Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 13 di 24
II° Periodo – Dicembre 1988 / Giugno 1989
- La formazione dei gruppi
Risultati dello screening in entrata a disposizione, abbiamo provveduto a preparare alcuni prospetti con la rappresentazione dei gruppi di alunni da sottoporsi a “training centrato sul deficit specifico”.
Questa la ripartizione.
- Classi prime
Sono stati organizzati tre gruppi di bambini per ogni giornata di scuola a disposizione: i primi due per attività di affinamento e di consolidamento, il terzo per attività di feed-back e di integrazione socio-cognitiva e logico-linguistica in particolare.
I gruppi, omogenei al loro interno, almeno entro certi limiti, ma eterogenei fra di loro, hanno assistito a un approccio individualizzato ricco di esperienze educativo-didattiche a strutturazione differenziata. Nella formulazione dei gruppi abbiamo tenuto presenti le difficoltà iniziali – riferite massicciamente al livello di concettualizzazione del linguaggio scritto – rilevate in ogni alunno, per poter predisporre interventi specifici e mirati.
Non riportiamo i nomi dei bambini, per ovvie esigenze di anonimato, ma li sostituiamo con acronimi in prima colonna. Le rimanenti colonne verso destra della grafica indicano il settore di personalità che richiede di essere fatto oggetto di particolari cure. I riferimenti sono i seguenti:
PP = Percezione
PM = Psicomotricità
GM = Grafomotricità
LG = Capacità logico-operatorio-concrete
+ = Intensificazione delle difficoltà parziali
SO = Scrittura degli occhielli in senso orario

I gruppi A sono composti dagli alunni che hanno totalizzato il minor punteggio ai test di concettualizzazione del linguaggio scritto.
I gruppi B comprendono soggetti con valori medi.
I gruppi C sono costituiti dai bambini con gli indici di maturazione più alti. Si possono notare due soggetti, collocati al n° 18 e al n° 36, che non riportano alcun contrassegno: sono alunni risultati indenni da difficoltà settoriali nelle aree richiamate dagli acronimi.
Per quanto riguarda l’orario i Gruppi A venivano seguiti per un’ora, la prima del mattino, i Gruppi B per la seconda ora e i Gruppi C, più numerosi, per un’ora e mezzo circa, nell’ultima parte della mattinata.
- Classi seconde e terze
In queste classi la ripartizione per gruppi è stata decisa tenendo presenti le difficoltà in lettura e in scrittura.
In quanto alle difficoltà in lettura, gli alunni che ne sono risultati portatori sono stati successivamente sottoposti alle prove criteriali (PRCR) di lettura per l’individuazione dei processi parziali responsabili dell’insuccesso. Tali processi si richiamano alla tassonomia di aree cognitive che qui di seguito riproduciamo, avendole tratte dalle “Prove MT”[1]:
AV Capacità di analisi-discriminazione visiva
LSSD Lavoro seriale da sinistra a destra
DUR Discriminazione uditiva e ritmo
IVU Integrazione visivo-uditiva
MUSFU Memoria uditiva sequenziale e fusione uditiva
GV Globalità visiva
L’elenco che segue dà visione dei processi parziali rivelatisi carenti nei singoli alunni:

Come si può ben vedere, non è stata segnalata l’area AV in quanto non sono emerse difficoltà di rilievo in proposito.
Ognuno dei quattro gruppi sopra riportati disponeva di un intervento per settimana, così previsto: dalle ore 8,30 alle ore 9,30; dalle ore 10,50 alle ore 12,20; complessivamente due ore e mezzo per mattinata.
Portiamoci ora alle difficoltà di scrittura e diamo visione della distribuzione per gruppi degli alunni presi in training, apponendo a fianco della siglatura normale, come già per le classi prime, gli acronimi relativi alle difficoltà parziali nei vari settori analizzati[2].

Una buona parte degli alunni appartenenti ai gruppi di scrittura rientra anche nei gruppi di lettura: per questi alunni la mattinata di laboratorio è stata a tempo pieno, mentre per coloro che presentavano soltanto difficoltà in scrittura è stata dedicata la seconda ora della giornata, dalle 9,30 alle 10,30.
L’entità della popolazione interessata al training di lettura e di scrittura può essere così rappresentata:
soltanto lettura n° 5 (07%)
lettura e scrittura n° 21 (30%)
Soltanto scrittura n° 14 (20%)
Indenni da difficoltà n° 30 (43%)
- 100
Dunque più della metà degli alunni iscritti alle classi seconde e terze (57%) danno a vedere di essere gravati, all’inizio dell’anno scolastico, da difficoltà nell’apprendimento del linguaggio scritto a qualche livello di intensità e di caratterizzazione specifica. I “dislessici” occupano complessivamente una percentuale del 37, i “disgrafici” salgono al 50%. Appena il 43% rivela assenza di difficoltà di un certo peso, portando comunque la propria “performance” ad una soglia superiore rispetto al criterio valutativo. Sono stime in vero poco incoraggianti, a maggior ragione qualora si voglia riconoscere all’apprendimento del linguaggio scritto nella scuola elementare il giusto spessore culturale sotteso alla buona riuscita di tutti gli altri apprendimenti.
Prima di passare oltre accenniamo ancora al fatto che i gruppi “disgrafia” restano tali e quali per tutta la durata del training, mentre invece i gruppi “dislessia”, dal momento che possono annoverare variazioni di percorso al loro interno, richiedono l’inserimento di una verifica verso la metà dell’anno scolastico. Abbiamo infatti previsto due sole verifiche per l’attività di scrittura, l’una all’inizio, l’altra al termine dell’anno scolastico. Per l’attività di lettura, diversamente, si va a frapporre una verifica intermedia che può dare risultati tali da indurre variazioni in quella che è stata la formazione iniziale dei gruppi. La stessa cosa succede per le classi prime che saranno sottoposte anch’esse al re-test di analisi-fusione sillabica a metà anno. Torneremo su questo punto quando parleremo in particolare delle verifiche.
[1] Vedi C. Cornoldi e il Gruppo M.T.
[2] La sigla PP per la percezione viene impiegata soltanto per i Gruppi 2A e 2B, in quanto non è stata applicata nelle classi terze
Immagine di Copertina tratta da Apolokids.

