LABORATORIO per la prevenzione e il trattamento delle difficoltà di apprendimento in lettura e in scrittura – Parte 9 di 24

Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 9 di 24

Il senso di rotazione degli occhielli.

Per quanto riguarda questo comportamento legato anche alla grafomotricità, si può tenerne conto già in occasione dell’item relativo alle strutture spaziali[1]. Per entrare più nello specifico si invita il bambino a ricalcare le seguenti sequenze:

Si controlla intanto il senso di rotazione impresso allo strumento scrittorio. Sarà utile, in questa come pure in altre prove grafiche, rilevare l’eventuale presenza di sincinesìe: della mano che non scrive, dei piedi, delle ginocchia, del capo, degli occhi, delle palpebre, delle labbra, della lingua, della emissione fonatoria.

Valutazione:

p 3            14 cerchietti in senso antiorario

p 2            qualche indecisione nella scelta di partenza, repentinamente seguita da autocorrezione;

p 1            da 1 a 4 cerchietti in senso orario;

p 0            più di 4 cerchietti in senso orario.

Le paratonìe.

Il bambino deve assumere la posizione eretta, il busto leggermente flesso, le spalle in avanti e le braccia penzoloni a guisa di manichino.

Per la buona riuscita di questa prova abbiamo inventato la fiaba del burattino: i bambini sono burattini che devono entrare in scena, ma stanno immobili, in quella posizione insolita, finché non arriva il burattinaio – interpretato dall’insegnante per l’occasione – che deve controllare se le giunture funzionano bene, altrimenti dovrà rimetterle in sesto con qualche goccia d’olio[2]. Pertanto l’insegnante richiede allo scolaro di lasciare andare completamente le braccia, di lasciarle letteralmente cadere, dimenticando di averle, senza comandarle più; sarà lui, il burattinaio, a farle muovere per controllare se funzionano bene. Quindi l’insegnante spinge lievemente le braccia, sollevandole verso di sé e lasciandole subito dopo cadere, costringendole a oscillare.

A questo punto si deve osservare la prevalenza fra rigidità e rilassamento muscolare ravvisabile sia nel momento dell’oscillazione sia, in precedenza, nel momento in cui l’insegnante sollevava leggermente le braccia del bambino tenendole poco al di sotto del gomito.

Valutazione:

p 3            oscillazione fluida, perfetta indipendenza segmentarla, rilassamento assoluto delle mani e delle braccia, nessun impulso motorio impresso alle articolazioni e nessuna resistenza agli spostamenti impressi;

p 2            lo stato di rilassamento è incompleto perché affiorano sporadici atteggiamenti favorevoli a lievi espressioni di rigidità localizzata;

p 1            soltanto le mani si rilassano, mentre le braccia restano rigide; il bambino tende a controllare i propri movimenti e guida la discesa delle braccia quando l’insegnante le rilascia; le oscillazioni danno l’impressione di spostamenti coatti e piuttosto rigidi delle articolazioni;

p 0            dopo che l’insegnante rilascia le braccia del bambino, queste rimangono sollevate, immobili; oppure, mentre l’insegnante inizia a sollevarle, esse sfuggono e precedono intenzionalmente la spinta dell’insegnante, alzandosi per iniziativa del bambino stesso, in modo rigido, quasi a scatti; gli spostamenti appaiono come bloccati e coatti, tanto che l’esercizio diventa pressoché impossibile.

La capacità respiratoria.

Si prepara un bicchiere di grandi dimensioni, riempito fino a metà con acqua. Si consegna al bambino una cannuccia per bibita e gli si raccomanda di prendere per bene fiato perché dovrà soffiare il più a lungo possibile con la cannuccia dentro l’acqua, senza fermarsi e senza riprendere fiato, per sollevare “una burrasca nel mare”, senza esagerare tuttavia, per non fare schizzare l’acqua sul viso e all’intorno[3]. Dopo una prima prova si concedono trenta secondi per riprendere fiato, poi la prova viene ripetuta una seconda volta. Si cronometra la durata sommativa in secondi delle due prove, fermando definitivamente il cronometro la prima volta che il bambino interrompe l’emissione d’aria.

Valutazione:

p 3            il bambino soffia per 12 secondi e oltre

p 2            il bambino soffia per 10-11 secondi

p 1            il bambino soffia per 8-9 secondi

p 0            il bambino soffia per meno di 8 secondi

1.1.4 Parametro dell’equilibrio affettivo

Questo settore dell’indagine presenta indubbiamente non pochi aspetti critici in quanto a realizzabilità. Si tratta, infatti, di entrare nel mondo dei sentimenti e degli affetti individuali per comprendere i significati connessi alla stabilità emotivo-affettiva e relazionale in seno alla quale prendono vita atteggiamenti determinanti per la stessa possibilità di trarre profitto dall’apprendimento scolastico: ci riferiamo alla motivazione intrinseca, alla capacità di attenzione e di riflessione, all’impegno, alla perseveranza, all’autocontrollo e inibizione volontaria, alla volontà, alla memoria.

Le prove alle quali occorre accordare fiducia assumono necessariamente il carattere di test proiettivi. In questo campo è indispensabile possedere una buona conoscenza degli apparati che si stanno per applicare – e una sufficiente dimestichezza nella loro applicazione – vale a dire un necessario livello di competenza e di esperienza, onde non incorrere in errori pericolosi agli effetti della conoscenza dell’individuo. Per questo, appunto, sconsigliamo, a chi non fosse pienamente consapevole di trovarsi in tali condizioni di competenza/esperienza, l’avventurarsi su questo terreno.

Trattandosi dell’uso di test proiettivi, poste le premesse di una preparazione adeguata da parte del somministratore, va da sé che l’interpretazione in chiave simbolica costituirà il canale privilegiato di conoscenza in questo settore del lavoro.

Abbiamo fatto ricorso a tre tipi di test proiettivi: lo scarabocchio, il disegno della famiglia, l’analisi grafologica. Per quanto riguarda i primi due itinerari abbiamo fatto riferimento a Louis Corman[4]; per la grafoanalisi ci siamo affidati agli studi di Gerolamo Moretti, Max Pulver, Jacqueline Peugeot, S.A. Bidoli, M.T. De Simone, E. Labarile e Torbidoni-Zanin[5].

Giunti a questo punto dobbiamo dire che avevamo previsto l’applicazione di tre questionari con lo scopo di portare avanti un’indagine anamnestica nell’ottica delle dinamiche motivazionali, ma l’intenzione non ha avuto seguito attuativo per la mancanza del tempo strettamente necessario a questo tipo di lavoro. Per conoscenza, si fa comunque un rapido accenno ai tre momenti previsti: ) questionario per genitori, volto a conoscere l’iter evolutivo generale e la configurazione comportamentale attuale e pregressa – n° 100 quesiti; ) questionario per genitori, indirizzato a far luce sulla motivazione ad apprendere – n° 27 quesiti; ) questionario ai genitori per l’eventuale individuazione di bambini con dotazione intellettiva precoce – n° 30 quesiti.

  • Lo scarabocchio

Si consegnano al bambino un normale foglio da disegno (cm 24 x 33) e una matita grafite n° 2; niente gomma da cancellare. Gli si dice: “ora scrivi qui il tuo nome, proprio al centro del foglio” indicando la parte suggerita. Il bambino può scrivere il nome oppure anche il cognome, in corsivo o in carattere stampatello. Se non sa ancora scrivere, come è pensabile per una parte almeno dei bambini neo-scolarizzati, gli si richiede di disegnare un pupazzetto o un omino o un bimbo (bimba) piccolino al centro del foglio; Al termine dell’esecuzione, indicando la figura, si aggiunge, rivolgendosi al bambino: “questo sei tu”. Quindi, sia che il bambino abbia scritto il proprio nome sia che abbia disegnato il pupazzetto, lo si invita: “ora scarabocchia come più ti piace e fin che vuoi; hai tutto il foglio a tua disposizione”. Se il bambino non comprende la consegna si aggiunge: “immagina di tornare piccolo piccolo, non sai ancora scrivere, sai soltanto scarabocchiare, allora scarabocchia tutto come piace a te; non devi fare disegni, devi solo fare uno scarabocchio”. Nel caso il bambino si dimostri restio lo si incoraggia a parole, mai comunque mediante esempi pratici da parte dell’insegnante: lo scarabocchio deve scaturire spontaneamente dallo stesso bambino, a prescindere da qualsivoglia suggerimento o imitazione. L’esecuzione di questo test non richiede altro che l’esortazione.

Qualora poi l’alunno accenni a comporre disegni rappresentativi gli si deve dire ancora una volta: “ricordati che non devi disegnare, ma scarabocchiare, come i bambini piccoli piccoli che sanno fare solo pasticci con la matita”.

In genere non si presentano difficoltà a svolgere il compito, da parte degli alunni, se le consegne sono state sufficientemente chiare e precise. Può succedere che il bambino, appena dato inizio al compito, si fermi all’improvviso e, titubante, domandi all’insegnante: “devo passare anche sopra il nome?”. Semplicemente gli si risponde: “fa’ come vuoi, come piace a te”, senza esprimere commenti, opinioni personali o perplessità.

Mentre il bambino esegue lo scarabocchio gli si indirizzano lodi sulla qualità del suo prodotto. Si concede tutto il tempo occorrente e, quando lo scolaro accenna ad aver terminato, prima di raccogliere il suo foglio gli si domanda: “hai già finito? va bene così? ti piace lo scarabocchio che hai fatto? che cosa ti sembra, a che cosa ti fa pensare?”.

Un breve cenno sui requisiti che uno scarabocchio dovrebbe avere:

  1. Il tratto è posato con delicatezza, ma risulta molto nitido sul foglio.
  2. La linea assume un andamento prevalentemente curvo.
  3. Il tracciato è continuativo, privo di interruzioni[6].
  4. Tutto l’insieme offre l’impressione di una composizione serena e arieggiata: il tracciato non ricopre tutta la superficie della pagina poiché lascia libere numerose zone bianche sebbene non eccessivamente vistose.
  5. La linea si snoda estendendosi alla pagina intera, ma non ne oltrepassa i margini:
  6. Le spirali del tracciato non devono svolgersi tutte e sempre nel medesimo senso, ma si orientano ora in senso orario ora in senso antiorario, intersecandosi in direzioni svariate.
  7. Lo scarabocchio passa liberamente sul nome, alcune volte, senza tuttavia ricoprirlo in modo così intenso da renderne impossibile la lettura.

Per quanto concerne la valutazione rimandiamo al testo di Louis Corman[7]. Non diamo illustrazione dettagliata delle modalità seguite nel nostro screening per il motivo che l’esposizione si farebbe eccessivamente corposa e complessa, forse anche non del tutto opportuna per la delicatezza dell’argomento fatto oggetto di analisi. Ci limitiamo ad informare che, nel nostro caso, la valutazione è stata distribuita su 18 voci:

1)  estensione in superficie                      2)  il nome, sovrapposizione del tracciato

3)  il nome, annerimento                         4)  curvature/angolosità

5)  localizzazione spaziale                       6)  pressione

7)  unità/coagulazione                             8)  continuità/frammentazione

9)  sfumature                                            10)  ariosità/annerimenti

11)  tracciato/disegni                               12)  spirali/struttura

13)  forme simboliche                             14)  simmetria decorativa

15)  intersezione/assenza di contatto       16)  orientamento direzionale

17)  ordine                                               18)  stilizzazione.

Per ognuno di questi aspetti parziali dello scarabocchio abbiamo assegnato da zero a tre punti, a misura del grado di completezza al quale il criterio veniva raggiunto. La sommatoria dei valori parziali, tenendo presenti le diciotto voci relative al test, si va pertanto a collocare fra un minimo virtuale di 0 punti e un massimo di 54. I valori criteriali sono stati stabiliti per i due primi test proiettivi unitamente, lo scarabocchio e la famiglia.


[1] Cioè il sesto item della serie descritta

[2] La simulazione di questo gesto, per le spalle e per i gomiti, diverte oltremodo i bambini

[3] Come sempre, l’insegnante offre un esempio preliminare

[4] Vedi in Bibliografia alla puntata n* 24

[5] Vedi in Bibliografia alla puntata n° 24

[6] Nel senso che il bambino non solleva la matita dal foglio durante tutta la durata dello scarabocchio

[7] Vedi in Bibliografia


Immagine di Copertina tratta da Scarabocchio One.

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