L’intelligenza del cuore. Le emozioni e lo sviluppo della mente – Parte 4 di 4

Stanley I. Greenspan
con
Beryl Lieff Benderly

L’intelligenza del cuore
Le emozioni e lo sviluppo della mente
Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1997

Parte 4 di 4

La mente in pericolo

I. Il pericolo e la promessa

Essere emotivi significa essere sensibili, fantasiosi, aperti alle possibilità di apprendimento, all’esperienza e alla saggezza, ma anche essere testardi, irrazionali, volubili: in altre parole, intrinsecamente imperfetti.

Poiché le esperienze emotive formative attraverso le quali si sviluppa la mente variano moltissimo da persona a persona, il livello mentale raggiunto e mantenuto da ognuno è molto diverso. (159) …

Anche l’ampiezza e la profondità dello sviluppo mentale variano considerevolmente da individuo a individuo. …

Nessuno raggiunge il massimo delle potenzialità mentali in tutte le circostanze e in tutte le aree emotive. … Il problema diventa perciò non tanto che cosa possano raggiungere idealmente gli uomini, ma che cosa ciascuno di noi riesca a ricavare dalle esperienze emotive della vita. (160) …

Molti adulti probabilmente non sanno riflettere sui propri sentimenti in modo significativo, oppure ci riescono soltanto in determinate aree. … L’ideale dell’uomo perfettamente riflessivo è un’illusione …

A che punto ci troviamo esattamente nella scala degli stadi evolutivi? L’esperienza clinica suggerisce che funzioniamo quasi tutti al di sotto del livello ottimale. Secondo me soltanto una minoranza di adulti, probabilmente non più del 20 o del 30 per cento, raggiunge i livelli più alti, descritti nel capitolo V, nella maggior parte della sua vita. (161) …

Chi ha raggiunto livelli abbastanza alti, naturalmente non li sfrutta sempre o non in ogni area dell’esistenza. … La funzionalità mentale di una persona si misura in base al modo in cui essa reagisce a una vasta gamma di prove e alla stabilità delle sue reazioni anche nei momenti di crisi e di stress, ovvero in base alla capacità di rimanere riflessiva anche se è ferita, spaventata, insultata, delusa, rifiutata, preoccupata, esaurita o stressata e di non ricadere in schemi di risposta rigidi, pensiero polarizzato o modalità di azione troppo concrete. (162) …

Le caratteristiche intellettuali ed emotive della mente umana scaturiscono da un’unica fonte che è l’interazione emotiva complessa. Rendendo sempre più impersonale ogni aspetto della vita, la società moderna mina i fondamenti della mente. Le società avanzate rischiano così di distruggere le ragioni stesse dei loro successi. Se questa tendenza continuerà, la società finirà per perdere non soltanto l’anima, ma anche ciò per cui Faust decise di vendere la sua al diavolo, ovvero la capacità di acquisire e usare la conoscenza. …

Oltre a minacciare la sopravvivenza fisica dell’umanità, l’impersonalità della vita indotta dai cambiamenti sociali e tecnologici mette a repentaglio proprio le capacità che li hanno resi possibili e che scaturiscono dalle primissime interazioni intime fra i bambini e gli adulti che si prendono cura di loro. Le caratteristiche tipiche dell’umanità (ragione, compassione, amore, intuito, intelligenza, creatività, coraggio, moralità, spiritualità) sorgono dalle relazioni tra il sistema nervoso dell’individuo e le esperienze emotive delle interazioni quotidiane. Bisogna riconoscere queste origini comuni per intuire la gravità del rischio che corre la nostra società. (163) …

Nonostante le buone intenzioni, molti genitori finiscono per affrontare solo i problemi concreti della quotidianità, non riuscendo a stabilire relazioni emotive valide con i loro figli. Se questa tendenza permarrà, la nostra società rischierà di trovarsi in una situazione veramente spaventosa. Se i bambini di tutti i livelli sociali crescono ricevendo sempre minori attenzioni e sia i figli dei ricchi sia quelli dei poveri diventano sempre meno riflessivi e sempre più alienati dalla vita degli altri, violenza ed estremismo sono destinati ad aumentare e spirito di collaborazione ed empatia a diventare ancora più rari. (169) …

VIII.  La salute mentale in un’ottica evolutiva

Da un punto di vista evolutivo una crescita sana dà luogo a un senso di identità abbastanza ampio, flessibile e differenziato da permettere all’individuo di instaurare e mantenere relazioni adatte alle varie fasi della vita, di provare una vasta gamma di emozioni diverse e di riflettere su di esse ampliando e approfondendo costantemente il proprio pensiero e la propria coscienza. (178) …

Uno sviluppo sano, inoltre, comporta l’acquisizione di capacità di ragionare, risolvere problemi e fare la prova di realtà proporzionate all’età. … Quello che conta non è un livello specifico di abilità cognitive, ma la capacità generale di riflettere sulle esigenze che sorgono in un determinato stadio della vita e di affrontarle. (179) …

Lo sviluppo sano genera individui più forti e più flessibili in certi campi e meno in altri. (180) …

Se si considera lo sviluppo mentale come un processo in continua evoluzione …

  • Dal primissimo livello evolutivo caratteristico dei primi mesi di vita emerge la capacità di organizzare l’attenzione e rimanere calmi, con un conseguente profondo senso di sicurezza.
  • Dal secondo livello deriva la capacità di instaurare relazioni di affetto e intimità con gli altri, che persiste poi anche quando si è in collera, delusi o tristi.
  • Dal terzo e dal quarto livello proviene la capacità di interpretare segnali non verbali, dapprima semplici e poi sempre più complessi. …
  • Il quinto livello evolutivo rende possibile l’espressione simbolica di una molteplicità di idee e di sentimenti.
  • Dal sesto deriva la capacità di organizzare in maniera logica pensieri, sentimenti e idee, di riflettere su di essi e di servirsene per risolvere problemi nella vita reale. (181) …

Le principali caratteristiche familiari che hanno esiti positivi: cure amorevoli ed empatiche e imposizione di limiti chiari e fermi. (187) …

IX.  Curarsi con pillole, chiacchiere o vere esperienze terapeutiche

La vera crescita mentale avviene soltanto attraverso esperienze, di vita o terapeutiche che siano, che soddisfino i bisogni evolutivi della persona. (193) …

L’obiettivo della terapia è aiutare il paziente a raggiungere il livello di sviluppo giusto per la sua età. Ciò significa guidarlo mentre impara ad affrontare le esperienze emotive, cioè a partecipare più profondamente nei rapporti con gli altri, a capire le loro intenzioni, a rappresentare i propri sentimenti invece di limitarsi a metterli in atto o a collegare certi temi emotivi con altri, in modo da comporre una personalità integrata. (200) …

I. I fondamenti emotivi dell’apprendimento

L’efficacia del nostro sistema scolastico è minata dalla dicotomia tra emozioni e intelletto implicita in molti dei suoi principi. La separazione tra crescita emotiva e intellettuale ignora i livelli evolutivi e le differenze individuali, inibendo le potenzialità di molti bambini. (203) …

Il successo di un bambino non si misura in base alla sua velocità di apprendimento o al fatto che segua lo stesso metodo degli altri o meno, ma dalla facilità con cui apprende quel che gli viene insegnato in maniera adatta alle sue esigenze. …

Come dice il proverbio, “Non si ingrassa una capra pesandola”: ripetere a un bambino che è ottuso non serve a farlo diventare più furbo. …

L’obiettivo, se mai, dovrebbe essere offrire a tutti un’esperienza di apprendimento. Le critiche e le valutazioni di merito non sono sbagliate in sé e per sé e creano insicurezza solo se non si accompagnano a un aiuto e a spiegazioni su come migliorare. (205) …

Dobbiamo basarci pertanto sul modello evolutivo e sul suo principio chiave per cui l’apprendimento intellettuale ha origini comuni a quello emotivo. Entrambi derivano dalle prime interazioni affettive della vita, entrambi sono influenzati da differenze individuali ed entrambi devono procedere in maniera graduale, passando da un livello evolutivo al successivo. … Imparare a leggere, scrivere e far di conto e in seguito assimilare conoscenze simboliche sempre più astratte è impossibile se non si sono capite e fatte proprie le sequenze di abilità necessarie all’apprendimento. (210) …

Il vero ABC è fatto di attenzione, relazioni intense e comunicazione, tutte cose che i bambini imparano interagendo con gli adulti. (211) L’apprendimento, inoltre, è facilitato se il bambino arriva a scuola già capace di riflettere sul proprio comportamento: per esempio, in grado di dire se capisce una lezione o un esercizio e, in caso contrario, quale parte non gli è chiara.

Nonostante queste abilità siano indispensabili, con gli attuali metodi didattici generalmente è difficile che chi non le possiede riesca a recuperare, una volta cominciata la scuola. In quasi tutte le scuole si dà per scontato che i bambini normalmente siano pronti a imparare e i programmi ministeriali sono basati su questa premessa; ma è un equivoco rovinoso per moltissimi bambini. …

Requisiti per una didattica efficiente:

  1. Prima di tutto una didattica efficiente deve essere in sintonia con il livello evolutivo del bambino. L’insegnante deve avere il tempo e le risorse necessarie per conoscere gli alunni uno per uno e capire quali abilità evolutive hanno e su quali bisogna ancora lavorare. Per fare ciò deve osservare e valutare abilità quali l’interpretazione dei segnali non verbali e la riflessione sulle idee proprie e altrui, oltre a quelle linguistiche e di movimento fine. (212)
  2. In secondo luogo, una didattica efficiente non deve presentare ai bambini delle informazioni da assimilare, ma dei problemi da risolvere con spirito di iniziativa e partecipazione. Un approccio di questo tipo comprende compiti ed esperimenti pratici, gite, ricerche scritte, discussioni e altre tecniche per indurre il bambino a entrare in contatto con gli altri e con la materia. Date le origini emotive dell’apprendimento, che danno al bambino la capacità di fare sue e organizzare le idee, è indispensabile coinvolgerlo dal punto di vista emotivo, stimolarne la curiosità e tenerne a freno l’energia.
  3. In terzo luogo, una didattica efficiente deve prendere in considerazione le inclinazioni naturali e i punti di vista del bambino e sfruttarli per allargarne le conoscenze e le esperienze. Questo non significa solo trarre esempi dalla vita quotidiana del bambino, ma vedere la materia di studio con i suoi occhi, al particolare livello evolutivo che ha raggiunto e nei termini in cui egli la comprende. …
  4. Il quarto requisito di una didattica efficiente deriva dal precedente: l’insegnante deve presentare il materiale per gradi e a un ritmo adeguato alle abilità cognitive e al tipo di apprendimento del bambino. (213) … Quando, con l’aiuto degli adulti, un bambino impara nuove abilità a un ritmo proporzionato alle sue forze e tendenze, prova l’euforia di fare bene, che è intrinseca al sistema nervoso dell’uomo. (214) …
  5. Infine, il quinto principio di una didattica efficiente riguarda struttura e limiti. Per avere la consapevolezza di riuscire i bambini devono avere dei punti di riferimento con cui misurarsi. Per sentirsi sicuri devono poter credere che gli adulti li aiuteranno a tenere a freno collera, avidità, frustrazione e altre emozioni negative. Questo va fatto con mezzi positivi che impongano il rigore, ma, nello stesso tempo, salvaguardino l’autostima del bambino. Le regole devono essere chiare, ragionevoli e accompagnate da sanzioni fondamentalmente automatiche. Quando trasgredisce, il bambino deve subire la punizione del caso, senza però essere umiliato. I limiti devono quindi essere associati a incoraggiamenti, in modo che il bambino li capisca e faccia meglio in futuro.

Tre punti per una riforma efficace:

  1. Per essere efficace, la riforma della scuola deve riflettere le conoscenze acquisite grazie alle recenti ricerche sul lavoro della mente. I punti cui va dato il massimo rilievo sono tre. Il primo, nonché il più importante, è il fatto che alla base di qualsiasi forma di apprendimento ci sono gli affetti e le interazioni e non l’acquisizione di nozioni e capacità specifiche. Per la maggioranza degli studenti la forma migliore di apprendimento è quella esperienziale che comporta interazioni con gli altri, per esempio attraverso il lavoro di gruppo, sessioni individuali con l’insegnante o seminari in cui gli allievi discutono il loro lavoro sotto la guida di un docente. (215) … Nel dialogo socratico, che costituisce tuttora il modello didattico delle migliori facoltà di legge, l’insegnante non presenta nozioni, ma pone domande che, guidando gli studenti nel ragionamento, portano alla luce il loro pensiero. …
  2. Il secondo elemento essenziale da riformare, alla luce delle ricerche più recenti, … (si riferisce al fatto che) aspettare che il bambino abbia raggiunto l’età prescolare o scolare per prepararlo all’impegno scolastico significa sprecare gli anni migliori della sua vita dal punto di vista dell’apprendimento. … Uno degli obiettivi fondamentali che qualsiasi riforma del sistema scolastico deve pertanto porsi è far sì che tutti arrivino in prima elementare capaci di attenzione e di comunicazione, oltre che di partecipazione alle relazioni. (216) …
  3. Si arriva così al terzo requisito di una riforma efficiente: il riconoscimento della realtà e dell’importanza delle differenze individuali. … Per rendere al massimo, ciascuno ha bisogno di insegnamenti che tengano conto del livello che ha raggiunto. (217) …

I. Risoluzione di conflitti e livelli mentali

La maggior parte dei conflitti … sorgono da questa triade: avidità, invidia e umiliazione. Non soltanto le emozioni che entrano in gioco nei conflitti, ma anche i modi in cui questi vengono gestiti hanno radici nell’infanzia. (221) …

Dietro la capacità di risolvere i conflitti ci sono tre abilità fondamentali sviluppate nel corso degli anni:

  1. quella di rapportarsi empaticamente con gli altri e di mettersi nei loro panni;
  2. quella di immaginare simbolicamente le intenzioni proprie e altrui e
  3. quella di tollerare la delusione, che permette il pensiero sfumato …

Quando si insegna la risoluzione dei conflitti, perciò, è indispensabile sostenere queste abilità emotive, il che può voler dire fare vari passi indietro prima di poterne fare uno avanti. I bambini cui sono mancate relazioni coerenti e affettuose devono imparare a fidarsi dell’altro nell’ambito di interazioni intime e a sviluppare la compassione. Se a casa non possono contare su una figura adatta, devono trovarla a scuola, nello sport, in parrocchia o in qualche altro ambiente stabile. (226) I bambini che tendono a mettere in atto i loro sentimenti vanno aiutati perché imparino a immaginare emozioni e desideri e quelli che tendono al pensiero estremizzato devono imparare a tollerare l’ambivalenza insita nel conciliare sentimenti di delusione e perdita con soddisfazione e contentezza. (227) …

XIII. Violenza e deprivazione

Gli adulti che partecipano attivamente e condividono le esplorazioni del bambino, che ne sanno interpretare le intenzioni e i desideri favoriscono l’intelligenza più di quelli che sono passivi o troppo autoritari. Anche il fatto di seguire l’iniziativa del bambino, di interpretare i suoi segnali e rispondervi invece di ignorarli o rispondere negativamente è risultato correlato con l’intelligenza. (242) …

Le sette esigenze imprescindibili dell’infanzia.

Primo: il bambino ha bisogno di un ambiente sicuro e di almeno una relazione stabile, prevedibile, confortante e protettiva con un adulto che, senza essere necessariamente il genitore biologico, si impegni personalmente e a lungo termine ad assicurare il benessere quotidiano del bambino e abbia i mezzi, il tempo e le qualità necessarie per portare a termine il suo compito. … Essenziali sono: maturità, responsabilità, sensibilità, comprensione e abnegazione.

Secondo: le relazioni coerenti e affettuose con gli stessi adulti, fra cui una figura di accudimento primaria, nei primissimi mesi di vita e per tutta l’infanzia sono alla base della competenza emotiva e intellettuale del bambino, in quanto gli permettono di instaurare l’intimità profonda che lo porta a provare un senso di umanità condivisa e quindi a sviluppare empatia e compassione. … stabilità e coerenza. …

Terzo: un’interazione ricca e costante. L’amore e le cure, per quanto essenziali, non bastano. Nei primi cinque anni di vita il bambino impara a conoscere il mondo grazie alle proprie azioni e alle reazioni degli adulti che si prendono cura di lui. Il senso di intenzionalità e dei limiti tra mondo interiore e mondo esterno si può sviluppare solo attraverso scambi protratti con persone che il bambino conosce e di cui si fida profondamente. (252) …

Quarto: ciascun bambino e ciascuna famiglia hanno bisogno di una ambiente che consenta loro di attraversare i vari stadi evolutivi al proprio ritmo e con il proprio stile, perché solo così i bambini possono affinare il proprio senso di sé in quanto individui e in quanto membri di determinati gruppi. Per essere efficaci, gli interventi devono tollerare e sfruttare le differenze individuali. …

Quinto: Il bambino deve avere la possibilità di sperimentare, trovare soluzioni, correre rischi e anche di sbagliare. Tentando approcci diversi, cercando alleati e valutando tutte le alternative, emergono la perseveranza e la fiducia in se stessi necessarie per riuscire in qualsiasi impresa. …

Sesto: i bambini hanno bisogno di una struttura e di limiti ben chiari. Il fatto di sapere che cosa aspettarsi e che cosa gli altri si aspettano da loro è fonte di sicurezza. (253) …

Settimo: Per conseguire questi obiettivi le famiglie devono vivere in quartieri e città stabili. Per assicurare ai bambini le cure adatte, la coerenza e il profondo impegno di cui hanno bisogno per raggiungere i vari livelli evolutivi, gli adulti devono essere maturi, empatici ed emotivamente disponibili. (254) …

XIV. L’imperativo dell’uomo

La nostra capacità di convivere non dipende tanto dalle idee che sottoscriviamo, quanto dalla capacità di riflettere, negoziare e approvare. (285) …

Se è vera l’ipotesi che … alla base dello sviluppo della mente c’è l’esperienza emotiva, l’impersonalità sempre più diffusa e la crisi della famiglia che caratterizzano la nostra società rappresentano un pericolo per lo sviluppo mentale di tantissimi individui.

Ci possiamo aspettare che chi non ha avuto la possibilità di sviluppare qualità mentali superiori e altamente riflessive durante l’infanzia agisca impulsivamente, pensi in termini estremizzati e polarizzati, sia incapace di sfumature e di sottigliezze e ignori i diritti, i bisogni e la dignità del suo prossimo. … Alla lunga il pensiero generativo e creativo diminuirebbe e le capacità cognitive meccaniche finirebbero per soppiantare la vera innovazione. (292) …

Buona parte dei cittadini dimostra di operare molto al di sotto dei livelli evolutivi più alti, o perché non ha raggiunto stadi importanti dello sviluppo mentale o perché qualcosa nella vita li ha fatti regredire a livelli precedenti. Un numero spaventoso di giovani si comporta come se il suo sviluppo emotivo fosse indietro di anni, talvolta più di dieci rispetto all’età cronologica.

Mettere al primo posto l’educazione dei bambini, le relazioni umane e la qualità delle esperienze emotive nella famiglia, nella scuola, nella psicoterapia, nel matrimonio e nelle istituzioni sociali è l’imperativo dell’uomo d’oggi. …

La vita emotiva è il fondamento dell’intelletto, del giudizio e del senso morale di cui una società democratica ha bisogno. (293) …

La vera riforma deve interessare i valori su cui si basano le nostre decisioni, per esempio la definizione di natura umana. Dietro lo scarso impegno con il quale la società fornisce aiuto sociale ed economico alla famiglia c’è la falsa dicotomia fra emozione e intelletto, fra educazione e interazione. …

Se accettiamo la tesi che l’esperienza affettiva costituisce il fondamento della mente umana ed è l’essenza del compito gravoso e prezioso di allevare i figli, ne consegue che i figli e la famiglia hanno la priorità su tutte le altre esigenze conflittuali dell’individuo. (294) …

Attualmente la società non riconosce pienamente il bisogno che i bambini hanno di interazioni intime né inculca a chi vuole diventare genitore l’idea che i figli sono più importanti degli orari di lavoro e della carriera. La visione dualistica dello sviluppo mentale nasconde il fatto che il dono più prezioso che un genitore possa fare a un figlio non è la scuola migliore, il gioco didattico più bello o il campeggio estivo, ma il tempo trascorso regolarmente insieme a lui a fare cose che al bambino piacciono.

L’illusione che l’intelletto si sviluppi indipendentemente dall’affetto permette alle persone di trascurare l’importanza delle interazioni intime. Invece è solo attraverso di esse che i genitori possono rendersi conto delle caratteristiche fisiologiche e caratteriali del figlio, entrare quotidianamente in empatia con i suoi sentimenti, stabilire con lui obiettivi conformi al suo mix di punti deboli e di forza, imporre e far rispettare limiti e dare incentivi con calore, fermezza, coerenza e amore: in parole povere, procurargli le esperienze emotive essenziali perché sviluppi le qualità più alte della mente. (295) …

È indispensabile che nelle scuole, nelle case e nei media si diffonda una nuova e migliore comprensione dei meccanismi di sviluppo della mente. Per preparare i futuri genitori a capire i bisogni dei loro figli lo sviluppo umano dovrebbe diventare materia di studio, dalla scuola materna all’università, pari alla matematica o alla lingua … (296)

Finché la nostra società continuerà a vedere intelletto ed emozioni, ovvero l’aspetto oggettivo e soggettivo dell’organizzazione mentale, come entità distinte o addirittura in conflitto non prenderemo in seria considerazione il ruolo centrale che le interazioni intime hanno nello sviluppo della mente. …

Se le prime esperienze emotive sono la base delle capacità intellettuali, nonché del senso morale e della creatività, dobbiamo dare loro maggiore importanza nella pianificazione personale, collettiva e statale. I problemi che dobbiamo risolvere – ambientali, economici o militari che siano – richiedono un’azione collettiva, lo sviluppo della mente individuale e la possibilità, per ognuno, di realizzare pienamente il proprio potenziale umano. L’attenzione all’esperienza soggettiva non è un esercizio puramente umanitario o estetico, ma cruciale per la sopravvivenza umana. (300)


Immagine di copertina tratta da The Books Group.

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