Gestapo: una forza distruttiva – Parte 2 di 6

Nel 1926 Hitler aveva fondato il nuovo partito (N.S.D.A.P.) al quale volle dare una struttura militare, con il supporto di una milizia privata denominata SA (Sturmabteilung). Nel corso degli anni venti si ebbe una proliferazione delle associazioni militari con la contemporanea crescente minaccia per lo scoppiare di una guerra civile. Sorsero la Gioventù del Popolo (Jungvolk) e la gioventù hitleriana (Hitler-Jugend). Il 30 gennaio 1933 Hitler fu eletto cancelliere del Reich.

Il 1° agosto 1934 moriva il generale Hindenburg; subito dopo Hitler si considerava Reichsführer ossia padrone assoluto della Germania. Il 16 marzo 1935 Hitler sottoscrisse una legge sulla ricostruzione dell’Esercito che non sarebbe stato più denominato Reichswehr, ma Wehrmacht, ridando vita al servizio militare obbligatorio e a un armamento immediato ed efficiente. Hitler era a capo dell’Esercito, con von Blomberg al Ministero della Guerra, con il generale von Fritsch per l’Esercito di terra, con l’ammiraglio Raeder alla Marina e con il generale Goering per l’Aviazione. Il 15 ottobre 1935 fu riaperta l’Accademia militare.

Il 5 novembre 1937 Hitler indisse una conferenza con il generale von Blomberg, il generale von Fritsch, l’ammiraglio Raeder, il generale Goering, il ministro degli Affari Esteri von Neurath e il colonnello Hossbach per comunicare loro la propria decisione di accrescere lo spazio vitale entro il 1943. Il colonnello Hossbach, tuttavia, era di parere contrario.

Le SS sui campi di battaglia

L’8 novembre 1937 Himmler convocava a rapporto gli ufficiali superiori delle SS comunicando loro la volontà di considerare le SS come truppe combattenti. Si sapeva con chiarezza che la nuova Wehrmacht non eccelleva per l’adesione all’idea nazista. Himmler ed Heydrich pensarono allora di sviluppare fra le SS un esercito fondato sulle idee nazionalsocialiste. Fu allora che Heydrich e Müller assunsero il compito di eliminare dall’Esercito i soggetti più reazionari e conservatori, mentre Hausser, Dietrich e Steiner avrebbero dovuto curarsi della nascita di un esercito rivoluzionario, quello delle SS combattenti (Waffen-SS).

Due casi di caduta in disgrazia. Il generale Werner von Blomberg aveva sposato Fräulein Eva Gruhn, ma si disse che fosse un matrimonio di convenienza, inadatto al rango ricoperto dal generale. Pare che la sposa avesse fin da giovane fatto la prostituta. Si trattava di una macchinazione della Gestapo che aveva spinto quel matrimonio, soprattutto per opera di Heydrich che, tramite von Helldorf e Goering, fece giungere la novità a Hitler. Himmler non era ancora soddisfatto, allora se la prese con una seconda vittima, il generale von Fritsch che fu accusato di omosessualità con il ricorso a un falso testimone. Il colonnello Hossbach cercò di perorare la causa di von Fritch, ma sotto la pressione di Himmler e di Heydrich non recedette dalla condanna ventilata. Sul caso in corso Hitler volle convocare il generale Beck, capo di Stato Maggiore, il quale chiese che l’imputato fosse giudicato da un tribunale militare, ritenendo falsa l’accusa mossa al generale. Il processo intentato a von Fritsch iniziò il 10 marzo 1938 e si concluse il 18 marzo con assoluzione piena. Alla successione di von Fritsch, Hitler nominò Wilhelm Keitel. Von Fritsch finirà poi i propri giorni in Polonia, al comando di un reggimento.

Ludwig Beck era all’opposizione dello Stato Maggiore nei confronti del regime; morirà in seguito al mancato colpo di Stato del 20 luglio 1944. Si parlò di un complotto per rapire Hitler e portarlo dinanzi a un “tribunale del popolo” prendendo a pretesto una cartella sottratta dalla cassaforte dell’ospedale militare di Pasenwalk dalla quale apparivano notizie sulle turbe mentali di Hitler.

Il 4 febbraio 1938 Hitler si proclamava capo di tutte le Forze Armate, nominando Walter von Brauchitsch capo dell’Esercito di terra, l’ammiraglio Raeder alla Marina, il generale Goering capo supremo della Luftwaffe. Capo di Stato Maggiore dell’O.K.V. era Keitel.

L’11 marzo 1938 avveniva l’annessione dell’Austria al Reich. Con un decreto del 17 agosto 1938 Hitler proclamò che in guerra le unità SS avrebbero ricoperto effettivamente il ruolo di combattenti; esse erano al tempo stesso una milizia, una polizia e un esercito; raccolsero i primi 15 mila uomini, cifra che con il tempo andò aumentando.

Il 14 marzo 1938 i Tedeschi marciarono su Praga e nessuno in Europa si oppose al colpo di mano. La data fissata per l’invasione della Polonia era il 1° settembre 1939. Le motivazioni della decisione furono fornite da Heydrich che fece assaltare la stazione radio tedesca di Gleiwitz per opera di SS travestite da Polacchi per poi incolpare della provocazione i Polacchi stessi.

Sulla crescita delle SS Himmler aveva trovato un valido collaboratore, un ex comandante di truppe d’assalto nella Grande Guerra, Gottlab Berger il quale si dedicò ai reclutamenti ingaggiando ragazzi tra i 17 e i 19 anni e uomini tra i 28 e i 39. A partire dal mese di marzo 1940 diventò ufficiale la dizione Waffen-SS, ma i generali dell’O.K.W. vollero mettere un freno a questo successo delle SS. Per incrementare le fila delle Waffen-SS gli ufficiali di carriera decisero di reclutare persino volontari stranieri, tanto che al termine del conflitto armato le Waffen-SS erano già formate da oltre 30 divisioni. Su più di un milione di uomini i Tedeschi della Germania erano 400 mila, poi seguivano elementi di razza tedesca, “Germanici”, Baltici, volontari dell’Europa occidentale e centrale provenienti da Paesi dell’Est e Asiatici.

Ora ci portiamo al mese di giugno 1940, nel Nord della Francia. Il 14 giugno pervengono all’Hôtel du Louvre una ventina di uomini in uniforme, attenti a non farsi notare troppo. Sono ufficiali delle SS, dipendenti dell’SD, la temibile Sicherheitsdienst di Reinhard Heydrich, i quali, in una uniforme di diversa foggia, passano come sconosciuti. Sono trasportati da dodici mezzi muniti di targhe contraffatte. Erano riusciti a entrare in Parigi senza difficoltà, insinuandosi nelle file di automezzi militari. Si cingevano di una fibbia d’argento per il cinturone, con scritto il motto “Gott mit Uns”, Dio è con noi. Sono comandati da Helmut Knochen, Sturbannführer (equivalente al grado di Maggiore) del Sonderkommando, entrati nelle SA già dal 1933. Knochen era la persona che si interessava agli schedari e ai dossier segreti, non solo, ma anche il tipo energico nel portare a termine arditi colpi di mano.

Due agenti segreti, Walter Schellemberg e Helmut Knochen furono ingaggiati per spiare le mosse degli inglesi, nella loro fama di feroci oppositori al regime. Le due spie, alla fine di ottobre del 1939, raggiungono l’Olanda e riescono ad attirare a sé tre agenti britannici i quali si lasciano sfuggire informazioni circa un progetto antinazista in fase di elaborazione, proprio in Germania. Entra in scena un nuovo personaggio, Eugène Deloncle che con Knochen condivide l’odio verso la razza ebraica; i due stabiliscono di preparare un piano esecutivo avvalendosi della collaborazione di altri due agenti, il tedesco Sommer Hans, membro dell’SD, e il francese Filiol, noto per essere terrorista convinto. Questi ultimi decidono di intraprendere un’azione di intimidazione contro gli Ebrei di Parigi: nella notte dal 2 al 3 ottobre 1941 fanno saltare con gli esplosivi sette sinagoghe. Mentre Knochen, uomo di fiducia presso i Comandi tedeschi, veniva nominato colonnello pur ricoprendo fermamente la propria funzione di uomo di polizia, si stava al tempo stesso verificando una scissione fra i vari gruppi delle SS, i combattenti del fronte da una parte e, dall’altra, gli agenti interni di polizia. Heinrich Himmler non tollerava dissidi venutisi a creare all’interno delle R.S.H.A., quindi decise di inviare in Francia un uomo di forte autorità per dirimere la questione in atto. Scelse dunque come proprio rappresentante in Francia il brigadeführer Karl Oberg nella qualità di comandante supremo delle SS e della Polizia. Attore dell’insediamento di Oberg a Parigi fu lo stesso Obergruppenfürer Reinard Heydrich, capo supremo delle R.S.H.A. Oberg iniziò il proprio mandato dividendo le forze di cui disponeva in due unità fra loro complementari: la Ordnungspolizei (Orpo) diretta dapprima da Schweinichen, poi da Scheer, con la responsabilità del mantenimento dell’ordine pubblico, ma anche disponibile come unità di combattimento; la Sicherheitsspolizei (Sipo), abbinata all’SD, al comando dell’SS Standartenführer Knochen. Nel mese di giugno 1943 a Parigi si ebbe un incontro di collaborazione fra la Wehrmacht e le SS Oberg e Knochen che si presentarono insieme ai capi dell’Orpo, del Sipo, della Gestapo e della Kripo (Polizia criminale).

Nel corso del 1943 la Gestapo ci prova a più riprese nel tentativo di sostituirsi all’ Abwehr. Le Waffen-SS, che portano le proprie divisioni in prima linea, si sforzano di superare in efficienza la Wehrmacht: lo stesso Himmler, sostenuto da Knochen ma non da Oberg, decide di reclutare persone francesi nelle Waffen-SS. Il 22 luglio 1943 il presidente del Consiglio Pierre Laval ammette per decreto l’arruolamento di circa mille volontari nelle Waffen-SS. Nel settembre del 1943 le prime SS francesi si recano a Sennheim in Alsazia per un corso di addestramento. L’anno 1943 vede la nomina dello Sturmbannführer SS d’Onore Darmand come segretario generale per il “mantenimento dell’ordine” nel Governo di Vichy. Le SS potevano essere soddisfatte dei risultati raggiunti e praticamente erano esse a dettare la politica francese.

Il 6 giugno 1944 gli Alleati sbarcano in Normandia. Con la guerra in Francia tra la Germania nazista e gli Alleati, l’Höherer SS und Polizei Führer, Karl Oberg, dirama l’ordine di reprimere duramente ogni espressione di resistenza. Si avverano rappresaglie, assassini, imboscate, attentati, deportazioni e crimini di ogni genere. A capo di tutta questa tragedia stanno ancora Oberg e Knochen.

Il 20 luglio 1944, dopo l’attentato a Hitler, architettato e messo in opera dal colonnello Stauffenberg, si ha un attacco alle SS da parte della Wehrmacht: tutti i servizi di Höherer, SS und Polizei Führer, vengono occupati e oltre mille SS finiscono in prigionia. Fra esse anche Oberg e Knochen caduti nelle mani del generale Brehmer. Di notte, però, i marinai della Kriegsmarine dell’ammiraglio Kranche liberano le SS. Oberg e Knochen che giungono a Vittel. Knochen viene arrestato dagli Americani il 16 gennaio 1946, così Oberg nel luglio 1945, poi consegnato ai Francesi il 7 agosto 1945.

L’ex capo della Gestapo in Francia, Boemelburg, termina le proprie avventure verso la fine del 1943 in un castello di Sigmaringen. Oberg e Knochen, arrestati, processati e condannati a morte il 20 settembre 1954 per crimini di guerra, saranno graziati il 10 aprile 1958 e liberati il 20 novembre 1962. Fu l’indulgenza della Quarta Repubblica del generale De Gaulle ai due massimi responsabili della Gestapo in Francia. In conclusione, però, la fine dell’Höherer SS und Polizei Führer, Oberg, e dello Standartenführer-SS Knochen è ancora un enigma irrisolto.

Il 14 giugno 1940 i Tedeschi entravano in Parigi. Al comando della Prefettura di Polizia era Roger Langeron. Per garantire la sicurezza e l’ordine poteva disporre di circa 20 mila uomini. Nella “zona libera” sotto il controllo di Vichy dal mese di luglio 1940 per i successivi due anni la Gestapo aveva pagato la propria lotta con 1.310 agenti arrestati, 270 condannati alla pena capitale, 42 giustiziati e 483 condannati ai lavori forzati in Africa settentrionale. Marsiglia era stata designata a funzionare da centro dei servizi speciali sia francesi sia clandestini. Vennero trasportate tra Tolone e Marsiglia 35 tonnellate di documenti relativi all’attività della Gestapo in Francia. I Tedeschi si misero in allarme il 25 agosto 1941 e decretarono che i Francesi arrestati sarebbero stati tenuti come ostaggi da sopprimere nel caso del rinnovarsi di atti terroristici: per ogni attentato, 100 mesi a morte. Si pensa che vi siano stati circa 60 mila ostaggi fucilati.

L’estate del 1940 si reca a Parigi l’Hauptsturmführer Dannecker come rappresentante di Adolf Eichmann in Francia. Ha il compito di controllare la popolazione di razza ebrea per sottoporla al regime di discriminazioni razziali. A partire dal 29 marzo 1941 funziona in Francia un Commissariato generale per la soluzione delle questioni riguardanti gli Ebrei. Il commissario Xavier Vallat, grande mutilato del 1914-18, prende da subito contatti con Dannecker. Si ha una prima retata di circa seimila Ebrei nell’agosto 1941. La Gestapo vuole liberarsi di Xavier Vallat e a capo della Polizia francese porta René Bousquet. Nell’aprile del 1942 il presidente francese Laval incarica Bousquet di porsi al comando della Polizia. Bousquet accetta ma non che la Polizia francese sia posta sotto il controllo della Polizia tedesca. Per prima cosa Bousquet si batte per fare abrogare il “codice degli ostaggi” stabilito dai Tedeschi il 30 settembre 1941 con l’obbligo della fucilazione da 25 a 50 ostaggi francesi in caso di attentati alle forze tedesche. Quindi si incontra con Oberg per un accordo che sarà raggiunto il 29 luglio a favore dell’indipendenza assoluta della Polizia francese, della cancellazione della posizione di ostaggi per i prigionieri francesi. L’accordo sarà ignorato in seguito da Oberg che si limita a cambiare l’appellativo di ostaggi in quello di complici. Con Oberg, Bousquet dà vita a un nuovo accordo il 18 aprile 1943 per fissare lo spirito di collaborazione poliziesca nel mantenere l’ordine e la calma in modo efficace.

Dannecker, dal 5 maggio 1942 con il ritorno di Laval al potere, vuole concludere la questione ebraica con l’obiettivo di almeno 350 mila deportazioni nel mese di settembre. Così vuole anche il R.S.H.A. ossia il Comando supremo di tutte le Polizie tedesche e lo stesso responsabile dei problemi ebraici nella Gestapo, Eichmann. Vi si opponeva Bousquet con evidente ostilità nei confronti dei Tedeschi. In accordo con Laval aveva insistito perché dell’evento si interessasse il Commissariato generale per le questioni ebraiche, ma la Polizia francese dovette arrestare almeno 22 mila Ebrei destinati ai campi di Drancy, Compiègne, Pithiviers e Beaune-la-Rolande. Non c’era entusiasmo da parte dei poliziotti francesi nel collaborare con la Gestapo per la caccia agli Ebrei, tanto che la Gestapo nel 1943 li sostituì gradatamente con fascisti della Milizia.

Il 29 dicembre 1943 Bousquet cedette il posto a Aimé-Joseph Darnand. Il 23 giugno 1949 sarà giudicato in Tribunale e assolto definitivamente. Darnand assume il comando di tutte le forze di Polizia francese. In Francia dilaga una vera e propria guerra civile con perquisizioni, arresti, torture, corti marziali, sentenze ed esecuzioni. Nel 1944 la Gestapo detiene l’intero controllo della Polizia francese. È quest’ultima a subire il peso maggiore di queste lotte interne, con 1.048 poliziotti deportati, 373 fucilati, 35 torturati a morte, 779 internati dai Tedeschi e 2.647 dal Governo di Vichy.

Romain Czarniawski, detto Armand Meunier, era un ufficiale del servizio informazioni della Legione polacca in Francia. Aveva il compito di raccogliere informazioni sui movimenti delle forze tedesche sul Fronte occidentale, sino dall’estate del 1940.

Nello spionaggio francese compare la figura di una donna, la “Chatte” ossia Mathilde Carré. Di lei diffidava il colonnello Buckmaster il quale la fece arrestare nel giugno 1945 e consegnare alla Polizia francese. Nel gennaio 1949 la Chatte sarà condannata a morte, ma graziata e rimessa in libertà dopo che ebbe scontato sette anni di carcere.

La Resistenza in Francia era assai attiva, si interessava soprattutto di carpire informazioni. Nell’estate del 1940 ne era a capo il colonnello Heurteaux, affiliato al governo di Vichy che organizzava e sosteneva una rete di informazioni antinazista. Il colonnello Heurteaux fu arrestato dai Tedeschi e deportato nel 1941. Gli agenti dell’SD si valevano dell’individuazione radiogoniometrica degli apparecchi radiotrasmittenti clandestini, a iniziare dal 23 marzo 1942 allorché riuscirono ad arrestare cinque operatori radio. L’Abwehr si serviva di camionette adibite a scovare i trasmettitori clandestini. Gli agenti portavano micro-ricevitori occultati dalle orecchie, con i quali rivelavano il grado di intensità delle trasmissioni radio.

Himmler, Reichsführer delle SS, ottenne l’esautorazione della Polizia francese dallo Stato Maggiore dell’Esercito e l’affidamento del potere di polizia all’SD e alla Gestapo. Suo rappresentante in Francia era sempre Karl Oberg, giunto a Parigi il 5 maggio 1942. L’Abwehr e l’SD entravano in campo il 28 settembre 1942, riuscendo a disvelare la presenza di una ventina di trasmittenti tra Lione, Marsiglia e Pau.

Diaboliche tecniche di tortura e atrocità usate dalla Gestapo.

In questo passo riporto pari pari alcuni passi tratti dal volume Storia segreta della gestapo, come presentata da Jena Dumont, per non ricorrere in errori nel riassumere e per dare il dovuto risalto alle vicende descritte:

“Il ricorso alla tortura rientra nella prassi normale.

“Madeleine Riffaud era una comunista. Fu arrestata, poi interrogata dalla Gestapo: Una SS mi spinge a colpi di calcio di fucile nella schiena…Uno di loro mi lega a una sedia, l’altro mi invita a parlare… Quando sono uscita dall’ufficio, quel giorno, avevo il viso irriconoscibile, cosparso di ecchimosi, le ginocchia che sanguinavano; sulle gambe, delle grosse macchie di sangue, conseguenza delle numerose frustate. Un altro giorno, invece, mi si fa assistere a un interrogatorio di un tale. Una pena. Il martorio dura a lungo. I Tedeschi gli strappano le unghie… Il supplizio avviene davanti a sua moglie che impazzisce dal dolore… Un’altra volta mi presentano un ragazzino… Non gli faremo del male solo se voi parlate… Il Tedesco scuote la testa e picchia il ragazzo con tutte le sue forze, a colpi di nerbo di bue. La scena è orribile. Il Tedesco è senza pietà, il ragazzo urla, il suo viso sanguina, così pure le gambe. Poco dopo cade. Si rialza a forza di colpi e di calci, piange, ha il naso sporco, e sulle guance è pieno di polvere, e molte lacrime. Nel momento in cui sto per cedere, per confessare, per dare un nome falso, un falso indirizzo, il ragazzo, con un repentino gesto della testa e del braccio, mi fa capire di non dire niente. Non l’ho più rivisto… Dopo avermi completamente svestita, mi mettono sotto una doccia d’acqua ghiacciata. Cerco d’inghiottire tutta l’acqua che posso, questa volta vorrei proprio morire. Invece, qualcuno mi trascina fuori dall’acqua, per i capelli, al momento giusto. Un Tedesco in abito borghese mi picchia come un forsennato, perché, mentre mi dibattevo nell’acqua, gli avevo sporcato i suoi pantaloni con la piega ben fatta.

“Esisteva, tra l’altro… una curiosa macchina: la macchina “schiaccia-dita”… Altrove… Si faceva inginocchiare il prigioniero su un regolo triangolare e l’aguzzino gli montava sulle spalle. Lo colpiva a nerbate, gli spegneva sul viso la sigaretta, gli bruciacchiava le parti del corpo con una saldatrice. Altro strumento di tortura, l’elettricità. Un filo elettrico veniva attaccato a una delle caviglie del prigioniero, mentre un altro filo veniva fatto scorrere sulle parti più sensibili del corpo”.

Nel maggio 1943 la Polizia tedesca a Parigi arresta Bob Star, ufficiale inglese il quale passa dalla parte dei Tedeschi collaborando sino a tutto agosto del 1944. Anche il maggior Prosper, fermato dalla Gestapo a Parigi il 16 maggio 1943 in quanto agente dei servizi segreti inglesi, decide di collaborare con i Tedeschi. Tramite costoro i Tedeschi chiedono a Londra di paracadutare materiale per la Resistenza, grazie a una relazione via radio continua e confidenziale con Londra e grazie ai messaggi inviati da Bob Star in perfetta lingua inglese. Cosicché dal giugno 1943 furono lanciate sul suolo francese centinaia di casse contenenti armi, munizioni, vestiario, sigarette, il tutto recuperato dalla Gestapo nel Nord della Francia, tanto da poter equipaggiare due divisioni tedesche, come dire 30 mila uomini. Complessivamente il materiale fornito dagli Alleati e caduto nelle mani della Gestapo avrebbe potuto coprire il fabbisogno di un intero corpo d’Armata, come circa 80 mila uomini.

La Gestapo non amava lottare contro i partigiani o contro la Resistenza organizzata, compiti che sarebbero spettati alla Wehrmacht ossia all’Abwehr. Presero però il sopravvento, sui servizi dell’ammiraglio Canaris, quelli di Heydrich e di Himmler. Le operazioni di tipo militare intraprese dalla Polizia tedesca iniziarono verso il mese di giugno del 1943. Il 10 gennaio 1944 Joseph Darnand veniva nominato a capo dell’ordine pubblico del governo di Vichy. Il 19 febbraio 1944 Darnand commentava, riferendosi alla sorte dei partigiani: “I Tedeschi sono decisi a distruggerli prima dello sbarco angloamericano sul nostro suolo… I partigiani scappano, ma i Tedeschi si vendicano sulla popolazione”.

La Resistenza moltiplicava attentati e sabotaggi e ciò inaspriva la reazione dei Tedeschi con arresti e fucilazioni di ostaggi. I partigiani lamentarono oltre 24 mila caduti in combattimento nei confronti con le forze tedesche. I deportati furono oltre 49 mila e gli internati quasi 30 mila.

Immagine di Copertina tratta da MDR.

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