Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 6 di 24
e) La comprensione del linguaggio parlato
(classi prima e seconda elementare)
Questo settore di competenza viene analizzato mediante quattro item: nominare oggetti della stessa classe, ripetizione differita di parole udite, discriminazione fonetica e memoria immediata, corrispondenza testuale e sequenzialità.
- Nominare oggetti della stessa classe.
Si preparano tre cartoncini contenenti ciascuno dieci raffigurazioni: animali (pesce, cane, uccello, topo, cavallo, gatto, formica, leone, cervo, serpente), arnesi da lavoro (martello, sega, trapano, badile, pinze, cesoie, lima, piccone, zappa, scure), mezzi di trasporto (bicicletta, autobus, motorino, aereo, automobile, treno, nave, elicottero, barca, autotreno).
Si indicano una per volta le illustrazioni e si chiede al bambino: “che cosa è? come si chiama?”. Il bambino deve dare la definizione esatta. Le denominazioni in dialetto, le approssimazioni con inesatta identificazione, le onomatopee sono valutate errori[1], come anche la sostituzione di un verbo (funzione = serve per…) al sostantivo correlato[2]. Al contrario, si accettano definizioni, anche sinonimiche, che tuttavia colgano il significato reale-funzionale[3]. Su un foglio di notazione si segnano le risposte esatte e quelle errate.
- Ripetizione differita di parole udite.
Queste sono le 15 parole pronunciate una alla volta dall’operatore scolastico: gallina, giraffa, pane, casa, luce, rosella, telefono, volantino, luna, mare, telecomando, voce, portamonete, apriscatole, campionamento. E queste le consegne fornite allo scolaro: “ora io ti dirò una parola; subito dopo conterò forte fini a cinque; appena ho detto cinque, ma non prima, tu devi ripetere la parola che hai sentito prima”. Quindi si inizia: “gallina, 1, 2, 3, 4, 5…”. Qui il bambino deve ripetere “gallina”. I numeri vanno scanditi al ritmo di uno per secondo. Si deve far capire al bambino che soltanto l’insegnante può pronunziare i numeri; l’alunno deve limitarsi a ricordare la parola per ripeterla dopo il 5. Accade talvolta che un alunno si metta pure lui a contare forte con l’insegnante oppure gli sfugga di ripetere la parola immediatamente dopo che l’ha udita: in questi casi si fa un cenno di dissuasione al bambino il quale comprende facilmente che deve attendere l’esaurirsi della numerazione; se non basta, si ripete la consegna, non più di una volta, e si riprende la prova subito prima della sua interruzione.
Un particolare curioso: accade di incontrare bambini che neutralizzano il distrattore numero-fonico ripetendo più volte, fra le labbra, la parola che devono tenere a mente[4]. Le parole, in ogni caso, devono essere ripetute in forma completa. Contano errore anche semplici omissioni/inversioni di sillaba o di lettera. Non si tiene conto, invece, di elisioni nel caso delle doppie consonanti (es.: galina) oppure di raddoppiamenti (es.: teleffono) o di parziali sostituzioni dovute a eventuali inflessioni di natura dialettofona. Qualora il bambino pronunci la parola in modo errato, ma subito dopo la corregga di propria iniziativa, si valuta positiva la risposta. La consegna, in ogni caso, deve essere perfettamente compresa dall’alunno: per questo è bene far precedere le prove da alcuni esempi.
- Discriminazione fonetica e memoria immediata (per bambini con età compresa fra i 5 e i 7 anni).
Si avverte il bambino: “ora pronuncerò alcune parole strane, che non hanno proprio senso; ogni volta che ne sentirai una, la dovrai subito ripetere a voce alta; per esempio, se dico PENCO, tu ripeti PENCO; se dico RAN, tu ripeti… RAN”. Si pronunciano successivamente, una alla volta, le parole seguenti, attendendo che il bambino ripeta all’occasione ognuna di esse, prima di proseguire. Se lo scolaro chiede che gli sia ripetuta una parola, lo si accontenta soltanto per una volta, raccomandandogli di fare bene attenzione e di ripetere poi ciò che ha capito, perché l’insegnante da quel momento in avanti non potrà più tornare sulle altre parole: è la regola del gioco e si deve fare così.
1) PE 1 6) PERTO 2 11) DILTRO 2
2) MAS 1 7) VEMBA 2 12) PUSCRA 2
3) TRO 1 8) RICRO 2 13) VIONSE 2
4) PLU 1 9) PALVI 2 14) STUNCA 2
5) SCRE 1 10) NUCRE 2 15) CRAVRE 2
Le parole devono essere ripetute perfettamente uguali; anche la minima sostituzione viene conteggiata errore. Si opera la valutazione sulla proporzione di sillabe pronunciate in modo esatto, che può raggiungere una soglia massima di 25.
- Corrispondenza testuale e sequenzialità.
Si legge al bambino una breve fiaba, meglio se esterna al patrimonio di conoscenze del bambino stesso. La si legge una sola volta. La fiaba, naturalmente, deve contenere un lessico accessibile al bambino. Se quest’ultimo avanza richieste circa il significato di una parola o di un sintagma, è necessario fornire immediata chiarificazione.
Si preparano 8 illustrazioni, 4 delle quali riproducono fedelmente ciascuna un momento caratteristico della fiaba, mentre le altre 4 presentano affinità descrittive, accompagnate tuttavia da elementi che nulla hanno a che fare con il racconto letto. Si raccoglie, a caso, una illustrazione per volta e la si presenta al bambino interrogandolo: “c’era questo nel racconto? c’entra con la fiaba che hai sentito?”.
Si conteggia un punto in negativo per ogni illustrazione pertinente trascurata e per ogni illustrazione estranea accettata. In seguito si mischiano le 8 illustrazioni, si prelevano solo quelle fedeli al testo e si sparpagliano disordinatamente di fronte al bambino, quindi gli si chiede: “ora mettiamo in ordine i disegni; quale viene per primo?… e poi?…”. Annotare quante, fra le 4 illustrazioni a disposizione, vengono scelte nella esatta sequenzialità.
Valutazione:
- Nominare oggetti della stessa classe: dal totale di n = 30 si detrae il numero delle parole pronunciate in modo errato.
- Ripetizione differita di parole udite: dal totale di n = 15 si detrae il numero delle parole omesse o distorte.
- Discriminazione fonetica e memoria immediata: dal totale di n = 25 sillabe contenute complessivamente nelle quindici parole non-senso si detrae il numero delle sillabe omesse o distorte.
- Corrispondenza testuale e sequenzialità: dal totale di n = 12 (ognuna delle tre sotto-prove vale al massimo quattro punti) si detrae: a) il numero di illustrazioni omesse fra le quattro esatte presenti; b) il numero delle illustrazioni scelte fra le quattro errate presenti; c) il numero delle illustrazioni indicate fuori sequenza fra le quattro fedeli al testo.
Se non fallisce alcuna prova, lo scolaro ottiene il punteggio massimo di n = 82, dato dalla sommatoria degli apici per ognuna delle quattro prove di cui sopra (30+15+25+12)
Fatto riferimento al valore massimo di n = 82, pertanto, i valori criteriali sono stati distribuiti nelle misure che seguono:
p 3 da 75 a 82
p 2 da 65 a 74
p 1 da 50 a 64
p 0 da 00 a 49
1.1.2 Parametro logico-percettivo e mestico
Le aree di indagine riferite a questo parametro sono quattro: visus, audio, competenze logico-percettive, memoria a breve termine.
- Visus.
Ci siamo serviti, allo scopo, delle tavole optometriche infantili. La tabella, contenente disegni che i bambini devono identificare, viene posta verticalmente, ben illuminata, alla distanza di cinque metri dal soggetto. Si chiede a quest’ultimo di denominare le figure a partire dalle più grandi (in alto), guardando con entrambi gli occhi. La prova è superata se per una singola riga il bambino distingue più della metà delle figure. Ci si ferma dopo due prove fallite e si prende nota dei decimi al livello dei quali il bambino è riuscito a percepire le figure.
Un particolare originale: talvolta è bene ripetere la prova, trascorso poco tempo, perché avviene che certi bambini, a tutta prima, siano come colpiti da un blocco percettivo[5] e, a una prova successiva, diano un risultato del tutto diverso.
Il criterio di valutazione è stato stabilito nei seguenti termini:
p 3 10 decimi
p 2 8-9 decimi
p 1 6-7 decimi
p 0 meno di 6 decimi
I bambini con punteggio 0-1 vengono, ovviamente, segnalati alle famiglie con il suggerimento per una visita specialistica di controllo. Si sono in vero verificati alcuni casi, proprio nel corso del nostro screening iniziale, di bambini con deficit visivo attorno al quale non era precedentemente emerso alcun sospetto né all’interno della famiglia né in seno alla scuola materna. Questi bambini, naturalmente, hanno beneficiato di una assistenza immediata e sono stati puntualmente equipaggiati degli strumenti correttivi idonei.
- Audio.
Da O. Schindler abbiamo tratto una serie di 31 parole: papà, babbo, tetto, dado, cocco, lago, ciccio, gigi, mamma, nonna, fifa, viva, sasso, rosa, sciocco, zia, zanzara, lulù, ramarro, rana, giugno, luglio, strada, spruzzo, completo, taxi, cosmopolita, sardanapalo, nabucodonosor, Afghanistan, jetzt. Queste parole si proferiscono al bambino una per volta, con voce sussurrata e con labbra schermate alla vista, a breve distanza facciale. Ognuna delle parole deve essere immediatamente ripetuta dal bambino, così come egli l’ha intesa; lo si avvisa, prima di iniziare, che non è concesso all’insegnante ripetere neppure una sola parola. La prova conta errore se, nel riprodurre verbalmente la parola, il bambino incorre in una distorsione benché minima.
Questo il criterio di valutazione adottato in base agli errori (parole errate) commessi:
p 3 da 0 a 2
p 2 da 3 a 5
p 1 da 6 a 8
p 0 9 e oltre
Qualora la valutazione dello sviluppo fonetico fornisca punteggi di 1 o di 0, si consiglia di approfondire l’esame sulle competenze parziali che riguardano:
- la capacità percettivo-uditiva,
- l’attribuzione semantica come strategia cognitiva,
- l’articolazione fonatoria nella capacità di riproduzione vocale,
- eventuali difetti legati al disturbo specifico della comunicazione verbale: disfonìa, dislalìa organica periferica, disfemìa o disfluenza verbale, afasìa, anartrìa, disartrìa, dislalìa audiogena, audimutismi o mutacismi, ritardi semplici di comunicazione dovuti a una devianza evolutiva statistica fisiologica[6].
- Le competenze logico-percettive (classi prime e seconde elementari).
Le prove, in tutto quindici, sono state tratte da P. e U. Lauster e rispondono alle seguenti caratteristiche:
- sequenza sinistra/destra (n° 1, pag. 20) Item 1°
- id. (n° 13, pag. 24) Item 3°
- astrazione-discriminazione visiva (n° 5, pag. 73) Item 4°
- id. (n° 11, pag. 76) Item 6°
- astrazione-discriminazione lettere (n° 16, pag. 78) Item 7°
- astrazione-discriminazione numeri (n° 19, pag. 80) Item 8°
- astrazione-categorizzazione (n° 11, pag. 106) Item 10°
- ricerca di particolari (n° 9, pag. 117) Item 13°
- ricerca di lettere (n° 31, pag. 120) Item 15°
- ricerca di numeri (n° 37, pag. 120) Item 16°
- astrazione-dimensione (n° 6, pag. 128) Item 18°
- astrazione-spessore (n° 10, pag. 129) Item 19°
- astrazione-lunghezza (n° 16, pag. 130) Item 20°
- astrazione-uguaglianza (n° 17, pag. 131) Item 22°
- astrazione-quantità (n° 2, pag. 135) Item 23°
Le consegne vengono date al bambino seguendo quanto suggerito nel testo[7]. Le risposte, in positivo o in negativo, si raccolgono sul foglio di notazione; quindi, per ogni alunno, si procede alla sommatoria delle risposte positive, avvalendosi del seguente criterio di valutazione (classi prime).
p 3 da 14 a 15
p 2 da 11 a 13
p 1 da 8 a 10
p 0 da 0 a 7
Tale criterio può risultare efficacemente valido per gli alunni neoscolarizzati: Applicato ad alunni del secondo anno, emergeranno senza dubbio risultati all’apparenza più brillanti. Nello screening di laboratorio noi ci siamo attenuti a indici più severi per le classi seconde, spostando il criterio ai seguenti livelli:
p 3 15
p 2 da 13 a 14
p 1 da 11 a 12
p 0 da 00 a 10
[1] es.: “bau bau” per cane; “aeroplano” per elicottero; “barca” per nave
[2] es.: “fa i buchi” per trapano; “vola” per aereo; “taglia” per scure
[3] es.: “macchina” per automobile; “camion” per autotreno; “passero” per uccello; “micio” per gatto; “biscia” per serpente; “pala” per badile
[4] È una strategia tutta personale di reiterazione in memoria immediata o a breve termine
[5] Come è successo, nella realtà, a una bambina di terza classe elementare che vedeva “appannato” con sua meraviglia, fra l’altro, perché non le era mai accaduto in precedenza
[6] Da Lingua Italiana, Libro, I.R.R.S.A.E. Piemonte, Torino, 1988, pag, 20
[7] Vedi Lauster, in Bibliografia
Immagine di Copertina tratta da Agenda Digitale.

