Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 7 di 24
La memoria a breve termine[1].
Per valutare la capacità individuale di ritenere una informazione in MBT siamo ricorsi al test dello span di cifre[2]. Si avverte lo scolaro: “ora ti dico alcuni numeri; aspetta che abbia finito tutta la serie, perché possono essere due di seguito, tre, quattro o anche di più; quando vedrai che chiudo la bocca, allora li ripeterai, nello stesso ordine in cui li hai sentiti. Per esempio, se ti dico 7-9-6, tu dovrai ripetere 7-9-6”.
Si leggono, uno alla volta, tutte le otto serie di numeri, con la scansione temporale di uno al secondo:
4 – 6 – 1
3 – 2 – 9
5 – 8 – 3 – 7
4 – 1 – 8 – 6
7 – 9 – 2 – 5 – 4
1 – 3 – 2 – 8 – 9
7 – 5 – 6 – 3 – 7 – 1
9 – 2 – 4 – 6 – 8 – 5
Si abbandona la prova dopo due item successivi non riusciti, si prende nota degli errori compiuti, evidenziando i numeri omessi oppure ripetuti erroneamente o sostituiti di posto o, ancora, aggiunti. Per un controllo più preciso è meglio scrivere tutta la serie ripetuta dal bambino, per intero, per poter attribuire, in un secondo tempo, il punteggio appropriato. Si calcola dunque un punto per ogni numero ripetuto con esattezza e al posto giusto[3].
Si procede quindi con le sequenze a ritroso, usando la raccomandazione: “ora ti dico altri numeri, ma questa volta me li dovrai ripetere a rovescio, cioè cominciando dall’ultimo e tornando indietro; per esempio ti dico 9-2 e tu dirai 2-9, oppure ti dico 2-5-8 e tu dovrai ripetere 8-5-2; la serie di numeri può essere anche più lunga; aspetta sempre che io abbia finito di pronunciare i numeri, prima di ripeterli tu; allora, ti ricordi? devi sempre ripetere al contrario”.
Si procede alla lettura/ripetizione rovesciata delle otto serie di numeri:
3 – 7
5 – 1
4 – 9 – 2
8 – 6 – 3
5 – 8 – 1 – 6
9 – 2 – 7 – 4
4 – 1 – 9 – 6 – 2
5 – 8 – 3 – 7 – 9
Si conta un punto per ogni numero ripetuto esattamente e al posto giusto. Si calcolano zero punti per i numeri omessi, aggiunti, sostituiti o fuori della loro posizione sequenziale.
Il criterio complessivo di valutazione è il seguente:
p 3 da 51 a 64
p 2 da 35 a 50
p 1 da da 20 a 34
p 0 da 0 a 19
Questo criterio è stato utilizzato per le classi terze, mentre invece per le classi seconde e prime si è dimostrato inadeguato. La capacità d’uso della MBT risulta infatti essere maggiore a partire dai bambini di sei anni sino a quelli di otto anni. Per ponderare i valori, dunque, e farli rientrare tutti nella griglia del criterio, abbiamo deciso di moltiplicare per 4 i punteggi individuali nelle classi seconde e per 6 i punteggi nelle classi prime. La prova di “span di memoria” è peraltro discriminante fra soggetti normo-equipaggiati e bambini con difficoltà di apprendimento scolastico[4].
1.1.3. Parametro motorio.
All’interno di questo parametro sono state considerate tre espressioni relative alle capacità motorie degli alunni: la grafo-motricità, la rapidità, la psico-motricità.
- La grafo-motricità (classi prime – prova collettiva).
Questa area è stata analizzata esclusivamente per quanto riguarda i bambini neoscolarizzati. Gli alunni dovevano copiare, sulla parte destra libera di una pagina, una figura geometrica stampata sulla sinistra. Il test ha preso spunto dai lavori di Bender-Schindler, di Graham e Kendall e di A.L. Benton[5] ed è stato sviluppato in un sistema comprendente 35 figure. Sono prove che danno prestazioni correlate con le abilità intellettive e con la presenza di deficit delle funzioni di base; sono pertanto capaci di discriminare bambini con ipotizzabile ritardo di apprendimento della lettura da bambini buoni lettori.
La valutazione delle esecuzioni si opera assegnando, a ciascuna figura copiata, punti da 0 a 3, a seconda della bontà della riproduzione. Si tengono in conto, soprattutto, le omissioni, le aggiunte, le distorsioni, la perseverazione, la rotazione, le collocazioni errate, gli errori di dimensione, le frammentazioni, le deformazioni dei rapporti spaziali, gli errori di adiacenza. Occorre valutare, nell’insieme, prevalentemente l’esattezza nella riproduzione della forma e della direzione, cioè l’orientamento nello spazio, non tanto la sicurezza grafica dimostrata nella copia del testo.
Avendo posto come condizione un punteggio da 0 a 3 per ogni item, si avrà un’estensione, per l’intera prova, fra 0 e 105 punti, con i valori criteriali seguenti:
p 3 da 90 a 105
p 2 da 70 a 89
p 1 da 35 a 69
p 0 da 00 a 34
- La rapidità (prova collettiva).
Agli alunni si consegnano una matita e un foglio quadrettato con reticolo di un centimetro. Il foglio viene disposto con la parte più lunga in senso sinistra/destra (orizzontale). Si richiede ai bambini di fare un segno in ogni quadretto, alla massima velocità possibile. Si precisa che ogni quadretto deve contenere un solo segno e che quest’ultimo può essere di qualsiasi tipo, ma non un puntino. Si spiega che non si può tornare indietro e quindi occorre badare bene di non saltare quadretti.
I bambini verranno interrotti dopo 60 secondi dall’inizio dell’esecuzione. Al termine, si rifà lo stesso lavoro con l’uso dell’altra mano[6]. È necessario accertarsi che i bambini abbiano tutti capito bene la consegna; nel caso qualcuno si soffermi in ritocchi o in rifacimenti e tenda a una esecuzione geometrica e accuratamente precisa, si ripete l’esemplificazione insistendo sul concetto di rapidità e si riprende la prova dall’inizio.
Valutazione:
p 3 il bambino contrassegna più di 60 quadretti con l’uso della mano dominante senza dimostrare difficoltà di adattamento al compito o di coordinazione motoria;
p 2 il bambino riesce a segnare da 55 a 59 quadretti in modo piuttosto sciolto;
p 1 i quadretti segnati sono da 40 a 54; si possono notare leggeri difetti di coordinazione motoria, manifestazioni occasionali di instabilità, di impulsività, tendenza allo scrupolo e all’ansietà;
p 0 il bambino riempie meno di 40 quadretti e i difetti di cui sopra appaiono sensibilmente accentuati.
- La psico-motricità.
L’indagine sulle competenze psicomotorie ha interessato i risvolti della personalità trattati dalle Scuole di Delacato e di Picq-Vayer. Ne abbiamo assunti dieci:
- la coordinazione dinamica generale,
- la coordinazione oculo-manuale,
- l’equilibramento,
- l’organizzazione destra/sinistra nello spazio,
- la comprensione/riproduzione di ritmi temporali,
- la simbolizzazione-disegno di strutture spaziali,
- la dominanza delle facoltà percettive,
- il senso di rotazione degli occhielli,
- le paratonìe,
- la capacità respiratoria.
Prima di somministrare le prove l’insegnante deve fornire al bambino una dimostrazione chiara ed esauriente del modo in cui si devono eseguire i singoli esercizi-gioco, accompagnando il gesto con termini adeguati e comprensibili. Solo a comprensione accertata si richiede al bambino la ripetizione dell’esecuzione stessa.
La coordinazione dinamica generale.
Si traccia sul pavimento una linea retta colorata, lunga un paio di metri o poco più, oppure si ricorre ad un nastro adesivo colorato. Il bambino deve seguire la traccia camminando “punta-tallone” senza stacchi o fuoriuscite. Il percorso fa fatto due volte, una in un senso, l’altra invertendo la direzione.
Valutazione:
p 3 percorso perfetto, piedi sulla linea e non divaricati, nessuna oscillazione;
p 2 percorso perfetto, con qualche oscillazione o insicurezza, lievi divaricazioni delle punte dei piedi, nessun stacco punta-tallone;
p 1 oscillazioni frequenti, qualche stacco punta-tallone, alcune divaricazioni delle punte, fino a tre uscite poco vistose del piede dal percorso;
p 0 numerose oscillazioni e insicurezze, incapacità a mantenere il percorso e a poggiare il piede in forma stabile, frequenti uscite dal percorso, stacchi.
La coordinazione oculo-manuale.
Questa prova può essere somministrata in forma collettiva se si lavora con piccoli gruppi di bambini (6-8 per volta).
Abbiamo fatto uso dei labirinti di Ozeretzki. Lo scolaro, con una matita in mano, deve tracciare una linea continua seguendo il percorso indicato in ciascun labirinto. Per rendere più piacevole e, nel caso di bambini vulnerabili sul piano dell’emotività, meno ansiogena la prova, abbiamo fatto ricorso all’immaginazione con il seguente suggerimento: “un topolino è entrato nella galleria per sfuggire al gatto che lo vuole acchiappare; insegnagli tu la strada per fargli percorrere tutte due le gallerie; così il gatto non potrà più raggiungerlo perché il passaggio è stretto; incomincia sempre dove vedi la freccia e vai avanti senza fermarti, cercando di non uscire di strada”.
I labirinti sono due e il bambino li deve percorrere senza sosta. Al termine di entrambi deve avvertire subito l’insegnante il quale prende nota dei secondi impiegati nel totale delle due prove per ciascuno degli alunni. Quando tutti hanno terminato, si può procedere ad una seconda edizione dell’item, concedendo prima trenta secondi di riposo. Si invita dunque il bambino a ripetere la prova, su due nuovi labirinti, questa volta con la mano non dominante[7].
Valutazione:
p 3 meno di 60 secondi in media per mano, senza uscite dallo spazio del percorso (sono concessi alcuni accavallamenti del tracciato con la linea-margine del percorso);
p 2 meno di 85 secondi in media per mano, con un massimo di 5 fuoriuscite della linea dai bordi del percorso;
p 1 da 85 a 100 secondi in media per mano; da 6 a 8 fuoriuscite del tracciato;
p 0 più di 100 secondi e/o più di 8 debordamenti.
È sufficiente la presenza di uno dei due elementi (il tempo in secondi o il numero delle fuoriuscite) per esprimere il giudizio sul livello dell’esecuzione.
[1] Indicata generalmente con l’acronimo MBT
[2] Vedi C. Cornoldi
[3] es.: per la seconda e la terza serie di numeri: 3-2-8 = punti 2; 5-8-7-3 = punti 2
[4] Vedi Cornoldi e Soresi, 1980
[5] Vedi Cornoldi e Soresi, 1980
[6] Si tratta di una tattica di controllo circa la dimestichezza nell’uso della mano dominante
[7] Questa, come altre prove simili, si dimostra utile per la valutazione della dominanza della mano in scrittura, talvolta non ancora completamente assestata all’età di sei anni. Vedi Picq-Vayer, pag. 341, in Bibliografia
Immagine di Copertina tratta da Marina Pavesi.

