duca di Windsor e incaricandolo di prendere contatti con lui per farlo trasferire in Svizzera con l’appannaggio di 50 milioni di franchi svizzeri, cercando di convincerlo a dissociarsi dalla linea della famiglia reale. Era un progetto che non incontrava tuttavia l’approvazione di Heydrich. La faccenda si svolse in questo modo: il duca, insieme alla duchessa, nel 1940 si era rifugiato in Spagna per sfuggire ai Tedeschi. Avevano raggiunto Lisbona nel giugno del 1940 dove al duca pervennero la nomina a governatore delle Bahamas e la conferma che la Germania anelava alla pace con l’Inghilterra. Infatti Ribbentrop, il 31 luglio 1940, diede incarico al ministro tedesco a Lisbona di rassicurare il duca di Windsor che “la Germania vuole la pace con l’Inghilterra”. Propose poi che fosse il duca stesso a tentare altre forme di negoziato. Il duca, per parte sua, era convinto che se fosse rimasto sul trono la guerra non avrebbe preso corso. Il duca di Windsor ossia Edoardo VIII re di Gran Bretagna e Irlanda, era stato costretto ad abdicare in conseguenza del matrimonio contratto nel 1937 con l’americana Wally Warfield Simpson già reduce da un divorzio. Sicché Hitler decise di far rapire il duca e la duchessa prima del 31 luglio. Il 1° agosto i due si imbarcarono con direzione le Bahamas.

Un tesoro nascosto

Siamo a Bad Ausse, una cittadina sulle Alpi austriache, nei pressi di un lago in cui si diceva fossero stati sommersi i tesori dei nazisti. Le ricerche che si succedettero per raggiungere la verità erano già costate 23 vittime. Negli ultimi giorni del 1958 giunse a Töplitz un certo Wolfgang Löhde che volle tentare la propria parte nella ricerca del tesoro nascosto. Il lago aveva una profondità di 70-80 metri e le ricerche furono svolte con potenti riflettori e una telecamera di profondità, a iniziare dal 23 luglio 1959. Trascorse una settimana e furono localizzate sette casse. C’era un problema: Il lago Töplitz aveva un doppio fondale, il primo costituito da una piattaforma a circa 40 metri di profondità. Le casse erano dunque disposte su una specie di zattera in equilibrio precario. La prima cassa che si portò in superficie si sfasciò di colpo e lasciò fuoriuscire pacchetti di banconote da 5 sterline inglesi del tutto deteriorate e quasi irriconoscibili.

Il 28 luglio 1959 si recuperò una cassa che conteneva pacchetti di biglietti ed erano centinaia di sterline, ma si trattava di banconote false, fatte coniare da Hitler al tempo della guerra. Un’altra cassa era ripiena di piastre di rame ossia stampi per il conio delle banconote. In altre casse furono rinvenuti microfilm degli archivi di Walter Schellenberg. Tutte le operazioni riguardanti il denaro trovato erano iniziate nel settembre 1940. L’idea dei falsi biglietti era da attribuire a Naujocks, dopo la scoperta che aerei inglesi avevano sparso sul terreno in Germania false tessere annonarie allo scopo di disorganizzare il sistema di approvvigionamento. Con false sterline diffuse in gran copia in Inghilterra si sarebbe riusciti a far traballare dalle fondamenta l’intera economia e il mercato monetario inglesi. Erano stati prodotti biglietti nella quantità di 200-250 mila al mese, con un record di 400 mila. In questo lavoro di contraffazione erano stati impiegati anche deportati ebrei nel campo di concentramento di Orianenburg, i quali vennero decorati, per il servizio reso alla Germania in guerra, con 12 medaglie e 6 croci di seconda classe al merito militare.

Corrente il periodo primaverile dell’anno 1945 si verificò la fuga di soldati sbandati di fronte all’avanzata americana. Nel trambusto che ne seguì sulle strade avvenne che due camion rimasero bloccati tra Linz e Salisburgo. Il tenente del primo mezzo ordinò di gettare le casse trasportate nel fiume Traun. Pochi giorni appresso le casse si aprirono e comparvero sull’acqua centinaia di migliaia di banconote inglesi. Il secondo camion trasportava 23 casse per il valore in valuta di 21 milioni di sterline. Un’indagine del servizio segreto americano fece sapere che i due camion non erano che una parte soltanto di un notevole convoglio scomparso nelle adiacenze del lago di Töplitz. I Tedeschi, infatti, dal 1940 al 1945 avevano sfornato qualcosa come attorno ai 150 milioni di sterline false che fecero circolare in Svizzera, Svezia, Portogallo, Francia, Olanda, Turchia e Paesi del Medio Oriente. In questa faccenda apparve la figura di Galeazzo Ciano il quale era a conoscenza della diffusione delle false sterline nell’America del Sud. Ciano era riuscito a farsi ospitare in Germania da Hitler, accompagnato dalla propria famiglia. Ciano era disposto a salvaguardare la propria libertà facendo leva sul possesso del proprio Diario nel quale apparivano violenti attacchi contro Ribbentrop.

Höttl era collaboratore di Naujocks nella gestione del segreto degli strateghi di Berlino. Era anche favorevole al piano di Ciano per l’America del Sud. Il 17 ottobre 1943 ricevette da Kaltenbrunner l’ordine di accompagnare Ciano a Verona, dove Ciano fu messo agli arresti. Una ventitreenne, Frau Beetz, sottoposta agli ordini di Höttl, fu incaricata di proporre a Ciano di recarsi in Ungheria anziché in Spagna, ma Hitler aveva vietato a Ciano di allontanarsi dai territori del Reich. La partenza di Ciano sarebbe dovuta avvenire il 7 gennaio 1944, ma l’operazione di salvataggio di Ciano finì in un fallimento. Ciano fu condannato a morte con altri quattro imputati: de Bono, Marinelli, Pareschi e Gottardi. Furono fucilati alla schiena il 10 gennaio 1944.

Nel corso della 198a seduta del processo di Norimberga, l’8 agosto 1946, si parlò di un’organizzazione segreta che si fregiava di “eredità ancestrale” e di “ricerche sulla razza”, con il nome di Ahnenerbe il cui fondatore, nel 1935, era stato il Reichsführer Heinrich Himmler, capo supremo delle SS, delle SD e dei campi di sterminio dell’Est. Nel 1942 la fondazione fu collegata direttamente allo Stato Maggiore particolare di Himmler. Himmler provava un fascino totale per il Medio Evo germanico, interamente conquistato dalla figura di Enrico I, soprannominato Enrico l’uccellatore il quale già aveva sostenuto che la forza del popolo tedesco risiedesse nella purezza della sua razza. Himmler coltivava una particolare devozione per l’Ordine del Cavalieri Teutonici, dei quali le SS rappresentavano, secondo lui, una rinascita. Aveva anche pensato a una residenza per il suo Ordine Nero, a un castello, che individuò in Westfalia, il castello di Wewelsburg risalente agli Unni. A partire dal 1934 Himmler si dedicò alla ristrutturazione di quel castello. Voleva anche sostituire i riti in uso nelle credenze religiose di allora con riti più assomiglianti a una sorta di neopaganesimo germanico. Lo stesso Himmler dichiarò, nel gennaio 1937, di disporre “di un servizio razziale al quale è devoluto il compito positivo dell’educazione ideologica”. In seno a tale progetto Himmler realizzò addirittura una spedizione nel Tibet con lo scopo di “rintracciare le origini della razza nordica la quale, secondo i teorici nazisti, era di ceppo indo-germanico”. L’Ahnenerbe fu una delle espressioni SS responsabili di criminali esperienze sull’uomo e una mostruosa portatrice di morte formata da dementi e perversi di tutte le categorie.

Il capitano Sigmund Rascher chiese ad Himmler, e ottenne, la consegna di alcuni criminali di professione per portare avanti le esperienze su corpi umani. Per questi esperimenti Rascher scelse il campo di Dachau, con inizio il 22 febbraio 1942 e prosecuzione fino al mese di maggio dello stesso 1942, a carico di circa duecento detenuti. Ne morirono molti negli esperimenti sulla pressione ad alta quota, a causa di embolia gassosa. La camera perla sperimentazione consisteva in una campana di vetro dalla quale veniva aspirata l’aria contenuta. Fu anche usata per le esecuzioni di condannati a morte. Si fecero esperimenti anche sulla resistenza al freddo secco e al freddo umido: “i più fortunati erano colti da sincope dopo venti minuti”. Un altro medico criminale, Bellbock, provò gli affetti di ingestione di acqua salata sulla resistenza umana.

Un problema aggiuntivo premeva i Tedeschi in Patria: la popolazione andava crescendo a un ritmo inatteso per via dei prigionieri importati. I medici nazisti non fecero altro che pensare a sterilizzare la popolazione adulta dei nuovi arrivati, in modo da eliminare da subito ogni possibilità di riproduzione sessuale. Il dott. Madaus scoprì che il succo della pianta “calidium seguinum”, una volta ingerito, produceva una sterilizzazione durevole. Il dott. Victor Brack pensò di usare allo stesso scopo i raggi X che causarono centinaia di vittime di radiotermite, per ustioni provocate. Il dott. Clauberg iniettava all’interno della cavità uterina un miscuglio di Neo-Rontyum e di formalina. Le vittime provocate da questi trattamenti, quasi tutte ebree, erano attorno al migliaio e di esse almeno trecento vennero uccise. Il Dott. Joseph Mengele, ad Auschwitz, misurava la statura dei bambini e, qualora una parte di essi non raggiungeva una soglia prestabilita, venivano eliminati: ne morirono oltre un migliaio. Mengele, inoltre, portava avanti esperimenti sui gemelli ai quali iniettava sostanze assai dolorose per fare cambiare il colore delle pupille. Erano iniezioni lombari con fenolo, benzina e aria, comprese trasfusioni di sangue.

Non mancavano gli stermini di massa, come toccò a 12 mila Cèchi uccisi con un colpo di pistola alla nuca. Con lo scopo diabolico di dare vita alla razza superiore si sperimentarono una serie sterminata di vaccini. Il dott. Ding, dal 5 gennaio 1942 al 1945, sperimentò su un migliaio di detenuti che diventarono veri e propri “serbatoi di virus”. Il dott. Gebhardt si dedicava a innesti ossei, muscolari, di tessuti organici. A Orianenburg il dott. Baumkötter faceva amputare gli organi genitali maschili per farne una collezione. A Neuengammeil dott. Esmayer unsufflava bacilli tubercolari nei polmoni dei bambini. Ad Auschwitz il dott. König si dava a praticare amputazioni senza motivazione alcuna. Il dott. Thilo si interessava dei parti prematuri del 6°-7° mese e scaraventava i feti, senza distinzione se fossero morti o in vita, nei forni crematori. A Buchenwald il dott. Eysele usava vivisezionare detenuti, che poi mandava a morte con una iniezione letale. Il dott. Hirt collezionava crani e scheletri di Ebrei.

Tornando al piano politico europeo troviamo Winston Churchill intento a un suo progetto centrato sull’attacco di tutto il continente occupato, servendosi dei metodi della sovversione e del sabotaggio. La sua arma segreta fu chiamata “Special Operations Executive” (S.O.E.) che agì in Francia nelle mani del colonnello Maurice Buckmaster. Questi doveva servirsi di agenti inglesi, buoni conoscitori della Francia. Aveva un nemico acerrimo: un sottufficiale della Polizia militare, Hugo Bleicher, ottimo conoscitore della lingua francese. Bleicher si accorse da subito della presenza di una donna che cercava di ottenere informazioni sulla dislocazione dei depositi di benzina della Luftwaffe. La donna, arrestata, confessò di agire per un certo Paul che sarebbe arrivato a Parigi il 3 novembre 1941 per avere le informazioni del caso, ma alla stazione che Cherbourg Paul cadde nelle mani della Polizia tedesca. Il suo vero nome era Raoul Kiffer, agli ordini degli Inglesi. Arrestato, accettò di confessare e persino di collaborare con Bleicher pe conto dei Tedeschi. Fece il nome del suo superiore diretto, Armand e ne indicò la residenza. Con Armand collaborava una donna, la “Gatta”. Il 13 novembre 1943 Armand fu arrestato. La Gatta, passata al nemico, fece arrestare tutti i membri della rete di spionaggio interalleato. Bleicher, inoltre, rinvenne una serie di apparecchiature ricetrasmittenti adatte a comunicare con Londra. Ebbe la ventura di ottenere la collaborazione anche di altri due membri dello spionaggio alleato, un uomo e una donna. La Gatta cambiò il nome in “Victoire”: avrebbe dovuto indurre a parlare uno dei membri della rete informativa, Brault il quale, in un incontro del 26 dicembre 1941, descrisse nei dettagli alla Gatta-Victoire l’organizzazione della rete di spionaggio interalleato. La gatta, alla collaborazione della quale ambivano da una parte e dall’altra, decise a un certo punto di tradire Bleicher, come aveva già tradito Armand. Il colonnello Bukmaster, per parte sua, non sapeva di preciso quali fossero i compiti della Gatta la quale finì per confessare tutto ciò che sapeva sull’Abwehr, ed era un altro dei suoi tradimenti.

Infine le comunicazioni dirette tra il S.O.E. di Londra e l’Abwehr di Parigi arrivarono a un punto di conclusione. Tutto l’affare di spionaggio passò nelle mani della Gestapo e ai primi del 1944 lo stesso Himmler riuscì ad avere ragione del suo rivale di sempre, l’ammiraglio Canaris.

Il S.O.E. aveva inviato in Francia circa 500 agenti: uno su tre fu catturato dall’Abwehr o dalla Gestapo, nonostante il colonnello Bukmaster fosse riuscito a organizzare un’ottantina di reti di spionaggio. La stretta collaborazione fra Abwehr e Gestapo consentì di svolgere una notevole operazione ai danni della Resistenza. Molto ambìto fu un trofeo di caccia ossia l’apparecchio radio di Lauwers il quale fu sottoposto a forti pressioni psicologiche per ottenerne la collaborazione. Un maggiore tedesco lo convinse a inviare a Londra i tre messaggi che Lauwers non era riuscito a evadare. Ma Lauwers pensò bene di ingannate i Tedeschi con il trascurare di fare uso dei segnali di sicurezza, per cui dal S.O.E. avrebbero intuito la mossa diversiva. Ma non fu così e l’andirivieni di questi tentativi di trasmissione fu battezzato dai Tedeschi con il nomignolo di England Spiel ossia Gioco inglese.

I Tedeschi non erano ancora padroni di tutte le stazioni radio funzionanti in Olanda, ne controllavano solo una sulle tre esistenti. A Londra l’inganno e la confusione aumentavano; pareva non si desse importanza all’omissione dei segnali di sicurezza e pertanto si continuò a rivelare i piani inglesi ai Tedeschi. Capitò infatti che agenti del S.O.E. il 29 maggio 1942 venissero paracadutati in un punto dove c’era già la Polizia tedesca ad attenderli per arrestarli. La stessa cosa ebbe a ripetersi nei due mesi successivi. I Tedeschi avevano ormai il controllo di tutte le postazioni radio sintonizzate con il S.O.E. Il gioco ossia England Spiel fruttò alle SS, oscuro omaggio degli Inglesi, 15 tonnellate di esplosivo, 5 mila revolver, 3 mila mitra, 300 mitragliatrici, 500 mila cartucce, 2 mila bombe a mano, 75 radio ricetrasmittenti e banconote per 500 mila fiorini. Alla data del 28 ottobre 1942 i lanci di paracadutisti inglesi continuavano senza interruzione. L’intero anno 1942 rappresentò una catastrofe per il S.O.E., mentre i Tedeschi informavano Londra sull’attività di un esercito segreto totalmente immaginario. Furono gli stessi Tedeschi a porre fine al traffico di imbrogli radiotrasmessi che aveva causato enormi danni alla Resistenza olandese per interi quattro anni.

Immagine di Copertina tratta da Warfare History.

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