Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 10 di 24
- Il disegno della famiglia
Il bambino ha a disposizione un foglio per disegnare (cm 24 x 33) e una matita grafite n° 2; è consigliabile non concedere l’uso della gomma da cancellare. Questa la consegna: “disegna una famiglia qualsiasi, una famiglia di tua invenzione”. Il bambino può avere qualche perplessità e può esclamare o domandare: “disegno la mia famiglia?!”. In questo caso gli si risponde: “è un disegno di fantasia, devi essere tu a inventare; fai come ti piace di più”. Il bambino può ancora richiedere il consenso a disegnare una famiglia tutta di animali oppure ad aggiungere uno o alcuni animali alla famiglia umana. Alla seconda di queste due richieste si accorda consenso; in quanto alla prima, per altro verso, si sollecita l’alunno a scegliere la rappresentazione di persone, almeno come motivo centrale. Se, poi, lo scolaro manifesta particolari resistenze ad accettare la consegna, si lascia che disegni come gradisce. Lo si incoraggia e si elargiscono apprezzamenti rinforzanti per quanto viene assumendo forma nel disegno.
Alcuni bambini provano ansia nel sentirsi osservati, tanto che pare opportuno mantenere una certa distanza spaziale interpersonale e incoraggiarli solo di tanto in tanto. Sarà utile prendere nota, a parte, degli eventuali commenti che il bambino esprime verbalmente mentre disegna.
Anche qui non si definisce alcun limite di tempo. Al termine del lavoro, con il disegno in vista, si propone al bambino di giocare a inventare una storia sulla famiglia disegnata e gli si dirigono alcune domande, prendendo velocemente nota del contenuto delle sue risposte: “chi hai disegnato per primo?… per secondo?[1]… è maschio o femmina?… (e, nel caso le figure siano tutte uguali, stilizzate e stereotipe, quindi indifferenziabili) sono tutti bambini o c’è qualche mamma, papà, nonno, nonna, zio, zia?… che cosa fa questo, qual è il suo lavoro?… quanti bambini ha?… come si chiama?… chi è il più simpatico fra tutti?… perché?… e il meno simpatico?… perché?… chi è il più contento?… perché?… e il meno contento?… perché?…; ora immagina di fare una magia e di entrare in questo disegno: chi vorresti essere fra tutti questi?”.
Esaurita tale fase di lavoro si procede alla raccolta di alcuni dati indispensabili, relativamente a ciascun alunno: il numero dei componenti la famiglia effettiva, il loro sesso, l’età e la relazione di parentela.
Ancora un’avvertenza utile: occorre prendere nota di quanti e quali siano i bambini mancini conclamati, al fine di una corretta distribuzione di particolari criteri valutativi.
Anche per quanto riguarda l’elaborazione di questo test non entriamo nella descrizione dettagliata, ma rimandiamo a Louis Corman[2].
Abbiamo articolato l’analisi interpretativa su 20 caratteristiche rappresentative dei cripto-messaggi emergenti dalla produzione degli elaborati:
1) il tratto, la pressione 2) le grandezze, le proporzioni
3) la localizzazione spaziale 4) la struttura della figura
5) la corrispondenza numerica 6) il ruolo individuale
7) la dimensione, la proporzione 8) l’emarginazione, la valorizzazione
9) l’identificazione dichiarata 10) l’inserimento
11) la coesione 12) le revisioni
13) la triangolazione 14) le aggiunte/eliminazioni, il significato
15) la differenziazione sessuale 16) l’età individuale, corrispondenza
17) l’aggressività manifesta 18) il ripiegamento narcisistico
19) la reazione depressiva 20) la direzione progressiva sinistra/destra (per i destrimani) o destra/sinistra (per i mancini).
Le valutazioni parziali sono state mantenute fra i valori di zero e tre punti per ogni caratteristica analizzata, da cui si evince che il punteggio globale per ogni bambino può andare, nell’ipotesi al limite, da 0 a 60. Abbiamo riunito i valori attinenti allo scarabocchio con i valori relativi al disegno della famiglia, ottenendo un arco di valutazione che si estende da 0 a 114 punti.
Questi i valori criteriali definitivi:
p 3 da 100 a 114
p 2 da 80 a 99
p 1 da 50 a 79
p 0 da 0 a 49
Entrambi i test proiettivi possono essere somministrati in forma collettiva per quanto concerne la parte esecutiva. Il momento successivo, quello che richiede “l’invenzione della storia” impone necessariamente un rapporto uno a uno.
- L’esame grafo-analitico della scrittura
(prova collettiva – classi seconde e terze)
Questa terza parte dell’indagine all’interno del parametro attinente alla stabilità emotivo-affettiva è stata condotta attraverso la rilevazione sistematica e analitica delle caratteristiche grafologiche rivestite di connotazioni proiettivo-rifrattive. Un procedimento, per restare in tema, sempre molto delicato e foriero di indicazioni probabilistiche ma nello stesso tempo estremamente utili per un orientamento organizzato secondo canoni scientifici verso la conoscenza della personalità infantile, delle spinte motivazionali che ne determinano l’evoluzione, dei suoi impedimenti – eventualmente – di natura para-distimica.
L’analisi è stata condotta con minuzia di particolari sul supporto di una pagina di quaderno scritta dal bambino, spontaneamente e in un contesto tranquillo e sereno. Sono stati considerati 20 aspetti relativi al simbolismo grafico:
1) la regolarità 2) la rapidità
3) la pressione 4) il ritmo, le incrinature, le stentatezze
5) le curve, le angolosità 6) la dimensione
7) le larghezze 8) l’armonia
9) la chiarezza 10) l’estetica
11) l’allineamento di base 12) l’inclinazione
13) la direzione assiale 14) le ritorsioni
15) i legamenti 16) gli spazi
17) i margini 18) i ricci, gli slanci
19) le accentuazioni, la punteggiatura 20) le forme grafiche infantili regressive.
L’analisi della scrittura ad inizio anno scolastico – pare ovvio – può essere operata esclusivamente per le classi seconde e terze nella situazione presente. Le risultanze hanno dato modo di isolare l’incisività di alcuni profili conflittuali degli strati profondi, presenti in forma lieve o intensa nella economia psico-emotiva del bambino: tensioni emotive, inibizioni degli istinti, inibizioni nella sfera degli ideali, chiusura dell’Io, riduzione dell’Io, disorganizzazione dell’Io, stati ansiosi, rivalità, isolamento, nascondimento, eccesso di fantasia e di immaginazione, regressioni, iper-controllo, difese, eccitabilità, agitazione, aggressività, impetuosità, stima di sé, blocchi emotivi.
Non abbiamo previsto, per questo settore della ricerca, l’utilizzazione di valori criteriali in vista della valutazione. I dati ottenuti dall’esame grafo-analitico, infatti, possono ricoprire il ruolo di indici informativi circa l’organizzazione della personalità dell’alunno e possono trasformarsi in suggerimenti preziosi per stabilire atteggiamenti e rapporti educativi di accettazione[3] nei confronti dei bambini con qualche disturbo di natura intrapsichica.
* * * * *
Con questo abbiamo concluso la presentazione delle operazioni di screening. I risultati ottenuti, all’esame dei quali provvederemo fra poco, sono stati rappresentati in grafico. I numeri da 1 a 18 corrispondono alle singole prove che riepiloghiamo:
- concettualizzazione del linguaggio scritto,
- lettura – comprensione
- lettura – correttezza
- lettura – rapidità
- scrittura – disgrafia specifica
- scrittura – rapidità
- scrittura – posture
- competenze logico-operatorio-concrete
- comprensione del linguaggio parlato
- visus
- audio
- competenze logico-percettive
- memoria a breve termine
- competenze grafo-motorie
- rapidità grafo-motoria
- strutturazione psico-motoria
- stabilità emotivo-affettiva
- configurazioni conflittuali.
Una precisazione: Abbiamo incluso la voce “MBT” all’interno delle capacità percettive. Questo perché, al termine delle prove di percezione-discriminazione visiva proposte agli alunni delle classi prime e seconde, abbiamo inserito lo “span” di cifre come indice della capacità a ritenere in MBT un’informazione verbale immediata. Più ragionevole sarebbe stato se avessimo considerato la MBT all’interno delle capacità logico-linguistiche, in quanto si va a interessare una espressione di processi cognitivi a tutti gli effetti. Tuttavia, dal momento che avevamo adottato valori criteriali che inglobavano la MBT nell’area delle capacità percettive e in forza della considerazione che, nelle intese generali di questo lavoro, nulla esula dal “cognitivo” per cui, là dove avessimo collocato la MBT essa non sarebbe rimasta esclusa da un’analisi cognitiva della situazione, abbiamo preso la determinazione di rinunciare a variazioni di collocazione spaziale in rappresentazione grafica.
L’insieme offre la possibilità di decidere, sin dall’inizio, per un indirizzo di lavoro preciso e orientato su itinerari privilegiati e centrato su difficoltà circoscritte. Da qui la programmazione, flessibile e modificabile nei suoi contenuti e nella sua dinamica finalizzata al raggiungimento del successo scolastico.
[1] Si ripete la medesima richiesta per ogni personaggio o animale o, anche, elemento inanimato
[2] Vedi in Bibliografia
[3] Altrimenti definiti con la denominazione di holding
Immagine di Copertina tratta da LudoVico.

