Un tuffo fra le pagine
Daniel Goleman
INTELLIGENZA EMOTIVA
Titolo originale: Emotional intelligence – 1995
R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A. – Ed. CDE spa, Milano, 1996
Parte 2 di 4
6) INTELLIGENZA EMOTIVA: UNA CAPACITA’ FONDAMENTALE
Quando le emozioni sopraffanno la concentrazione, quel che viene effettivamente annientato è una capacità mentale che gli scienziati cognitivi chiamano “memoria di lavoro” …. La memoria di lavoro ha sede nella corteccia prefrontale, il luogo in cui si incontrano sensazioni ed emozioni. (105)
Immaginate di avere quattro anni e che qualcuno vi faccia la seguente proposta: se aspetti che io ritorni da una commissione, avrai in premio due caramelle; se non puoi aspettare, ne avrai una sola, ma subito (107) …. I soggetti che all’età di quattro anni avevano resistito alla tentazione, da adolescenti dimostravano di possedere una maggiore competenza sociale: erano efficaci a livello personale, sicuri di sé e più capaci di tener testa alle frustrazioni della vita. Le possibilità che questi giovani andassero in pezzi, si paralizzassero o regredissero quando erano sottoposti a stress, o che si innervosissero o si disorganizzassero sotto pressione, erano inferiori (108) …. Fatto ancora più sorprendente, quando i bambini del primo esperimento vennero nuovamente sottoposti a test, a distanza di anni, quando ormai adolescenti stavano terminando la scuola superiore, quelli che da piccoli avevano aspettato pazientemente si dimostrarono studenti di gran lunga superiori a quelli che dieci anni prima avevano agito spinti dal capriccio. …. La capacità di rinviare la gratificazione contribuisce in modo importante, e indipendente dallo stesso QI, al potenziale intellettuale dell’individuo. (109)
Riuscire a entrare nel flusso è la massima espressione dell’intelligenza emotiva …. Il modo migliore per descrivere questo stato è forse quello di ricorrere alla metafora di due persone che fanno l’amore e sono colte dall’estasi – la fusione di due individui in un’unica entità, al tempo stesso fluida e armoniosa. …. la caratteristica del flusso è una sensazione di gioia spontanea, perfino di rapimento. …. la consapevolezza si fonde con le azioni (118). …. L’attenzione è talmente concentrata che gli individui sono consapevoli solo della ristretta gamma di percezioni immediatamente legate a ciò che stanno facendo, e perdono ogni cognizione dello spazio e del tempo …. i momenti di flusso sono privi di ego …. il puro e semplice piacere dell’atto in se stesso basta a motivarlo (119) …. l’attenzione è rilassata, pur essendo altamente concentrata …. Il flusso è uno stato privo di interferenze emotive – se si esclude un leggero sentimento di estasi, irresistibile, e altamente motivante. Quell’estasi sembra essere un prodotto collaterale della concentrazione, quella stessa concentrazione che è un prerequisito del flusso. (120) Uno degli aspetti chiave del flusso è che esso si manifesta nell’intorno dell’eccellenza, là dove le capacità sono ben esercitate e i circuiti neurali più efficienti …. In questo stato, anche il lavoro più gravoso invece di sfinirci sembra darci piacevolmente la carica …. la motivazione a fare qualcosa sempre meglio consiste, almeno in parte, in uno stato di flusso durante l’esecuzione. (121)
Cercare lo stato di flusso attraverso l’apprendimento è un modo più umano, naturale e probabilmente anche più efficace per mettere le emozioni al servizio dell’educazione. In generale, tutto questo conferma quanto sia fondamentale la capacità di incanalare le emozioni verso il raggiungimento di un fine produttivo; essa può manifestarsi nel controllo degli impulsi e nel rinvio delle gratificazioni, nel regolare i nostri stati d’animo in modo che essi facilitino invece di ostacolare il pensiero razionale, nel trovare la motivazione per insistere e provare – provare ancora – nonostante gli insuccessi, oppure nel trovare i modi per entrare nello stato di flusso e dare quindi prestazioni ottimali: in ogni caso, tutti questi comportamenti indicano che, applicata ai nostri sforzi, l’emozione può rivelarsi un motore potente, capace di dare loro maggiore efficacia. (123)
7) LE RADICI DELL’EMPATIA
La chiave per comprendere i sentimenti altrui sta nella capacità di leggere i messaggi che viaggiano su canali di comunicazione non verbale (125) …. il 90 per cento o più di un messaggio emotivo viene comunicato attraverso canali non verbali. (126)
Gli infiniti momenti di sintonizzazione e desintonizzazione fra genitori e figli plasmano le aspettative emotive che gli adulti immettono nel rapporto …. attraverso la sintonizzazione le madri comunicano ai figli di percepire i loro sentimenti. (128)
Nella vita adulta, il fare l’amore è l’atto che forse si avvicina di più a quella sintonizzazione fra madre e figlio. Secondo Daniel Stern, l’atto sessuale “implica la percezione dello stato soggettivo dell’altro: la condivisione del desiderio, un’armonia di intenzioni e un’attivazione reciproca sincronizzata” …. fare l’amore è un atto di empatia reciproca (129).
8) LE ARTI SOCIALI
Verso i due anni fanno la loro comparsa i primi segni di empatia. Con la base dell’autocontrollo e dell’empatia matura l’ “abilità sociale”. (142)
Esistono quattro abilità distinte che Hatch e Gardner identificano come componenti dell’intelligenza interpersonale: (147)
- Capacità di organizzare i gruppi (l’abilità essenziale del leader).
- Capacità di negoziare soluzioni (è il talento del mediatore).
- Capacità di stabilire legami personali (empatia).
- Capacità d’analisi della situazione sociale (riconoscere e comprendere i sentimenti). (148)
Coloro che interpretano i segnali emozionali in modo errato tendono a dare prestazioni scolastiche scadenti rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare stando al loro QI. (153).
PARTE TERZA
INTELLIGENZA EMOTIVA APPLICATA
9) NEMICI INTIMI
Se le pressioni sociali non rappresentano più il cemento che tiene insieme un matrimonio, allora, per la sopravvivenza dell’unione, i vincoli emotivi fra moglie e marito diventano ancora più fondamentali. (159)
Alla base delle difficoltà di coppia c’è un elemento biologico nascosto …. le forze emozionali che tengono insieme o distruggono una relazione. Nella coppia, i comportamenti sbagliati dei partner hanno le loro più remote radici nelle differenze fra l’universo emozionale delle bambine e quello dei bambini. (160) …. Queste differenze nell’educazione delle emozioni finiscono per alimentare capacità molto diverse …. nelle donne l’elemento più importante per sentirsi soddisfatte della propria relazione è la percezione di avere “una buona comunicazione” con il partner. (162)
L’inerzia degli uomini nell’affrontare i problemi di una relazione è senza dubbio aggravata dalla loro relativa incapacità di leggere le emozioni dalle espressioni facciali. (163)
Disprezzo, collera, scherno, insulto, linguaggio verbale e corporeo: un abituale atteggiamento critico, e il disprezzo o il disgusto, sono segni di pericolo perché indicano che il coniuge ha silenziosamente formulato un giudizio molto negativo sul proprio partner che nei suoi pensieri è fatto oggetto di costante condanna. (166)
L’ostruzionismo è l’ultima difesa …. qualcosa di simile a una combinazione di distacco glaciale, superiorità e disgusto. L’ostruzionismo compare soprattutto nei matrimoni che vanno verso la crisi; nell’85 per cento di questi casi il marito fa l’ostruzionismo in risposta a una moglie che lo attacca con disprezzo e atteggiamento critico. Come risposta abituale, l’ostruzionismo è devastante per la salute di una relazione: esclude infatti ogni possibilità di ricomporre il disaccordo. (167)
Pensare di essere una vittima innocente o provare una giusta indignazione sono atteggiamenti tipici di partner che vivono una crisi matrimoniale e alimentano continuamente la collera e il risentimento. (168)
Gottman usa il termine di inondazione per indicare la suscettibilità al frequente turbamento emotivo …. In alcune persone la soglia per raggiungere questa condizione è elevata, ed esse resistono facilmente alla collera e al disprezzo; altre invece possono essere travolte dalla “piena” non appena il coniuge indirizza loro una leggera critica. Questa “piena” emozionale viene descritta tecnicamente in termini di aumento della frequenza cardiaca a partire dai livelli di riposo …. se la frequenza raggiunge 100 battiti al minuto, l’organismo pompa adrenalina e altri ormoni in modo da prolungare questo stato di disagio per un certo periodo. …. C’è una vera e propria piena di sentimenti tossici, una spiacevole ondata di paura e di collera che sembra inevitabilmente e, soggettivamente, “metterci una vita” ad andarsene. A questo punto – siamo nel mezzo di un “sequestro” emozionale – le emozioni dell’individuo sono talmente intense, le prospettive così limitate e il pensiero a tal punto confuso che non ci sono speranze di poter considerare il punto di vista dell’altro, né di ricomporre le cose in modo ragionevole. (170) …. Se un marito si trova in questo stato, il fatto che la moglie dica “Tesoro, dobbiamo parlare” può innescare il pensiero “Sta provocando un altro scontro”, e questo scatena l’ondata di piena …. Questo è forse il punto di svolta più pericoloso in un matrimonio, una tappa catastrofica nella relazione. Il partner “in piena”, a questo punto, pensa in continuazione le cose peggiori del coniuge, interpretando tutte le sue azioni in una luce negativa. Piccoli problemi diventano gravi conflitti; i sentimenti vengono continuamente feriti. Con il tempo, il partner che si sente travolto comincia a considerare grave e irresolubile ogni singolo problema del matrimonio, in quanto ogni tentativo di sistemare le cose viene regolarmente sabotato dalle ondate di piena. …. Essi cominciano così a condurre vite parallele, essenzialmente isolati l’uno dall’altro e sentendosi soli all’interno del matrimonio …. Quando una coppia viene presa nel circolo vizioso della critica e del disprezzo, degli atteggiamenti di difesa o di ostruzionismo, dei pensieri negativi e delle ondate di “piena” emozionale, questo stesso ciclo riflette una disintegrazione dell’autoconsapevolezza e dell’autocontrollo emozionali, dell’empatia e delle capacità di calmare se stessi e gli altri. (171)
Fra coloro che reagiscono alle critiche del coniuge facendosi travolgere dall’inondazione, ci sono più uomini che donne. Una volta “sommersi”, gli uomini secernono più adrenalina delle donne, e il flusso di questo ormone viene innescato da livelli di negatività inferiori a quelli necessari per attivare la stessa reazione nelle donne; inoltre, agli uomini è necessario più tempo per riprendersi dalla “piena” emozionale. Tutti questi dati (John Gottman, Why Marriages Succeed or Fail, New York, Simon and Schuster, 1994, e What Predicts Divorce) suggeriscono che forse la stoica imperturbabilità del maschio alla Clint Eastwood rappresenta una forma di difesa per non sentirsi sopraffatti dalle emozioni. La ragione per cui è tanto probabile che gli uomini ricorrano all’ostruzionismo, secondo Gottman, è il tentativo di autoproteggersi dalle “piene” emozionali …. gli uomini cercano di evitare gli scontri emozionali con lo stesso impegno che le donne mettono nel tentare di innescarli. Proprio come è di gran lunga più probabile che siano gli uomini a rifugiarsi nell’ostruzionismo, è più facile che le donne ricorrano alla critica. …. Quando cercano di alleviare e risolvere il disaccordo e le controversie, gli uomini sono più riluttanti a impegnarsi in quelle che sono destinate a diventare discussioni roventi. Non appena la moglie vede il marito che si ritira, alza il volume e l’intensità del rimprovero, cominciando a criticarlo. E quando egli si arrocca sulla difensiva o replica facendo l’ostruzionismo, la donna si sente frustrata e in collera, e così aggiunge all’interazione il proprio disprezzo, per sottolineare l’intensità della sua frustrazione. Accorgendosi di essere oggetto delle critiche e del disprezzo della moglie, l’uomo comincia a cadere nei pensieri di vittima innocente o di marito giustamente indignato che sempre più facilmente scatenano la “piena” emozionale. Per proteggersi da essa, egli si mantiene sempre più sulla difensiva o semplicemente si trincera in un ostruzionismo totale. Ma quando i mariti adottano questa strategia, essa innesca la “piena” emozionale nelle loro mogli le quali si sentono completamente osteggiate. E quando il circolo vizioso della lite coniugale si autoalimenta in questo modo, è fin troppo facile che possa sfuggire al controllo. (172)
10) DIRIGERE COL CUORE
Tre diverse applicazioni dell’intelligenza emotiva:
- essere capaci di presentare una critica in forma costruttiva;
- saper creare un’atmosfera nella quale la diversità sia qualcosa da apprezzare e non una fonte di attrito;
- lavorare con profitto come elementi di una rete di connessioni reciproche. (182)
11) MENTE E MEDICINA
La malattia – soprattutto se grave – manda in pezzi l’illusione di essere invulnerabili, sferrando un duro attacco alla nostra rassicurante convinzione di un mondo tutto nostro, protetto e sicuro. Improvvisamente ci sentiamo deboli, impotenti e vulnerabili. (198)
Il sistema nervoso non solo è collegato a quello immunitario, ma è essenziale per una funzione immunitaria appropriata. (202) …. Il panico e l’ansia aumentano la pressione ematica e i vasi sanguigni, distesi dalla pressione, sanguinano più profusamente quando vengono tagliati dal bisturi del chirurgo.
Le tre emozioni maggiori: collera, ansia, depressione. (203) …. Ciò che mette davvero a rischio l’individuo è l’ostilità …. essere soggetti alla collera è un fattore predittivo di morte prematura più potente del fumo, dell’ipertensione e del colesterolo (204). …. I ricercatori di Yale sottolinearono la possibilità che il rischio di morte per attacco cardiaco sia aumentato non solo dalla collera, ma da un’intensità emotiva negativa di qualunque tipo, che sommerga regolarmente l’organismo con ondate di ormoni dello stress. (205)
Una sporadica esibizione di ostilità non fa male alla salute; il problema nasce quando essa diventa talmente costante da alimentare un atteggiamento antagonistico dell’individuo – un atteggiamento contrassegnato da costanti sentimenti di sfiducia e cinismo, dalla propensione a far commenti umilianti e maligni, come pure ad accessi più espliciti di rabbia e collera violenta. (206)
Legame stress-malattia. Lo psicologo di Yale, Bruce McEwen (dalla rivista Archives of Internal Medicine, 1993) osservava un ampio spettro di effetti:
- la compromissione della funzione immunitaria al punto da accelerare la formazione di metastasi tumorali;
- l’aumento della vulnerabilità alle infezioni virali;
- l’aumento della formazione della placca, che porta all’arteriosclerosi;
- la coagulazione del sangue che porta all’infarto miocardico;
- l’accelerazione dell’instaurarsi del diabete di Tipo I e del decorso del diabete di Tipo II;
- il peggioramento o l’innesco degli attacchi d’asma.
Lo stress può anche portare all’ulcerazione del tratto gastrointestinale, causando i sintomi della colite ulcerosa e del morbo di Crohn. Anche il cervello è suscettibile agli effetti a lungo termine dello stress prolungato, e può riportare danni all’ippocampo con conseguente compromissione della memoria. (207)
Nutrire costantemente sentimenti di ostilità e andare incontro a ripetuti episodi di collera sembrano essere importantissimi fattori di rischio di cardiopatia per gli uomini; nelle donne, invece, le emozioni più letali sono probabilmente l’ansia e la paura. (209)
La depressione si rivela un fattore predittivo di morte più potente di qualunque altro segno. (211)
La speranza, come l’ottimismo, ha potere risanatore. (213)
L’isolamento sociale si distingue come uno dei principali fattori di rischio …. a comportare il rischio è la sensazione soggettiva di essere tagliati fuori dal mondo degli altri e di non avere nessuno a cui rivolgersi. (214)
Le liti coniugali hanno un impatto negativo sul sistema immunitario. (215)
Il modo più “sano” per sfogare sentimenti penosi è in primo luogo quello di esprimere intensamente tali sentimenti, quali che siano – tristezza, ansia, collera; poi, nel corso dei giorni successivi, intessere un intreccio, alla ricerca di un significato nel trauma o nel travaglio emotivo. (216)
Immagine di copertina tratta da Medium.Com.
