Legge 20 maggio 1982, n° 270, art 14, c. 6°
Anno Scolastico 1988-1989
Classi 1a, 2a 3a Elementari
Mario Bruno
Parte 4 di 24
Item n° 10: La trasformazione dei nomi propri.
Si consegna al bambino la scheda con i sei nomi incolonnati oppure si scrivono i sei nomi sul suo tavolino facendo uso delle lettere mobili, evidenziando la parola in alto, che serve da modello di riferimento. Insieme al bambino si legge la parola in alto, ma soltanto quella; poi, indicando una per volta le parole sottostanti, gli si domanda: “è ancora la parola di prima?… è cambiata qualcosa?… ora che cosa dice?”.
Valutazione:
p 3 il bambino fa corrispondere lettera a lettera, operando confronti analitici congruenti; cerca di spiegare il perché della differenza fra le parole; a questo livello tutte sei le parole vengono distinte l’una dall’altra; l’alunno si accorge dunque che la forma della parola-campione è stata modificata, ma anche che ne è risultata una parola differente, pur sempre leggibile; pertanto può tentare di leggerla, anche soltanto in modo approssimativo[1]
p 2 il bambino non tenta ancora di leggere la parola cambiata, ma è capace di accorgersi della mancanza, della eccedenza e della posizione seriale di ciascuna lettera;
p 1 il bambino accetta alcune trasformazioni e ne rifiuta altre; può attribuire la parola diversa a un altro membro della famiglia[2]
p 0 il bambino dice che il nome è sempre quello di prima, “PAPI”, in tutti cinque i casi che seguono la parola in alto.
Item n° 11: Lettura di una proposizione su due righe.
Si legge a voce alta, di fronte al bambino, la frase sulla scheda, senza alcuna indicazione gestuale, dicendo “guarda questo foglio: qui sopra c’è scritto La farfalla volò su nel cielo; ora prova tu a leggere e fammi vedere con il dito che cosa leggi, devi toccare le parole”.
Valutazione:
p 3 il bambino legge entrambe le righe rispettando l’orientamento spaziale e facendo corrispondere fonema e grafema con scansioni adeguate; ha raggiunto il livello di lettura alfabetica;
p 2 Il bambino scorre con il dito entrambe le righe, ricercando una segmentazione anche solo in base all’ipotesi sillabica, oppure scorrendo la prima e la seconda riga di seguito con il dito senza interruzioni; es.: La (LA) – farfalla (FARFAL) – vola (LA) – su (VOLÒ) – nel (SU) – cie (NEL CIE) – lo (LO); oppure: La farfalla (LA) – vola (FARFALLA) – su (VOLÒ) – nel (SU) – cielo (NEL CIELO); oppure: La (LA) – farfalla (FARF) – vola (ALLA) – nel (VOLÒ) – cielo (SU NEL CIELO); oppure, ancora: La farfalla (LA FAR) – vola (FALLA VOLÒ) – nel (SU NEL) – cielo (CIELO);
p 1 il bambino tocca soltanto una delle due righe scritte e legge di seguito facendo scorrere il dito da destra a sinistra o da sinistra a destra senza interruzione; può soffermarsi su una sola riga per un primo tentativo di segmentazione; es.: il bambino legge: La farfalla (LA FARFALLA) – vola (FA) – nel cielo (LLA VOLÒ); oppure: La farfalla (SU) – vola (NEL) – nel cielo (CIELO); oppure legge in ordine regressivo: La farfalla (SU) – vola (NEL CIELO) – nel cielo (LA FARFALLA VOLÒ); oppure fa rientrare l’intera proposizione in due sole parole, trascurando tutto il resto: La farfalla (LA) – vola (FA) – nel (RFA) – cielo (LLA); oppure distribuisce ancora la frase sulla prima riga, tralasciando del tutto la seconda: La (LA) – farfalla volò (FARFALLA) – nel cielo (VOLÒ); la seconda riga viene trascurata senza problemi oppure, talvolta, il bambino può farvi cenno domandando: “e questo…?”, senza tuttavia approfondire la questione;
p 0 il bambino dice: “la farfalla vola” e indica con un gesto vago e rapido qualcosa di indefinito sulla parte a caratteri grafici oppure fa riferimento al disegno; nessun tentativo di segmentazione fonetica.
Item n° 12: Analisi e fusione sillabica.
Fusione sillabica: Si ricorre alla nomenclatura riportata sulla scheda e si dice al bambino: “se metto insieme lu-na, diventa luna; se metto insieme pa-ste, diventa paste; ora ti dirò altre parole a pezzetti e tu li metterai insieme, poi mi dirai la parola tutta intera”; quindi si pronunciano a voce alta, una alla volta, le prime dieci parole scandite in sillabe, una sillaba ogni secondo. A fianco di ognuna di esse, sulla scheda individuale dell’alunno in screening, si appone un segno[3] oppure si scrive la parola nella forma integrale in cui è stata pronunciata dall’alunno, in modo da porre in risalto l’avvenuta o meno fusione sillabica nella risposta verbale prodotta. Si ripete il medesimo lavoro per le successive dieci parole, questa volta leggendole con scansione lettera per lettera, dopo aver fornito i tre esempi iniziali.
Analisi sillabica: Queste le consegne: “per scrivere ba devi prendere le letterine b-a; per fare via devi prendere le letterine v-i-a; e che cosa prendi per fare la parola caldo?; devi prendere c-a-l-d-o”. Si procede leggendo una per volta, con chiarezza e completezza, le venti parole che seguono e richiedendo al bambino, per ciascuna di esse, l’analisi dei costituenti grafemici; se il bambino commette errori, se non riesce a dare una qualsiasi risposta o se rimane perplesso occorre semplicemente annotare l’esito a fianco della parola interessata; al massimo è possibile ripetere l’esempio delle tre parole iniziali, questo nel caso ci si avveda che il bambino è insicuro nella comprensione della consegna. Si interrompe comunque la prova dopo che il bambino, in ognuna delle tre sottoprove (10 + 10 + 20 parole), ha fatto registrare tre fallimenti consecutivi. Per la valutazione parziale si tiene conto del numero dei segmenti in causa, che sono complessivamente 62 fra sillabe e lettere per quanto riguarda la fusione e 92 lettere per l’analisi sillabica. Vagliando le risposte fornite dal bambino si conta il numero totale delle sillabe per le parole pronunciate in modo esatto in fusione sillabica (le prime dieci parole), il numero totale delle lettere pronunciate in fonìa corrispondente e in giusta collocazione spaziale, sempre per la fusione sillabica (seconda serie di dieci parole) e il numero complessivo delle lettere (non sillabe o segmenti) pronunciate in ordine discreto in sequenza sinistra/destra (ultima serie di venti parole). Infine si aumenta di un punto per ogni parola fusa o analizzata in modo completo e perfetto. Raggiungiamo quindi una sommatoria terminale massima di:
(28+10) + (34+10) + (92+20) = 194
Esempi di valutazione:
- mu-li-no = mulino p 3+1
- gior-na-li-no = giornale p 2+0
- m-a-r-e = mare p 4+1
- t-r-e-n-o = teno p 4+0
- matite = m-a-t-i-t-e p 6+1
- pavimento = pa-vi-m-e-to p 5+0
I valori criteriali da osservare possono essere distribuiti su due scale, a seconda della maturazione dell’alunno, visto che questa prova può essere efficacemente somministrata all’inizio, ma anche a metà dell’anno scolastico:
| Inizio anno scolastico | Metà anno scolastico | |
| p 3 | da 150 a 194 | da 190 a 194 |
| p 2 | da 110 a 149 | da 170 a 189 |
| p 1 | da 60 a 109 | da 100 a 169 |
| p 0 | da 0 a 59 | da 0 a 99 |
- Come rispondono i bambini all’inizio della prima elementare. Talvolta danno seguito alla consegna pronunciando nomi di cose o animali (es.: che cosa prendi per fare RA?… rana!) oppure lettere isolate così come sono state appena udite (es.: che cosa diventa se metti insieme P-A?… p-a!), altre volte ripetono tale e quale la sillaba (RA = ra) o affermano semplicemente “non lo so”. Alcuni bambini rispondono pronunciando lettere a caso o inventando parole che non hanno alcuna assonanza fonetica con i suoni pronunciati dall’insegnante. Pochissimi alunni[4] hanno dimostrato un sufficiente grado di competenza in analisi sillabica; pochi[5] in fusione sillabica. La prova è stata somministrata nei primi giorni del mese di ottobre.
- Come rispondono i bambini a metà dell’anno scolastico in prima elementare. In analisi sillabica: può accadere che omettano una lettera o una sillaba (PONTE = p-o-t-e), che sostituiscano alcuni suoni (TELEVISORE = t-e-l-i-l-s-o-r-e), che operino aggiunte (PIETRA = p-r-i-e-t-r-a), che non separino del tutto le lettere alfabetiche (PIANO = pi-a-n-o), che operino completamente al di fuori della comprensione del compito anche in seguito a ripetuti esempi (SE = sedia; MULO = mucca; SUO = sugo; MANI = mangia; PIANURE = pianelle; PAVIMENTO = palco), che decidano per una segmentazione in sillabe, anziché in fonemi (MATITE = ma-ti-te), che si limitino a pronunciare una sola parte della parola oppure a sostituirla del tutto (TESTA = ta; FINESTRA = ne; TELEVISORE = te; MI = ta; LU = ca; MULO = la). – In fusione sillabica: si possono verificare aggiunte e sostituzioni (v-e-l-a = verlo; s-c-a-r-p-a = scala/nave/secca/gratta/strada; l-o = luva; m-i-o = mina; p-a = pallone; t-r-e-n-o = pipa; m-a-r-e = pane), ma anche omissioni (v-e-l-a = ve).
La valutazione complessiva delle competenze in
Concettualizzazione del linguaggio scritto
Abbiamo in conclusione ottenuto dodici dati parziali, uno per ogni item somministrato. Poiché i punti vanno da 0 a 3, ne deriva che lo score minimo e massimo per un individuo può situarsi fra 0 e 36 punti. Si procede dunque a operare la sommatoria dei punti ricavati dalle prove, per ciascun alunno, dopo aver distribuito i punteggi parziali riportandoli dai fogli di notazione allo schema dell’esempio seguente:
Alunno Prove: 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12 Totale
x-y n n n n n n n n n n n n Σ n
dove n sta ad indicare il valore parziale (da 0 a 3) totalizzato in ogni singola prova e Σ sta per “sommatoria”.
Ogni alunno riceve, infine, un punteggio globale corrispondente al proprio livello di competenza in concettualizzazione del linguaggio scritto, in base al seguente criterio di valutazione:
p 3 da 30 a 36 livello ottimale
p 2 da 22 a 29 livello sufficiente
p 1 da 13 a 21 livello incompleto
p 0 da 0 a 12 livello carente
La Lettura
Si inizia con l’applicazione delle prove M.T. per la comprensione, la correttezza e la rapidità di lettura, a partire dalla seconda classe elementare in poi. Non diamo esemplificazioni dettagliate del procedimento adottato, per il motivo che ci siamo attenuti scrupolosamente ai manuali e ai testi d’uso[6]. Una illustrazione particolareggiata dell’iter seguìto è riportata in un dossier al titolo “Sperimentazione educativa e didattica. Il Progetto M.T.” presentato dal Prof. Cesare Cornoldi al Convegno Internazionale del C.N.I.S. in Bassano del Grappa (VI) “Handicap, linguaggio e comunicazione”[7].
Come per il settore precedente, si raccolgono i dati e si distribuiscono su una scala valutativa a quattro piani che[8] riportano le seguenti denominazioni:
p 3 criterio completamente raggiunto
p 2 prestazione sufficiente rispetto al criterio
p 1 richiesta di attenzione
p 0 richiesta di intervento immediato
Il gruppo dei bambini per i quali necessita un intervento di tipo riabilitativo (p 0, p 1) viene sottoposto a prove criteriali (MT/PRCR) finalizzate alla individuazione dei processi parziali implicati nel disturbo specifico di lettura ed eventualmente a prove di motivazione (MOT) alla lettura, dopo di che viene assunto in training in considerazione delle aree cognitive rivelatesi carenti nella loro organizzazione evolutiva.
[1] es.: PAPI = il bambino legge “papi”; PAPIO = il bambino legge “papio” o “papo” o “papioi”
[2] es.: PAPI = papà; PIPA = mamma; PA = figlio
[3] Quello che si desidera, come, ad esempio, un asterisco (*)
[4] Uno su 36, nella fattispecie
[5] Quattro su 36, nel medesimo contesto
[6] Vedi in bibliografia: Cesare Cornoldi e il Gruppo MT
[7] Convegno tenutosi nel periodo 20-21-22 novembre 1987
[8] Vedi bibliografia citata
Immagine di Copertina tratta da Digital 360.
