Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 8 di 24
L’equilibramento e la coordinazione statica.
Si invita l’alunno a tenersi ritto sulla sola gamba destra; gli si insegna a mantenere flessa la gamba sinistra, dopo averla sollevata ad angolo retto al ginocchio, con la coscia parallela alla destra ma leggermente protesa in avanti, le braccia rilassate lungo il corpo. La prova viene ripetuta cambiando gamba, dopo circa trenta secondi di riposo. La posizione statica viene mantenuta, per ogni gamba, per la durata di dieci secondi[1].
Valutazione:
p 3 il bambino supera, a ogni prova, il tempo complessivo di 10 secondi in posizione ferma e sicura;
p 2 il bambino supera il tempo di 10 secondi, è leggermente insicuro, oscilla, abbassa la gamba sollevata, fino a un massimo di tre volte complessivamente, senza tuttavia toccare terra con il piede;
p 1 tempo inferiore a 10 secondi in una prova; la gamba flessa viene abbassata più di tre volte; il piede sollevato tocca talvolta il pavimento; il bambino oscilla, si alza sulla punta del piede, tende a saltellare per ristabilire l’equilibrio vacillante;
p 0 il bambino non riesce affatto a mantenere la posizione richiesta, neppure per pochi secondi.
L’organizzazione destra/sinistra nello spazio.
L’insegnante si pone di fronte allo scolaro e gli chiede di mostrare la propria mano destra, quindi la propria mano sinistra, di toccare l’occhio destro con la mano sinistra, di toccare l’orecchio sinistro con la mano destra. Si valuta l’item in base alle prove centrate:
p 3 il bambino esegue correttamente le quattro consegne[2];
p 2 il bambino fallisce una consegna;
p 1 il bambino fallisce due consegne;
p 0 il bambino fallisce tre o quattro consegne.
La comprensione/riproduzione di ritmi temporali.
L’alunno, in questa prova, deve riprodurre 20 strutture ritmiche, di complessità crescente, sul canale uditivo-motorio. Per ogni cerchietto disegnato l’insegnante batte un colpetto con la matita sul tavolo, con un intervallo di un secondo per gli spazi larghi e di 25 centesimi di secondo circa per gli spazi ravvicinati[3].
Si praticano alcuni esempi e si dà inizio alla prova soltanto quando il bambino dimostra di aver compreso la modalità con la quale dovrà riprodurre le strutture. In seguito alle prove-esempio eseguite dall’alunno, l’insegnante gli dice: “ora nasconderò la mia matita sotto il tavolo e tu non vedrai più quando batto i colpetti; dovrai soltanto stare attento e cercare di ascoltare bene per poi ripetere preciso a me; aspetta sempre che io termini di battere; tu comincerai a battere allo stesso modo, sul bordo del tavolo, con la tua matita, soltanto quando vedrai che io solleverò la mia matita, mai prima”.
Qualora il bambino incontri difficoltà nella comprensione del comportamento da seguire, si ripete la dimostrazione preliminare e si ricomincia la prova dalla prima sequenza. Non si ripete comunque, a questo punto, mai più di una volta. La prova viene interrotta in seguito a tre item consecutivi falliti.
Valutazione. Si tiene conto del numero delle strutture riprodotte in modo esatto; si valuta errato l’intero item parziale (fra i 20 previsti) anche se il bambino sbaglia una sola battuta (omissioni, aggiunte) o la riproduzione di uno spazio temporale:
p 3 da 13 a 20
p 2 da 8 a 12
p 1 da 4 a 7
p 0 da 0 a 3
La simbolizzazione grafica di strutture spaziali (prova collettiva).
Questa prova comprende, fra l’altro, anche un motivo di osservazione in merito ad alcune abitudini grafo-motorie. Sarà pertanto utile annotare di quale mano il bambino si serve per disegnare, la progressione sinistra/destra o destra/sinistra della scrittura, il senso rotatorio dei cerchietti, la competenza dimostrata nel processo cognitivo di trasposizione simbolica bimodale dello stimolo[4] qualora se ne presenti l’opportunità.
Le dieci strutture[5] sono rappresentate da cerchietti di cartoncino colorato (rosso o blu), con diametro di tre centimetri, da collocare su un foglio.
Si presenta una sola struttura alla volta e si consente allo scolaro di osservarla – raccomandandogli di guardarla con molta attenzione perché subito dopo dovrà disegnarla – per la durata di 5 secondi. Non si battono più i colpetti, ma i bambini devono riprodurre, su un foglio bianco, andando a capo ogni volta, la sequenza appena osservata e poi sottratta alla vista.
Per rendere la prova il più possibile oggettiva abbiamo disegnato alla lavagna le sequenze, una per volta, con gesso bianco, in dimensioni assolutamente percepibili da tutti gli alunni. Abbiamo fatto precedere la prova da un paio di esempi, sino al momento in cui tutti i bambini avessero dimostrato piena comprensione del compito, poi siamo passati alla prova vera e propria.
Appena disegnata una sequenza, esortavamo i bambini: “guardate bene come ho disegnato questo treno di cerchietti, perché fra poco lo cancellerò”. Si chiede agli scolari di attendere e guardare alla lavagna, per disegnare a loro volta la sequenza al momento in cui l’insegnante dice: “ora fatelo voi, precisamente com’è questo”. Nello stesso tempo, scaduti i 5 secondi di osservazione, l’insegnante cancella i cerchietti e attende che tutti i bambini abbiano terminato la riproduzione grafica.
È anche importante che gli alunni non si scambino suggerimenti fra di loro, perché in questo modo la prova risulterebbe in parte falsata.
Via via che il lavoro procede si sostituisce l’item con quello successivo e così sino al decimo.
Dal momento che la prova deve essere rapida e frutto della concentrazione personale, è consigliabile scoraggiare eventuali tentativi di riempire di colore i cerchietti disegnati.
Un singolo item si considera sbagliato per l’omissione o l’aggiunta anche di un solo cerchietto o per l’inesatta disposizione di un intervallo. Si valuta quindi il numero delle strutture corrette, applicando il criterio che segue:
p 3 dieci prove perfettamente eseguite
p 2 una sola struttura sbagliata
p 1 due item, non consecutive, falliti
p 0 due item consecutivi falliti oppure più di due anche non consecutivi
La dominanza delle facoltà percettive.
Questo settore di indagine si articola in quattro direzioni: mani, occhi, piedi, orecchi. Per ognuno di questi quattro distretti si affrontano tre prove (a, b, c) i risultati delle quali vengono annotati con le sigle seguenti:
D per un uso, da parte del bambino, della parte simmetrica destra del proprio corpo in tutte tre le prove;
S per un uso della parte sinistra senza incertezze;
sD per un uso della parte destra due volte su tre;
Sd per un uso della parte sinistra due volte su tre.
È assolutamente indispensabile contrassegnare con precisione ed evidenza i bambini mancini conclamati tali da osservazioni precedenti e da informazioni recepite dai familiari e dagli insegnanti di classe, per il motivo che la valutazione, rispetto a questi bambini, dovrà essere ribaltata sul piano delle risultanze S/D.
- Mani
- L’insegnante getta una palla e chiede al bambino di raccattarla con una sola mano per poi rilanciarla a lui.
- Il bambino simula l’atto di conficcare un chiodo nella parete usando un martello leggero in legno, poi…
- Deve soffiarsi il naso.
- Occhi
- Il bambino deve tenere con le mani, a braccia tese, un cartoncino[6], delle dimensioni approssimativamente di centimetri 25 x 15, con al centro un foro di mezzo centimetro di diametro; lo deve avvicinare a un occhio per osservare un obiettivo qualsiasi.
- Il bambino prende dal tavolo un cannocchiale[7] e guarda verso un punto a suo piacimento, dicendo ciò che vede.
- Gli si porge una pistola-giocattolo, lo si fa indietreggiare di alcuni passi e gli si dice: “vedi questa matita che ho in mano? la devi colpire al primo colpo, ma guarda di prendere bene la mira, con un occhio solo… pam! bravo, l’hai presa al volo”[8]. Sconsigliamo di adottare la prova del guardare attraverso il buco della serratura, poiché il bambino può facilmente invertire l’uso dell’occhio a seconda che la serratura si trovi in posizione di impedimento o meno.
- Piedi
- Si poggia sul pavimento, davanti all’alunno, un oggetto morbido (es.: cancellino da lavagna) oppure lo si porge al bambino il quale lo collocherà a terra, davanti a sé. Quindi l’alunno deve saltare l’oggetto a piè zoppo, rimettere a terra il piede sollevato, prendere l’oggetto dietro di sé, ricollocarlo sul pavimento dinanzi ai propri piedi e risaltarlo sempre a piè zoppo. Si possono ripetere tre o quattro di questi salti.
- Ora il bambino deve fare “goal” contro una rete immaginaria, calciando una palla di spugna e prendendo la rincorsa da qualche passo indietro.
- Infine l’alunno deve saltare con un solo piede su una piastrella sì e su una no oppure toccando con il piede soltanto quelle di uno stesso colore.
- Orecchi
- Si richiede al bambino di appoggiare l’orecchio alla zona centrale dell’uscio chiuso[9]. Gli si domanda quindi se riesce ad udire voci o rumori al di là dell’uscio.
- Si ripete la stessa prova per una parete divisoria.
- Si accosta una sveglia dal ticchettio rumoroso dietro il piano della lavagna oppure sotto il piano – badando che non sia eccessivamente spesso – di un tavolino. Si invita il bambino a poggiare l’orecchio sull’altra superficie del piano per cercare di udire il ticchettio. Un’avvertenza: è consigliabile ripetere questa prova sino ad almeno tre volte; certi bambini, infatti, o per indecisione o perché proprio non riescono a udire il ticchettio, o anche soltanto a seconda che abbiano aggirato il tavolino da una parte piuttosto che dall’altra, cambiano a piacere orecchio, disorientando chi sta ad osservare. Si attribuirà la valutazione D oppure S in base al comportamento che è stato espresso un maggior numero di volte. Così, d’altra parte, ci si deve orientare per tutte le altre eventuali prove di dubbia interpretazione.
Valutazione:
| mani | occhi | piedi | orecchi | soggetti destri | |
| p 3 | D | D | D | D | 4 D |
| p 2 | sD D D | D D Sd | D D D | D S D | 3 D |
| p 1 | Sd S D | S D S | D D S | D Sd D | 2 D |
| P 0 | S D Sd | D S S | Sd S sD | S S D | 0-1 D |
| mani | occhi | piedi | orecchi | soggetti mancini | |
| p 3 | S | S | S | S | 4 S |
| p 2 | sD S S | S S Sd | S S S | S D S | 3 S |
| p 1 | sD D S | D S D | S S D | S Sd S | 2 S |
| p 0 | D S sD | S D D | sD D Sd | D D S | 0-1 S |
[1] Cosa che si può ottenere presentandola come il “gioco della gru che dorme”
[2] Si accetta una partenza errata ma subito corretta dal bambino nell’esecuzione
[3] Vedi Picq-Vayer, cit., pag. 348; Vedi Stambak in Cornoldi e Soresi, pag. 169
[4] Come la capacità di trasformare un suono in un corrispondente grafico o un ritmo in uno spazio grafico
[5] Vedi Picq-Vayer, pag. 349
[6] Detta anche prova dello sighting
[7] Si può benissimo usare, allo scopo, un tubo di cartone di circa tre centimetri di diametro
[8] Facendo, contemporaneamente, saltare in aria la matita
[9] Può essere utile contrassegnare la parte onde evitare che il bambino scelga l’estremità della porta e si senta costretto a volgere il capo in un senso anziché nell’altro
Immagine di Copertina tratta da Gigarte.

