Una necessaria avvertenza preliminare:
Mio padre, Combattente della prima Guerra mondiale, fu congedato, con il grado di Sottotenente di Fanteria, nel 1920 e vent’anni dopo fu richiamato per entrare nei ranghi in vista del secondo Conflitto mondiale. Da qui il motivo che mi ha spinto a interessarmi di questo secondo Conflitto, relativamente più vicino alle mie esperienze che mi portarono ad assistere, in Cuneo, la mia città natale, alle scorrerie dei Tedeschi, ai bombardamenti su alcuni settori cittadini e sul viadotto che solca il fiume Stura di Demonte.
Eccomi allora ad affrontare questo spazio storico, ovviamente non fidandomi in assoluto dei miei ricordi, ma appoggiando la descrizione dei fatti a una collana di scritti autorevoli: l’Opera riservata agli Amici della Storia, realizzata dalle Edizioni Ferni di Ginevra nell’anno 1972, con illustrazioni fornite dal Centro Culturale Americano. Seguirò con scrupolo questo filone narrativo per la semplice ragione che non ritengo di essere in possesso di un bagaglio così ampio di informazioni, tale da avere presenti tutti gli avvenimenti storici di cui farò menzione, ma credo di agire opportunamente per fornire un’informazione seria e accurata che possa soddisfare le esigenze di chi vuol conoscere il corso della Storia nei suoi dettagli essenziali. Sono per questo grato all’Edizione Ferni di Ginevra che mi consente di attingere a una rassegna ampia e accurata di eventi storico relativi al secondo Conflitto mondiale.
Parte I di 6
All’inizio della storia che conduce alla nascita della Gestapo si insinua una figura di spicco in ambito nazionalsocialista, quella di Hermann Goering, nato a Rosenheim in Baviera il 12 gennaio 1893. Da Hitler gli sarà affidato il comando della Sturmabteilung, la formazione di squadre d’assalto (SA) con Roehm a capo dello Stato Maggiore. All’età di 32 anni Goering era obeso, drogato di morfina e già iniziava a dare preoccupanti segni di pazzia. Nel maggio 1928 si candidò alle elezioni legislative in Baviera e venne eletto in seno al partito nazionalsocialista, con la riconferma nelle elezioni del settembre 1930. Era l’occasione politica nella quale Hitler riceveva 6 milioni e 409.600 voti in notevole ascesa rispetto al confronto elettorale del 1928. Il successo accelerò in ascesa con le elezioni del 30 giugno 1932 allorché i nazisti fecero registrare una vittoria elettorale rassicurante, avendo acquisito ben 230 seggi nel novero dei 608 del Reichstag di cui il 30 agosto Goering assunse la presidenza con l’attribuzione di una trilogia di incarichi: ministro senza portafoglio, commissario del Reich per l’Aviazione e ministro dell’Interno al governo prussiano che riguardava i due terzi della Germania. Nel febbraio 1933 Goering destituì 22 commissari di polizia su 32, evidentemente “non graditi” e li sostituì con elementi delle SA, dotando questi ultimi di armi da fuoco anziché di manganelli e bastoni come era stato d’uso fino allora.
In previsione delle nuove elezioni del 5 marzo 1933 furono proibiti i comizi comunisti e crebbe ancora la violenza con la quale le SA mettevano a morte, nel mese di febbraio, 51 dissidenti. Goering sopravanzò con la creazione di una milizia speciale nella quale affluirono affiliati delle SA e delle SS per garantire la sicurezza dello Stato.
Il 27 febbraio 1933 il Reichstag fu distrutto da un colossale incendio in conseguenza del quale anche il parlamentarismo tedesco andò in fumo. Nel corso delle citate elezioni del 5 marzo 1933 i nazisti raccolsero nuovi successi, con l’acquisizione del 44% dei consensi. A Hitler andarono in favore 288 seggi nazisti e 52 nazionalisti che assicurarono una maggioranza di 16 voti. Alla data del 23 marzo 1933 Hitler raggiunse la maggioranza con 441 voti a favore e 94 contrari. Con il successivo 8 aprile fu varata una legge che diede modo a Hitler di sbarazzarsi dell’intera opposizione, come anche degli Ebrei.
La Gestapo (Geheime Staatspolizei) nacque con il decreto del 26 aprile 1933 promulgato da Goering il quale ne assunse il totale controllo. Fu forse la prima volta che vennero allestiti appositi campi di concentramento dove mettere al sicuro funzionari comunisti e socialdemocratici.
Le SA erano formate da una massa eterogenea di centinaia di migliaia di civili che, a lungo andare, costituì motivo di forte preoccupazione sia per Hitler sia per Goering e per Himmler dopo che, trascorso il 30 gennaio 1933, l’entità delle SA di Roehm nel solo giro di un anno da 400 mila crebbe sino a 3 milioni di membri. Le SA, che così tanto davano fastidio a Goering, dilagavano per le vie delle città e dei sobborghi esibendosi con arresti, bastonature e soppressioni fisiche di chi si faceva loro incontro. Ma per Goering non era soltanto Roehm a procurargli preoccupazioni, fin tanto che non apparve sulla scena del potere Heinrich Himmler.
Himmler era nato a Monaco il 7 ottobre 1900. A 25 anni di età fece il proprio ingresso nelle SS con il numero di matricola 168. Il 6 gennaio 1929 ricevette da Hitler la nomina a Reichsführer delle SS, la nuova formazione interna che prese ad aumentare di consistenza nel periodo dal 1929 al 1931, mentre Hitler arrogò a se stesso il comando sia delle SA sia delle SS.
Il 2 aprile 1931 scoppiò una rivolta fomentata dalle SA di Berlino contro lo stesso Hitler. Due anni dopo Hitler prendeva il potere assoluto in Germania, cosa che deluse Himmler il quale parve fosse stato escluso, insieme alle sue SS, dal nuovo corso politico.
Il 14 giugno 1931 appare sulla scena drammatica degli sconvolgimenti politici in Germania la figura di Reinhard Tristan Eugen Heydrich nell’incontro organizzato con Himmler del quale diverrà l’aiutante. Himmler gli affidò l’incarico di capo di un servizio di sicurezza e di informazioni in seno alle SS (o milizie Nere, Schutz, protezione, e Staffel, reparto di polizia militarizzata del partito nazionalsocialista, create nel 1925, sotto il comando di Himmler dal 1929). Il nuovo organismo creato da Heydrich prese il nome di Sicherheitsdienst, con la sigla abbreviata di SD. Heydrich era nato ad Halle in Sassonia il 7 marzo 1904. Entrato a far parte delle SS, percorrerà una carriera rapidissima: a soli 29 anni generale di brigata delle SS. Coltivava ambizioni irrefrenabili. Volle avere nella propria organizzazione militare soltanto giovani di elevato livello intellettuale, portando l’SD a diventare un vero e proprio strumento di controllo del pensiero. Insieme a Himmler coltivava la volontà di prendere possesso della polizia prussiana che era sotto il controllo di Goering.
Lo stesso Hitler brigava per incorporare la Prussia nel Reich, cosa che avrebbe consentito di realizzare l’unificazione delle due polizie. Accadde così che Goering accettasse di cedere a Himmler la Gestapo che era alle sue dipendenze, cosicché Himmler divenne capo della polizia segreta di Stato del Terzo Reich il 20 aprile 1934 ossia capo di tutte le polizie politiche dello Stato germanico. Heydrich, intanto, il 22 aprile si trovò capo sia dello SD sia della Gestapo, una posizione la sua che gli consentiva di esercitare un controllo a tutto campo sull’opinione pubblica. Già il 22 marzo 1933 Himmler aveva aperto il campo di concentramento di Dachau. Ne era seguita una feroce persecuzione degli zingari che furono sterminati nella misura del 99,9%.
Intanto andava maturando la congiura per eliminare l capo delle SA, Roehm, intentata dal trio Goering, Himmler, Heydrich. Quest’ultimo si serviva dell’appoggio di Goering, di Goebbels e di Rudolf Hess per preparare la repressione di tutte le SA. Himmler, Heydrich e Daluege avevano composto un dossiere nel quale erano contenute le azioni riprovevoli delle SA in Germania e questo dossier fu consegnato da Goering a Hitler in persona il quale avvertì da subito il pericolo dello scoppio di una guerra civile, ma non gli piaceva l’idea di eliminare quelli che erano stati suoi compagni di lotta in precedenti occasioni. Dalla parte opposta però, Goering, Himmler e Heydrich premevano per passare all’azione e già ne fissavano la data al 30 giugno 1944. Fu principalmente Himmler a informare Hitler del complotto ordito dalle SA che, secondo lui, stavano preparando una rivoluzione per rovesciare lo Stato (Reichswehr) in atto. A questo comportamento si aggiunse la pressione esercitata da Goebbels per convincere Hitler della ostilità pericolosa delle SA. Hitler, poi, venne a sapere da Himmler che la data del 30 giugno sarebbe stata fatale per l’inizio della rivolta e che le SA avrebbero occupato gli edifici governativi, un vero colpo di Stato dunque. Fu così che Hitler non esitò a recarsi premurosamente verso Bad-Wiessee con il proprio seguito. Si diresse decisamente verso la pensione Hanselbauer accerchiandone l’edificio con le SS armate di tutto punto. Fu sfondata la porta d’ingresso. Furono fatti prigionieri i primi SA, come il generale Edmund Heines e uccisi con un colpo alla tempia. Poi seguirono le esecuzioni a tutti i componenti dello Stato Maggiore di Roehm che fu arrestato. L’azione si portò poi alla stazione di Monaco dove gli ufficiali SS arrestarono tutti i capi delle SA pervenuti in treno. L’epurazione si estese quindi a tutta la Germania, portata avanti dalle squadre della morte di Heydrich nei confronti di tutti i nemici del nuovo regime.
Gregor Strasser aveva organizzato il Partito nazionalsocialista tedesco degli operai (N.S.D.A.P.). Era incapace di mentire e non usava particolare delicatezza quando parlava di Goering, di Hess e di Himmler. Finì infatti assassinato e il bagno di sangue dilagò per tutta la Germania. La “notte dei lunghi coltelli” aveva causato più di 500 vittime. Roehm fu messo a morte da due famosi capi delle SS: Sepp Dietrich e Michael Lippert. Entrati nella camera dove soggiornava Roehm, fu Lippert a sparare i primi due colpi, ma fu Theodor Eicke a dare il colpo di grazia mirando al torace.
Il 2 luglio 1934 Hitler ordinò ad Heydrich di porre fine a quella serie di esecuzioni. Il giorno seguente venne nominato a capo di Stato Maggiore delle SA Viktor Lutze con il compito di riorganizzare le SA disarmandole e lasciando loro una funzione esclusivamente politica. Da parte sua, Heydrich acquisì il ruolo di Gruppenführer SS, mentre il 17 giugno 1936 Himmler sarà nominato capo di tutti i servizi di polizia tedesca.
Il dipartimento di polizia constava di due servizi principali: la Polizia dell’ordine agli ordini dell’Obergruppenführer Kurt Daluege, e la Polizia di sicurezza dello Stato, sotto il comando di Reinhard Heydrich il quale teneva custoditi al sicuro nella cassaforte del proprio ufficio una serie di documenti relativi alle origini e alla provenienza di tutti i soggetti che appartenevano al nazionalsocialismo.
Heydrich maturò l’idea di allestire una “casa chiusa” di alta classe per ospitarvi diplomatici, uomini politici, alti funzionari, uomini d’affare stranieri. La intitolò “Salone Kitty”, nel nome della ragazza che incontrò all’interno di una tresca politica, Kitty Schmidt, segnalata dall’Ufficio di Vienna come soggetto adatto allo scopo prefisso. Il Salone Kitty fu attrezzato per carpire informazioni: chilometri di fili conduttori abilmente sottratti alla vista, microfoni anch’essi nascosti, come pure registratori e cineprese.
Intanto veniva realizzato un tentativo di colpo di Stato a Vienna. Era il 25 luglio 1934 allorché si era riunito il Consiglio dei ministri con la presidenza del cancelliere Dollfuss, nello stesso tempo in cui i nazisti austriaci stavano per sfoderare un colpo di mano. Dollfuss fu colpito da due spari, mentre le SS occupavano la stazione radio. Le SS tentarono poi di costringere Dollfuss, agonizzante, a trasferire i poteri al dott. Von Rintelen di tendenza dichiaratamente nazista, ma invano. Ciò dichiarava pertanto il fallimento del colpo di Stato. Gli insorti furono disarmati, malmenati e chiusi in carcere. Si dà per molto probabile che a monte della preparazione del colpo di Stato vi fossero stati Heydrich e Himmler.
Nel mese di gennaio 1935 Heydrich si spinse avanti con il proprio ambizioso progetto inoltrandosi nell’ambito dei servizi di informazione e di propaganda che erano fino allora stati appannaggio del dott. Goebbels. Confidò a Himmler una proposta, quella di dare vita a una pubblicazione di stampa, un settimanale SS con il titolo di Corpo Nero (Das Schwarze Korps) con il quale Heydrich riuscì a dare forma alle pubblicazioni passando al vaglio le idee espresse dal redattore capo e dal direttore del giornale. La tiratura, in aumento nel corso della guerra, era di gradimento ai lettori e decretava così il superamento della stampa di regime fino allora pilotata da Goebbels. Ma dagli articoli del giornale traspariva una violenza mai vista: Heydrich inveiva soprattutto contro i cattolici. Nel corso della guerra d’Etiopia, anno 1935, si dichiarò nettamente ostile all’Italia, come critica alla stampa condotta dal dott. Goebbels di cui Heydrich criticava apertamente i metodi.
Nel mese di gennaio 1935 Wilhelm Canaris, capitano di vascello, assunse il comando dell’Abwehr (letteralmente “difesa” o servizio di spionaggio e controspionaggio dell’Esercito). Ci volle poco perché Canaris si rendesse conto che il vero capo della Gestapo non era Himmler, ma Heydrich. Tuttavia con Heydrich si trovò d’accordo su un’intesa ossia che l’Abwehr si sarebbe interessata di spionaggio e controspionaggio, ma ciò non bastò a sminuire il contrasto che si era creato, tanto che la Werhmacht e le SS si ritrovarono in opposizione dichiarata.
Qui entra in scena la figura di un nuovo personaggio, Michajl Tukacevskij, nato nel 1893, maresciallo dell’Esercito russo, conoscitore della Germania per essere stato cinque volte a Barlino, per aver intessuto qui numerose amicizie con generali, egli stesso probabilmente animato da uno spirito filo-tedesco. Heydrich, da parte sua, si dimostrò subito interessato ad avere informazioni su Tukacevskij. Quest’ultimo, caduto nei sospetti delle alte sfere militari russe, fu arrestato il 10 giugno 1937 con altri generali e rinviato a giudizio per la data dell’11 giugno 1937. Il processo fu seguito dall’esecuzione capitale. Il 20 novembre 1935 Tukacevskij era stato nominato da Stalin “Maresciallo dell’Unione Sovietica”. Stalin aveva coltivato la convinzione che Tukacevskij e alcuni altri generali complottassero contro di lui. Ai quadri superiori della polizia Stalin destituì Lagoda dalla funzione di capo supremo della gendarmeria bolscevica e lo sostituì con Iezov incaricandolo di indagare sull’Armata Rossa con particolare attenzione a Tukacevskij. Era però necessario che fosse un importate personaggio non russo a informare Stalin di un complotto organizzato da Tukacevskij. Fu scelto Edoardo Benès, presidente della Cecoslovacchia, che avrebbe dovuto svelare gli accordi esistenti fra Tukacevskij e i nazisti. L’arresto di Tukacevskij fu la scintilla che diede alimento al fuoco delle purghe che si abbatterono sui ranghi dell’Armata Rossa. Si parla della eliminazione di 30 mila ufficiali. Dalle indagini sarebbe risultato che Tukacevskij cercava di stimolare la Francia e l’Inghilterra a parteggiare per la Russia ai danni della Germania e con questo avrebbe tradito il bolscevismo.
Alla Gestapo si attribuirono gli orrori degli anni 1944-1945 e dei campi di concentramento dal 1933 al 1945 con un crescendo di criminalità, di un male che, sotto la burocrazia totalitaria di Himmler, fu tecnicamente organizzato ed eretto a sistema. La Gestapo, tuttavia, era soltanto un’espressione di una macchina infernale che coincideva con la Direzione Generale della Sicurezza del Reich (Reichssicherheitspolizeihauptant o R.S.H.A.) istituita da Heinrich Himmler il 27 settembre 1939 e affidata ad Heydrich.
Gli Ebrei, considerati il principale nemico del Reich, furono reclusi nei “campi della morte”, per citarne alcuni: Treblinka, Auschwitz, Maidanek dove morirono nella triste cifra tra un milione e 500 mila e 6 milioni a seconda delle stime effettuate. La politica razziale delle SS era fondata sull’idea di sterminio nel tentativo di inculcare nei prigionieri gravi sensi di inferiorità cercando con tutti i mezzi di avvilirli, di abbrutirli, di svuotarne il senso di sé rendendoli infine coscienti della loro piena indegnità.
Himmler non volle affidare alle SS la polizia regolare e i campi di concentramento. In quel contesto fu Heydrich a ricoprire la funzione di capo della Kriminalpolizei e degli Einsatsgruppen. Al comando della polizia regolare stava Kurt Daluege.
Gli stermini di massa ebbero inizio a partire dal 1941. Tutto ciò, secondo le convinzioni tedesche, nella salvaguardia della purezza del sangue ariano e dell’onore, come fu oggetto di discussione affrontato il 15 settembre 1935 al “Congresso delle libertà” tenuto a Norimberga. Fra i maggiori responsabili degli eccidi: Hitler, Himmler, Rosenberg, era balenata l’idea di trasferire tutti gli Ebrei tedeschi in Palestina, ma il proposito si scontrò con la posizione assolutamente ostile degli Inglesi che, nell’area del Giordano, godevano di un mandato della Società delle Nazioni. Lo stesso Eichmann coltivava il progetto per la deportazione in Palestina; Heydrich lo inviò nel 1938 a Vienna per la messa a punto di un nuovo progetto di emigrazione. Infatti Eichmann nel giro di un anno e mezzo riuscì a fare uscire dai confini austriaci 50 mila persone, ciò che costituiva il 60% della popolazione ebraica. Nel 1938 partirono per la Palestina 40 mila Ebrei e altri 78 mila nel 1939, più lo stesso numero espatriato dalla Boemia e dalla Moravia. Si contò un totale complessivo di 358 mila emigrati. Verso il mese di ottobre del 1939 Heydrich sostituì Heinrich Müller, nominato a capo della Gestapo, con Eichmann nella direzione del “Centro per l’emigrazione ebraica”. La guerra scoppiata il 1° settembre 1939 portò però a interrompere il flusso migratorio. Il problema si accrebbe con la conquista della Polonia dalla quale si riversarono sulla Germania altri 2 milioni e mezzo di Ebrei. Non essendo più possibile puntare alla Palestina, Eichmann pensò di creare una zona in territorio polacco nella quale far confluire gli Ebrei, evitando così un inutile massacro e nello stesso tempo riuscendo a sbarazzarsene definitivamente. Heydrich accolse favorevolmente la proposta, così che Eichmann riuscì a trasferire nella zona a loro assegnata 300 mila Ebrei, quasi tutti austriaci. Eichmann andò oltre e varò un novo “Progetto Madagascar” dove avrebbe fatto insediare qualcosa come 4 milioni di Ebrei di provenienza europea. Ma il progetto era irrealizzabile perché per il trasporto sarebbe occorsa un’intera flotta mercantile e gli stessi Inglesi non avrebbero esitato a mandare a fondo le unità navali a colpi di cannone. Nulla da fare, allora, non restava che lo sterminio di massa.
Le SS non furono l’elemento ispiratore, ma soltanto la parte chiamata a eseguire ciò che derivava dall’idea della “soluzione finale” di Joseph Goebbels. Non era così dalla parte di Himmler e di Heydrich allorché le SS si opposero all’antisemitismo volgare di Julius Strecher.
Si andavano creando, all’interno della politica tedesca, notevoli contrasti: su questioni di spionaggio e controspionaggio l’SD era contro l’Abwehr, la Gestapo spiava senza sosta la Wehrmacht e l’Ordine Nero SS lottava per sostituirsi all’Esercito.
Era intenzione di Heinrich Himmler eliminare gli ufficiali dell’ex Esercito imperiale e costituire un Esercito con piena fedeltà a Hitler e al nazionalsocialismo.
Il 16 settembre 1919 Hitler si era avvicinato al Partito operaio tedesco (D.A.P., Deutsche Arbeiter-Partei) arricchendone l’acronimo con il termine “nazionalsocialista”. E il 9 novembre 1923 aveva tentato il colpo di Stato di Monaco. Incarcerato e liberato poi nel 1925, si trovò a fronteggiarsi contro i generali della Reichswehr che con il decreto del 13 aprile 1932 firmato dal generale Groener, si erano preposti di sciogliere tutte le formazioni paramilitari del partito nazionalsocialista.
Immagine di Copertina tratta da History.
